Daniele Perello

18 Novembre 2007

DOMENICA DI ORDINARIA FOLLIA

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale, 7 - Sport — admin @ 23:54

 

 E’ circa un mese che non scrivevo più. Cose che sono capitate sia a me che intorno mi hanno un po’ distratto dal curare questo spazio. Adesso però, voglio provare a ricominciare. E voglio farlo con una campagna che mi sta molto a cuore: tutti gli appassionati di sport, ed in particolare di calcio, devono prendere il coraggio a due mani ed iniziare una importante guerra contro gli Ultras. Quello che è successo domenica sera a Roma, quello che succede ormai da troppo tempo negli stadi italiani, deve farci capire che questi sono dei veri e proprio gruppi eversivi, associazioni a delinquere, indipendentemente dal loro credo calcistico e politico.

COSA SONO GLI ULTRAS – Nati intorno agli anni ’70 come imitazione del modello inglese della tifoseria organizzata, questi si distinguono dalle organizzazioni di tifo tradizionali (i cosiddetti club) perché non aderiscono ad alcun centro coordinamento (supervisionati dalle società), si muovono autonomamente e seguono una filosofia di tifo estremo, solitamente politicizzato, teso alla supremazia del proprio gruppo sia su quelli delle altre squadre, sia su gli altri gruppi ultras del proprio team di riferimento. Non importa che la squadra vinca o perda, giochi in Coppa dei Campioni o in serie D, la partita ultras si gioca sugli spalti, a colpi di cori, striscioni ma anche del contatto fisico. Lo scopo del gruppo ultrà è quello di diventare padrone dello stadio, essere il Re della curva, conquistare il “palazzo del governo” sugli spalti ed anche fuori. Che alla fine la propria squadra del cuore porti via i tre punti, è una cosa in più: l’importante è la supremazia.

ORGANIZZAZIONE GERARCHICA – Rispetto, onore, comando. Aggettivi che rimandano alle gerarchie militari o a quelle politiche nei regimi dittatoriali. Sono gli aggettivi che caratterizzano la filosofia e lo stile di via degli ultras. Professionisti o operai nella vita privata, in questa vera e propria organizzazione carbonara, diventano soldati arruolati per vincere la guerra domenicale che si combatte negli stadi: i capi ultras hanno nome, cognome ed un soprannome di battaglia, sono rispettati, temuti. Quando parlano loro, gli altri devono stare zitti, “altrimenti so’ botte”. Decidono i cori, gli slogan, ma questo è il minimo: fanno proseliti tra i giovanissimi, insegnano loro “la mentalità”, incominciano dai piccoli corpo a corpo negli autogrill o fuori dallo stadio per strappare un trofeo ai loro rivali (che di solito è una sciarpetta o un cappellino), li utilizzano per nascondere e introdurre allo stadio coltelli, sassi e quant’altro e pian piano li portano sulla via dell’obbedienza, del rispetto e, quindi, della violenza. Così loro faranno altri proseliti. E piano piano i risultati calcistici della loro squadra del cuore perdono d’importanza: ciò che conta è essere temuti, rispettati, ed il timore ed il rispetto, in mancanza di evidenti capacità intellettuali, si guadagnano attraverso la violenza.

GEMELLAGGI IMPROBABILI – Gli ultras, per sentirsi più forti, si uniscono tra di loro, ed individuano nemici comuni. Inter e Lazio, sul campo di gioco, nel corso della storia se ne sono fatti di dispetti reciproci, non ultimo lo scudetto perso dai nerazzurri all’Olimpico all’ultima giornata. Ma, come dicevamo, il risultato sportivo non conta: i gemellaggi si fanno per ideologie politiche ed interessi simili, per amicizie personali tra i capi ultrà o per sostegni riguardo questioni giudiziarie o scontri avvenuti con altre tifoserie. Il tifoso tradizionale, prima di andare allo stadio, è costretto ad informarsi prima se le due curve sono amiche o nemiche.

PERCHE’ SCIOGLIERLI – Ormai la situazione è insostenibile: bisogna che lo Stato consideri i gruppi Ultras come associazioni a delinquere: non tutti i mafiosi uccidono, non tutti i camorristi ammazzano, non tutti i brigatisti hanno fatto attentati. Bisogna far conto che questi gruppi sono, appunto, come la Mafia, come le Brigate Rosse o come i Nar. Chi vuole fare un gruppo organizzato, deve iscriversi al centro coordinamento come tutti i club: altrimenti sei un abusivo, un clandestino. Vi siete mai chiesti perché durante le partite della Nazionale non succede mai nulla? Perché non ci sono gli Ultras e perché non c’è una società dietro, ma la Federazione. E qui tocchiamo un altro punto fondamentale: società e business.

SOCIETA’ E BUSINESS – E’ inutile nasconderci che i presidenti coprono gli ultras. Sentivo dire che Lotito è l’unico ad essersi messo contro le tifoserie: beh, è semplice, perché gli Irriducibili sono talmente ben organizzati che hanno formato una Srl che gli permette di vendere gadget (senza mai usare il marchio Lazio e addirittura i colori biancocelesti, come dimostrano le sciarpe gialle e blu) e muovere un giro di denaro talmente grande che qualche anno fa, grazie all’operazione Chinaglia, stava addirittura permettendo di acquistare la società!

Insomma, la conclusione è: perseguiamo gli ultras, smantelliamo queste organizzazioni a delinquere, facciamo piazza pulita negli stadi e, finalmente, tutti potremo goderci lo sport più bello del mondo senza paura di tornare a casa con le ossa rotte!!!

VINCENZO

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