Daniele Perello

6 Dicembre 2007

INFERNO..PURGATORIO…PARADISO…E POI DI NUOVO INFERNO

 

Commovente. L’amore per la patria, per quella patria che inventa e tiene per se magnifiche cose quali la civiltà, l’arte ed il diritto. Per quella patria che Roberto Benigni ama ed onora, mostrando al mondo che oltre la pizza e la mafia c’è in lei qualcosa di stupendo che si chiama orgoglio ed unicità. Per quella patria che ha dato al mondo artisti immensi, indimenticabili, premi Nobel e premi Oscar. Non quell’Italia che è solo spiagge e sole, come piace a Berlusconi. Ma quella che dispensa insegnamenti al mondo intero e non si afferma solo per quello che gli è capitato, come questo bellissimo territorio, ma per quello che si è creata e guadagnata, come l’architettura, le leggi e quell’unione frutto del sacrificio di tanta gente sulla quale oggi tanti sputano. E’ un discorso da persona  che ama questa nazione ed è felice di rappresentarla, un introduzione perfetta alla lettura del v canto dell’Inferno, capolavoro dantesco che i più non hanno mai letto e molti tra quelli che l’anno letto l’hanno odiato. Capolavoro di quel Dante che è fondatore della nostra lingua e cronista del nostro passato nonché delle radici della nostra cultura. Quello che ha spinto molti a chiedersi cosa ci sarà dall’altra parte e che ha reso il Cattolicesimo e la spiritualità reali, concreti e vicini a noi. Ed è bellissimo vedere come la televisione attraverso un comico che legge un pezzo unico della nostra storia riesca a farlo amare da tutti, con semplici commenti che rendono chiaro quell’idioma che sembra troppo lontano da noi. Non dimenticando che se si chiama Commedia è proprio perché vuole essere una storia da divulgare. Per immergere le persone in quell’ambiente che sembra essere qui, vivo e presente davanti a noi quando chiudiamo gli occhi e lo sentiamo narrare con la voce dell’emozione, della carica travolgente che sembra proprio quella per la quale è stata scritta. Ineccepibile show che riesce in maniera omogenea a fondere e confondere il sacro ed il profano illustrando un ampia gamma di parolacce e situazioni sconvolgenti, e gli aspetti più bassi e deplorevoli della nostra politica e cronaca sociale e poi parlare di quel che di più puro e bello c’è nel mondo, l’amore. Quell’amore fatto di passione, di fremiti, di carica sessuale, ma contemporaneamente così celestiale. L’amore di Dante e non del Petrarca, con la sua donna angelicata lontana dalla terra, dalla realtà. L’amore fisico e mentale che comprende l’adulterio, la bassezza dell’istinto che sopprime la ragione. L’amore reale che ognuno di noi prova. Quello che resiste anche alla morte, alla punizione, che anzi Dio non punisce, secondo l’interpretazione data da Benigni, ma rende eterno. Rende eterna la scelta fatta in vita. Descrive in maniera così profonda la pietà, la commiserazione degli altri ma prima ancora di se stessi, del dolore che le disgrazie altrui creano all’interno di se stessi. Due ore di discorso continuo, in un crescendo di emozioni, passando dall’ilarità suscitata dall’invettiva, dalla comicità popolare, che per quanto grossolana riesce a far ragionare sulle vicende che credevamo sepolte nel passato, nella vergogna, all’amor di patria, all’amore in senso puro. L’ingigantimento dei difetti per rendere poi più vivi e belli i pregi di questo paese e dei suoi abitanti, come eredi di una cultura unica e speciale, come soggetti ispirati dall’irrazionalità dei sentimenti. Sentimenti che Dante riesce ad incanalare in una struttura tanto rigida e razionale da sembrare impossibile. E che il grande regista-attore-comico toscano vuole mostrarci in tutta la sua eccellenza. Benigni ultimo erede dell’uomo universale che tutto può, con la forza del suo stesso essere uomo. Ancora una volta sbalorditivo.

Michela Santoni

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