Daniele Perello

13 Novembre 2007

Grazie Enzo…

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 10:20

 

A Milano è morto Enzo Biagi, Una colonna del giornalismo italiano.
Penso sia inutile parlare della vita giornalistica dell’uomo, ma preferirei soffermarmi su quella umana, specie quella riguardante l’ipocrisia delle persone dinanzi alla morte.
Un uomo e un professionista che,  negli ultimi anni, fu costretto a sopportare la gratuita amarezza del discredito pubblico quando, appena eletto, il neo-presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, puntò il dito contro Daniele Luttazzi, Michele Santoro e lo stesso Enzo Biagi, per quello passato alla storia come “l’editto di Sofia”.
Da allora il giornalista non è comparso in Rai che pochissime volte. La prima a “Che tempo che fa”, il 22 maggio del 2005, durante la quale, in diretta, con gli occhi lucidi, disse davanti alle telecamere: “Rifarei tutto come prima”. Qualche mese dopo, il 21 ottobre, tornò come ospite a “Primo piano”, per raccontarsi: oltre due milioni gli italiani che lo seguirono.
Da vecchio partigiano, Enzo Biagi scelse la Resistenza come tema della prima puntata di RT - “Rotocalco televisivo”, il programma realizzato in coproduzione con il Tg3 -, che su RaiTre dal 22 aprile di quest’anno lo riportò sugli schermi della tv pubblica. “Buonasera,scusate se sono un po’ commosso e, magari, si vede”, disse aprendo la puntata. “C’è stato
qualche inconveniente tecnico e l’intervallo è durato cinque anni”.
Cara Lucia penso che la mia vita si stata felice, ma il conto è arrivato tutto d’un colpo. Tu mi hai lasciato, Anna (la figlia) è morta all’improvviso, e io sono stato calunniato e offeso nel mio lavoro”. Una vicenda che lasciò il segno, e che ancora oggi riaccende la discussione politica.
E oggi davanti alla morte cosa dice il Cavaliere?«al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso», rendo «omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima».
Penso che queste parole non meritino commento. Penso che davanti alla morte c’è un ipocrisia che non ha eguali.Penso che Berlusconi avrebbe fatto meglio a starsene in silenzio e pensare di sentirsi solo leggermente sollevato perchè almeno prima di morire Enzo Biagi è potuto tornare in televisione,non per merito del Cavaliere si intende,svolgere il mestiere che amava e lasciarci a noi qualche puntata in più di cronache di poesia storica e politica che lo hanno contraddistinto nei suoi splendidi anni di carriera giornalistica.

Grazie Enzo, sei stato un testimone del nostro tempo.

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