Daniele Perello

16 Novembre 2007

IL FUTURO…DEL WEB…

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 18:33

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi,  sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,  ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet.

 Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre.

Nessun ministro si è dissociato.

Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Cosi ha commentato Beppe Grillo:”Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico”.

Il “saggio” Ministro Gentiloni invece alla domanda ha risposto che non poteva mica leggersi tutta la dlibera pertanto questo particolare gli era sfuggito.Povero Gentiloni,non poteva leggere tutti gli incartamenti,e non per cosa lo paghiamo?….profumatamente!!!!

Vi sembra questa democrazia?

E noi?

Che faremo?

Ma non siamo quella generazione dove ci han detto che internet era il futuro?Non ci hanno detto che senza questi computer e senza saper comunicare in questo modo saremmo rimasti indietro tagliati fuori dal Mondo?

La cosa assurda è che se questa restrizione ci sarà,avverrà solo in Italia,e L’Europa che fa?

A questo punto ci sono due speranze,o che L’Europa ci prenda pubblicamente a sculacciate,o che scendiamo davvero in piazza.Ma sul serio.Come fanno i francesi,talvolta a noi cosi lontano,ma talvolta come vorrei,cosi vicino.Pronti a ribellarsi.Pronti a protestare contro uno Stato sempre meno libero e sempre meno democratico.

DANIELE PERELLO

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