MUSICA E..POLITICA!!!

A Civitavecchia va così. Della musica, dei giovani ci si ricorda in campagna elettorale. Ogni candidato, ogni partito cerca di accaparrarsi voti mostrando quanto si vogliono rilanciare i giovani, quanto si ritiene importante la musica e la cultura in generale…Poi, chi vince se ne dimentica e la mette nel cassetto. Da che ricordo è stato sempre così. Per ogni santa elezione. Poi più niente. I giovani e gli emergenti sono buoni per la pubblicità, poi si torna al nulla. O meglio, si torna a spendere e spandere per i concerti dei”big”mentre i ragazzi tornano a tirarsi su le maniche per farsi spazio in questa città che di spazio non gliene offre. Le sale prova e registrazione, salvo piccole eccezioni, costano troppo e ogni volta che se ne apre una nuova si spera sempre che sia a portata di mano. Nel frattempo ci si rifugia nei garage, in altre città, in case di campagna oppure, dopo un artigianale insonorizzazione in stanzette di città. Mancano associazioni che organizzano festival ed esibizioni. Le serate vanno cercate ed ottenute coi denti, raramente hanno dei fonici e devono arrangiarsi da loro. Per registrare dei demo, quelli che non possono permettersi tariffe orarie proibitive, si rivolgono a compagni di classe un po’ attrezzati e capaci di usare computer ed equalizzatori. Si rivolgono al Centro Sociale, l’unico posto che da a chiunque la possibilità di esprimersi, facendosi conoscere, promuovendo feste e pubblicizzandole. Oppure raggruppano più gente possibile organizzando loro eventi, contest, esibizioni, spesso in luoghi non proprio affollati, magari fuori città, e costretti a far pagare il biglietto, cosa che potrebbero non fare se avessero il sostegno del comune. Ragazzi che suonano alle feste scolastiche, siano esse d’istituto, di natale o di fine anno, magari costretti a farlo nella hall di una scuola con pochi mezzi e un’acustica da schifo. Ragazzi che nonostante le porte chiuse in faccia, lo scarso interesse da parte di chi contano continuano a far musica divertendosi e facendo divertire coloro che il venerdì o il sabato fanno il tour dei pub sperando di ascoltare un po’ di musica eseguita dai propri coetanei e non solo da gruppi di gente ormai esperta e nel giro da anni. Viva l’inesperienza, la follia, la freschezza di 4 ragazzi scapestrati costretti a suonare il punk con gli amplificatori al minimo per non disturbare i clienti. Quand’è che Civitavecchia darà loro un palco di tutto rispetto? Perché uno all’anno non basta. Suonare alle feste di partito non basta, suonare in pub di 4 metri per 4 non basta. Mostriamo ed esaltiamo quel che di bello hanno da offrire. Smettete di metterli nei depliant e nei giornaletti della città, perché poi alla gente viene voglia di andarli a sentire e non sa dove andare oppure deve arrivare a Tarquinia, o a Roma per farlo.
PS:La settimana scorsa sono andata al pub Il Papero Nero. C’era un gruppo che suonava e con grande meraviglia ho visto una ragazza passere e lasciare su ogni tavolo un biglietto. Si cercava gente per proporgli serate. Bastava scrivere genere, nome, indirizzo e-mail e n° di telefono per essere contattati. Un gran gesto da apprezzare e divulgare, da adottare in ogni posto che abbia un po’ di spazio per suonare.
MICHELA SANTONI