COMANDANTE

Il 18 febbraio 2008, dopo 49 anni di presidenza, Fidel Castro ha dichiarato che non
avrebbe accettato una nuova elezione alla Presidenza del Consiglio di Stato e del
consiglio dei Ministri.
Ieri, domenica 24 Febbraio 2008, tutti i poteri sono passati al fratello Raul.
Fidel Alejandro Castro Ruz (Mayarí, 13 agosto 1926) è un politico cubano. È stato primo
ministro di Cuba dal 16 febbraio 1959 all’abolizione della carica avvenuta il 2 dicembre
1976 ed è stato, dal 3 dicembre 1976 al 18 febbraio 2008, Presidente del Consiglio di Stato
e Presidente del Consiglio dei Ministri.
Castro è stato il leader della rivoluzione cubana contro il regime di Fulgencio Batista e,
dopo la fallita invasione della Baia dei Porci da parte degli Stati Uniti d’America, ha
instaurato un governo autoritario legato all’Unione Sovietica, da lui ininterrottamente
guidato. Ha spesso giocato un ruolo internazionale maggiore di quanto lascino supporre le
dimensioni geografiche, demografiche ed economiche di Cuba a causa della sua posizione
strategica e vicinanza geografica agli Stati Uniti d’America. Castro è una figura
controversa: i detrattori lo considerano un dittatore nemico dei diritti umani, mentre i
suoi sostenitori lo considerano un liberatore dall’imperialismo e sottolineano i progressi
sociali che egli ha promosso a Cuba.
La stessa considerazione di Castro è quella che hanno molti cubani, qualcuno lo considera
un dio pertanto vive ancora della sue glorie e della lotta per la “causa”, qualcun altro
lo considera invece superato da tempo.
Fidel Castro è ,e resterà sempre Fidel Castro:non solo perchè posso dire che ha dato
risultati a Cuba che qualunque altro paese del Sud America sogna, e baratterebbe con l’oro,
ma anche perchè ha saputo tenere in mano una Nazione non facile da gestire.
Cuba è una ricchezza.
Gli Usa erano già dapprima intenzionati a controllare Cuba perchè nelle zone della costa
avrebbero voluto creare un giro di casinò, droga, prostituzione, tanto da essere la” casa
delle libertà”a due passi dagli USA, dove tutti i signori e giocatori si sarebbero
potuti recare con solo un ora di aereo.
Avete idea di cosa sarebbe stata Cuba se avesse accettato quel tipo di politica?
Questo Fidel non l ha permesso.
E un altra domanda…vi siete mai chiesti come mai l’embargo e tutto questo interesse per
questa apparentemente piccola isola?
Ve lo dico io.
Perchè Cuba è una delle poche ricchezze di petrolio rimaste al mondo.
Ce n’è in abbondanza, e del poco estratto ne viene adoperato solo il 50%.
La zona turistica di Varadero, per esempio ,vanta essere una delle zone più ricche nel
sottosuolo, tanto da paragonarla al Kuwait.
Oggi a Varadero ci sono solo ottimi villaggi turistici e il petrolio è sotto la sabbia.
Qualche folle americano avrebbe preso albergatori e imprenditori, li avrebbe
fatti spostare, loro, con tutto il turismo, su un altra zona di costa, tipo Santiago, e
avrebbe scavato in quelle zone estraendo l’oro nero del nostro secolo, quello che
movimenta gli stati, quello che fà scoppiare le guerre, il petrolio.
Fidel non ha mai accettato questo tipo di politica, e proprio per questo va rispettato.
Una cosa che ricorderò per tutta la vita di Fidel è l’immagine nel museo accanto al
mausoleo del Che a Santa Clara, un immagine dove ci sono lui, suo fratello Raul e Ernesto
Guevara ai tempi della rivoluzione.
Fidel era nettamente superiore a tutti e due di carma, di presenza, di stacco fisico,
e carismatico come nessuno, un leader predestinato.
Ciò nonostante ci sono le controversie, il fatto che forse comunista non lo è mai stato,
anzi immagino che mentre il fratello e il Che parlavano di estendere la rivoluzione del
popolo a tutto il mondo, forse a lui non interessava, perchè interessava solo la sua terra,
Cuba.
Posso riconoscere anche il fatto che più che un leader del popolo per molti possa essere
sembrato un dittatore di stampo spagnolo per esempio, ma le scelte di Fidel oggi non
sono del tutto sbagliate per un popolo che è un fiore all’occhiello nei confronti di
altri paesi sia a livello di vita, che di cultura, di istruzione, che di civiltà.
Ieri è finita un epoca.Ne inizierà una nuova per Cuba, oggi comandata da quel piccolo
del fratello di nome Raul.
Un uomo apparentemente semplice e certamente senza il carisma del fratello.
Ma un uomo in cui credo, perchè nonostante le voci che corrono su di lui, che sia un debole, che aprirà all’america, che è peggio del fratello, io invece lo ritengo un uomo valido.
Sicuramente Fidel avrebbe dovuto preparare attorno a se una nuova classe dirigente molto più giovane e preparata anche culturalmente, ma si sà i grandi non pensano mai che il loro tempo tramonterà!
Raul è stato comunque per 40 anni capo dell’esercito, gode della stima e del rispetto di
tutti i soldati(e non è poco!!), e credo e penso che lui stesso farà scelte coraggiose
e sopratutto ereditando i poteri da grande, penserà a chi , da li a poco prenderà , il
suo posto, che potrebbe essere un giovane generale dell’esercito di nome Carlos se non
sbaglio.
Altrettanto importante sarà il ruolo di Cuba giocato con Chavez, e le elezioni americane.
A Cuba non si parla di altro perchè tutti guardano con speranza l’elezione del giovane
candidato nero Obama:sicuramente il dopo Bush e il dopo castro farà mancare quelli che
sono stati i protagonisti di questa diatriba, però devo dire che purtroppo il giovane
senatore non ha inserito assolutamente nel suo programma elettorale nè la questione Cuba relativa all’embargo, ne tanto meno quella inerente alla base di Guantanamo.
Io, speriamo che me la cavo mi verrebbe da dire, ma poi penso che allora gli unici che
potrebbero fare qualcosa siamo noi, il vecchio continente, L’Europa.
Potremmo solo noi fare da tramite e da mediatori ad una situazione difficile e dovremmo noi per primi, nel caso di un’apertura commerciale su Cuba, aprire un discorso di cooperazione con queste terre e di non fare errori e disastri che quotidianamente combiniamo in paesi come la Cina, dove sfruttiamo il territorio,l’ambiente e le persone.
Come si dice staremo a vedere e chi vivrà, vedrà.
Ciò nonostante mi auguro che Fidel Castro, dopo anni di responsabilità e lavoro finisca i
suoi giorni nel migliore modo possibile e ,sono convinto che quando non ci sarà più sarà
per sempre ricordato dal suo popolo, anche dagli oppositori, come l’ultimo grande
comandante dei nostri giorni!
DANIELE PERELLO