
Parlare di prima mattina di questi quattri argomenti potrebbe far si che qualcuno possa pensare che io sia completamente folle o nottanbulo.
Se Di Pietro leggesse questo articolo, direbbe :”ma che c’azzecca la Nazionale con la politica?”.
Io posso dirvi una cosa, che c’azzecca e come, e che vi sto scrivendo di mattina presto proprio sulla base dei pensieri avuti durante tutta la notte, non so forse sarà per colpa delle lumache di ieri sera, ma il fatto sta che eccomi qui, futuristicamente io, in una discussione on line con voi, ma forse ancor di più con me stesso.
Ieri sera la nazionale italiana di calcio ha subito una pesante sconfitta dal Brasile ,che come conseguenza ha portato l’Italia all’eliminazione dal torneo pre mondiale denominato Confederation Cup.
In italia critichiamo i dottori, i politici, i dirigenti d’ufficio, i genitori, le famiglie, ma Lippi no.Lippi non si tocca.Solo qualcuno azzarda a chiedergli il perchè della sua presa di posizione di non convocare Cassano ed altri giovani validi, ma lui nenache risponde, prende e se ne va.
A rispondere al suo posto ci pensa però un suo figlioccio, Luca Toni, che se la prende con “una certa stampa”, e un certo pubblico che pressa psicologicamente i giocatori della vecchia guardia, parlando di rinnovo generazionale.
Allora in primo mi chiedo come faccia a lamentarsi di pressione psicologica un tale che guadagna 8 mil di euro all anno e nenache li merita tra l’altro, ma questa è un altra storia.
Io la pressione gliela darei nella vita normale di tutti i giorni, nel pagare le bollette, il mutuo di casa, il latte ad un bambino, l’acqua che non viene, i trasporti pubblici che non funzionano, ma non voglio parlare di questo, ma di un altra cosa.
I calciatori sono come i nostri politici nazionali.
Quando un gruppo o un singolo vince, si coagula, si chiude in se stesso autoconvincendosi della propria superiorità.
La nazionale di calcio è cosi chiusa ai giovani promettenti perchè i vecchi” senatori “non lo permettono, un po come in politica i dirigenti di partito decidono nelle loro stanze oscure chi deve essere candidato e come.
La matematica è l’unica scienza esatte che conosciamo: x sta a y , come y sta a x.Per dirla in un altro modo Lippi sta a Cassano , come un “generale” politico, sta alla nuova classe che cresce, ecco che c’azzecca la nazionale e la politica.
Però ci sono delle differennze sostanziali. ad esempio che in politica la gente può far qualcosa, qualcosa di serio, può autoconvocarti in nazionale,votandoti, il problema è che questi generali, autopromossi, non ti permettono nenche di candidarti.
Pensate alle elezioni del parlamento Europeo, e della Camera e del Senato.
Pensate alle liste bloccate, ai candidati sconosciuti e ai partiti che neanche lo sbarramento hanno raggiunto.
Ora per un istante pensate se in quelle liste ci fosse stata la possibilità di scegliere di eleggere uno del posto, del quartiere , del comune, uno da farvi sentire partecipe e rappresentato e non cosi distante come oggi, bhe io penso l’avreste votato, anche se non proprio del vostro stesso partito politico, e i risultati sarebbero stati diversi, per tutti.
Questa è politica del territorio.
Pertanto non posso ritenere un referente politico nazionale un”generale di successo”, se poi ci porta tutti alla disfatta di Caporetto!!!!!
L’unica soluzione:deligittimarli con il tempo di questo potere autoassegnatosi.
Bossi, Casini, Ferrero,Vendola,Di Pietro ed altri ci dicono di non votare al referendum.
Addirittura Di Pietro che l’ha voluto oggi cambia idea.
Maroni ci invita a votare per i ballottaggi ma a rifiutare la scheda dei referendum.
Bhe ,che si fottano!!!(siete liberi di accompagnare questo mio pensiero alzando il dito medio della vostra mano).
Si perchè non siamo burattini.
Perchè non ci si puo chiedere un giorno di andare a votare perchè un diritto-dovere e il giorno dopo dire di non farlo.Loro non sono ne dei, ne generali, e noi di certo non siamo il loro esercito.
Se avessi voluto un interlocutore, mi sarei confessato a Dio, se esistesse. dico sempre cosi.
Ritengo che il referendum sia l’unico strumento popolare che ci permette di votare come un deputato o un senatore, perchè è l’unico momento forse di questa democrazia tale da meritarne il nome, quindi non importa come votiate, purchè andate e lo fate, questo è il mio invito.
So già che il quorum purtroppo non si raggiungerà, che quindi cosi avranno vinto sempre loro, che pertanto si sentiranno gruppo, vincitori, generali, legittimati a scegliere per noi, che invece, dobbiamo cominciare a scegliere da soli.
Berlinguer diceva:ci si salva e si va avanti solo tutti assieme.
Cari amici, cari giovani, cari Cassano della vita di tutti i giorni, è ora di unirsi, e andarci a prendere la nostra Nazionale, la nostra Nazione.
DANIELE PERELLO