L’APPRENSIONE NEI RIGUARDI DELLA CINA

Il dollaro statunitense, considerata la moneta del secolo, per la sua forza sia a livello politico ed economico, sta perdendo punti in relazione all’euro.
Proprio il rafforzamento dell’euro rispetto al dollaro potrebbe essere la grande novità degli anni futuri,tant’è che oggi dalle colonne del Sole 24 ore, si legge che il premio Nobel Mundell considera l’indebolimento del dollaro “ai minimi storici”.
Ovviamente dal punto di vista della teoria economica, il rafforzamento della moneta euro non fa altro che peggiorare la bilancia dei pagamenti (in quanto peggiora il saldo delle esportazioni nei confronti dell’area americana).
Tuttavia il dollaro resta ancora la moneta del secolo…ma non si può non essere orgogliosi da cittadini europei dello straordinario sviluppo dell’euro, anche considerando che la bilancia commerciale (almeno per ora) resta in equilibrio e le esportazioni continuano ad aumentare.
L’unione europea sembra poi essere poco preoccuapata del dollaro, visto che ad oggi quello che fa più paura agli analisti economici, non è tanto l’economia americana, che resta ancora in termini di forza la prima economia del mondo, ma la straordinaria ascesa del colosso cinese.
Dagli ultimi dati a disposizione si legge che il surplus commerciale cinese ad ottobre ha segnato un avanzo con l’estero di ben 27 miliardi di dollari, il livello più alto di tutti i tempi, registrando nei primi dieci mesi un aumento del 59% (vedi il Sole 24 Ore di martedì 13 novembre).
Il colosso cinese sui cui metodi di organizzazione di lavoro relativamente ai diritti (se così si possono chiamare) dei lavoratori ha aumentato le vendite in America, ma anche in Europa, in maniera esponenziale.
Ed è proprio questa imponente ascesa che deve far riflettera il governatore della Bce sul ruolo che ha avuto la moneta cinese negli ultimi anni.
Lo Yuan dal luglio 2005 si è apprezzata di circa l’11% nei confronti del dollaro, ma ha perso valore nei confronti dell’euro, permettendo alla Cina un volume di esportazioni nei confronti dell’Europa del doppio di quello avvenuto in negli Stati Uniti.
Come dire che oggi il vero problema dell’apprezzamento dell’euro va visto più nei confronti dello yuan che nei confronti del dollaro.
Il deficiti commerciale con Pechino sembra infatti accrescersi in relazione a quello americano, e questo ha sollecitato nei membri della Bce (su tutti il presidente Claude Trichet) e dell’Eurogruppo una profonda apprensione.
Proprio il presidente dell’Eurogruppo ha affermato che “la Cina ha una responsabilità crescente nella politica internazionale monetaria”, a conferma che il gigante cinese e la sua moneta risulta molto pericoloso per le sorti dell’economia europea.
GIORDANO RAPACCIONI