Daniele Perello

26 Gennaio 2008

METTI IL TURBO AI TUOI MUSCOLI CON LA CREATINA

Archiviato in: 7 - Sport — admin @ 12:02

 

L ‘altro giorno ero in officina dal mio meccanico quando all’ improvviso il mio sguardo  piombo’ in un angolo di un muro dal quale sbucava un telo rosso,volete sapere di cosa si trattava? era una turbina del motore di una lancia delta hf integrale, un missile,una bomba,una cannonata di macchina,LO SO’, NON VI INTERESSA pero’ voglio farvi capire cosa  innesco’ dentro la mia testa questa scena,ossia quando anni fa’ il mio istruttore di palestra per la prima volta mi disse; se vuoi vedere un piccolo risultato “prenditi la polvere mischiata con dei carbo”. Carissimi amici Scaturisce da tutto questo il mio nuovo articolo,siete ansiosi di capire quale integratore trattero’??benissimo  ve lo dico.uno, due ,tre, via…… e’ la creatina!                                        

La creatina e’ sempre stato l’integratore piu’ discusso,mi ricordo una pubblicita’ della nike dove faceva vedere un atleta che sbirciava in alcuni cassetti e trovava la creatina insieme a farmaci doping,la creatina e’ una piccola molecola proteica presente nel nostro corpo in gran parte nei muscoli(95%),e pertanto non e’assolutamente considerata doping.L’ organismo è in grado di sintetizzarla nel fegato,nei reni,e nel pancreas a partire da tre aminoacidi arginina,glicina e metionina.essa è presente soprattutto nella carne,nel pesce,e in misura inferiore in certi vegetali.negli ultimi anni e’ stata pubblicata una ponderosa ed inequivocabile letteratura sugli  effetti drammaticamente positivi della supplementazione di creatina.infatti se si somministra la sostanza in forma di integratore,il CP(creatin fosfato)nel muscolo aumenta piu’ del 20%.questo porta ad una maggiore concentrazione prima dell’ esercizio,ad una diminuzione del ph muscolare, ed una piu’ alta velocita’ di risintesi durante il periodo di riposo.                                                                                            

abbassando il ph l’integrazione di creatina rallenta l’accumulo di acido lattico di circa il 70%.la forma di creatina piu’ usata ed efficace e’ certamente la forma monoidrato, una polvere bianca dal costo molto contenuto.per quanto concerne L’ASSUNZIONE di questo integratore,sembra che uno dei momenti migliori sia prima e dopo l’allenamento.come su’ detto, metteremo il turbo e cioè; abbinare alla creatina dei carboidrati ad alto indice glicemico,questi ultimi serviranno per stimolare la glicemia “mettere la chiave nel quadro”successivamente avremo una risposta dall’ insulina (potente ormone anabolico) “mettere in moto”e di conseguenza il turbo entrera’ in azione”creatina spinta dai carboidrati nei muscoli” il gioco è fatto, stiamo viaggiando ragazzi,siamo con il motore a pieno regime.DOSAGGI;molti studi hanno dimostrato che per saturare adeguatamente le cellule di creatina,bisogna fare una dose di carico quantificata in dosi di 20-30grammi al giorno per 7giorni ripartita in 4 riprese giornaliere di5grammi ciascuna, mezz’ora prima dei pasti principali.EFFETTI COLLATERALI;normalmente è ben tollerata anche ad altissime dosi,in alcuni soggetti puo’ aumentare la frequenza di crampi muscolari,e sempre con alti dosaggi assunti in unica soluzione possono provocare problemi di stomaco e diarrea.per informazioni e consigli sull’allenamento ed integrazione alimentare potete scrivermi alla mia casella email(benedetto.angelo@gmail.com)  oppure lasciate come sempre i vostri commenti sul blog.angelo benedetto

ANGELO BENEDETTO

20 Gennaio 2008

Famiglie in crisi……….

Archiviato in: 3 - Economia & Lavoro — admin @ 13:32

 

Dagli ultimi dati Istat emerge un elemento scioccante:la maggior parte delle famiglie italiane (al netto delle differenze tra Nord e Sud), hanno un vincolo di bilancio sempre più restrittivo che non permette loro di affrontare spese impreviste, nè tanto meno di attuare una programmazione finanziaria per investimenti futuri.

Solo per dare alcuni numeri, in affanno sarebbe una famiglia su 7, e la metà delle famiglie vive con meno di 1900 euro.

Ovviamente le fasce più deboli restano gli anziani soli, i nuclei numerosi o quelli con un solo genitore.

Ma il problema italiano (storico) emerge dall’indice del Gini (che misura la concentrazione di reddito e le differenze di reddito tra il primo percentile della popolazione presa in considerazione e l’ultimo), che si attesta attorno ad un valore di 0,32 (rimasto quasi inalterato dagli anni ‘70), facendo del nostro Paese uno dei più diseguali d’Europa.

Ma c’è di più…..ad aggravare la situazione di diseguaglianza tra popolazione più ricca e popolazione più povera (ormai di ceto medio in Italia non se ne parla da anni), concorrono anche le differenza territoriali: il reddito mediano delle famiglie che vivono nel Sud e nelle isole è pari al 70% di quello delle famiglie residenti al Nord.

Il 38,1% delle famiglie residenti nel Sud Italia appartiene al quinto dei redditi più bassi (questa percentuale al Nord è pari al 10,9%), ed il 49,7% delle famiglie del Nord è benestante, con redditi alti e medio alti che fanno capo agli ultimi due quinti di reddito.

Ancora, a fine 2006, il 14,6% delle famiglie italiane ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese, mentre il 28,4% degli intervistati ha detto di non essere in grado di affrontare una spesa improvvisa di 600 euro.

Finito con i numeri (ce ne sarebbero altri, ma è meglio sorvolare….) veniamo alle osservazioni, sperando di far sorgere nel lettore l’interesse per l’argomento, affinchè possano nascere degli spazi per ulteriori domande, critiche, riflessioni.

La differenza territoriale tra Nord e Sud, sembra essere il male del secolo del Bel Paese, ma se si fa un’analisi storica delle condizioni del Nord, vediamo che anche quest’ultimo perde quota progressivamente dal punto di vista del benessere economico (nell’intero territorio nazionale il 50% dei nuclei ha guadagnato meno di 22.640).

Le cause quindi della crisi nazionale risiedono “tutte” nel problema dei salari e dei crescenti livelli di prezzi e tariffe, che nel lungo periodo fanno perdere esponenzialmente potere d’acquisto.

Sembra finalmente essersene accorto il Governo, che con 5 tavoli di concertazione con le parti sociali, nel mese prossimo, si occuperà del problema dei salari, del fisco, della produttività del lavoro (rapporto tra Pil/numero di ore lavorate).

Oltre agli sgravi sui redditi e pensioni, si discuterà anche della questione dei rinnovi contrattuali (vedi la problematica dei metalmeccanici), dei prezzi, delle tariffe e della sicurezza del lavoro.

Il mese di febbraio, quindi si annuncia veramente caldo, per le sorti dell’economia italiana, se si pensa che in Italia l’80% del Pil è prodotto dai consumi interni, e che il calo dei salari ha conseguenze devastanti sull’andamento della propensione al consumo delle famiglie e di conseguenza sul Pil della nazione.

Staremo a vedere………….

Rapaccioni Giordano 

16 Gennaio 2008

L’ AMICO FRAGILE

Archiviato in: 4 - Storia & Filosofia, 5 - Musica & Arte — admin @ 18:58

Talvolta la vita è fatta di piccole cose, di piccole citazioni, di incontri.
E cosi lo è anche per me, basta incontrare un giorno una persona speciale che ti consiglia
 una radio da ascoltare.Tu la sintonizzi, la ascolti, e trovi li tanto di te.
In quel momento parlano proprio di un libro, che guarda il caso riguarda proprio il tuo
cantante preferito, che non è solo questo per te ma molto di più.
E siccome vuoi spiegarlo al mondo, decido di scrivere questo articolo.
La più grande rivista mondiale di musica pubblicherà un libro sulla storia della musica,
il racconto appassionato e motivato di un’epoca, da Elvis Presley agli U2. Critiche e
proteste sono già messe in conto dagli autori, perché la scelta è, ovviamente, arbitraria
ma i criteri che hanno portato ai 33 titoli (più un singolo, Imagine di John Lennon) sono
precisi: si tratta di dischi di “incomparabile bellezza”, opere straordinarie che hanno
segnato profondamente la storia della musica, gettando le basi per quello che sarebbe
venuto dopo. In altre parole, sono i cd che oggi non dovrebbero mancare in una discoteca
che voglia colpire al cuore con le perle della musica degli ultimi 50 anni.
Non sono “i” migliori album, ma sono “dischi senza i quali è impossibile vivere” scrivono
gli autori nell’introduzione, “e sono talmente pochi che potrebbero essere portati con noi
sull’isola deserta per garantirci una gradevole sopravvivenza dopo un terribile naufragio”
.Solo un caso li posiziona tra 1956 (con Ella Fitzgerald e Elvis Presley) e il 1994
(l’anno di Grace di Jeff Buckley), preceduto da Achtung Baby degli U2 (1991) e Le nuvole
(1990) dell’unico italiano in lista, Fabrizio De André.
Basta ascoltare quel nome per cambiarti la giornata.Allora non sei l’unico strano ad
ascoltare musica vecchia, musica per la quale qualche altro tuo coetaneo ne riderebbe, la
stessa che qualcuno, purtroppo per lui,neanche conosce.
Ecco cosa voglio scrivere:voglio parlarvi di quell’album,pur non essendo un critico musicale
, voglio dirvi chi era de andrè musicalmente e cosa significa per me.
L’album Le Nuvole, viene pubblicato nel 1990 da Faber(nome che Paolo Villaggio coniò dai
pastelli che il cantautore tanto amava), con la collaborazione di Massimo Bubola, Mauro
Pagani e Ivano Fossati.
Il 1990 era un anno particolare per lo stato Italiano.Moriva Sandro Pertini all’età di 94
anni, era l’anno dei mondiali di calcio, l’anno delle amministrative dove i leghisti
aumentano in maniera storica il dato percentuale, e il PCI, inizia la “svolta” con Achille
Occhetto,terminata poi l’anno successivo.A Milano vengono trovati documenti storici di
Aldo Moro durante la prigionia e scoppia il caso “Gladio”:il governo ammette cosi
l’esistenza da dopo la guerra di un’organizzazione destinata a contrastare anche
militarmente il comunismo.Uomini Soli è la canzone che i Pooh portano al successo a Sanremo.
Per De andrè è un anno altrettanto particolare:il suo ultimo lavoro Crueza De Ma ha ricevuto
premi dalla critica e tutti pensano sia difficile ripetere un lavoro del genere.
Muore il suo migliore amico, e dopo un mese a Bogotà muore il fratello.Alla fine dello
stesso anno Fabrizio sposa dopo 15 anni di fidanzamento Dori Ghezzi, la sua metà,
la sua consigliera, la compagna di una vita.
Nasce cosi in quel contesto storico l’album Le Nuvole.La struttura è divisa in due: la
prima parte, quella dedicata al potere, è in italiano; la seconda incarna la voce del
popolo e perciò cantata in dialetto. Con questo album (il più politico) Fabrizio, si
abbandona alla feroce ironia e ai ritratti più dissacranti che abbia mai fatto del potere
 e delle sue meschine inclinazioni. L’idea base, studiata con Pagani, sorgeva dalla
 constatazione che nonostante l’idea di progresso sia ormai comunemente accettata, la
 realtà sociale e politica non è tanto distante da quella del Congresso di Vienna del
1815. De André affonda la penna sul consumismo, sull’ipocrisia della classe politica,
 sulla fine degli ideali che ha come conseguenza “una pace terrificante”, sulla mafia.
 Il risultato è un affresco grandioso, spietato ma ironico, della società contemporanea.
L’ironia, l’arma in più.Infatti in questo album De Andrè ritorna anche nella versione
satirica che dal rapimento in poi aveva perso per strada.
Nell ambito lavorativo Pagani resta impressionato dalla lentezza dei lavori e il rispetto
 per la scelta di ogni medesima parola.
Per De Andrè le parole hanno un senso pertanto vanno selezionate con la massima cura.
Il massimo esempio di ciò avviene nella canzone La domenica delle Salme:uno dei pezzi più
 politici mai incisi da Fabrizio. Nel brano si respira un era “pre Weimar” (il periodo
storico che preludeva al nazismo) dove Fabrizio descrive il clima cupo presente in Italia
 alla fine degli anni 80, clima sospeso tra la reazione conservatrice e la fine delle
 ideologie e delle utopie dove il popolo-cicala si limita alla “vibrante” protesta.
Da sottolineare un riferimento a Renato Curcio, il carbonaro;Brigatista, carcerato a Milano
che godeva della stima del cantautore per due motivazoni:in primo perchè era l’unico
carcerato senza avere ucciso nessuno;pertanto De Andrè lo riteneva imprigionato solo per le
proprie idee.Secondo per la personale stima e rispetto,perchè non aveva mai voluto
usufruire di vantaggi e privileggi, rinunciando persino all’ora d’aria quotidiana.
Un riferimento di livello anche ai suoi colleghi nuovi musicisti milanesi:”voi che avete
cantato
sui trampoli e in ginocchio coi pianoforti a tracolla travestiti da Pinocchio voi che avete
cantato per i longobardi e per i centralisti per l’Amazzonia e per la pecunia nei
palastilisti e dai padri Maristi voi avete voci potenti lingue allenate a battere il
tamburo voi avevate voci potenti adatte per il vaffanculo “.
Il brano di apertura “Le nuvole” è molto particolare: due voci femminili, una anziana e
una più giovane, che parlano su un tappeto sonoro sognante e intenso (il brano fu premiato
al premio Tenco come miglior canzone dell’anno).In sottofondo è udibile l’eco di due
Tenores sardi, omaggio alla sardegna, la sua seconda terra.
Il terzo è uno dei brani più noti di Fabrizio ,”Don Raffaè” scritto con Massimo Bubola, ed
 è una denuncia contro le condizioni paradossali in cui vivono alcuni secondini che devono
 fare da camerieri a boss influenti che pur essendo in galera hanno la stessa influenza e
lo stesso “potere” di quando erano in libertà.
E’ un attacco allo Stato,a come dimentica i problemi del Sud, ai politici corrotti in aria
pre-tangentopoli.Nel testo De Andrè usa le parole si costerna, s’indigna, s’impegna, che
non sono altro che un attacco a Spadolini che le aveva pronunciate proprio riferendosi
alla stessa questione.
“Ottocento” è un pezzo complesso.Sembra quasi un prologo della Domenica delle Salme, ma
a renderlo ancor più speciale è la straordiaria capacità di Fabrizio nel cantare il Tedesco,
cosi da diventare la 4 lingua in cui canta in questo cd oltre ai dialetti genovesi,
napoletani e sardi.
Con “Mégu Megún” e “‘A çímma” si torna a respirare l’amato dialetto genovese, da ricordare
che i testi sono stati scritti da Fabrizio e Ivano Fossati , inizio di una collaborazione
che continuerà anche in “Anime salve”. “La nova gelosia“: “come riporta il libretto stesso,
la “gelosia” e’ in dialetto il serramento della finestra, per cui la canzone non e’ altro
-secondo me- che le parole di una persona semplice, affascinata da questa serratura
nuova… che diventa un oggetto di desiderio e di ammirazione incantata”, mentre “Monti
di Mola” è un ennesimo omaggio alla sua terra di adozione: la Sardegna, dove si racconta
l’impossibile storia d’amore tra un giovanotto ed un asina.
Questo lavoro non è definibile come album, bensi come dono all’umanità.
Ma chi è Fabrizio De Andrè l’uomo?Ci vorrebbero ore per spiegarlo e forse neanche ci
riuscirei.secondo me ad una domanda cosi non ci sarebbe riuscito neanche lui.
tenterò di spiegarlo solo con pochi passaggi.Di lui gli amici dicono che è controso,chiuso,
ma solo con chi non è un suo amico.
Nelle sue giornate in Gallura amava andare a pescare con i suoi amici, e amava cercare
piccole cozze e vongole da adoperare come esca.Un giorno c’erano un paio di piemontesi che
rompevano quel silenzio che loro amavano e chiamavano continuamente De Andrè, che si
piegava per cercare le piccole esche, ripetendogli la frase<<”"Cerca i pesci?”>>.
Cosi dopo la quarta identica domanda De Andrè rispose<<”No!Cerco il buco del culo che mi
è caduto nel mare”>>.Era lo stesso uomo che scrisse quando era poco a famoso a Bob Dylan,
complimentandosi per i suoi testi e chiedendogli di incontrarsi.Dylan per snob,
non rispose mai.Ma quando in occasione delle colombiadi(l’anniversario di Colombo a Genova),
si trovarono sul palco per cantare assieme De Andrè abbandonè il palco dicendo che non
cantava con Dylan in quanto era uno  snob e un ruffiano buono per cantare solo con i famosi.
Era un uomo a cui piaceva parlare dei temi che colpivano l’Italia e il Mondo.
Era lo stesso uomo che rapito con la moglie ha instaurato un rapporto con i rapitori, che lo
hanno liberato sulla parola che li avrebbe risarciti lui stesso del riscatto.E cosi fù.
Era l’amico fragile.Era il pescatore.Era il sovversivo.La cicala.Era Faber.Era amore e
fatica.Era una voce perfetta con musica leggibile e coinvolgente.Era la perfezione.
Era un pionere.Un inno alla libertà.Era la rappresentazione di anni particolari.
Quegli anni in cui lui con Bennato,Finardi,De Gregori,Fossati e Teresa de Sio proponevano
 canti rivoluzionari popolari,in una Milano dove uno sconosciuto catanese si aggirava con
una maschera antigas e un inquietante tazebao:”Ti sei mai chiesto quale funzione hai?”
Un provocatore di nome Franco Battiato.
L’immagine di un Italia che è stata grande e che oggi ci appare immensamente lontana.
L’immagine di qualcosa di unico per cui varrebbe la pena dire io l ho conosciuto!io li ho
vissuti quegli anni!Ma il rimpianto di nuove generazione come la mia che nè hanno potuto
conoscerlo, ne viverlo, può sentirlo grazie a questi cd;per questo all’inizio di
questo articolo ho parlato di dono all’umanità!
Nel 1996 De Andrè richiamo Pagani per scrivere una requiem sul secolo che finiva.La malattia
però già segnava il maestro che non ha mai potuto iniziare questo progetto, andandosene
così con l’unico rimpianto di non portare a termine questo sogno.
Ma c’è una cosa che Faber non sapeva.Una requiem storica l’aveva già realizzata era questo
cd,un dono all’umanità.
Questo termine che ho adoperato più volte non è ne dato dalla ripetività del mio lessico,
ne dalla pigrizia di cercare un sinonimo, è l’unico aggettivo idoneo per definire un
capolavoro come questo e come altri lavori del maestro.
Poi storicamente passiamo al 1999 l’anno in cui L’euro diventa moneta legale in Italia,
D’alema candida Prodi alla Presidenza della Commissione Europea, lo stesso D’Alema primo
Predidente del Consiglio post comunista visita il Papa, il Professor Di bella si trasferisce
in America stufo di non essere considerato in patria.
Quello stesso anno,alle ore 2.30 di notte dell’11 gennaio, muore, a causa di un male
incurabile Fabrizio De Andrè, e il suo corpo viene spostato come da sua volonta nella sua
Genova, che gli da l’ultimo saluto assieme a ventimila persone,e che lo accoglie per sempre
nel cimitero di Staglieno.
La stessa Genova che lo richiama secondo la “legge dell’appartenenza”, mediante la quale
si ritorna in punto di morte nella città e nel mare in cui si è nati.
La stessa che lo saluta per l’ultima volta con un mega concerto dove intervengono i migliori
cantatori italiani:da Battiato(la canzone dell’amore perduto), a un Celentano emozionato
che nella Guerra di Piero sbaglia l’inizio,ad un Cristiano, il figlio che canta Crueza de Ma,
a Pagani a Bubola, alla Bertè, a Vasco Rossi, Bennato,Vecchioni,Finardi,Paoli,Zucchero ed
altri.
Lella Costa sale sul palco per un ultimo saluto e cita le seguenti parole:<<”Oggi a Genova,
le puttane e i ministri, gli anarchici e i preti, gli scostumati e gli azzimati, gli
anonimi e i famosi si sono seduti l’uno accanto all’altro per salutare Fabrizio De Andrè.
Nel suo nome hanno deposto le maschere sociali per ascoltare le canzoni di Fabrizio e per
onorare la vita(la sua,di Fabrizio e quella di tutti).Non c’è stata pena anche se si
piangeva, non c’è stata esibizione anche se era uno spettacolo, non c’è stata retorica
anche se Genova salutava la partenza di un figlio.Molti dei più importanti artisti italiani
sono venuti a cantare Fabrizio.La scaletta e il nome in cartellone erano appena una traccia
affettuosa,l’ordine discreto di una preghiera collettiva.Nessuno ha spinto, nessuno ha detto
 ”io”,nessuno ha litigato, nessuno ha chiesto, nessuno ha imposto.Tutti hanno dato.Tutti
hanno cantato.Questo concerto racconta le canzoni di questa indimenticabile sera.Chi c’era
non dimenticherà la gentilezza, la poesia, l’orgogliosa cultura e la rispettosa timidezza.
Gli impacci e le lacrime, l’allegria di saperlo mai davvero morto, i fiori, gli abbracci,
gli sguardi, lamusica.La musica soprattutto.Noi siamo felici di esserci, di poter
 raccontare a tutti la musica di questa serata, farla uscire da questo teatro, da questa
piazza, da questa città, vederla e sentirla viaggiare ovunque.
Grazie a chi ha cantato e a chi ha ascoltato.Grazie a chi canterà Fabrizio da qui in poi,
grazie a Fabrizio che si è fatto cantare da tutti.”>>.
Da queste emozionanti parole in poi il futuro dei nostri giorni.Il rimpianto di un modello
di vita che non c’è più.Un uomo così grande da raccontare i più deboli, i disagi sociali
e tanto altro.E cosa avrebbe cantato oggi Fabrizio?sicuramente non sarebbe mai entrato negli
schemi di vendita, di corsa all’oro, di commercializzazione della musica stessa.
Fabrizio avrebbe parlato degli sbarchi sulle nostre coste di Albanesi e Africani, dei Rom,
della politica dei nostri giorni,dell’antipolitica, dei media, dei reality, del consumismo,
 del capitalismo e di tanto altro.Però in un modo o nell’altro forse non ci sarebbe neanche
 il bisogno
perchè in molti dei suoi testi si possono rispecchiare eventi e personaggi dei nostri giorni,
tali da rendere le sue musiche e le sue parole veramente immortali.
Come Fabrizio,che esisterà finchè ogni uomo lo canterà, lo penserà o si sforzerà di pensare
come lui si sarebbe comportato in certe occasioni.Questa proprio questo è il Fabrizio che
avrei voluto conoscere e ringraziare.Lo stesso che quotidianamente mi fa interrogare con
me stesso come se fosse uno di casa, lo stesso che davanti ai problemi familiari, coniugali,
di lavoro, politici mi da la forza di continuare, di domandarmi, di informarmi, di scoprire
il mondo.E quando trovo le soluzioni, le motivazioni di un gesto, le parole adeguate di
un discorso penso a Fabrizio, nella sua tenuta in Gallura, contornato tra libri
rivoluzionari francesi e bottiglie di vino rosso;con i suoi fogli, la sua penna, quel
sorriso da amico fragile, guardarlo negli occhi e dirgli<<”Sono molto più ubriaco di voi”>>,
come in una delle sue canzoni.E lui li alza gli occhi, sposta i suoi capelli, e mi mostra
un foglio, dove c’è scritto che anche lui che è un semplice marinaio ha il diritto di fare
la guerra al potere come colui che possiede tutte le navi del mondo.
Le sue parole, le sue musiche, la sua maniacale preparazione, i suoi discorsi saranno cosi
un insegnamento agli uomini e a tutti quelli che verranno dopo di noi,ricordando ciò che
 eravamo, ciò che siamo e ciò che saremo e rendono Fabrizio De Andrè tra gli uomini
simbolo del XX secolo.
Grazie Fabrizio.

DANIELE PERELLO

http://it.youtube.com/watch?v=sxM8V6PmqjY&feature=related

ITALIANS DO IT BETTER

Archiviato in: 5 - Musica & Arte — admin @ 01:37

 

Da qualche tempo, causa lettore cd della macchina rotto, ho avuto l’occasione di tornare alla cara vecchia radio.

La radio che quando cerchi una canzone, anche nuova non la trovi mai, ma che quando meno te lo aspetti tira fuori pezzi che non ricordavi neanche.

Quella radio su cui trovi un po’ tutto, dalle previsioni del tempo alla messa, senza dimenticare frotte di opinionisti di tutti i generi che parlano, parlano e parlano.

La radio che da un po’ di tempo a questa parte è tornata a parlare italiano.

Sì perché, Radio Italia a parte, non ricordo quando è stata l’ultima volta che si sono trovati insieme, nelle classifiche di ascolti italiane, tanti artisti nazionali tutti insieme.

Sarà stato un caso, una pura coincidenza ma è stupendo vedere come l’industria musicale italiana, settore in grave declino negli ultimi tempi, sappia reagire al momento giusto, e a farlo egregiamente. Sono stati molti i singoli usciti quest’anno e il mercato ha saputo apprezzare. Ligabue, Jovanotti, Vasco Rossi, Laura Pausini, Venditti, i Subsonica, Antonacci, Renga…Grandi artisti che cercano di tenere gli Italiani legati alla loro cultura, alla loro lingua, voci rimaste parecchio soffocate da quelle anglo-americane forti del loro monopolio culturale nel mondo.

Non è una critica ai grandi artisti stranieri, ma un elogio a quelli nostrani, impegnati nella rivalutazione della nostra musica leggera, del nostro cantautorato.

Ma anche a quelli che con gli stranieri si confrontano nel rock e nell’elettronica.

Che ci fanno ricordare che per cercare della buona musica a volte non è necessario allontanarsi poi tanto.

Ed ecco quindi riempirsi di nuovo gli stadi, ecco i concerti da TUTTO ESAURITO (e non sold out!), la gente che canta finalmente prestando attenzione alle parole (anche se non nego che ascoltare la musica per quello che è, cioè suono,è una delle cose più belle che esistano) ed ascoltando qualcosa che parla di questo paese, dei nostri sentimenti, del nostro carattere. Quindi grazie Luciano per la tua”Buonanotte all’Italia”che ci racconta nel bene e nel male, nei pregi e nei difetti.

In fondo la musica italiana si sa non piace a tutti.

Ma se uno di noi riesce a tenere 70000 persone in uno stadio ad urlare e a piangere non si può non esserne fieri.

 

PS: E dopo lo slancio patriottico del post concludo con una bella botta di femminismo. Ai cari maschi strimpellatori di chitarre che credono che le donne possano suonare solo il violino e li flauto traverso consiglio di andarsi a cercare su youtube un bel video di The Great Kat. Velocità e tecnica non sono sinonimo di bella musica. Ma aiutano.

 

MICHELA SANTONI

13 Gennaio 2008

METTIAMO IL NOS AI MUSCOLI CON L’ARGININA

Archiviato in: 7 - Sport — admin @ 13:22

 

Se siete appassionati di auto da corsa,sicuramente la parola nos non vi è nuova,esso  non è altro che protossido d’azoto ossia   “ricordate quel famoso pulsante rosso azionato nelle corse dei films di fast and furios ?”(che frustata che arrivava a quei poveri pistoni)….un elemento aggiuntivo che   aumenta quasi del doppio la prestazione del motore dell’ auto da corsa.vi chiederete;a cosa mi sto riferendo e dove voglio “arrivare”,mi riferisco ai muscoli ragazzi,…..e a cosa senno’!!!scherzi a parte volevo farvi azionare un po’ di adrenalina…..

“Bando alle chiacchiere” aumentiamo la prestazione dei nostri mitici muscoli,capiamo insieme di cosa si tratta.                                                Piu’ di 10000 articoli sono stati pubblicati nel corso degli ultimi 10 anni,riguardo alla salute e alle funzioni dell ossido nitrico nel corpo.l’ NO e necessario per l’ erezione,per la regolazione dell’ afflusso di sangue,migliora il flusso dell’aria   nei polmoni e,prodotto dai globuli bianchi,neutralizza batteri e virus.l’ NO ha la capacita’di attraversare liberamente le membrane cellulari e quindi agire al loro interno,anche i muscoli producono NO e alcuni studi indicano avere un ruolo fondamentale nella crescita muscolare.ecco un primo punto per cui l’atleta che richiede un pronto ricambio proteico,o una sintesi proteica migliore per l’aumento della ipertrofia,dovrebbe prendere in forte considerazione l’integrazione con NO.l’allenamento costante permette ai muscoli di diventare piu’ efficienti nella produzione di NO grazie all’aumento di un enzima appunto(NOS)ossido nitrico sintasi,che forma NO dall’arginina. quest’ultimo amminoacido è molto importante per la produzione di NO.l’NO è un attivatore delle cellule satellite(e della loro ipertrofia)che hanno un ruolo importante nella crescita muscolare,ottimizza la riparazione tendinea,aumenta la forza muscolare(ottimo prima dell’allenamento)e consente grazie alle sue proprieta’ vasodilatative un maggior afflusso di sangue ai muscoli, migliorando il trasporto di ossigeno e nutrienti.l’incremento del flusso sanguigno crea un maggiore effetto di pompaggio nei muscoli, con conseguente  aumento del volume muscolare che rendera’ piu’ gonfio il muscolo e roccioso a livello visivo.                                                                                                                                                                                                                                                   un’  altra molecola importante da associare all’arginina,è la vitamina b3 o niacina,essa e’ responsabile per la sintesi di due enzimi il nad(nicotinamide   adenina di nucleotide) e il (nadp)nicotinamide di nucleotide fosfato)proprio il nad è un enzima essenziale per la produzione di NO a partire dall’ arginina.siamo giunti alla conclusione di questo articolo improntato maggiormente sull’ utilita’ dell NO nello sport tra cui(body building,mountan bike,100 metri,staffette,e tutti quelli sport, atti ad una richiesta di energia molto rapida,spero di aver creato un po di curiosita’,e da chi lo provera’mi farebbe piacere ricevere le proprie impressioni,ah dimenticavo i dosaggi da assumere prima dell’ allenamento;vanno benissimo1 ora prima 3grammi,e 3 grammi   subito dopo l’allenamento abbinando dei carboidrati per un maggior pompaggio,e maggiore glicogeno (riserve di zuccheri nei muscoli)muscolare,ovviamente chiedete sempre il parere al vostro istruttore fidato,o personal trainer, o al vostro medico”quest’ultimo sempre con idee negative nel somministrare integratori”…prima di deglutire polveri o pasticche di arginina.vi aspetto in tanti o in “pochi”….ma purche’ buoni, per i vostri commenti,e pareri ,e ricordate che potete scrivermi alla mia casella email benedetto.angelo@gmail.com  oppure scrivetemi sul blog,oppure fate voi….a presto!

ANGELO BENEDETTO

Personal Trainer

Allenatore Natural Body Building

7 Gennaio 2008

IL GIUSTO EQUILIBRIO TRA LIBERO MERCATO ED INTERVENTISMO

Archiviato in: 3 - Economia & Lavoro — admin @ 19:51

 

La dottrina economica ruota generalmente intorno a due teorie (ci sono poi diverse sfumature di ognuna di esse): la teoria classica che ha come padre Adam Smith e quella Keynesiana che auspica l’intervento dello Stato (sempre entro certi limiti), all’interno del settore economico.
Le due correnti si forgiano anche su degli assunti filosofici e morali molto discordanti e molto diversi tra loro: così se per gli autori classici la massimizzazione dell’interesse personale di ogni singolo individuo conduce alla massimizzazione del benessere collettivo, la teoria interventista presuppone che sia lo Stato l’ente “supremo” che tutela non la somma (attenzione) ma la “sintesi” degli interessi collettivo.
Senza voler annoiare i lettori dilungandoci con discorsi troppo complessi, si può notare come alla base delle teoria classica che attraverso il concetto dell’ottimo paretiano, secondo la quale non si può migliorare la situazione di un individuo senza peggiorare quella di un altro individuo (efficienza economica), ci sia sempre e comunque un peggioramento distributivo.
L’efficienza economica che quindi ritroviamo anche nei due teoremi del benessere (l’equilibrio concorrenziale è sempre un ottimo paretiano), si scontra inevitabilmente con l’equità.
Se infatti prendessimo due soggetti, uno poverissimo e uno molto ricco, e seguissimo a pieno Pareto ed il suo principio, si potrebbe arrivare all’efficienza economica anche trasferendo risorse dal poverissimo al ricco, con la conseguenza di un peggioramento distributivo.
D’altro lato l’equilibrio concorrenziale non si potrà mai verificare in presenza di quelli che sono i cosidetti fallimenti del mercato (beni pubblici, monopoli naturali, esternalità ecc…), che richiedono sempre e comunque un intervento dello Stato.
La concorrenza perfetta per il quale vale l’identità costo marginale, uguale al ricavo marginale,uguale prezzo, è dunque impossibile da realizzarzi e quindi l’operatore pubblico di volta in volta interverrà per evitare il fallimento di mercato.
Tipico esempio è il bene pubblico il quale ricavo marginale uguale a zero (ad esempio il singolo pedone quando passa sotto il lampione della luce non paga) non spinge il privato nella produzione di quel bene, oppure il monopolio privato dove invece il prezzo non è mai uguale al costo marginale, ma sempre superiore (nella condizione di monopolio si produce quindi una quantità inferiore a quella tipicamente concorrenziale ad un prezzo maggiore).
Ma la condizione più preoccupante alla base dell’economia classica ci viene proprio dall’individualismo che non richiede mai un confronto tra scelte interpersonali.
La condizione per cui la massimizzazione dell’interesse personale porta alla massimizzazione del benessere della collettività esclude quella fonte superiore che risponde al nome di Stato.
Ce lo diceva lo stesso Bentham, individualista puro secondo la quale anche se (su questo possiamo discutere) la massimizzazione dell’interesse individuale accresce la felicità, la felicità della collettività è accresciuta dalla redistribuzione delle risorse.
Se è vero che l’economia è anche una scienza morale (ed in questo siamo profondamente convinti) non possiamo tralasciare il ruolo dello Stato a tutela della collettività..
Siamo poi così convinti che la massimizzazione dell’interesse personale accresca la nostra felicità?
Se per accrescere il nostro interesse personale, andiamo contro l’interesse della collettività, a volte anche facendo scelte amorali, ci sentiamo davvero così felici?
Se per guadagnare mille euro in più, trascuro i figli, sono davvero così felice?
Se per intascare mille euro in più, faccio un torto al mio migliore amico, sono davvero così felice (anche se sto facendo una scelta coerente?)
Ecco dove l’economia si incontra con la questione morale e filosofica, ecco dove dobbiamo fermare a rifletterci, magari provando a dare anche soluzioni e risposte….
Certo in questo la classe politica deve stare attenta, perchè piaccia o no (a me no), è lei che fa certe scelte incidenti sulla collettività (anche se lo Stato non sarà mai la classe politica), e chi crede ancora nel concetto di collettività ha anche una morale, ed è per questo che non può accettare la “mano invisibile” di Smith e le concezioni del lassez faire!

GIORDANO RAPACCIONI

FAI ESPLODERE I TUOI MUSCOLI!!!

Archiviato in: 7 - Sport — admin @ 19:46

 

L’esperienza coltivata  nelle palestre,la partecipazione ai seminari di un certo livello,la terminologia di significati abbastanza complessi,la capacita’ di quello che il corpo umano mi ha dimostrato di fare,mi hanno fatto conoscere meglio il campo integrazione,ed allenamenti riguardanti il culturismo.                                                                                                                                                     

Quando si comincia un allenamento di body building,la prima cosa che viene da pensare è quali macronutrienti assumere prima,durante ,e dopo.                                                                                                                                                                                                                                                 Ovviamente ci sono delle piccole regole da seguire,e da capire, ossia perche’ assumere codesti alimenti:prima di iniziare una seduta con i pesi,come prima cosa i muscoli devono avere a disposizione l’energia necessaria a compiere uno sforzo di breve durata,come seconda cosa l’ormone cortisolo(ormone dello stress)deve essere tenuto a bada in quanto potrebbe farci dei brutti scherzi tra cui smontare le proteine muscolari(catabolismo muscolare) ,come terza cosa il testosterone(ormone che costruisce massa muscolare)si deve cercare di non farlo abbassare piu’ dei suoi normali canoni e cioè non protrarre l’ allenamento per piu di un ora e mezzo.                                                                                                                                                                                                                                                                             Finalmente è arrivata l’ ora di aumentare questa massa muscolare,vi elenchero’ alcuni consigli provenienti da esperienza personale;prima dell’allenamento assumete 0′5grammi di proteine per kilogrammo di peso corporeo se svolgete un’ attivita’ blanda,da aumentare a1,5anche2grammi se l’attivita è nel medio avanzato,addirittura a 3grammi se siete atleti avanzati,queste proteine potreste assumerle da fonti naturali quali uova,formaggi,pesce,pollo,purtroppo pero’sia per la difficolta’ che puo’sorgere nel mandare giu questi cibi prima di andare in palestra,sia per la loro lenta digestione, ci sono delle alternative a tutto questo ossia le polveri proteiche,le quali   ve le consiglio per tanti motivi:facile utilizzo,rapida digestione,sicuro apporto proteico ai muscoli e quindi una sicura crescita muscolare,ed infine si puo’ scegliere il gusto che fa’ per il proprio palato.  per  fare entrare tutte queste proteine all’interno dei muscoli, c è bisogno di deglutire dei carboidrati i quali innalzando la glicemia, stimoleranno  l’insulina, potente ormone preposto a veicolare i nutrienti nelle cellule muscolari,questa volta la scelta sara’ di cibi ad alto indice glicemico,ottimi tutti gli alimenti come ad esempio; banane,torta,pane,riso,pasta,patate,cereali,e anche qui diventa difficile,e direi anche antipatico scartare torte, e mangiare pasta negli spogliatoi,rischiereste di fare delle brutte figuracce, e quindi la soluzione piu’ congrua è andare in farmacia, a comperare del glucosio in polvere,oppure del destrosio quest’ ultimo molto piu costoso e difficile da reperire, miscelate   1grammo per kilogrammo di peso corporeo con proteine, quindi se pesate 70kg dovreste ingerire all’incirca 65,70 grammi di glucosio, noterete dopo un po’di minuti la pienezza muscolare,ed i vostri muscoli duri come una roccia.buon lavoro ragazzi!!!se avete domande riguardanti il body building,o gli integratori alimentari potete scrivermi alla casella email benedetto.angelo@gmail.com,  oppure lasciate i vostri commenti sul blog vi rispondero’ al piu’ presto.

ANGELO BENEDETTO

Personal trainer

Allenatore Natural Body Building

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