Daniele Perello

5 Febbraio 2008

MORTI BIANCHE:ITALIA FANALINO DI CODA

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 01:44

 

Lunedi 4 febbraio 2008.
Il Corriere della sera, e pochi tg nazionali pubblicano la notizia che in merito alla
questione sicurezza sul lavoro, l’Italia è il fanalino di coda dell’ Unione Europea.
In italia c’è un morto ogni sette ore da aggiungere ad oltre ottocento mila infortunati
l’anno gravi che, per fortuna in seguito a cure portano a casa la pelle.
E gli infortuni non denunciati?
Secondo l’Inail, il numero supererebbe i duecento mila all’anno.
Andare a lavoro, e leggere poi queste cifre fa pensare  piuttosto all’andare in guerra.
E’ possibile che ciò avvenga ancora nel terzo millennio?Quanto investono le aziende sulla
sicurezza?Quanti controlli svolgono i ben pagati ispettori del lavoro?Sarebbe prevedibile
in qualche modo?Può essere possibile non rischiare la vita per andare poi , nella
maggior parte dei casi, a svolgere lavori di bassa paga o precaria?
E’  possibile che nonostante debba esserci una figura competente come l’ingegnere della
sicurezza questo non avviene perchè poi lo stato riconosce che attraverso un corso Inail
di tre giorni, e del costo di 500 euro circa,  qualunque altro personaggio nell’azienda possa
 sostituire questo?è possibile quindi che si istituisce un corso di laurea,i giovani vi si
iscrivono sperando in opportunità di lavoro,  ma poi i responsabili sui cantieri li fanno i
 soci o il principale stesso equiparando così un corso di laurea ad un corso di 16 ore con
un piccolo esame?e inoltre se pur le cose funzionano in questa maniera dove sono gli
ispettori Inps e Inail?si si coloro che prendono cifre come 5000 euro al mese?possibile
 che non svolgono il loro compito?o possibile che prendono mazzette sui cantieri per poi
 chiudere un occhio?
Non voglio dare risposte a queste domande perchè sarebbe facile come per un bambino fare uno più uno.
Voglio ribadire però il concetto che molti di questi problemi nascono anche dalla mala
amministrazione, dall’ ormai corsa all’oro che è sfociata in un giro di sub-appalti che
a loro volta per fare guadagnare 10 azinede, portano l’ultima, quella che poi gestisce i
lavori peggiori, ad aggiudicarsi gare al ribasso, a pagare i lavoratori sempre meno e a
tagliare proprio per prima cosa i costi e i corsi della sicurezza.
O che , in altri casi,  le grandi aziende che fanno lavorare le piccole  o le cooperative poi spingono  l’accelleratore per ultimare i lavori in tempi ristrettissimi.
Tutto ciò non va permesso.
E tutto ciò sarebbe stato risolvibile se la nostra classe dirigente politica, degli ultimi
 10 anni, avrebbe approvato e stabilito bene le parti sia della legge 626, sia quella benedetta legge 123 sulla salute e sicurezza sul luogo di lavoro, che da 8 anni a questa parte viene ricordata ipocriticamente solo il 1 maggio di ogni anno, quando dinanzi alla festa dei lavoratori, si ricordano le morti bianche.
Qualcuno dovrebbe sapere che decidere di svolgere una funzione politica comporta a prendere delle scelte, talvolta anche impopolari per qualcuno, ma giuste per il momento e per il futuro.
Abbiamo bisogno di qualcuno che prenda le decisioni, abbiamo bisogno di informazione e
stampa che parlino di questo, e non che lo inseriscono alla pagina 20 di un giornale, o
alla fine di un tg dopo aver prima trasmesso la sit com tra Sarkosy e Carla Bruni, o
le notizie sui nuovi inquilini della casa del Grande Fratello.
E come tutte le cose tutti dovremmo vigilare affinchè i cambiamenti siano radicali e
 duraturi nel tempo perchè spesso in Italia dopo che ci scappa il morto si scuote un po il
 pentolone ma dopo si ritorna sempre a come si era prima e questo noi giovani,noi new entry nel mondo del lavoro,noi nuovi iscritti ai sindacati,noi facce nuove della politica,noi
garanti di questa nazione,noi lavoratori,noi datori di lavoro,noi non possiamo e non
dobbiamo permetterlo.

DANIELE PERELLO

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