Daniele Perello

15 Settembre 2008

Alitalia….a che cosa serve il sindacato!!

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale, 3 - Economia & Lavoro — admin @ 21:40

Ore bollenti per il caso Alitalia…
Dopo l’out-out di Ministri e cordata, la nuova compagnia di bandiera sembra destinata al fallimento.
Un vero dramma per l’intero paese, ma soprattutto per quelle migliaia di lavoratori, che da 2 anni ad oggi, non sanno quale sarà il loro futuro……Questione di minuti, perchè da domani (lunedì 15 settembre) non sono garantiti i voli e partono le prime Cigs.
Colaninno e company, presentando il nuovo piano, hanno stravolto le abitudini del gruppo: l’oggetto del contendere è il contratto unico, che numerosi sindacati, su tutti quello potentissimo dei piloti (Anpac), continua a rifiutare.
Le ultime notizie, parlano di un aumento di 100 milioni di euro da parte della cordata, che farbbe porterebbe la riduzione degli stipendi dal 25 al 20%….ma dietro la proposta, ancora un secco no.
Arrivati a questo punto, i continui rifiuti non sono più tattica per far aumentare l’offerta, perchè o la partita si chiude o si portano i libri in tribunale (si andrebbe infatti verso il fallimento).
Sbagli negli anni ce ne sono stati, si doveva sicuramente intervenire prima, anzichè arrivare ad oggi con la corda (è proprio il caso di dirlo) alla gola.
Certo, 9 sigle sindacali non si metteranno mai d’accordo, e la fetta più importante si gioca sempre con chi prende più soldi, in questi casi i piloti.
Ecco amici, a cosa serve il sindacato, a tutelare in primis gli interessi dei propri iscritti (mi sembra anche ragionevole), ma la solidarietà si ferma là, diventa corporativa e asfissiante.
E il personale di terra?E tutti quelli che lavorano all’interno dell’aereoporto?
Si sa che il contratto unico, indebolisce tutti, ma almeno, a fine mese, tutti e dico tutti, hanno lo stipendio.
Ci sarnno meno giorni di ferie, meno permessi, insomma tanti e tanti sacrifici, ma ci sono anche migliaia e migliaia di lavoratori a cui è doveroso andare incontro con solidarietà.
Sperando che si riesce a trovare un accordo, fra pochi minuti, salvando la compagnia di bandiera, pilastro del nostro sistema dei trasporti, mi auguro che tanti di quei lavoratori continuino a lavorare.
Non accettare un contratto unico, che si potrebbe comunque rivedere nel tempo, con il rischio di far fallire la compagnia, è un atto grave ed irresponsabile, anche perchè il sindacato contintua a lavorare, i dipendenti no.
Il piano Cai, con tagli agli stipendi ed esuberi, tutti sappiamo che è difficoltoso, ma è l’unica alternativa, e soprattutto non c’è più tempo.
 
Rapaccioni Giordano

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