ETICA ED ECONOMIA, LA FINE DEI GIOCHI

Sen, maestro e padre dell’economia morale e dei principi etici in economia, lo sostiene da tempo: efficienza paretiana e liberismo non portano alla corretta eguglianza nella distribuzione delle risorse.
Un teorema analogo a quello di Arrow, oggi più che mai dibattuto e fonte di dibattito per illustri economisti.
A monte chiaramente c’è il concetto di etica e di moralità nell’economia…Crediamo ancora che possa esistere un principio etico che pone a freno la macchina economica? Il liberismo, l’efficienza paretiana, può condurre ancora a situazioni di benessere?Diamo ancora valore all’utilità dei singoli beni, o crediamo solamente nel giochino numerico di corretta allocazione e di ineguale distribuzione????
Che cos’è l’etica? Si dice il confine tra la norma (precetto) e la moralità, un’area grigia che va dalla responsabilità sociale delle imprese e degli enti pubblici, alla benevolenza del soggetto privato che aiuta il vicino di casa, dalla diffusione del messaggio cattolico e cristiano, al perdono di chi commette reati finanziari gravi e devastanti……
Questi discorsi, non retorici, si facevano secoli scorsi, quasi che l’etica in economia, sembrava un dogma di fede, nella quale ci si sforzava di crederci e ci si convinceva piano piano dell’esistenza.
Guardiamo la situazione mondiale oggi: frenesia dei mercati, instabilità politica, paura ed insicurezza, responsabilità diffuse di Governi ed istituzioni, scelte devastanti, confusione tra liberismo, libera concorrenza e globalizzazione.
Chi, ad oggi si illude ancora di pensare che i Governi ed i policy makers (coloro che si prefiggono obbiettivi ed attuano scelte per l’intera collettività), possano portare al miglioramento delle condizione del singolo, rischia di cadere in un baratro dalla quale non si esce più….come dire si va sempre di più, per cause di forza maggiore, verso l’individualizzazione di scelte singole…come dire visto che tanto non posso più pensare alla benessere della collettività (come mi hanno sempre insegnato dal primo giorno di scuola), perchè ho paura della mia condizione, vado avanti per conto mio, attuando scelte (giuste o sbagliate, etiche o non etiche), facendo programmi, investendo in hudge funds, giocando in borsa, oppure risparmiando fino all’osso per portare da mangiare ai miei figli che mi richiedono un futuro migliore…..
Quasi che l’ansia e la paura della mia condizione, non mi permette, anche se vorrei tanto, contribuire alla collettività…proprio io, cristiano, cattolico, di buona famiglia, convinto che la collettività non è la somma di singoli interessi, ma la sintesi di singoli interessi…
Poi mi fermo a pensare…. ma sto attuando scelte etiche?Ho investito 100 mila euro per averne 200, visto che con 100 sopravviverò solo per una settimana, ho fatto una scelta etica e responsabile?La risposta ovviamente, dipende dal risultato (se l’investimento sarà remunerativo si, perchè i miei figli potranno ancora mangiare, se l’investimento sarà negativo, no, sarò irresponsabile, e avrò ucciso i miei figli)…poi mi fermo a pensare!! Ma come sono arrivato a questo?Chi mi ci ha posto in queste condizioni? Proprio chi credeva alla finanziarizzazione dei mercati, al liberismo sfrenato, e non alla collettività…..ed allora io, ad oggi, agisco come loro, ma per causa di forza maggiore (perchè io ho sempre creduto nella collettività).
E’ la guerra fra poveri, la paura di chi cade in povertà…e ancora si sentono politici che si permettono di dire, è colpa di destra o sinistra….Consumi in calo da 10 mesi, economia ferma, crollo dei mercati……Chi pensa ancora all’etica?
Quando il messaggio è “SI SALVI CHI PUO’”, come nel periodo in cui viviamo oggi, quando la guerra è fra poveri, il policy makers non diventa più credibile (mi piacerebbe vedere il tasso di astensionismo ad oggi se ci fossero le elezioni).
Quando i mutui arrivano a 1600 euro al mese, il gioco di azzardo prende la mano, la criminalità aumenta, i figli diminuiscono, i poveri muoiono, ed alla collettività anche se vorremmo, non pensiamo più…….
Crediamo che singolarmente ad oggi, stiamo attuando scelte giuste, presi dalla disperazione e dall’insicurezza….Ma la colpa non è nostra, forse dall’alto hanno creduto troppo alla frenesia dei mercati, ci hanno rovinato con l’illusione che tutti potevamo stare meglio, ed adesso solo loro sopravvivono, o magari sono già scappati!!!
E ci vengono ancora a parlare di etica e moralità!!!!!
GIORDANO RAPACCIONI