Daniele Perello

28 Novembre 2007

POLITICHE ATTIVE,PASSIVE E DI ATTIVAZIONE.

Archiviato in: 3 - Economia & Lavoro — admin @ 19:11

 

 Il mercato del lavoro italiano considerato dagli organismi più autoritari (Oecd,Eurostat) ancora troppo rigido, necessità di numerosi interventi, per aumentare sia l’occupabilità (intesa come possibilità del lavoratore di trovare un posto di lavoro) sia l’adattabilità (ossia la garanzia data al lavoratore di transitare da un posto all’altro nel mercato del lavoro).
Il dibattito intorno a questi due temi a livello europeo, nasce nel 1997 con il Trattato di Amsterdam, e continua con la Strategia di Lisbona del 2000, quando la Commissione Europea si pone l’obiettivo di raggiungere entro il 2010 tassi di occupazioni del 70%.
I mezzi per raggiungere gli obiettivi sopra esposti (adattabilità e occupabilità), vengono individuati nelle politiche attive e nelle politiche di attivazione.
Le prime sono considerati tutti gli interventi nel mercato del lavoro finalizzati all’inserimento o il reinserimento nel mercato del lavoro (politiche di orientamento, lavori socialmente utilili, lifelong learning, formazione pemanente ecc), le seconde sono identificabili in tutti quegli interventi di carattere obbligatorio e sanzionatorio attuati sul soggetto che percepisce indennità di disoccupazione, il quale deve  orientarsi alla ricerca attiva di un lavoro secondo modalità concordate con i servizi per l’impiego, pena la perdita dell’indennità di disoccupazione.
Il tutto per evitare gli effetti c.d di trappola della disoccupazione, in base alla quale il soggetto si adagia sul sussidio, senza far nulla per ottenere un “nuovo” lavoro, o rientrare nel mercato del lavoro.
In Italia, forse non tutti sanno(neanche la classe politica), che esistono delle leggi (vedi decreto 181/00 e 297/02), orientate a questi principi, ma che mancano di effettività, in quanto non applicate.
Più in particolare la legge finanziara del 2004 (richiamata dalla circolare del Ministero del lavoro 5/2006), stabilisce che il lavoratore decade dai sussidi di disoccupazione, indennità di mobilità, e trattamento di cassa integrazione guadagni laddove:
a) rifiuti di essere avviato ad un progetto individuale di reinserimento nel mercato del lavoro, b)rifiuti di essere avviato ad un corso di formazione professionale avviato dalla Regione o non lo frequenti regolarmente (il lavoratore è tenuto alla frequenza del corso per un periodo pari all’80%) c) non accetti l’offerta di un lavoro inquadrato in un livello di retribuzione non inferiore al 20% rispetto a quello delle mansioni di provenienza.
Se sembrano positive gli ultimi interventi del Ministero del Lavoro di incrementare l’ammontare e la durata dei sussidi di disoccupazione, altrattano apprezzabile sembra la sensibilità e l’attenzione all’effettività delle leggi sopra richiamate, che consentirebbero all’Italia di allineare la disciplina sulle politiche di attivazione (o workfare) a quella degli Stati Membri.
Del resto nelle classifiche Ocse, siamo ancora uno dei Paesi che spende un’ampia pecentuale di Pil in politiche passive (che comunque sono necessarie e indispensabili, perchè consentono di lenire le conseguenze della disoccupazione, su tutti, quella di un mancato reddito), e con i più bassi tassi di occupazione.
Porre l’enfasi su aspetti come la riorganizzazione dei Centri per l’impiego, le politiche di attivazione, i controlli e le sanzioni sullo status di disoccupati, è doveroso, in una fase in cui il mercato del lavoro sta profondamente cambiando, con un ascesa delle ragioni del mercato, che richiamano l’esigenza di applicare l’insieme delle tutele del lavoro oltre che sul posto di lavoro, anche nel mercato stesso (al fine di incrementare quella tanto auspicata occupabilità ed adattabilità).
Un tema caldo, molto attuale quello del mercato del lavoro,che deve prescindere da ragioni ideologiche e deve trovare soluzioni condivise, la cui lettura necessità di una profonda analisi del contesto storico, economico e sociale in cui viviamo.
Con questo spero di aver suscitato nel lettore reazioni propositive e desiderio di dibattito intorno ad un tema che non può e non deve passare inosservato.

 GIORDANO RAPACCIONI

27 Novembre 2007

MTV SCOPRE L’ETERE

Archiviato in: 5 - Musica & Arte — admin @ 11:32

 

 

Ebbene sì, essendosi resa conto che il suo ruolo fondamentale nel formare i gusti musicali dei giovani d’oggi sta venendo meno per via dei numerosi canali dedicati alla musica presenti sul satellite, MTV ha deciso di espandersi creando 3 nuovi canali che andranno ad affiancarsi agli altri 3 già presenti (MTV Italia, canale 108, che è lo stesso che si vede sulla tv analogica, MTV Hits, canale 704 ed MTV Brand:New, canale 706). I nuovi canali si chiamano MTV Gold (canale 705), MTV Pulse (canale 707) e VH1 (canale 708).Ognuno di questi canali nasce con un’impostazione diversa per andare incontro ai diversi gusti degli spettatori. Questo perché, diversamente da quanto succede nella tv terrestre, in cui l’unica concorrente è ALL MUSIC (al massimo chi è fortunato riesce a vedere VIDEO ITALIA) su SKY la questione è un po’ diversa. Lì deve fare i conti con canali in cui la musica è veramente al centro dell’attenzione, come ROCK TV, seguita soprattutto da chi cerca veramente musica, concerti, notizie e non dei format insulsi e slavati come My super sweet sixteen o Next. E, ovviamente, da chi è stanco di vedere sempre le stesse facce senza la possibilità di vedere mai il proprio video preferito magari solo perché non è commerciale. Diciamo che MTV è un canale che si trova a metà tra il musicale e l’intrattenimento e, secondo il mio modesto parere, finisce per non eccellere in nessuno dei 2. Così per poter competere nell’era del digitale ha dovuto rinnovarsi, tentando di riconquistare quella fetta di pubblico che l’ha abbandonata per cercare qualcosa di più aperto al cambiamento, creando questi nuovi canali. MTV Gold è prettamente dedicata ai successi passati, MTV Pulse a quelli odierni e VH1, canale nato in America nell’82, è un po’ una via di mezzo. MTV Hits, lo dice il nome fu creato per i pezzi più popolari del momento e Brand:New per la musica un po’ più movimentata, che raramente trova spazio negli altri canali. Tutto questo lavoro dimostra lo sforzo di MTV di liberarsi da quell’impostazione da tv di intrattenimento che le è costata tanti fan e che si vede anche nel canale analogico che ultimamente, tolti alcuni programmi davvero inappropriati e sostituiti da altri che lo sono un po’ di più (tipo il bel VALE TUTTO, condotto dagli Zeroassoluto), sta offrendo a chi non possiede SKY l’opportunità di potersi concedere comunque un po’ di musica. Ma questi sforzi non sono ancora abbastanza. Si sono fatti i canali ma si sono trascurati i palinsesti. Per esempio per 3 giorni di seguito abbiamo visto la puntata di Only number 1s sui Queen. E poi anche qui ci sono gruppi, artisti, o interi generi che vengono troppo trascurati, mentre si preferiscono i soliti gruppi meteore. Per non parlare del fatto che stanno inserendo piano piano anche qui programmi che proprio vorremmo evitare… Insomma chi se ne frega della vita dei quarterback americani nei college o delle aspiranti modelle! E’ pieno di programmi del genere, ma meno di canali musicali. E allora perché non  mettere una bella rotazione musicale al loro posto!? Comunque sia, mi sembra in fondo un inizio, un tentativo di offrire a tutti della buona musica, a 360 gradi e credo ci sia da sperare soprattutto in un risveglio della competizione, in una corsa alla qualità che coinvolga tutti (da Match Music a Dj Tv)!

PS: Un canale a parte ma che a me sembra meraviglioso è il nuovo arrivato della famiglia NAT GEO, NAT GEO Music che nel linguaggio tipico del documentario ci fa ascoltare musica proveniente da qualunque parte del mondo, facendoci capire quanto c’è aldilà del nontro piccolo universo… DA VEDERE!

 

MICHELA SANTONI

THE’ VERDE

Archiviato in: 7 - Sport — admin @ 11:29

Il Thè verde, comunemente venduto nelle erboristerie e nei supermercati, è una bevanda con delle proprietà molto interessanti,in quanto contiene antiossidanti, sostanze che svolgono un azione molto efficace contro la formazione di radicali liberi, e ha effetti benefici sul metabolismo, in quanto aumenta la lipolisi e quindi la mobilitazione e smaltimento di grassi nel nostro organismo.

Tra i tanti effetti positivi di questa bevanda, non si può dimenticare il potente effetto che esso esplica sul sistema immunitario, infatti, chi fa’ uso di questa bevanda sembra essere piu resistente alle malattie influenzali.

Altra interessante peculiarità è il fatto che il tè verde impedisce lo svilupparsi di picchi troppo elevati di glicemia ( e quindi dell’ingrassante ormone insulina), in quanto inibisce l’enzima amilasi che libera i glicidi, sostanze ricche di amidi. Questa azione, sommata a quella termogenica e al suo contenuto di caffeina, fa’ si che questa bevanda possa essere un buon rimedio per tutte quelle persone che vogliono perdere peso, ma attenzione, come in tutti i casi in cui si tocca l’argomento dimagrimento,è d’obbligo ricordare che il tè verde è un ottimo mezzo per aiutare la perdita di peso, ma non la soluzione definitiva.

Per avere un’ ottimo risultato da’ questa bevanda, consiglio di assumere thè verde più volte durante l’arco della giornata; come al mattino, ed a metà del pomeriggio in quanto sono i momenti migliori. L’assunzione è invece sconsigliata la sera, soprattutto prima di andare a dormire, poiché “rischiereste di contare le pecorelle per tutta la notte”per il suo modesto contenuto di caffeina.per tutte le domande riguardanti gli integratori,ed il body building,lasciate pure i vostri commenti registrandovi su questo blog,vi risponderò al piu’ presto.

ANGELO BENEDETTO

PERSONAL TRAINER

E

ALLENATORE BODY BUILDING

21 Novembre 2007

LA PROPOSTA FATTA AL CONSIGLIO DEL PORTO!!!

Archiviato in: 2 - Politica Locale — admin @ 17:30

 

SITUAZIONE GENERALE:

Nonostante l’attuale finanziaria abbia respinto l ‘obbligo della tassa si soggiorno,parlare di ciò è un argomento che divide e di molto.

Se ne è tornato a parlare di questa tassa che nessuno vuole, ma che molti vorrebbero. L’odiata tassa di soggiorno, definita una manovra suicida per il turismo italiano, ma non da tutti, è stata respinta dagli operatori del turismo incoming con una serie di lettere e telegrammi inviati al premier Romano Prodi, a Francesco Rutelli e al ministro dell’economia Padoa Schioppa.

Il vice premier Rutelli in occasione di un convegno sulla finanziaria organizzato dall’Osservatorio nazionale per il turismo, ha ribadito di essere contrario alla tassa di soggiorno, perché sarebbe un danno di immagine enorme sui mercati internazionali. Ha anche sussurrato che per venire incontro a quei comuni particolarmente pressati da un turismo massiccio e inquinante che non porta soldi nelle casse dei comuni, si penserà a una possibile creazione di un Fondo, per rifondere risorse agli enti locali per questo specifico problema.

I comuni che hanno fatto richiesta della reintroduzione dell’odiato balzello da inserire nella Finanziaria 2008 sono ben 42 e sono naturalmente i comuni delle città che di più soffrono del turismo mordi e fuggi come Venezia, Roma e Firenze, Taormina eccetera eccetera. Certamente, 42 città, a fronte delle centinaia città d’arte che vanta il nostro paese non sono molte, ma 42 comuni di grande importanza hanno un bel peso nella contrattazione e nella richiesta della reintroduzione della tassa di soggiorno.

La tassa dovrebbe essere di 5 euro a notte, da caricare sul conto del turista che dorme in albergo, moltiplicata naturalmente per ogni membro della famiglia. Una contraddizione, quindi, che andrebbe a colpire il turista che spende, piuttosto di quello che arriva al mattino con il panino preparato a casa e la mezza minerale sotto braccio, lasciando la spazzatura da smaltire se va bene nell’apposito bidone e se non va bene per terra nascosta dentro una fioriera o dove capita prima.

Alcuni fan della tassa di soggiorno come il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, hanno ribadito la necessità di questa reintroduzione, per risolvere problematiche ambientali e di servizi che per il momento sono a carico dei residenti.

A fronte di un’estate che per alcuni esponenti non è andata bene – si parla addirittura di un calo in Liguria del 20% e in Sardegna del 15%, l’introduzione della tassa di soggiorno da far pagare a chi pernotta sarebbe l’ulteriore scoraggiamento per il turista straniero, che quando arriva in Italia si trova nella maggior parte dei casi a fare i conti con un pessimo rapporto prezzo – qualità.

Tra i contrari alla reintroduzione della tassa di soggiorno, Bernabò Bocca presidente di Federalberghi e Confturismo, il quale ha sempre dichiarato che non può essere penalizzato il turista che già  paga l’hotel o comunque le strutture alberghiere, che magari si accollerebbero loro la tassa per non gravare ulteriormente sul cliente.

Contrario anche il Enrico Paolini, coordinatore nazionale degli assessori al turismo e vice presidente Enit, che ritiene un disincentivo per il turista pagare anche la tassa di soggiorno, mentre sarebbe favorevole a una tassa di scopo per aiutare quei comuni pressati da un turismo mordi e fuggi.

Per ora peò l unica città a ricevere aiuti sul mordi e fuggi è lo stanziamento di

90 milioni di euro per Venezia , a partire dal 2008, è stato poi deciso per gli interventi a salvaguardia di Venezia, non solo il Mose.

INSOMMA RICONOSCIAMO CHE CI SONO DUE TIPI DI TURISMO:QUELLO CHE PORTA I SOLDI CHE VENGONO SPESI IN ALBERGHI,RISTORANTI,COMMERCIO ED ALTRO,E QUELLO DEFINITO MORDI E FUGGI,CIOE’ DI PASSAGGIO.

CIVITAVECCHIA DI QUEST’ULTIMO NE POTREBBE ESSERE LA CAPITALE MONDIALE.

LA SITUAZIONE LOCALE:

Prima che i governi stabiliscano che Civitavecchia sia danneggiata da questo tipo di turismo,cosi da poter ricevere un contributo statale,penso passeranno decenni.

Prima che Civitavecchia riuscirà a sfruttarlo questo turismo che passa e fugge in città penso che passerà del tempo.

Allora ci sono possibilità dove noi cittadini possiamo giovare di questo turismo e non esserne piu dannegiati?

si perchè per ora siamo solo danneggiati perchè il turista che mangia solo un panino,un tramezzino,o beve una lattina,o una birra al bar(avete presente quanti ce ne sono l ‘estate nei chioschi sul mare),producono immondizia,consumano acqua,danneggiano l’ambiente.

Allora fino a che non sistemeremo la situazione è giusto che chi soggiorna in questa città anche solo per un paio d’ore contribuisca a queste spese,che per noi cittadini sono sempre più care e con i problemi del caso.

C’è bisogno di una sinergia tra Autority e Comune,oggi decantata più che mai.

Dobbiamo scindere cosa l’autorità portuale PUO’  fare,e cosa DEVE.

L’autority potrebbe introdurre questa tassa in differenti modi.

Per esempio,a Roma è stata scartata l’ipotesi tassa per non dare stupore nel nome,ma hanno intelligentemente trovato una soluzione.

Attraverso una percentuale di rincaro dei biglietti bus navetta dell’aereoporto,e dei mezzi pubblici per chi non è residente.

Questa operazione praticamente dopo aver stabilito una percentuale di rincaro(1,2,3,4%),si applica sull imponibile del biglietto e l’utente neanche se ne accorge.tecinicamente si definisce ricarica aggiuntiva perchè prende il nome direttamente da quello che erano le ricariche telefoniche.

cosi chi va in agenzia di viaggi,o contatta un acompagnia,o altro invece che pagare il biglietto 100 euro,lo pagherà 104 per esempio.

Questi soldi(le 4 euro nel caso), verrebero cosi gestiti dall Autority,che a sua volta ne darebbe una parte al comune,stabilendola mediante un accordo percentuale prestabiliti.

Altra soluzione potrebbe essere tipo carta pedaggio come fanno in Svizzera.

Se andate in svizzera in auto,l’autostrada è a pagamento.si paga una volta all anno e si può girare illimitatamente.

Si potrebbe adottare lo stesso concetto cosi che il turista,o sulla nave,o allo sbarco  oall imbarco gli viene fatta questa tessera poniamo per esempio di 5 euro e vale per un anno.

Di questi soldi a sua volta ne darebbe come prima una parte pre-stabilita al comune.

Tra i due esempi vedo piu consono il primo,ma ciò non toglie che il porto possa adottarne un altro o nessuno di questi,e per decidere il ciò avrà sicuramente persone più competenti di me.

Cio nonostante il Porto DEVE dare un contributo a civitavecchia di almeno 1 euro su ogni turista.

Un contributo necessario per giovare di questa industria in città.un industria per anni solo un feudo chiuso,che dal punto di vista turistico al cittadino porta molto poco.

Questi soldi,che arriverebbero in comune,dovrebbero essere passati a bilancio per quelle spese di pubblica utilità e non ad ingrassare le amministrazioni.

Cosi,sarebbe visibile ad occhio e al portafoglio,un notevole risparmio delle tasse di noi cittadini,specie in un momento come questo dove la spesa pubblica tocca il massimo,e gli stipendi vanno sempre piu a ribasso e in modo precario.

Questo può essere l’unico modo in cui il porto collabora sinergicamnete con il comune,il comune sia veramente a servizio del cittadino ,e il cittadino veramente possa trarne profitto da questa colaborazione.

Questa operazione non doveva esser fatta oggi,ma ieri.

Doveva già essere cosi.

Doveva già averlo fatto Moscherini quando stava al porto.

Dovevavno averlo già proposto altri che sono li da molte amministrazioni.Ma come si dice SCORDAMMISE  O’  PASSATO!

Però dimostriamo che cio sia vero e non retorica da consiglio comunale.Adottiamo tutti questa soluzione,comune,porto,maggioranza,opposizione,tutti assieme a fare qualcosa che aiuti il civitavecchiese senza strumentalizzarla assieme ad  opere infrastrastrutturali che servono solo ad uno piuttosto che ad un altro.

Che il consiglio si pronunci su questo indipendentemente dall’ indirizzo comunale sulle opere del porto.

DANIELE PERELLO

19 Novembre 2007

A PORT..O…APERTO!!!!

Archiviato in: 2 - Politica Locale — admin @ 17:39

 

Martedi 20 novembre, alle ore 16.00, presso l’aula Pucci ci sarà un Consiglio Comunale aperto sul Porto.

Per quanto il Comune, e sopratutto chi lo guid,  deve capire che non deve più gestire il porto, perchè il suo compito ora è altro, allo stesso tempo, secondo me il comune deve dare un suo indirizzo,  un parere, magari anche concorde tra maggioranza e opposizione, dove non si parli di Terminal o non Terminal, ma di un processo di co-operazione, che chi gestisce il potere in questa città, come il Porto o L Enel,  devono tenere con la città.

Quindi diventa conseguenziale e prioritario, parlare di sicurezza sul lavoro, di stop alla precarietà, cioè dire basta a ragazzi e non, che lavrano nel porto sei mesi, poi stanno venti giorni a casa, e cosi via per anni.

Chi” lavora” in questa città deve dare lavoro stabile.

Non bisogna tralasciare poi ne l’importanza della città di riappropriarsi del porto, della zona antemurale, cosi da poterci camminare, pescare, e viverlo in tutto lo splendore.

Poi voglio sapere, ma quanta acqua il porto paga?e quanta ne consuma?e quanta ne sottrae a noi abitanti l’estate, da lasciarci poi senza acqua nelle nostre case?e a quanto la rivende sulle navi, quella che da noi compra?e perchè questo businnes deve farlo l’autorità e non possiamo farlo anche noi come comune?poi ho un altro dubbio, perchè purtroppo sono molto malizioso, vorrei essere certo, che se anche chiusi i contatori del porto, non vorrei trovarmi che se poi tentassi di aprire qualche rubinetto giù, l’acqua uscisse lo stesso!

Infine, ma non per importanza,ritengo necessario che il Porto, ricevendo ogni anno, milioni di croceristi, che magiano, si lavano,fanno immondizia, sottraesse a questi una piccola tassa di soggiorno(come già succede in altri luoghi tipo Venezia), da rigirare poi in una piccola parte al comune come tassa, e tale da sdimezzare i costi di noi contribuenti.

Di cose da dire ce ne sarebbero molte, e domani spero di farlo, ma vorrei ricevere consigli, indicazioni, informazioni sui casi, da poter cosi rappresentare il volere di tutti.

DANIELE PERELLO

I BAMBOCCIONI

Archiviato in: 3 - Economia & Lavoro — admin @ 00:44

 

Perchè in Italia i “bamboccioni” restano a casa fino a 30 anni?Per scelta, per bisogno, per desiderio di sentirsi attaccati alla famiglia d’origine, per pigrizia, per mancanza di coraggio….non sta a noi giudicare!!
La frase del Ministro dell’Economia Padoa Schioppa, che può aver dato fastidio a molti ragazzi, ha provocato negli ultimi giorni molte polemiche e una grande serie di dibattiti intorno a questo termine, ma ci si è concentrati molto sul “termine” in sè e sulle cause, senza esaminare il vero male che afflige i giovani dei nostri tempi: il conflitto generazionale.
Se dobbiamo rimproverare il nostro Ministro dell’Economia, che poteva risparmiarsi quel termine “indecoroso” (strumentalizzato dalla minoranza per fini politici), dobbiamo invece analizzare in maniera più approfondita e dettagliata che cosa sta succendo alla nostra generazione.
La generazione dei 1000 euro (per i più fortunati), la generazione dei precari (non certo a causa della Legge 30), la generazione che non potrà mai farsi una pensione adeguata alle proprie esigenze di vita.
Fa paura l’indifferenza che ruota intorno a questi problemi, ma fa ancora più paura l’egoismo di chi prova ad inventare “false soluzioni”, e di chi continua a mascherarsi dietro la “tutela del lavoratore e delle lavoratrici”, tralasciando il futuro delle generazioni.
E’ molto difficile spiegare oggi ai nostri padri cosa sarà di noi, magari perchè non vogliamo deluderli, o forse perchè non abbiamo il coraggio di dire loro “papà in questo mondo c’è troppo egoismo, mi sento impotente, non ce la faccio”.
Quell’egoismo che tutti i giorni leggiamo sui giornali o sentiamo alla televisione, quell’egoismo sfuggente, impercettibile, che non ci dà la forza di reagire, quell’egoismo alimentato dalla classe politica, molte volte dai sindacati….
Inammissibile andare in pensione ancora a 57 anni (quando l’età media di pensionamento è intorno ai 63 anni) in tutta Europa, inammissibile prendere una laurea, fare un master ed entrare nel mondo del lavoro con 700 euro!
Inaccettabile cari amici sindacati tutelare “solo” chi lavora tralasciando chi sta ai margini (donne,giovani, over 50).
Il diritto del lavoro è stato per lungo tempo ed è tuttora a tutela del lavoratore inteso come contraente debole, ma il mercato del lavoro non è più quello di 50 anni fa, essendo condizionato ora dalle logiche di mercato (giuste o no), che rischiano di tagliare fuori un target abbastanza considerevole di popolazione attiva.
In tutti i paesi europei prevale ormai il concetto di flessicurezza, intesa come possibiltà di passare da un lavoro all’altro, mantenendo alti tassi occupazionali e una buona tutela al livello di reddito.
Colonne portanti di questo sistema sono alti tassi di flessibilità in entrata e in uscita (che per forza di cose è in questi paesi meno rigida), ruolo dei Servizi per l’impiego, insieme di politiche attive che orientano il lavoratore al reinserimento nel mercato del lavoro, ammortizzatori sociali.
Sappiamo benissimo che sono paesi strutturalmente diversi (vedi tasso di sindacalizzazione, tessuto produttivo, alto tasso di popolazione attiva), ma perchè non iniziare un cammino simile al loro, facendo un’azione di imitazione di best practice (benchmarking)?
In quei paesi (su tutti paesi scandinavi) però, cosa che nessuno dice in televisione, vi è anche un altissimo tasso culturale ed un altissimo senso civico, rispetto per il prossimo e solidarietà (ci sono studi economici che attestano evidenze empiriche in questo).
Nel nostro paese, manca proprio quella dose di solidarietà e di senso civico, che caretterizza i paesi scandinavi, per cui oggi sentiamo ricorrentemente dire frasi del tipo “ma a me che cosa me ne importa, io ormai sto dentro al sistema”, e sembra sempre più un miraggio un contratto a tempo indeterminato, proprio perchè è l’unico che ha delle protezioni enormi, soddisfacenti che ti permettono di vivere dignitosamente.
Ci chidiamo, perchè il Protocollo del welfare del 23 Luglio sia stato oggetto di verifica solo di lavoratori e pensionati, quando all’interno vengono disciplinati anche altri istituti che riguardano da vicino la generazione dei 1000 euro (vedi il contratto a termine, gli ammortizzatori sociali).
Chi ha un contratto temporaneo, oggi in Italia è per forza precario perchè gli mancano quello “zoccolo minimo di diritti fondamentali” (protezione contro la sicurezza,diritto all’equo comprenso, protezione contro la salute, diritti di informazione e formazione) che non assicura stabilità.
Le proposte sono state molteplici (vedi lo Statuto dei lavori nel Libro Bianco, la proposta Amato-Treu, la proposta sulla tutela del lavoro economico dipendente), ma non si sono tramutate in progetti concreti.
La flessibilità del lavoro, a questo punto per definizione diventa precarietà, proprio per il fatto che non è accompagnata alla flessibilità di altri istituti (vedi ad esempio l’impossibilità della stipula di un mutuo per chi ha un contratto di lavoro temporaneo). 
Bisogna spostare l’ottica sul sistema delle tutele, che constano di differenze enormi tra chi oggi ha un contratto a tempo indeterminato e chi invece è giovane precario.
Ma perchè di queste cose non se parla e si continua a demolire la Legge Biagi?
Sperando di aver stimolato l’interesse per l’argomento, cari lettori lascio a voi la risposta.

 GIORDANO RAPACCIONI

BODY BUILDING PER TUTTI

Archiviato in: 7 - Sport — admin @ 00:41

 

A DIRE IL VERO ERO MOLTO ANSIOSO,NON VEDEVO L’ORA DÌ PUBBLICARE,QUESTO ARTICOLO DÌ BODY BUILDING,(CON L’ AUGURIO CHE SIA DÌ BUON AUSPICIO, RINGRAZIO DANIELE PERELLO PER LA SUA MAGNIFICA IDEA, DÌ VEDERE UN FUTURO MIGLIORE ATTRAVERSO QUESTO BLOG.

CON QUESTO ARTICOLO,HA INIZIO LA NUOVA ERA,DA PERCORRERLA INSIEME,PASSO DOPO PASSO, LA QUALE FARA’, SCATURIRE MOLTE CURIOSITA’,E’ PERPLESSITA’ DA PARTE DÌ TUTTI,CI TENEVO AD UNA PICCOLISSIMA PREMESSA:NEL LUNGO VIAGGIO DÌ QUESTI ARTICOLI,TRATTERO’,TECNICHE,METODICHE,PERIODI DÌ FORZA,PERIODI DÌ SCARICO,PERIODI DÌ IPERTROFIA,E TANTI ALTRI ARTICOLI MOLTO INTERESSANTI, PER ‘INTRAPRENDERE AL MEGLIO QUESTA ATTIVITA’ SPORTIVA,E PERCHE NO’,ANCHE COME STILE DÌ VITA…… QUESTO E’ UNO SPORT ADATTO A TUTTI,MA PURTROPPO LA MAGGIOR PARTE DELLE PERSONE DÌ CUI NE HA VERAMENTE BISOGNO NON LO PRATICA.                                                                                                                                                                                                                            NELLE PERSONE ANZIANE PER ESEMPIO  MIGLIORA LA DENSITA’DELLE OSSA, L’APPARATO LOCOMOTORE, LA MUSCOLATURA,ED AUMENTA IL METABOLISMO BASALE DEL10 %.E’ UTILE PER CHI E’ SOVRAPPESO , PER CHI VUOLE AUMENTARE LA MASSA   MUSCOLARE,PER CHI VUOLE  MODELLARE IL PROPRIO CORPO, ETC.

TANTE VOLTE SUCCEDE,  CHE LE DONNE  LE QUALI VOGLIONO PERDERE PESO, SPESSO SI AFFIDANO A SPORT COME STEP,AEROBICA,SPINNING,CORSE,CORSETTE,ECORSETTINE,NON CHE SIA CONTRARIO,ED OSTILE AL RIGUARDO DÌ QUESTI ULTIMI,MA LA VERITA’ E’ CHE NON HANNO TUTTO QUESTO SUCCESSO.

C’E’ DA SAPERE CHE SOLO IL LAVORO CON I  PESI,CREA UN REPENTINO AUMENTO DELLA  MASSA MAGRA,DI CONSEGUENZA LA RIDUZIONE DÌ QUELLA GRASSA. LE CELLULE MUSCOLARI, CONTENGONO DEGLI ORGANELLI ,CHIAMATI MITOCONDRI,ESSI SONO CONSIDERATI LE”CENTRALI ENERGETICHE DELLA CELLULA”. 

I MITOCONDRI EROGANO L’ENERGIA PER LA QUASI TOTALITA’DEI PROCESSI METABOLICI CHE SI VERIFICANO ALL’INTERNO DELLA CELLULA DURANTE L’ATTIVITA’FISICA DÌ RESISTENZA; SOLO IL BODY BUILDING PUO’ INCREMENTARE LA MASSA MUSCOLARE”non mi stancherò mai di dirlo”.                                                            

 PIU’ MUSCOLI=PIU’ MITOCONDRI=PIU’ ENERGIA E LIPIDI (grassiCONSUMATI).                                                                                                              

IN SOLDONI QUINDI, PIU’MUSCOLI,METABOLISMO PIU’ ALTO,MENO GRASSO CORPOREO.  INOLTRE, IL LAVORO CON I  PESI,STIMOLA IL TESTOSTERONE(potente ormone che costruisce la massa muscolare)E COLLABORA AL “RELEASE”DEL POLIPEPTIDE GH(ormone della crescita).                                                                                                                                                                                                                                                      IN PARTICOLAR MODO, LE DONNE DEVONO SAPERE CHE QUESTO SPORT NON PUO’ ASSOLUTAMENTE FAR DIVENTARE LORO ENORMI,COME TUTTECREDONO;LA PRIMA FRASE CHE MI VIEN DETTA DA UNA DONNA APPENA METTE PIEDE IN PALESTRA E’:(preferisco non fare pesi altrimenti divento grossa e non mi entrano piu’ i vestiti)”RAGAZZE NON DITE CHE NON E’ VERO EH!!!”  .                                                                                                                                                                                                                                                          VI SPIEGO UNA COSA MOLTO IMPORTANTE;LA PRODUZIONE DI TESTOSTERONE PRODOTTO DALLE SURRENALI NELLA DONNA E’ DI 0,4NG/ML,MENTRE NELL’UOMO PRODOTTO DAI TESTICOLI è Di 6-9NG/ML QUINDI COME POTETE VEDERE UNA DIFFERENZA ABISSALE,PERTANTO LE “gentil sesso” POSSONO OTTENERE UN CORPO ARMONICO ASSOLUTAMENTE NEI CANONI FEMMINILI E CON UNA BASSA PERCENTUALE DI GRASSO CORPOREO.

 CI SI PUO’ ALLENARE  TRE O ADDIRITTURA DUE VOLTE A SETTIMANA,OTTENENDO DELE OTTIME PERFORMANCE DAL PROPRIO CORPO,ADOTTANDO IL FAMIGERATO METODO (BIIO),DOVE  APPROFONDIRO’NEL PROSSIMO ARTICOLO, LE SUE OTTIMISSIME PECULIARITA’”ALLENARSI MENO, ED ESSERE MERAVIGLIOSAMENTE PIU’ FORTI ED IN FORMA”.

            

ANGELO BENEDETTO

PERSONAL TRAINER

ALLENATORE BODY BUILDING                                                                                                                                         

18 Novembre 2007

DOMENICA DI ORDINARIA FOLLIA

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale, 7 - Sport — admin @ 23:54

 

 E’ circa un mese che non scrivevo più. Cose che sono capitate sia a me che intorno mi hanno un po’ distratto dal curare questo spazio. Adesso però, voglio provare a ricominciare. E voglio farlo con una campagna che mi sta molto a cuore: tutti gli appassionati di sport, ed in particolare di calcio, devono prendere il coraggio a due mani ed iniziare una importante guerra contro gli Ultras. Quello che è successo domenica sera a Roma, quello che succede ormai da troppo tempo negli stadi italiani, deve farci capire che questi sono dei veri e proprio gruppi eversivi, associazioni a delinquere, indipendentemente dal loro credo calcistico e politico.

COSA SONO GLI ULTRAS – Nati intorno agli anni ’70 come imitazione del modello inglese della tifoseria organizzata, questi si distinguono dalle organizzazioni di tifo tradizionali (i cosiddetti club) perché non aderiscono ad alcun centro coordinamento (supervisionati dalle società), si muovono autonomamente e seguono una filosofia di tifo estremo, solitamente politicizzato, teso alla supremazia del proprio gruppo sia su quelli delle altre squadre, sia su gli altri gruppi ultras del proprio team di riferimento. Non importa che la squadra vinca o perda, giochi in Coppa dei Campioni o in serie D, la partita ultras si gioca sugli spalti, a colpi di cori, striscioni ma anche del contatto fisico. Lo scopo del gruppo ultrà è quello di diventare padrone dello stadio, essere il Re della curva, conquistare il “palazzo del governo” sugli spalti ed anche fuori. Che alla fine la propria squadra del cuore porti via i tre punti, è una cosa in più: l’importante è la supremazia.

ORGANIZZAZIONE GERARCHICA – Rispetto, onore, comando. Aggettivi che rimandano alle gerarchie militari o a quelle politiche nei regimi dittatoriali. Sono gli aggettivi che caratterizzano la filosofia e lo stile di via degli ultras. Professionisti o operai nella vita privata, in questa vera e propria organizzazione carbonara, diventano soldati arruolati per vincere la guerra domenicale che si combatte negli stadi: i capi ultras hanno nome, cognome ed un soprannome di battaglia, sono rispettati, temuti. Quando parlano loro, gli altri devono stare zitti, “altrimenti so’ botte”. Decidono i cori, gli slogan, ma questo è il minimo: fanno proseliti tra i giovanissimi, insegnano loro “la mentalità”, incominciano dai piccoli corpo a corpo negli autogrill o fuori dallo stadio per strappare un trofeo ai loro rivali (che di solito è una sciarpetta o un cappellino), li utilizzano per nascondere e introdurre allo stadio coltelli, sassi e quant’altro e pian piano li portano sulla via dell’obbedienza, del rispetto e, quindi, della violenza. Così loro faranno altri proseliti. E piano piano i risultati calcistici della loro squadra del cuore perdono d’importanza: ciò che conta è essere temuti, rispettati, ed il timore ed il rispetto, in mancanza di evidenti capacità intellettuali, si guadagnano attraverso la violenza.

GEMELLAGGI IMPROBABILI – Gli ultras, per sentirsi più forti, si uniscono tra di loro, ed individuano nemici comuni. Inter e Lazio, sul campo di gioco, nel corso della storia se ne sono fatti di dispetti reciproci, non ultimo lo scudetto perso dai nerazzurri all’Olimpico all’ultima giornata. Ma, come dicevamo, il risultato sportivo non conta: i gemellaggi si fanno per ideologie politiche ed interessi simili, per amicizie personali tra i capi ultrà o per sostegni riguardo questioni giudiziarie o scontri avvenuti con altre tifoserie. Il tifoso tradizionale, prima di andare allo stadio, è costretto ad informarsi prima se le due curve sono amiche o nemiche.

PERCHE’ SCIOGLIERLI – Ormai la situazione è insostenibile: bisogna che lo Stato consideri i gruppi Ultras come associazioni a delinquere: non tutti i mafiosi uccidono, non tutti i camorristi ammazzano, non tutti i brigatisti hanno fatto attentati. Bisogna far conto che questi gruppi sono, appunto, come la Mafia, come le Brigate Rosse o come i Nar. Chi vuole fare un gruppo organizzato, deve iscriversi al centro coordinamento come tutti i club: altrimenti sei un abusivo, un clandestino. Vi siete mai chiesti perché durante le partite della Nazionale non succede mai nulla? Perché non ci sono gli Ultras e perché non c’è una società dietro, ma la Federazione. E qui tocchiamo un altro punto fondamentale: società e business.

SOCIETA’ E BUSINESS – E’ inutile nasconderci che i presidenti coprono gli ultras. Sentivo dire che Lotito è l’unico ad essersi messo contro le tifoserie: beh, è semplice, perché gli Irriducibili sono talmente ben organizzati che hanno formato una Srl che gli permette di vendere gadget (senza mai usare il marchio Lazio e addirittura i colori biancocelesti, come dimostrano le sciarpe gialle e blu) e muovere un giro di denaro talmente grande che qualche anno fa, grazie all’operazione Chinaglia, stava addirittura permettendo di acquistare la società!

Insomma, la conclusione è: perseguiamo gli ultras, smantelliamo queste organizzazioni a delinquere, facciamo piazza pulita negli stadi e, finalmente, tutti potremo goderci lo sport più bello del mondo senza paura di tornare a casa con le ossa rotte!!!

VINCENZO

http://hook1.giovani.it

16 Novembre 2007

IL FUTURO…DEL WEB…

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 18:33

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi,  sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,  ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet.

 Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre.

Nessun ministro si è dissociato.

Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Cosi ha commentato Beppe Grillo:”Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico”.

Il “saggio” Ministro Gentiloni invece alla domanda ha risposto che non poteva mica leggersi tutta la dlibera pertanto questo particolare gli era sfuggito.Povero Gentiloni,non poteva leggere tutti gli incartamenti,e non per cosa lo paghiamo?….profumatamente!!!!

Vi sembra questa democrazia?

E noi?

Che faremo?

Ma non siamo quella generazione dove ci han detto che internet era il futuro?Non ci hanno detto che senza questi computer e senza saper comunicare in questo modo saremmo rimasti indietro tagliati fuori dal Mondo?

La cosa assurda è che se questa restrizione ci sarà,avverrà solo in Italia,e L’Europa che fa?

A questo punto ci sono due speranze,o che L’Europa ci prenda pubblicamente a sculacciate,o che scendiamo davvero in piazza.Ma sul serio.Come fanno i francesi,talvolta a noi cosi lontano,ma talvolta come vorrei,cosi vicino.Pronti a ribellarsi.Pronti a protestare contro uno Stato sempre meno libero e sempre meno democratico.

DANIELE PERELLO

13 Novembre 2007

Grazie Enzo…

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 10:20

 

A Milano è morto Enzo Biagi, Una colonna del giornalismo italiano.
Penso sia inutile parlare della vita giornalistica dell’uomo, ma preferirei soffermarmi su quella umana, specie quella riguardante l’ipocrisia delle persone dinanzi alla morte.
Un uomo e un professionista che,  negli ultimi anni, fu costretto a sopportare la gratuita amarezza del discredito pubblico quando, appena eletto, il neo-presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, puntò il dito contro Daniele Luttazzi, Michele Santoro e lo stesso Enzo Biagi, per quello passato alla storia come “l’editto di Sofia”.
Da allora il giornalista non è comparso in Rai che pochissime volte. La prima a “Che tempo che fa”, il 22 maggio del 2005, durante la quale, in diretta, con gli occhi lucidi, disse davanti alle telecamere: “Rifarei tutto come prima”. Qualche mese dopo, il 21 ottobre, tornò come ospite a “Primo piano”, per raccontarsi: oltre due milioni gli italiani che lo seguirono.
Da vecchio partigiano, Enzo Biagi scelse la Resistenza come tema della prima puntata di RT - “Rotocalco televisivo”, il programma realizzato in coproduzione con il Tg3 -, che su RaiTre dal 22 aprile di quest’anno lo riportò sugli schermi della tv pubblica. “Buonasera,scusate se sono un po’ commosso e, magari, si vede”, disse aprendo la puntata. “C’è stato
qualche inconveniente tecnico e l’intervallo è durato cinque anni”.
Cara Lucia penso che la mia vita si stata felice, ma il conto è arrivato tutto d’un colpo. Tu mi hai lasciato, Anna (la figlia) è morta all’improvviso, e io sono stato calunniato e offeso nel mio lavoro”. Una vicenda che lasciò il segno, e che ancora oggi riaccende la discussione politica.
E oggi davanti alla morte cosa dice il Cavaliere?«al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso», rendo «omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima».
Penso che queste parole non meritino commento. Penso che davanti alla morte c’è un ipocrisia che non ha eguali.Penso che Berlusconi avrebbe fatto meglio a starsene in silenzio e pensare di sentirsi solo leggermente sollevato perchè almeno prima di morire Enzo Biagi è potuto tornare in televisione,non per merito del Cavaliere si intende,svolgere il mestiere che amava e lasciarci a noi qualche puntata in più di cronache di poesia storica e politica che lo hanno contraddistinto nei suoi splendidi anni di carriera giornalistica.

Grazie Enzo, sei stato un testimone del nostro tempo.

12 Novembre 2007

Il fattore “precarietà”….

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 16:28

L’ALTRO GIORNO GUARDAVO IN TV LA TRASMISSIONE LE IENE, QUANDO SI SONO OCCUPATI DEL FATTORE PRECARIETA, ATTRAVERSO DUE SERVIZI; IL PRIMO RIGUARDANTE LA MANIFESTAZIONE DEL 20 OTTOBRE, E
IL SECONDO RIGUARDANTE LA MANIFESTAZIONE SVOLTASI A ROMA A FAVORE DELLE LEGGE 30.
ANALIZZANDO QUESTA MANIFESTAZIONE CI SAREBBE STATO BEN POCO DA DIRE,VISTO CHE STANDO AI NUMERI DELLA QUESTURA ERANO PRESENTI POCO PIU DI 60 PERSONE. LA MIA MERAVIGLIA NON è SORTA NEANCHE QUANDO è GIUNTO A DAR LORO MANFORTE L’ONOREVOLE PIER FERDINANDO CASINI,QUESTO PERCHè VISTE ANCHE LE PAROLE DEL PAPA,DIVENUTO ANCHE LUI SOSTENITORE DEI PRECARI,SPERAVO E PENSAVO CHE CASINI SEGUISSE A LETTERA LE PAROLE DEL PONTEFICE,EVIDENTEMENTE IN QUESTO CASO NON LO HA SEGUITO COME IN QUELLO RIGUARDANTE IL PROPRIO MATRIMONIO.
SONO RIMASTO A BOCCA APERTA QUANDO HO VISTO PARTECIPARVI I SEGRETARI NAZIONALI DI CISL E UIL E SONO RIMASTO DEL TUTTO ALLIBBITO SUCCESSIVAMENTE ALLE LORO DICHIARAZIONI.HANNO ENTRAMBI SOSTENUTO,DOPO AVER RICEVUTO DALL’INTERVISTATORE LUCCI,DOMANDE SULE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE DEI PARASUBORDINATI,UNO CHE QUEST’INNALZAMENTO CONTRIBUTIVO SERVE PER PAGARE LE GROSSE PENSIONI DEI DIRIGENTI,PER SECONDO CHE LORO ESSENDO GRANDI,ENTRAMBI DI 57 ANNI è NORMALE CHE CURINO PIù GLI INTERESSI DEI GRANDI,LORO COETANEI,PIUTTOSTO CHE DEI GIOVANI.GIURO CHE DOPO IL SERVIZIO,VISIONABILE ANCHE SUL SITO DELLE IENE,SONO ANDATO A DORMIRE CON MILLE PENSIERI CHE MI FRULLAVANO IN TESTA RIGUARDANTE IL SINDACATO E CON LA PAURA CHE TALVOLTA LA LOTTA DI NOI GIOVANI DVENTI UN PO LA LOTTA CONTRO I MULINI AL VENTO.
COSI HO RIFLETTUTO BENE SUL PROTOCOLLO DEL WALFARE CHE RIGUARDERà LA PROSSIMA FINANZIARIA E HO CAPITO CHE è STATO SBAGLIATO.SI PERCHè CAPISCO PERFETTAMENTE L’INNALZAMENTO DELL’ ALIQUOTA CONTRIBUTIVA DEI LAVORATORI A PROGETTO,CHE è PASSATA IN DUE MISURE AL 23 E AL 23,50%.PERò L ‘INNALZAMENTO CONTRIBUTIVO DEI PRECARI SAREBBE DOVUTO SERVIRE A PAGARE LE PENSIONE DEGLI STESSI PER DOMANI E SOPRATUTTO GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI.
Per ammortizzatori sociali si intende un complesso ed articolato sistema di tutela del reddito dei lavoratori che sono in procinto di perdere o hanno perso il posto di lavoro. Questo sistema è definito da specifiche norme di legge. Tra i principali troviamo la cassa integrazione guadagni (CIGS e CIGO), i contratti di solidarietà, l’indennità di disoccupazione e l’indennità di mobilità.
QUESTI AMMORTIZZATORI SOCIALI SAREBBERO SERVITI PERTANTO A FAR GODERE AD UN PRECARIO NEL MOMENTO IN CUI GLI SCADE IL CONTRATTO DI LAVORO,ALL’INDENNITà DI DISOCCUPAZIONE PER ESEMPIO,TALE DA PERMETTERGLI DI NON RIMANERE SENZA SOLDI IMMEDIATAMENTE MA DI ESSERE ASSISTITO ATTRAVERSO DEI SOLDI CHE LORO STESSI VERSANO. bHè QUESTO NON SI è FATTO.O NON SI è VOLUTO FARE.MI CHIEDO MA COME SIA POSSIBILE PENSARE CHE QUESTI ATTI NON SIANO NECESSARI PER PORRE VERAMENTE UNA SOCIETà COME LA NOSTRA IN UNA FASE DI SVILUPPO CULTURALE ADEGUATA.UNA SOCIETà DOVE L’UNICO INTRESSE SEMBRA ESSERE UNA CORSA ALL’ORO,UNA CORSA RISERVATA PERò A POCHI INTIMI DOVE IL LAVORATORE è SEMPRE L’ULTIMA RUOTA DEL CARRO,è IL PRIMO A PERDERE IL POSTO DI LAVORO, TALVOLTA PURTROPPO è ANCHE COSTRETTO A MORIRE PER UN POSTO PICCOLO CON UNA PAGA MISERA,SOTTOSTANDO AI GIOCHI DI UN AZIENDA CHE PORTA IL LAVORATORE A SVOLGERE IL PROPRIO LAVORO IN CONDIZIONI DI SICUREZZA PRECARIA.E POI DOPO?BUONGIORNO,BUONA SERA,CI DISPIACE,TROVEREMO UN POSTO PER LA MOGLIE.NO,LA VITA NON HA PREZZO. LA CORSA ALL’ORO DI CERTE AZIENDE VA RALLENTATA.
L’ONDATA DI POTERE ECONOMICI CHE INVESTE IL PAESE VA RALLENTATA,COME TUTTI I GRANDI LAVORI
CHE RIGUARDANO IL PAESE E LA CITTà,VEDI ENEL. STAMANE LEGGO IL GIORNALE E VEDO CHE CONFINDUSTRIA,NELLE VESTI DEL SUO PRESIDENTE,LUCA CORDERO DI MONTEZOMOLO,HA DECISO CHE STARANNO FUORI DA CONFINDUSTRIA TUTTE QUELLE AZIENDE CHE PAGANO IL PIZZO.BRAVO.APPLAUSI PER LUI.IGIORNALI LO ESALTANO.MI PIACEREBBE INCONTRARLO E CHIDERGLI,CARO LUCA CORDERO,AVETE SI DECISO DI PRENDERE PROVVEDIMENTI CONTRO CHI PAGA IL PIZZO,VA BENE,MA QUANDO DECIDERETE DI PRENDERE PROVVEDIMENTI SERI ANCHE CONTRO TUTTE QUELLE AZIENDE CHE SONO EVASORI FISCALI?QUANDO DECIDERETE DI FARLO CONTRO TUTTE QUELLE AZIENDE CHE HANNO LAVORATORI IN NERO?QUANDO CONTRO QUELLLE DOVE I LORO CAPI HANNO SOCIETà DI COMODO?
QUANDO CONTRO QUELLE AZIENDE CHE ASSUMONO LAVORATORI A PROGETTO MA IL PROGETTO REALAMENTE NON ESISTE MA è SOLO UN MODO PER PAGARLI MENO E FARLI ESSERE MENO TUTELATI? QUANDO DECIDERà ANCHE LEI DI COMBATTERE QUESTO ALLORA POTRO CREDERE CHE è AL FIANCO ANCHE
DEI LAVORATORI OLTRE CHE DELLE IMPRESE COME LEI SOSTIENE…MA QUANDO????!!!!

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