IL PRINCIPE DEI PRECARI

Non è ne un titolo di un film, ne un racconto di fantascienza.
E’ solo la dura verità.
Daniele Luttazzi è stato nuovamente sospeso, o meglio la sua trasmissione perchè ritenuta offensiva nei confronti di un collega della sua stessa emittente, Giuliano Ferrara.
La frase incriminata è stato uno sfogo di Luttazzi stesso successivamente alla dichiarazione di Silvio Berlusconi sulla guerra in Iraq.
Berlusconi ha detto:”Sono tre anni di guerriglia, e chiedo scusa per la guerra che forse ad oggi risulta essere cosa ingiusta”.
La replica di Luttazzi è stata, in diretta tv, “Berlusconi, per farsi perdonare dovrebbe farsi p….. in bocca da Ferrara, c… da Dell’utri, tutto ciò mentre la Santanchè pratica sesso sadomaso”.
Frase offensiva?Casomai per Berlusconi, non per Ferrara.
Invece La7, per frasi offensive verso un professionista della stessa emittente ha deciso di bloccare il programma.
Sono sbalordito - ha detto all’Ansa Daniele Luttazzi - perché Antonio Campo Dall’Orto ha sospeso il programma senza una spiegazione valida.
Mi ha detto che è rimasto colpito da un monologo satirico grottesco che lui ritiene un insulto ma che oggettivamente non lo è, per cui mi aspetto una scusa migliore”.
Ancora: “Dall’Orto ha deciso e mi ha dato la notizia mandandomi un sms: non mi sembra molto corretto.
Ma se viene mal consigliato deve essere aiutato a decidere meglio perchè la sua impressione - ripeto - non è corretta”, aggiunge Luttazzi.
“Inoltre non si sa perché avrebbe deciso per la sospensione - dice ancora - perché Campo Dall’Orto dice di non aver sentito Giuliano Ferrara. Quindi non si è nemmeno offeso il diretto interessato.
Dizionario alla mano dicesi satira<< l’azione di rilevare, mettendoli in ridicolo, vizi, difetti, debolezze e ogni altra forma di comportamento negativa di individui, gruppi, categorie, istituzioni della società di un’epoca o di tutta l’ umanità, con l’intento di provocarne con la denuncia, il rifiuto e la condanna.
Così tornato in televisone da poche settimane con la trasmissione Decameron, Luttazzi viene rispedito nel libro nero, e riaccade ciò che avvenne sei anni fa con la sua trasmissione Satiricon.
Perchè Decameron come titolo di una trasmissione?
Risponde Luttazzi:”E’ il libro che ha fondato la cultura laica italiana, autonoma da quella religiosa: un’esigenza oggi primaria, in un paese in cui pullulano anatemi papali, teodem e teocon.
C’è poi il rimando alla peste. Boccaccio scrisse il Decameron durante la peste fiorentina del 1348, immaginando dieci ragazzi nascosti in campagna per raccontarsi dieci novelle. Ogni puntata si rifà a una novella.
Un esempio? Nella prima lui affrontava la corruzione del clero, io ho parlato della pedofilia nella Chiesa, con un chiaro riferimento a Marcinkus”.
Insomma un nuovo “editto bulgaro”, per l’unco intrattenitore di satira in tv.
La satira.
Quella cosa che per farla bisogna discutere di politica , corruzione, sesso e merda.
Se uno tralascia uno di questi argomenti, essa non è tale.
Cosi oggi Daniele Luttazzi, è il più precario di tutti i presentatori italiani, il principe degli instabili.
Ma possibile che Luttazzi sia stato censurato per una battuta contro un collega, quando poi il collega stesso non si è sentito ne parte in causa , ne tantomeno la frase in questione è ritenuta offensiva nei riguardi del collega stesso?
In una apparizione sul il Sole 24 ore e sulla Stampa emerge l’accusa da parte di Luttazzi stesso, che la sua squalifica sia giunta come un pretesto per censurare le sue prossime trasmissioni che avrebbero trattato temi scottanti come quello della pedofilia della Chiesa.
A tale dichiarazione nessuna risposta.
A tale accusa nessun intervento governativo, ne tanto meno di nessun politico, a partire da esponenti di estrema destra fino a giungere all’estrema sinistra.
Daniele Luttazzi, un personaggio scomodo per molti a quanto sembra, tanto da inspirare un silenzio-assenso piuttosto che prese di posizione.
Lo stesso uomo che però gode di tutta la mia stima, lo stesso che è tra i primi indirizzi utili nel mio blog, lo stesso che da tempo ispira molti giovani, riempe le sale, le università , i teatri.
Forse questa società non merita altro che reality show e tronisti da quattro soldi, ma per quanto mi riguarda le lotte meritano di essere perseguite finchè ogni essere umano tenterà di svolgere indipendentemente il proprio lavoro.
Se fosse cosi dovremmo riconoscvere di vivere in una società dove la libertà di stampa e di pensiero non sono un diritto della società stessa.
Se cosi fosse, continuerò ad esprimere tutta la mia stima a Daniele, tramite il suo blog, il mio, la stampa, i teatri e qualunque libero mezzo sia a disposizone.
Grazie Daniele.
DANIELE PERELLO