Daniele Perello

25 Luglio 2010

Ciao Graziano….

Archiviato in: 2 - Politica Locale — admin @ 19:18

 

L’amico Graziano se ne è andato.
In un anno particolare in cui abbiamo perso per lo stesso tremendo male il Vescovo , Oriana Pagliarini,e tanti altri.
Momenti in cui la nostra fede, e il nostro senso verso l’aldila’ sono messi a dura prova; momenti in cui la prima domanda che uno si pone è, “perche’ se ne vanno sempre le persone buone?”.
Dire che Graziano fosse una brava persona, è scontato e forse anche un po demagogico.
Se non qualche piccola parentesi rilegata alla Sot delle farmacie, per le quali aveva deciso impegnarsi per conto del Sindaco Moscherini e di questa amministrazione, non ho molto avuto a che fare con il Graziano politico, purtroppo, ma in compenso ho un ottimo ricordo  rilegato alla sua vita professionale.
Lo ricordo nel laboratorio Tarantino, tra un prelievo e l’altro, a parlarmi del suo amore per il socialismo e per quelli idea socialdemocratica che ha perseguito per tutta la vita, lo ricordo per il suo sorriso e la sua disponibilita’ , per il suo accento toscano che ti metteva sempre di buon umore,per la sua capacità si sapermi trovare la vena con semplicità e non farmi sentire mai dolore,  per il suo aiuto e contributo economico dato a molte famiglie che si recavano nel suo ufficio a chiedergli un sostegno.
Lo ricordo per molte cose, ed amo immaginarlo cosi, in Paradiso, tra gli angeli, sommerso da file di bambini che vogliono farsi fare il prelievo soltanto da lui.
Ciao Graziano

Daniele Perello
Consigliere Comunale

19 Marzo 2010

TEMA LIBERO :IL MIO PAPA’

Archiviato in: 5 - Musica & Arte, 6 - Cinema & Teatro — admin @ 09:31

 

E’ la notte dei pensieri….e degli amori…cosi recitava una vecchia canzone di Michele Zarrillo….un periodo di non-sonno capita nella vita, specialmente nella mia e specialmente in questo momento.
Se fossi un bugiardo vi direi colpa dei troppi caffè, no…mentira!!..la verità è che per quanto io voglia dimostrare di esser forte anche io ho la mie paure, le mie angoscie,i miei dubbi…e cerco di risolverle , di superarle, di rendermi migliore.
Talvolta ho anche il presentimento che esamino me stesso troppo duramente,ma forse è giusto cosi, perchè solo calcolando il massimo delle probabilità che ci circondano, allora riusciamo a rendere minimi i nostri errori, e questo  hai contribuito ad insegnarmelo tu.
Che bello vedere una nuova alba…mi son appena affacciato alla finestra, vedo il mare..Civitavecchia è bellissima stamattina…che vi perdete voi che dormite…”ed un pensiero mi passa per la testa”…vi ricordate le elementari???
Quei bei temi liberi , o quelli dove dovevi parlare della tua famiglia o di un componente in generale…bhe’ oggi, San Giuseppe, era uno di quei giorni che ti toccava il tema..il mio papà…non ricordo bene..ma se non erro scrivevo le solite cose..che lavoro faceva..se era in casa..che sport faceva…e poco di piu’..ma mai cosa pensavo realmente…non so perchè..forse paura di aprirmi..forse paura di raccontare a quella sconosciuta della maestra i cazzi miei..forse perchè da piccoli, come ancor peggio da grandi si è cosi stupidi da non dire mai quello che si pensa..da non aprirsi del tutto..eh si perchè viviamo uan società dove se ci mostriamo affetuosi, o sentimentali, qualcuno cerca di distruggerci..ma siccome a me, non mi distrugge neanche un carroarmato, bhe allora quel tema lo scrivo oggi..e consiglio e propongo di farlo anche voi…
Cara maestra,
non so perchè ogni San Giuseppe ti ostini a rompermi i coglioni con questi temi liberi e queste letterine al Papà,ma quello che so è che vorrei esser ancora all’asilo e divertirmi a fare un semplice disegnino, meno impegnativo e piu’ divertente, ma siccome, i cazzi tuoi non te li fai , allora ascoltami: Io mi ritengo un bambino fortunato perchè ho un padre!
Molti miei amici purtroppo l hanno perso troppo presto come pure mio papà  ha perso mio nonno troppo giovane e purtroppo senza avere un buon rapporto.
Non ti racconterò ne di che lavoro fa , ne di altre cose cosi, perchè sospetto che tu voglia classificarci secondo la dichiarazione dei redditi,  perchè sei una classista del cazzo,  e piu’ ricco sarà lui, piu’ attenzione  darai a me, o perchè lavori per la guardia di finanza e vuoi controllare se siamo una famiglia di evasori fiscali.
Ti racconto che mio papà , Alessandro, detto Sandrino, è “gravemente malato”, di una malattia che si chiama sindrome da Peter Pan , del quale anche io sono portatore eriditario…insomma una sorte di Gianni Morandi con lo spirito ribelle di Steve Mc quenn.
Come tutti i figli inutile dirti che in adolescenza abbiamo avuto alti e bassi, dovuti un po’ da un carattere ,il mio troppo esuberante , e il suo , allora troppo esigente…ma poi le cose cambiano.
Quando i miei divorziarono, forse mi sono mancate troppo quelle buona notti che mi dava, quando si fermava a bordo letto , a parlare con me, che già ero pendolare tennistico e che la sera con loro,i miei genitori, mi fermavo a fare i compiti fino a tarda notte.
Ricordo i bei discorsi che facevamo, e forse, un po ingrato , e un po stupido , ad entrambi  ho fatto pagare, senza rendermene conto, nei miei anni caldi.
Comportamenti che ho poi capito e con il tempo ho recuperato, con tutti e due, grazie alla mia e alla loro intelligenza.
Ma il nostro rapporto non poteva che essere meraviglioso..perchè qualcosa di grosso, era già successo e si sarebbe ripetuto nel tempo.
cara maestra, lei non sa di quanto è strana la vita…con mio papà ho capito la qualità del tempo, e la sua superiorità nei confronti della quantità….lei lo sa perchè dormo poco??Perchè la sera, contro tutti i pareri, mio papà si metteva sul divano con me il fine settimana, e mi faceva vedere in videocassetta, film come Amarcord, C’era una volta in America, Piccolo Grande Uomo, Soldato Blu, Oltre il Giardino, e poi mi portava al cinema,mi parlava di politica che lui faceva attivamente nella mia città, mi regalava libri, e mi faceva ascoltare le sue musiche che io detestavo..Paolo Conte, Fabio Concato, e attraverso riferimenti musicali e cinematografici amava insegnarmi le cose.
A proposito di politica, signor giudice, ops, scusi, signora maestra..lo sa lei che forse proprio la politica in parte ci ha separato?Si perchè non solo la quantità di forza che metti in quell attività, purtroppo, ti porta a strascurare altri rapporti, ma per un altra motivazione…mio papà si candido’ a cv per ben 2 volte…una fu il primo dei non eletti e non arrivo’ nei banchi dell’aula consiliare per 1 voto…poi qualcuno penso’ di nominarlo assessore, una sera, andammo in una riunione..c’erano bei volti..cupi, ma bei volti..molti di loro sono ancor oggi presenti nel panorama politico locale…io c’ero..seduto su una sedia al lato ds..quando in cambio della nomina, non solo doveva diventare “in quota” di qualcuno, ma doveva prendere una posizione pubblica e legale contro un nemico di questi che  autorevolmente si nominavano suoi amici…maestra io c’ero..quando mio padre s’è rifiutato..quando son piovuti gli insulti..quando mio padre ha preso e cambiato città.
Per anni ho odiato la politica per questo, ma poi è una cosa che hai dentro e non puoi farne a meno…quando son divenuto consigliere comunale..ed è niente, solo un punto di partenza..mio padre era piu’ felice di me, tanto che a 56 anni, si è regalato il suo primo tatuaggio, ed io spero di fargliene fare molti altri.
La politica, il cinema, i libri…questo è quello che si puo’ dire il mio certificato di nascita..perchè nonostante lei sia una buona samaritana e pensa che io sia strano a scuola perchè figlio di divorziati, lei non sa che io son stato concepito in amore, da una coppia che sia amava alla follia, e che con tutto l’amore del mondo sono crescito, anche se poi dopo si sa, la vita è un altra cosa.
Ricordo l’anno 1997, il viaggio con mio padre…ero piccolo..avevo 15 anni..ero terrorizzato all idea di fumarmi una sigaretta e bermi una birra(eravamo all October fest)..un po come il film in viaggio con papà, solo che , se da un lato Sadrino rispecchiasse Alberto Sordi, io , non ero certo Verdone.
Li cambio qualcosa…li cambiammo e crescemmo assieme…li ascoltammo una canzone di un cd che mi ero comprato pochi giorni prima, di Jovanotti…la lina d’ombra…le parole son queste..”nel mio bagaglio panni sporchi di navigazione….la faccia di mio padre prende forma sullo specchio, lui giovane , io vecchio, le sue parole che rimbombano dentro il mio orecchio, la vita non è facile ci vuole sacrificio ,arriverà un giorno in cui mi dirai c’ho ragione,arriva un giorno in cui bisogna prendere una decisione…e quando passera’ il monsone diro’ calate l’ancora,dritta avanti tutta, questa è la rotta, questa è la direzione, questa è la decisione”.
Io , cara maestra, sto su una nave e ho preso una decisione, anzi molte, tutte coraggiose, perchè nella vita senza il coraggio non si va da nessuna parte, e mi sto per imbarcare nei prossimi mesi per un bel mare aperto, fatto di insidie , di mille difficoltà e di cuore,  ma si , la vità e’ meravigliosa anche per questo.
Non so quanto tempo ci vorrà per attraccare ad un porto e vedere un po di terra, ma son certo che sto facendo per me, e per chi crede in me , la cosa giusta.
La vita?E’ una cosa stupenda…le dico in conclusione che io sono cosi, perchè ho avuto quello che per me è stato il miglior padre del mondo, con i suoi pregi e i suoi difetti, e che finchè vedo la forza nei suoi occhi avro’ forza io. Le racconto che le distanze non esistono, perchè lo sento accanto a me in ogni mio gesto,le dico che faccio tutto anche per rendere i miei genitori fieri di me, cercando di non deluderli mai attraverso i valori e gli insegnamenti che da loro ho ricevuto.
Le dico che la vita è un brivido che vola via(Vasco), e che spesso perdiamo tempo a non dirci quello che proviamo e quando lo capiamo quel tempo non c’è piu’..allora per questo lo faccio oggi, con questa nota, in questo giorno…a tutti i padri del mondo, e al mio…grazie papà…ti amo.
Daniele

10 Marzo 2010

UN CINEMA A CIVITAVECCHIA:ORA E’ REALTA’

Archiviato in: 2 - Politica Locale — admin @ 18:27

COMUNICATO STAMPA CONSIGLIERE DANIELE PERELLO
 
 
Il cinema a Civitavecchia, non è piu’ solo un gruppo di pochi cittadini di facebook ma qualcosa di reale.
Dopo l’intervento del Sindaco Moscherini del mattino dove ha ufficializzato l’opera , con una sala da 300 posti, due da 180 e due da 100, prende la parola anche il consigliere comunale Daniele Perello.
E’ una vittoria per tutta la città di civitavecchia,sostiene Perello, un risultato storico che consegna a questa città un diritto di quella cultura e di quel piacere che per troppo tempo è mancato.
Inutile parlare che si tratta di un operazione che non ha colore politico,in quanto omaggia tutta la cittadinanza,  e  mira al benessere e alla crescita di tutta la collettività e dei suoi figli ,che per troppo tempo son stati costretti ad essere pendolari in questo.
Pubblicamente mi complimento con il sindaco Moscherini ,che privatamente mi aveva gia’ illustrato il tutto, dimostrando forza di volontà nel raggiungere un obiettivo non facile ,e che, vie burocratiche avevano cercato di complicare.
Un ringraziamento particolare da amante del cinema e cineasta  va senza dubbio anche  a Roberto Fiorentini che ha “lavorato”su facebook affinchè l’operazione fosse “sponsorizzata” da molti ragazzi civitavecchiesi , incoraggiando , chi impegnato istituzionalmente ad assumersi le proprie responsabilità.
Questa e’ anche la dimostrazione di una societa’ che cambia, che comunica differentemente, e di come i social network, se usati con testa e capacità , possono portare alla crescita di  movimenti efficaci.
Ora e’ importante lavorare affinche’ si velocizzino tutti gli iter burocratici e si riesca a dare a Civitavecchia quel cinema che i suoi cittadini vogliono.
Per questo ci sara’ ,come sempre, e come e’ stato in questa operazione , tutta la mia disponibilità di consiglere comunale della città,impegnandomi nel controllare il tutto e auspicando la rapidità dei tempi delle commissioni e del consiglio comunale stesso.
 
DANIELE PERELLO

8 Marzo 2010

PER UNA DONNA….

Archiviato in: 8 - Poesia — admin @ 23:14

 

Per una donna noi,facciamo i santi i buffoni e gli eroi.

9 marzo festa della donna.No, non mi sono rimbambito del tutto ancora, ne tantomeno ho fatto uso di sostanze alcoliche.
Scrivo 9 , ma potrei scrivere 10 o 11 o qualsiasi altra data… si perchè avere un giorno per ricordare le donne mi sembra come DI racchiudere la donne in un piccolo angolo di importanza.
La festa delle donne è tutti i giorni dell’anno, come quello dell’uomo del resto.
Non vuol essere una frase demagocica detta cosi, ma perchè L’8 marzo è una data che serve per ricordare un giorno importante, quello del 1911 ,cioe’ della Giornata Internazionale della Donna.
La tradizione vuole che questa ricorrenza ricordi un tragico incendio in una fabbrica di New York nel quale persero la vita 129 operaie che i proprietari aveva chiuso a chiave all’interno dello stabile. Al momento dell’incendio anche i proprietari si trovavano all’interno dello stabilimento; i loro uffici erano all’ultimo piano; nonostante questo riuscirono a salvarsi, abbandonando le operaie al loro destino.
Nel successivo processo i due titolari della fabbrica Triangle furono comunque assolti, ed anzi ricevettero dalle assicurazioni un indennizzo di 445 dollari per ogni operaia morta, mentre alle famiglie delle vittime furono devoluti appena 75 dollari.
Questo fu il prezzo di ciascuna delle 146 vittime del rogo della Triangle. Di queste 129 erano donne che facevano turni di 14 ore al giorno, per un salario medio di 6-7 dollari alla settimana (per 72 ore di lavoro).
Se penso alla donna penso a molte cose, e il mio augurio vuole essere di piu’ di una semplice mimosa.
Vorrei augurare alla donna anche  di migliorare.
Si perchè nella società che viviamo ci son troppe donne che passeranno questo giorno a ubriacarsi o fare le “matte”, ci son donne che a volte non si comportano da tali, ci son donne che devono imparare a prendersi le cose con piu’ forza, con piu’ determinazione, ci sono donne che devono imparare a fare squadra sui posti di lavoro, nella vita, non attaccandosi l’una con l’altra per rivalità da “pochi spicci”, ma bensi alleandosi contro noi uomini che se pur in competizione riusciamo a fare quadrato.
Dico cio’ non per fare critiche distruttive alle donne, ma bensi’ per costruire una donna migliore, perchè i tempi e la società la necessitano, perchè la donna ,da sempre, è superiore a noi uomini e merita , riconoscenze importanti.
Penso che ad esempio oggi, in politica , nel Lazio corrono due donne alla Presidenza della Regione, che sono sicuramente piu’ preparate politicamente e strategicamente di politici inventati dai media,magari con vizietti particolari.
Penso alla infinità di donne che lottano ogni giorno, nei paesi dove a loro non vengono riconosciuti diritti umani,e a tutte queste donne e alle altre auguro memoria e consapevolezza.
Penso a tutte quelle che sono eroi in casa tutti i giorni,  alle lavoratrici precarie,a quelle casalinghe che hanno subito incidenti mortali nel loro quotidiano lavoro poco considerato, alle madri di figli non autossuficenti, alle donne che amano e a quelle che lottano con coraggio, passione e fierezza.
A tutte loro dedico la mia stima, dedico canzoni , come Donne di Zucchero, o quello che la donne non dicono di Fiorella Mannoia, o la faccia delle donne di Vasco e gli stadio, o per una donna di Califano.
Milioni di canzoni , non riusciranno mai a ringraziare questo universo, e cosi la festa dovrebbe esser ogni giorno, con un sorriso, con una rosa, con il tener aperto un portone o dare la precedenza per strada, una sorte di galateo oggi scomparso, per colpa di noi uomini e per colpa un po della donna stessa,ma che dobbiamo riportare per ricondurre nelle nostre vite quel pizzico di umanita’ che oggi manca troppo.
Un pensiero a tutte quelle donne impiegate nel volontariato, nelle missioni umanitarie, a chi educa i figli, alle maestre,a quelle che donne ci son nate ma senza corpo di donna e oggi con difficoltà societarie cercano di diventarlo,  a quelle che ho conosciuto in sud america,alle volontarie dell insegnamento che ho conosciuto a Buenos Aires, alle sognatrici, alle bambine che apprendono e sognano di governare e cambiare il mondo, a chi sogna di crescere in un altro posto, a chi cresce fratelli e sorelle , a chi è costretta a stare su una strada, a chi si è rimboccata le maniche ed ha iniziato a pedalare in salita, a chi crede in un paradiso migliore per chi vive un inferno al giorno, a queste donne , auguro di vivere la vita e i loro sogni, fino in fondo.
La donna è vita.
Musa ispiratrice di versi e poeti, dei nostri piccoli stati d’animo, tutti abbiamo riso con una donna, apprezzato il suo profumo, messo in discussione i nostri sogni e le nostre libertà, per una donna ci siamo ubriacati, abbiamo discusso e picchiato qualcuno, o almemo avremmo voluto farlo, abbiamo pregato e sperato, abbiamo scritto, abbiamo passato notti insonni, abbiamo visto amici star male e molto altro, e se voi uomini non vi riconoscete in queste categorie, bhe allora state mentendo.
A mia madre e mia nonna , che mi hanno cresciuto, donne diverse , figlie di mondi opposti che mi hanno permesso di essere cosi, rispettoso e innamorato di loro.
W le donne.

DANIELE PERELLO

3 Febbraio 2010

HO IMPARATO A SOGNARE CHE NON ERO BAMBINO

Archiviato in: 5 - Musica & Arte — admin @ 13:49

 

Vi racconto una storia, una storia di un tempo, una storia di viaggi, una storia di chi vuole sognare..una storia di un tempo
passato, raccontabile da uno dei quei film con un po in bianco e nero, ma anche una storia attuale, contornata da cinema e
dalla musica, sale della nostra vita quotidiana.
1993.”Sarà il vento o sarai tu ,la voce che risponde ai miei perché..Dai galoppa più che puoi Corri vai non ti fermare che
di strada ce n’è ancora tanta sai?..Si lo so”.Un giovanissimo Max Pezzali cantava e ballava assieme alla “meteora” Mauro
Repetto questa canzone. il mio Wolkmann a casette passava questa canzone assieme ad altre del’epoca, e un pensiero fisso
cresceva in me ogni qual volta la ascoltavo…chiudevo gli occhi e sognavo di essere lontano, spiagge viste solo sulle
cartine geografiche scolastiche, o su qualche enciclopedia.
Oggi la geografia vogliono anche toglierla come materia d’istruzione a scuola, ma mi
auguro che cio’ non avvenga, per motivi culturali e perchè permette a noi “eterni bambini”di sognare, di viaggiare con la
fantasia, di giungere all’Isola che non c’è , volando con il nostro immaginario Peter pan.
1994.”Dio fai tornare il vento ,gli domanderò se può portarmi via ,dalla spiaggia basterà un momento ,prendo la rincorsa le
braccia al cielo al cielo e volo via. ,ma io  musico ambulante vorrei stare in cento case o in un motel  e mi sento scusa
così dissonante ,vorrei molti amori e duemila figli come me.”
Uno strepitoso Fabio Concato usciva con il suo primo album del cd Scomporre e Ricomporre.
Io non ascoltavo molto Concato per piacere, ma piu’ per obbligo. Si perchè nella vecchia Golf di mio padre regnava
continuamentecome sottofondo. Quell’anno fu un anno importante per me,  l’esame delle scuole medie, la vita mi metteva per
la primavolta davanti alla sua potenza, perdevo  mia Nonna, la persona piu’ importante della mia infanzia, e i miei genitori
 si separavano.
Negli attimi proprio piu’ particolare capii la bellezza suprema di questo cantante, la presenza continua nelle sue canzoni
del mare e del vento, entrambi aforismi , di un desiderio di fuga, di cambio, di volare.
E cosi potrei raccontare anno per anno, o attimo per attimo, ma sarei troppo prolisso, e sopratutto lo farò quando leggerete
il mio libro che spero esca a metà fine anno.
Voglio parlarvi di altro, come sempre,  a modo mio…..voglio parlarvi di come quando pensiamo che tutto sia perso, che
tutta vada verso il verso sbagliato , proprio in quel momento è il momento di ricostruire, di riuscire forti, di cercare
in noi stessi le vere spinte , i veri sogni.
A tutti quei falsi depressi che su facebook ci angosciano con le loro ansie, con i loro stati d’animo o link  tristi dati
dalle
loro relazioni sentimentali, gli darei due calci nel culo…si si..avete letto bene…ma si puo’ basare la felicità di una
vita solo in un semplice rapporto tra 2 persone?Questo non significa che un rapporto a 2 non sia importante, anzi
tuttaltro, ma mi chiedo, se uno basa la sua felicità solo su questo cosa c’è dietro, oppure mi chiedo se sia possibile
avere piu storie importanti in un anno, e mi chiedo tante cose, e mi rispondo che cio’ accade perchè alla fine non si
conosce troppo se stessi, non ci si ama abbastanza noi per primi, e ci si butta alla ricerca di qualcosa difficile da
trovare.
Io me stesso lo conosco..e lo amo…le mie cose…i miei sogni ..i miei pensieri..nonostante nel mio cammino di vita
qualcuno/a abbia cercato di metterlo in discussione..anche per me c’è stato un momento duro, ma non ho condiviso nessun
link su face allora,anzi face ancora non c’era , ma ho preso e sono partito.
Partito per dove?la mia seconda casa, il Sud America….ci sarebbe tanto da raccontare , ma non è questo il momento..ora
devo dirvi perchè parto!
Parto perchè fin da piccolo ho ascoltato canzoni e visto film che mi hanno raccontato di sogni, di viaggi, di spiagge, di
libertà, di amore verso se stessi…..parto perchè ho scoperto che ci sono valori nella vita in altre popolazioni che
permettono di migliorare la nostra vita anche qui…parto perchè non si puo’ vivere sempre e solo di telefono e di sorrisi
accomodanti che la vita lavorativa e quella politica ci porta a fare…parto perchè cerchiamo sempre qualcosa pur non
volendolo trovare…parto perchè amo la vita, il sole, l’odore del mare e perchè forse l’unico rumore che le mie
orecchie tollerano è quello delle onde del mare…parto perchè è bello andare ricordando sempre, come dice la mia amica
Lorena, dove vieni e dove tornerai perchè è anche questo che rende un viaggio speciale, è ed importante avere sempre un posto
dove tornare, per gustarci di piu’ i nostri affetti e le persone care….parto perchè ci sono quei momenti che ti senti
“oppositore” del mondo, e non devi pensare a concezioni urbanistiche, o a un tipo di sviluppo particolare,ma solo a startene
sdraiato a terra, sotto un palma, in riva al mare, ascoltando musica o parlando con qualcuno…un qualcuno che non ti
giudica per quello che hai, ma per quello che sei….parto perchè mi rilassa, perchè mi permette di scrivere storie che
vorrei un giorno racconatare al mondo..perchè il sole e la gente mi ispirano anima e corpo…perchè il Conte è un ottimo
compagno di viaggio..e “di merende”….parto perchè volo, sulle ali dei film assaporati da piccolo, delle musiche ascoltate
fin da bambino, dei ricordi dell’infanzia delle lezioni di geografia a scuola, o delle lezioni di vita raccontatemi da mia
nonna.
Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone….e i miei viaggi fanno e mi fanno bene.
A volte servemeno pensare , ma bisogna solo mettersi in cammino….una frase di Sant’Agostino dice che il mondo è un libro e
quelli che non viaggiano ne leggono solo una pagina…bhè io quel libro lo voglio scrivere e divorarmelo passando da versi
come “… fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”in perfetto stile Dantesco  fino ad arrivare
a “Il viaggio deve allinearsi con le più severe forme di ricerca. Certo ci sono altri modi per fare la conoscenza del mondo.
Ma il viaggiatore è uno schiavo dei propri sensi; la sua presa su un fatto può essere completa solamente quando è rafforzata
dalla prova sensoriale; egli può conoscere davvero il mondo soltanto quando lo vede, lo sente e lo annusa” meraviglioso
aforisma di Lord Byron, ricordandoci sempre ogni mattino che la cosa piu’ pericolosa che si possa fare, è rimanere immobili.

DANIELE PERELLO
PS:Per i 20 gg che non ci sarò e che non sarò reperibile,senza frasi, commenti, post e buongiorno, vi lascio questa poesia
di Jose Saramago
Ricominciare il viaggio…
Bisogna vedere quel che non si è visto,
veder di nuovo quel che si è già visto,
vedere in primavera quel che si è visto in estate,
vedere di giorno quel che si è visto di notte,
con il sole dove la prima volta pioveva…l’ombra che non c’era.
Bisogna ritornare sui passi già dati…per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio.Sempre.

1 Febbraio 2010

UN CINEMA A CIVITAVECCHIA….

Archiviato in: 2 - Politica Locale — admin @ 15:10

 

UN CINEMA A CIVITAVECCHIA…TRA ESIGENZE, UTOPIE, E STRUMENTALIZZAZIONI POLITICHE.

Belli gli anni del cinematrografo, gli anni in cui mio padre mi ricorda entrava di nascosto dai suoi da bambino e si chiudeva a vedere ed ammirare quei fantastici baci di Greta Garbo e di Clarck Gabol, o le imprese storiche  di Charles Neston…..chiudo gli occhi e penso a quei film come Cinema Paradiso di Tornatore, e sogno..perchè esisto!!.
Ricordo con piacere anche gli anni dell ‘università, delle fantastiche “seghe scolastiche” a Roma dentro i cinema a vedere film, a succhiare il midollo della vita come direbbe Robin Williams nell Attimo Fuggente.
Dispiace che molti ragazzi e piu’ grandi di Civitavecchia non possano capire questo, perchè qui, i cinema non ci sono.
Cinema Cinema Cinema, in città non si parla d’altro.Lo promettono i sindaci nelle campagne elettorali, lo promette qualche imprenditore privato che aiuta qualche amichetto politicamente, lo si parla sulla stampa, lo si strumentalizza politicamente, e nascono, gruppi su Face, pronti per chiedere questo.
Ottima idea, quella di un gruppo, del quale io stesso faccio parte, e ottima trovata per chi l ha promosso(Roberto e Simone), ma siccome si parla di cinema e di politica, bhe ne parlo pure io.
Non solo perchè il cinema è vita…la mia, ..neanche perchè potrei parlare di film che hanno condizionato la mia vita, e resa talvolta migliore, neanche perchè ho studiato sceneggiatura cinematografica per 2 anni, ne perchè ho letto parecchie sceneggiature cinematografiche , e neanche perchè ho partecipato a dei film festival presentandone alcune mie, e neanche perchè ho scritto un libro, che forse a metà -fine anno sarà in pubblicazione che parla anche di cinema, ma solo perchè se si parla di cinema , nessuno me ne voglia, sono culturalmente parlando  il numero 1.
Si si avete letto bene, presunzione apparte, i “Quartullo” del caso non si indignino per niente delle mie parole, e se per caso volessero misurarsi,bhè io son qui.
Però non voglio solo parlare, ma vorrei chiedervi delle cose, vorrei “interrogarvi”…..non sul cinema, ma sulla vita politica e il cinema.
Di sicuro il multisala proposto da Moscherini in campagna elettorale, oggi sembra lontano..ma proprio su questo chiedo le prime 2 riflessioni…la prima è che mi sembra sbagliato e demagogico caratterizzarla politicamente, come se la cultura fosse tutta la nostra, come se iil cinema fosse un esigenza di pochi, come se dimenticassimo che per tutti gli anni che abbiamo governato “noi”, e son stati tanti, perchè non si è mai fatto niente???
La seconda è, quello che vogliamo , prendiamocelo!!!?Si parla di una manifestazione.
Ok ben venga.Vogliamo dargli una forza politica istituzionale, bhè io ci sto, son pronto a fare da portavoce nell assise comunale, è il mio sogno quello di riuscirci, è il ostro sogno quello di collaborare a portare un miglioramento nella nostra città…..io ci sto, punto esclamativo, ma vi chiedo , siete sicuri che tutti coloro che oggi si propongono a “paladini della cultura”, domani faranno lo stesso?Ricordo, che quando si parlava del mutisala Warner, in alcune segreterie di partiti di sinistra, si diceva che non doveva farsi..chi lo sosteneva diceva cio’  perchè il cinema veniva in un parco…o perchè la warner portava precarietà…o  non lo voleva perchè , per giochi politici non si poteva dare la possibilità ad una giunta di colore diverso di fare un operazione che avrebbe portato loro consensi futuri in città…insomma sicuri che dopo qualcuno non troverà scuse?sicuri che dopo qualcuno non cercherà di infangarci?Io son sicuro di una cosa, che finchè siamo in molti, e parcheggiamo in un angolo della nostra testa , e del nostro cuore, i nostri ideali, per qualche minuto, bhè allora possiamo fare tutto, e io , come già detto sopra , ci sto!!!
Poi c’è un altro punto sul quale vorrei rifletteste, si parla di cinema a Civitavecchia..ma Civitavecchia, è pronta per il cinema?Questa è una città dove un cinema ha chiuso , perchè non guadaganava…un altro arriva a fine mese per il rotto della cuffia, ed è dubbioso sul continuare o meno questa attività….il cineclub è stato interrotto perchè nessuno ci andava…noi siamo 2000 persone in un gruppo, ma forse 2000 persone il cinema Royal le vede in tutto l’anno…ricordo anni fa..quando venne al Galleria Giordana a presentare un capolavoro come la Meglio Gioventu’, o Verdone a presentar l’amore è eterno finchè dura…non piu’ di 20 persone  per un anteprima nazionale…un po poco direi…..si si lo so sto facendo un po l’avvocato del diavolo.le mie son riflessioni un po aspre, lo so, anche un po deluse, ma forse il vento è cambiato, almeno spero, e questo gruppo mi da coraggio perchè se è vero che dio è morto, è poi anche risorto, vedo che siamo in tanti, e spero saremo uniti, e senza colore politico, concreti da arrivare ad un unico risultato importante, per noi, e per tutta la collettività!

DANIELE PERELLO

19 Gennaio 2010

ESILIATO O RIMPATRIATO?STORIA DI UNA STORIA D’ITALIA!

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 15:42

 

In matematica si dice che x sta a y come z a q.Comunemente definita equazione, tale per indicare quando si pronuncia il nome di Benedetto Craxi, detto Bettino, per dire, Craxi uguale Tangentopoli.

Chi pensa di leggere  questo articolo come accusa o come difesa politica o meno di Craxi , ha sbagliato, e puo’ tornare a vedersi il Gf e George che chiede in sposa la sua “amata”.

Ieri sera, evento raro, perchè come dice  il grande Battiato , ” per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare quei programmi demenziali con tribune elettorali”, facevo zapping sulla tv pubblica, e a Porta a Porta, incuriosito dalla presenza di Stefania e Bobo Craxi, mi sono fermato ad ascoltare. Sono rimasto incuriosito dalla parole della figlia, quando diceva che al di la’ della revisione storica e politica del padre, vuole che la salma torni in Italia, perchè come figlia ha il diritto di alzarsi il mattino  e portare i fiori sulla tomba del proprio genitore.

Dopo poco ho girato, ma naturalmente ho iniziato a pensare e cosi ho scritto questo articolo, apolitico e del tutto personale.

Cosa penso?Penso che ha ragione il Presidente della Repubblica quando sostiene che dopo 10 anni, bisogna rivedere il tutto, perchè è purtroppo vero che Craxi ha pagato troppo e per tutti.

Si perchè in realta’ viviamo in una società ferma, come all’eta’ dei dinosauri, dove quando si scopre il fattaccio, pagano solo i piu’ esposti.Certo Craxi non era uno stinco di santo, ma non era e non puo essere il colpevole di tutto il sistema esploso con tangentopoli, perchè è impossibile che fosse al corrente di tutto cio’ che avveniva in tutte le sedi del Psi d’Italia, dove la Dc, ma anche il Pci,  I repubblicani e gli altri.

Gli altri , però , si son salvati,molti ancora sono al Governo, altri son addirittura da noi pagati come senatori a vita, come Andreotti e Cossiga, il re è tornato in Italia, la storia si è evoluta,e in questo caso , invece di guardare alla luna , guardiamo solo il dito che la indica,con estrema durezza.

Craxi è stato comunque un politico che ha scritto la storia italiana, nel male con un sistema di appalti e corruzzione, e scalate nostrane a noi oggi sempre piu’ evidenti, ma anche nel bene, come nei fatti di Sigonella quando si oppose agli Usa, o con riforme importanti, o con scontri accesi come sulla scala mobile con Berlinguer,  e portando il Psi, a dei picchi storici.

Penso che ci sia bisogno di una revisione storica,ma penso di piu’, che ci sia bisogno di una revisione storica di tutto il socialismo. Dopo Craxi dire socialista in Italia, e ancora oggi, è un aggettivo dispreggiativo, perchè sulla gestione politica viene indicato solo ed esclusivamente ad una persona.

Io penso che sia arrivato il momento di rivedere anche questo, che è una parola che indica la possibilità di tutti e per tutti , che indica il sociale , che indica presidenti importanti come Pertini, che indica un percorso di politica europea che fa grandi cose, come in Spagna o in Germania, e che ci sia bisogno, sempre, di dare ai propri figli la possibilità di piangere, i loro genitori.

DANIELE PERELLO

7 Gennaio 2010

CENTRI COMMERCIALI E CULTURA..I NUOVI MOSTRI

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale, 6 - Cinema & Teatro — admin @ 17:22

Milano.
Corso Buenos aires.2 gennaio.Sembra di essere al 15 di agosto, deserta, camminabile, troppo sileziosa.Ma dove sono i milanesi???Come molti altri italiani sono a Roma, o meglio a Castel Romano, per il primo gg dei saldi,in tanti, in troppi, all’arrembaggio dell’offerta buona per fare compere post natalizie, per spendere quegli ultimi soldi di tredicesima, per i piu’ fortunati che ce l’hanno.Tutte le manifestazioni pre-bafana organizzate a Milano, sono quasi tutte deserte.

Civitavecchia.
Aula Pucci. 4 e 5 gennaio.Un gruppetto di ragazzi ha organizzato una manifestazione culturale, interessante, tutta patrocinata dal comune.Spettatori , tre.

Roma.
Organizzazione eventi teatrali, si lamenta perchè nel periodo dei saldi, non ci sono persone che partecipano agli spettacoli.Molti cinema, addirittura, cancellano il classico spettacolo pomeridiano.

Ma cosa è successo alle nostre vite?In viaggio su questo treno è da quando ho letto queste notizie, che non posso fare altro che pormi questa domanda da quando ho appreso queste informazioni.
Tutto cio’ perchè nei centri commerciali oggi c’è tutto.Siete mai stati a Parco leonardo?Spettacoli in piazza, bancarelle, concerti, animazione per i piu’ piccini, tronisti per i piu’ truzzi..insomma , ad ognuno il suo!!
Ma siamo realmente divenuti tutto questo?Possibile che la nostra vita si aggiri solo tra quei 5 -6 centri commerciali che circondano il nostro territorio?Io per esempio in un outlet compro tutto l’anno, da un mio carissimo amico meritevole e capace, ma non è un centro commerciale, è un negozio, semplice.Io in quei grandi centri commerciali , le poche volte che ci son stato non sono mai riuscito a trovare niente, giri, ri-giri, e te ne vai piu’ scontento di prima.La cosa che piu’ amo fare quando i miei amici mi portano è osservare la gente , le sue maniachevoli ossessioni, le litigate di coppia, gli sguardi trasversali tra un uomo e una donna…insomma la gente..ma non quei negozi, tutti uguali, tutti già visti, tutti già vissuti.
Ma la nostra società si è cosi persa?Possibile che l’america ,ha degli approcci alla vita che io amo e vorrei per il nostro paese, come l’istruzione, lo sport, la ricerca, e noi, pessimi Gian Burrasca riusciamo invece a copiarne solo le cose peggiori?
Possibile che in una città media come Civitavecchia(parlo della mia per esempio , ma è il problema di molte), non si riesca ad uscir fuori dalla passeggiata a Lecrerc, o al giro di viale con l’auto, chiamato comunemente vasca, oppure si possa, indipendentemente dalle appartenenze politiche, tentare di boigottare un concerto a gratis di Ennio Morricone, perchè fatto da altri?Perchè si cerca di dare alla cultura, elemento di crescita di una società , un colore, un appartenenza, una verità assoluta!Io penso che cultura sia tutto, sopratutto parlare ai nostri figli, ai nostri amici, sia socializzare , sia vivere.
Io non potrei vivere senza i miei film, o le mie musiche o le mie opere teatrali.Forse, è anche grazie a loro che mi occupo di politica, di sociale.
E allora potremmo tornare a parlare incontrandoci in un club, in un pub, in un locale, e non in un centro commerciale?Potremmo parlare di cultura senza sentirci portatori di verità  assolute?Potremmo fare discorsi che vadano al di la del candidato alle nomination del Grande Fratello?Si puo’ parlare di tutto, ci sto, ma il dovuto peso sociale, ma sopratutto bisogna aver coraggio.
Coraggio di scelte difficili,impopolari a volte, come magari chiudere una strada in una città per impedire le vasche…i primi si lamenteranno, i piu’ giovani non lo sopranno mai e creceranno meglio, e in salute.
E il paese?il paese crescerà, si camminerà a piedi, e si andrà a cinema o a teatro, perchè camminando si imbatte in quello che succede, che si vive.
Bisogna scommettere sulle idee, sul coraggio, e sui giovani, perchè solo loro sapranno in grado di dar forza alle idee di cambio, perchè meritano un futuro migliori, con piu’ opportunità sportive e scolastiche, sul modello americano, si , ma questa è un altra storia di cui vi parlerò piu’ avanti!
I giovani, non quella parola usata dai politici sotto elezioni per sciaqquarsi la bocca,ma i giovani come crescita sociale e culturale di un paese.

DANIELE PERELLO

14 Dicembre 2009

LA CRISI NEL PORTO

Archiviato in: 2 - Politica Locale — admin @ 16:29

 

Il consigliere comunale Daniele Perello interviene sostenendo di concordare perfettamente con le parole della Filt Cgil , che attraverso il suo delagato , il sign.Clarici, ha denunciato il grande bluff del crocerismo in merito a licenziamenti e crisi all’interno del Porto.

Una situazione che gia un paio di anni fa avevo purtroppo  previsto dichiarandolo all’interno dell’assise comunale, sostiene Perello, che malgrado tutto sarà ancora piu’ degenerante nell’anno che verrà.

Una situazione senza responsabilità di nessuna agenzia marittina ma che l’Autorità portuale avrebbe potuto e dovuto prevedere.

Si perchè nonostante ci raccontino che la crisi stia passando , nell’anno venturo , ci saranno da un lato aziende in ripresa, con lavoratori che rinizieranno a lavorare e anche a fare straordinari, ma dall’altra ci saranno imprese che chiuderanno o che aumenteranno i loro cassaintegrati evidenziando di piu’ la differenza tra le classi sociali , tra ricchi e poveri, sia all’interno del nostro paese , sia della nostra città.

Il lavoro da svolgere è su due settori, secondo il mio parere , sostiene Perello. In primis attirando armatori e alternative croceristiche su questo territorio, che necessita di un traffico conteiner molto piu’ ampio di quello che c’è oggi e rendendolo competitivo ,invitando i nostri dirigenti e rappresentanti  governativi e dell autorità portuale che devono impegnarsi al fine di  velocizzare i lavori dell entro-terra di questo territorio di cui da troppi anni si sente parlare(Civitavecchia-Livorno  , Civitavecchia-Capranica-Orte).

In secondo luogo, ma non meno importante, ritengo che il turismo di questi croceristi, è vissuto in città come un turismo “mordi e fuggi”, e che dovrebbe cosi lasciare un segno in città tangibile per tutti.

Segno “possibile”grazie ad una sorta di “tassa di soggiorno”, che puo esser introdotta , o “nascosta”, in molti modi, anche attraverso accordi a monte con le aziende croceristiche, ma anche attraverso l’impiego sul territorio portuale  di cooperative locali per il trasporto turisti, di aziende locali, e di privilegio nei confronti dei tassisti e degli Ncc del posto , e non di quelli provenienti dalla Capitale.

Questo è quello che una buona politica dovrebbe fare.

DANIELE PERELLO

20 Novembre 2009

BRENDA, TRA VECCHI SEGRETI E UNA NUOVA STAGIONE POSSIBILE

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 16:53

 

Immaginate una musica quasi lugubre, una di quelle che è al limite
tra l’inquietante e il riflessivo.
Poi pensate ad una voce di un narratore, un po’ come Carlo Lucarelli in Blu Notte, che vi racconta la storia del ritrovamento di un corpo di una ragazza, descrivendovi particolari e luoghi.
Si certo, stiamo parlando dell’ennesimo programma tv specializzato di argomenti triller, ma non è cosi, questa è un altra storia, cosi particolare, cosi reale.
E’ la storia dei segreti di Stato italiani, quelli di ieri e quelli di oggi.
Si proprio quelli come lo scandalo dell’uccisione di Wilma Montesi, negli anni 50.Una ragazza che trascorreva le notti nei” salotti corrotti” della Roma per bene, quella ragazza, coinvolta in una mezza storia di feste e cocaina, uccisa(?!?)dal figlio dell’Onorevole Piccioni, punta avanzata della DC , candidato ad essere il successore di De Gaspari.
Oppure potrebbe essere una storia come quella del 1962, che porta alla scomparsa di un visionario “scomodo”, raccontato come “caso Mattei”, oppure come la scomparsa improvvisa, ma non troppo , di Mauro de Mauro, o per prendere un caso piu recente come quello della Uno Bianca, dove i testimoni venivano uccisi per non parlare, si perchè la morte , porta silenzio, assoluto!
Questa è la storia dell’Italia, quella degli anni 60, 70, 80 e di oggi.
E’ la storia della malapolitica e del segreto di Stato, è la storia di un paese che la mafia, l’oscuro , e l’omertà, purtroppo, ce l’ha nel sangue.
E’ storia di oggi, è la storia di Brenda, una povera ragazza trans trovatasi in un gioco piu’ grande di lei, un gioco dal quale voleva scappare, un gioco che la stava portando alla pazzia.
Il suo corpo trovato bruciato stamane, nel suo letto, riempito di barbiturici e una bottiglia di whisky, fa pensare al suicidio..reazione normale, pensando che anche in casi come sopra citati(vedi delitto Montesi), lo si disse ugualmente.
Si perchè se si parlasse subito di omicidio qualcuno dovrebbe spiegarci perchè in casa le valigie erano preparate come se fosse in partenza e dovrebbe ancor di piu spiegarci perchè chi l’avrebbe uccisa, avrebbe poi distrutto il computer gettandolo nel lavandino, e dovrebbe anche spiegarci perchè il delitto è avvenuto oggi, in occasione del T-day, giorno della memoria Trans, un po’ come un avvertimento, come un segnale.
Ma per questo , mi auguro esista una giustizia, ed io , non sono ne poliziotto,ne magistrato;io sono un semplice cittadino, un “semplice” consigliere comunale, che vuole analizzare il tutto da un lato politico e sociologico.
Per primo è chiaro, che l’ex governatore del Lazio, Marrazzo, è solo un “pesce piccolo” di un gioco che riguarda gran parte della classe dirigente del nostro paese, di destra e di sinistra, che purtroppo, non uscirà mai allo scoperto del tutto.
Qui nasce il secondo  discorso , quello morale.
Qualche maestrino ora parlerà solo di sapere dei politici che frequentano i Trans, di chi fa uso di cocaina, sperando di trovar attorno a se “altri Marrazzo”, da usare come agnelli sacrificali.
Bisognerebbe invece istruire e formare la nostra classe dirigente sulla moralità, intesa come non arricchimento personale e patrimoniale, come la società dei non vizi, delle non-raccomandazioni, come una classe impegnata ad essere responsabile anche nella sua vita privata.
Questo è il muro da abbattere.
Un muro che politicamente deve distruggere gli inciuci, il bi-partisan non caratteristico del nostro paese, il concetto divisionario di destra e sinistra divenuto “roccaforte” del potente di turno, portando a dialogare la società civile, con idee diverse ma foglia di fare, bene, con voglia di confrontarsi, bianchi, neri, gialli, rossi, laici, cattolici, moderati e coinvolti in un unico progetto, riappropiandosi della propria società , della propria città, del proprio paese, della propria libertà.
E poi c’è un altro muro da abbattere, argomento terzo, quello del silenzio.
Il silenzio e l’ignoranza che portano l’On.Santanchè a dire in tv che cio’ succede perchè i Trans sono legati alla prostituzione, quando invece dovrebbe dire che in primis  che non tutti i Trans si prostituiscono, e in secondo che è ,purtroppo ,quasi un atto dovuto, perchè siamo l’unico paese in Europa, assieme alla Grecia, che non da sbocchi di vita lavorativa occupazionale a queste ragazze.
Ci sono sempre muri da abbattere e missioni da compiere, c’è un paese da rivoluzionare, c’è un popolo da svegliare dall’eterno sonno del mondo dei dinosauri, un paese che ha bisogno di leggi e riforme vere, e non di decreti salva-premier, perchè è necessario un cambiamento, una sterzata di timone, perchè a sbattere la testa contro il muro è la testa a rompersi, non il muro, e il primo muro da abbattere è forse in noi stessi, nella nostra mente, solo cosi potremmo uscire dal quella sorta di società che già tanti anni fa De Andrè raccontava nella canzone “Il ballo mascherato”, e puntare a vivere una “nuova primavera”.

DANIELE PERELLO

9 Novembre 2009

I NUOVI MURI

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 14:09

 

Se questa storia fosse un film inizierebbe con un bambino vestito anni 80, che sfogliado un album di figurine, con in sottofondo la canzone “e ti ricordo ancora”, di Concato, si imbatte in due nazionali diverse, la Germania dell’est e quella dell’ovest;e se fosse davvero un film continuerebbe con la canzone dei pink floyd, the wall(il muro), e con un inquadratura di una di quelle facce anonime che 20 anni fa sono entrate dentro casa nostra….ma questo non è un film, è realtà..è la storia della caduta del muro di Berlino, che ha posto fine ad un era e ne aperta un altra.
Con la caduta del muro ,20 anni fa, termina ufficialmente quel periodo di terrore, di guerra fredda, di missili spaziali, di fantomatici sbarchi sulla luna che nel dopoguerra aveva caratterizzato la politica mondiale, ma non solo questo, c’è anche l’abbraccio di vicini di casa che si vedevano cosi lontano cosi vicini, stile film di Win Wenders, c’è la fine politica e militare di quella russa comunista dove già 15 anni prima il piccolo grande Enrico Berlinguer , al rientro da un internazionale di tutti i partiti comunisti d’europa, “lontanamente intravedeva compagni”, per dirlo con  sue parole, e in piu’ ci sono gli uomini, quelli che hanno regalato il potere ai forti, quelli della casa bianca, c’è Gorbaciov, c’è Papa Wojitila….e l’Italia?Che ruolo in tutto questo?
Si, anche l’Italia che da spettatore del tg guardava questi avvenimenti in realtà non sapeva che tutto stava cambiando, o meglio tutto aveva già iniziato a cambiare..erano gli anni dell’avvento politico della Lega Lombarda, gli anni del CAF(Craxi-Andreotti-Fanfani), gli anni che precedevano tangentopoli, gli anni della crisi della prima repubblica e  l’inizio di un periodo di transizione politica che tutt’oggi ancora viviamo, perchè da quel giorno , nulla sarebbe stato possibile e concepibile come prima.
La sinistra, aveva cosi la possibilità di vincere e dirigere il paese, ma la sua classe dirigente,già allora non ne era in grado..e cosi la Bolognina..Occhetto, i “diversamente comunisti”, nessuno in grado di capire che ci voleva il coraggio di un partito socialdemocratico forte, laico, capace di governare, spiegando che la parola socialista non doveva essere collegato direttamente ai danni Craxiani, ma significava qualcos’altro, di importante, di uguaglianza, di possibilità, di speranza,si , di speranza.
E allora il riorganizzo delle forze da parte di un imprenditore milanese,in un “partito di plastica”(per dirla alla Prestipino) ma fortemente gestito con una leadership chiara, le scissioni e le contraddizioni dentro la sinistra stessa, l ‘entrata in Europa,l’addio alla lira, le guerre in Iraq e in Afganistan, sono solo il condimento di un periodo di transizione politica che perdurerà per i prossimi 10 anni e ci porterà alla cosi detta” terza repubblica”, che sarà il nostro sistema governativo per gli anni venturi.
Un sistema forse Presidenzialista,con 3 partiti, uno forte di centro, un partito socialdemocratico di sinistra, e uno di destra…ma di questo è presto parlarne, anche se con”menti”differenti, ci si sarebbe potuti arrivare in tempi piu’ brevi, e anche se qualcuno comincia già a fare dei passi in questo cammino, ma con il muro di berlino, son crollati davvero i muri della nostra società?
Penso che a partire da chi è classe dirigente di questo paese, fino all’uomo qualunque , ci si debba unire, per distruggere tutti i muri presenti nella nostra società,nella vita di tutti i giorni, i muri dell’odio, del razzismo, della religione vissuta con integralismo, della non solidarietà che invece aveva contraddistinto il nostro paese negli anni dopo la II guerra mondiale, quei muri del personalismo nella politica e nella quotidianeità, di chi ormai non ha piu’ gli occhi della tigre ma conserva posti e poltrone, quelli del non rispetto verso i piu’ grandi, e ugualmente quei muri del non rispetto verso i piu’ giovani, quei muri nei confronti di una meritocrazia che purtroppo non esiste, quei muri di quell ideologismo bipartisan guerra fredda come lo definisco io che non ti fa parlare ne discutere con chi la pensa diversamente da te, quei muri invece fatti cosi leggeri coi soldi sporchi della mafia che cadono alla prima scossa di terremoto, quei muri che racchiudono stanze segrete dove in poche persone decidono le sorti del paese, o di una città, quei muri del sospetto verso tutto e tutti, quei muri di decisioni importanti prese con troppa leggerezza,quei muri di scandali sessuali, di vizi , di carta e di casta, quei muri diretti dai media, quei muri che per qualcuno sono solo le mura dl grande fratello, quelle mura che fanno business nel sociale e nello sport, quella mura che debbono superare le difficoltà, che debbono farci incontrare per discutere,per rieducare, per apprendere e per insegnare a chi ci sarà dopo di noi,parlandoci, fermandoci un attimo, contando fino a 10 talvolta,  solo cosi , solo comunicando riusciremo ad esprimerci, a documentarci, a cercare di risolvere un problema, affrontandolo uno per giorno, perchè se risolviamo un problema al giorno vuol dire che ne risolviamo 365 all anno, e se miglioriamo una piccola parte di noi e di chi ci è vicino , allora significa che ci stiamo costruendo l’ascia per abattere quel muro, fatto di silenzio, di bugie, di inganni e di tanto altro, la Babilonia dell’umanità.

DANIELE PERELLO

5 Ottobre 2009

ALTRO CHE RONALDIHNO E KAKA’….

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 13:39

Il Brasile, o meglio Rio De Janeiro, ospiterà le olimpiadi del 2016.
La notizia fa scalpore per due motivazioni, in primo luogo perchè nell arco di due anni ospiterà anche i mondiali di calcio, e in secondo, ma non per grado di importanza, perchè ha vinto la “rivalita’”con Chicago, e con gli Usa, dove direttamente il Presidente Obama era “sceso in campo”, per sotenerne la candidatura.
Una sconfitta pesante, per Obama e per gli Usa…eh si perchè il “buon presidente”, dopo aver incassato una sconfitta pesantissima, non raccontata a dovere da nostri giornali, in Senato sul sistema di pubblica sanità, capisaldo del programma del Presidente alla Casa Bianca, e respinto dal Senato nettamente a favore della forza delle grandi compagnie di assicurazione,rassegnato e rattristito ha pensato nella forza economica dei giochi per risollevare la sua immagine e quella economica degli Stati Uniti, a discapito di una nazione sud-americana, che fino al discorso prima del Presidente Usa era la favorita.
Ma non è bastato…ha vinto Rio.
I dati importanti sono che finalmente il comitato olimpico non ha tenuto conto delle pressioni politiche, che i soldi che arriveranno in Brasile attraverso queste due competizioni saranno  vitali nell’economa del paese, da far si che nel 2020 il Brasile sarà la 5 potenza del Mondo e che molti di questi soldi saranno investiti nella sanità, nell istruzione e nella sicurezza.
Segnale  di forza e di cambiamento necessario per tutto il sud America, che premia la politica coraggiosa del Presidente Lula, anni fa sconfitto tre volte alle elezioni nazionali nei confronti degli”amici “degli Usa e del FNM, Fondo Monetario, e oggi invece leeder democratico di un paese che cresce e si migliora, come crescerà e si migliorerà tutto il sud america.
Insomma, la coppia Lula-Pelè, meglio di Ronaldihno e Kakà!!!!

DANIELE PERELLO

22 Giugno 2009

LIPPI, LA NAZIONALE DI CALCIO, IL REFERENDUM E LA CLASSE POLITICA!

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 08:23

 

Parlare di prima mattina di questi quattri argomenti potrebbe far si che qualcuno possa pensare che io sia completamente folle o  nottanbulo.

Se Di Pietro leggesse questo articolo, direbbe :”ma che c’azzecca la Nazionale con la politica?”.

Io posso dirvi una cosa, che c’azzecca e come, e che vi sto scrivendo di mattina presto proprio sulla base dei pensieri avuti durante tutta la notte, non so forse sarà per colpa delle lumache di ieri sera, ma il fatto sta che eccomi qui, futuristicamente io, in una discussione on line con voi, ma forse ancor di più con me stesso.

Ieri sera la nazionale italiana di calcio ha subito una pesante sconfitta dal Brasile ,che come conseguenza ha portato l’Italia all’eliminazione dal torneo pre mondiale denominato Confederation Cup.

In italia critichiamo i dottori, i politici, i dirigenti d’ufficio, i genitori, le famiglie, ma Lippi no.Lippi non si tocca.Solo qualcuno azzarda a chiedergli il perchè della sua presa di posizione di non convocare Cassano ed altri giovani validi, ma lui nenache risponde, prende e se ne va.

A rispondere al suo posto ci pensa però un suo figlioccio, Luca Toni, che se la prende con “una certa stampa”, e un certo pubblico che pressa psicologicamente  i giocatori della vecchia guardia, parlando di rinnovo generazionale.

Allora in primo mi chiedo come faccia a lamentarsi di pressione psicologica un tale che guadagna 8 mil di euro all anno e nenache li merita tra l’altro, ma questa è un altra storia.

Io la pressione gliela darei nella vita normale di tutti i giorni, nel pagare le bollette, il mutuo di casa, il latte ad un bambino, l’acqua che non viene, i trasporti pubblici che non funzionano, ma non voglio parlare di questo, ma di un altra cosa.

I calciatori sono come i nostri politici nazionali.

Quando un gruppo o un singolo vince, si coagula, si chiude in se stesso autoconvincendosi della propria superiorità.

La nazionale di calcio è cosi chiusa ai giovani promettenti perchè i vecchi” senatori “non lo permettono, un po come in politica i dirigenti di partito decidono nelle loro stanze oscure chi deve essere candidato e come.

La matematica è l’unica scienza esatte che conosciamo: x sta a y , come y sta a x.Per dirla in un altro modo Lippi sta a Cassano , come un “generale” politico, sta alla nuova classe che cresce, ecco che c’azzecca la nazionale e la politica.

Però ci sono delle differennze sostanziali. ad esempio che in politica la gente può far qualcosa, qualcosa di serio, può autoconvocarti in nazionale,votandoti, il problema è che questi generali, autopromossi, non ti permettono nenche di candidarti.

Pensate alle elezioni del parlamento Europeo, e della Camera e del Senato.

Pensate alle liste bloccate, ai candidati sconosciuti e ai partiti che neanche lo sbarramento hanno raggiunto.

Ora per un istante pensate se in quelle liste ci fosse stata la possibilità di scegliere di eleggere uno del posto, del quartiere , del comune, uno da farvi sentire partecipe e rappresentato e non cosi distante come oggi, bhe io penso l’avreste votato, anche se non proprio del vostro stesso partito politico, e i risultati sarebbero stati diversi, per tutti.

Questa è politica del territorio.

Pertanto non posso ritenere un referente politico nazionale un”generale di successo”, se poi ci porta tutti alla disfatta di Caporetto!!!!!

L’unica soluzione:deligittimarli con il tempo di questo potere autoassegnatosi.

Bossi, Casini, Ferrero,Vendola,Di Pietro ed altri ci dicono di non votare al referendum.

Addirittura Di Pietro che  l’ha voluto  oggi cambia idea.

Maroni ci invita a votare per i ballottaggi ma a rifiutare la scheda dei referendum.

Bhe ,che si fottano!!!(siete liberi di accompagnare questo mio pensiero alzando il dito medio della vostra mano).

Si perchè non siamo burattini.

Perchè non ci si puo chiedere un giorno di andare a votare perchè un diritto-dovere e il giorno dopo dire di non farlo.Loro non sono ne dei, ne generali, e noi di certo non siamo il loro esercito.

Se avessi voluto un interlocutore, mi sarei confessato a Dio, se esistesse. dico sempre cosi.

Ritengo che il referendum sia l’unico strumento popolare che ci permette di votare come un deputato o un senatore, perchè è l’unico momento forse di questa democrazia tale da meritarne il nome, quindi non importa come votiate, purchè andate e lo fate, questo è il mio invito.

So già che il quorum purtroppo non si raggiungerà, che quindi cosi avranno vinto sempre loro, che pertanto si sentiranno gruppo, vincitori, generali, legittimati a scegliere per noi, che invece, dobbiamo cominciare a scegliere da soli.

Berlinguer diceva:ci si salva e si va avanti solo tutti assieme.

Cari amici, cari giovani, cari Cassano della vita di tutti i giorni, è ora di unirsi, e andarci a prendere la nostra Nazionale, la nostra Nazione.

DANIELE PERELLO

25 Maggio 2009

IL DIRITTO DEL LAVORO…DI GIORDANO RAPACCIONI

Archiviato in: 3 - Economia & Lavoro — admin @ 14:01

Dopo molto tempo, torno a scrivere sul blog del “fraterno” e caro amico Daniele.
L’articolo vuole essere un riassunto di idee, tappe e percorsi, con la proiezione di chi immagina sviluppi futuri sulla base di eventi trascorsi e contingenze odierne.
L’oggetto, come si desume dal titolo, non può non essere a pochi giorni dall’anniversario della morte del giuslavorista Massimo D’Antona, l’evoluzione del diritto del lavoro.
Ancora oggi, si sente nell’aria, la rabbia per aver perso un giuslavorista “eccelente”, un riformista vero, che ha avuto solo la colpa di aver messo troppo coraggio nelle sue scelte, ed ha pagato con il prezzo più caro questa sua sentita esigenza di modernizzare il diritto del lavoro.
Massimo d’Antona, che molti anni fa, anticipando le tendenze del mercato e dei processi di organizzazione del lavoro, (profondamente mutati dagli anni in cui era “necessario” porre a garanzia del lavoratore un apparato garantista forte, tramutato poi in provvediementi necessari come lo Statuto dei lavoratori), avvertiva l’esigenza di trasformare il diritto del lavoro nel diritto al lavoro, ponendo l’accento sulla garanzia dell’essere contro quella dell’avere.
Con spirito anticipatore, aveva letto le tendenze del mercato, già in quegli anni, quando eravamo solo all’inizio del mutamento delle tecniche lavorative, dei processi di organizzazione del lavoro (non più basate su tendenze fordiste), della new-economy, dell’avvento di internet e dei personal computer….
In un contesto in cui si riducono i tempi delle lavorazioni, in cui si riesce a produrre molto più velocemente, sia per la delocalizzazione ed i processi di outsourcing, sia per l’avvento dell’informatizzazione nella catena di montaggio, il lavoratore deve ben vedersi da non perdere mai la caratteristica fondamentale di impiegabilità e occupabilità.
Ma è una sfida in cui il lavoratore non può essere lasciato solo, ma deve essere “guidato” affinchè accetti e superi questa sfida, che piaccia o no, sta modificando le dinamiche occupazionali. La “formazione” del lavoratore non deve essere solo quella sulla “carta”, da curriculum, ma deve essere reale, e deve cominciare fin dai primi anni di vita. Una sfida culturale, una sfida di responsabilizzazione, una sfida di ammodernamento.
Ora, tutto questo, sembra un messaggio utopistico, ma io credo, che solo così, si riesca a migliorare il mercato del lavoro, dove a tutt’oggi emergono delle differenze sostanziali (si pensi al gap tra tasso di occupazione femminile e quello maschile, oppure ai bassi tassi di occupazione degli over 40 che una volta usciti dal mercato del lavoro fanno fatica a rientrare).
La disparità di tutela tra lavoratori di piccole e grandi aziende, sta diventando irritante, quasi da mettere in discussione i principi costituzionali di parità di trattamento e di uguaglianza, sia di fronte alla legge, sia di fronte all’etica ed alla morale.
La sola tutela, seppur legittima, dei lavoratori “iscritti” o “tessarati”, mette in discussione i principi stessi di libertà sindacale (che può anche essere libertà sindacale in negativo).
Il riconosciemento del merito, le politiche di incentivazione, il distribuire ricchezza secondo il raggiungimento di obiettivi, la competizione tra lavoratori (dietro sistemi incentivanti o penalizzanti), sono tutti argomenti di cui si dibatte da anni, ma nessuno ha mai avuto la capacità di concretizzare concetti ed idee.
Vanno riviste anche i percorsi di istruzione, a mio avviso, troppo frammentati e non corrispondenti alle reali esigenze occupazionali. Molte volte chi esce da un percorso di studi ha un impatto troppo distante dall’azienda, perchè ha solo “studiato” e non ha mai “operato” (con la conseguente e costosa attività di inserimento del lavoratore in azienda).
Ad impiegabilità ed occupabilità corrisponde necessariamente la flessiblizzazione dei rapporti di lavoro, un livello necessario di formazione superiore, di specializzazione delle competenze, una continua e necessaria rivisitazione delle politiche retributive incentivanti e/o penalizzanti.
La catena produttiva si è notevolmete accorciata, con la conseguenza che tempi e metodi di lavoro debbono essere più brevi ma ricchi di qualità perchè il prodotto deve essere il “leader” sul mercato (pena l’esclusione dell’azienda dal mercato).
La tendenza odierna vede oggi una forte spinta (in parte accettata dai lavoratori stessi) verso l’individualizzazione delle politiche retributive, e una contrattazione sempre più aziendale (che rispecchia l’esigenze dell’azienda) e vede la partecipazione dei lavoratori come elemento fondante. Da tutto questo si osserva che gli stessi lavoratori cercano di “guadagnare” di più contrattando direttamente con il datore di lavoro, adeguamenti e distibuzione della ricchezza, che inevitabilmente non possono essere diffuse a pioggia. La partecipazione dei lavoratori alla vita aziendale è l’altra sfida da giocare nei prossimi anni.
In tutto questo il lavoratore rischia di perdere lavoro se non ha competenze, specializzazioni, capacità di adattamento alle mutevoli esigenze del mercato.
Vi lascio, ricordando ancora il doveroso e sempre grato contributo di Massimo D’Antona e Marco Biagi, che tutto quanto sopra espresso avevano anticipato (e si sta verificando oggi a distanza di 10 anni), con forte senso di responsabilità e professionalità.
 
Giordano Rapaccioni

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