NOI SIAMO FIGLI DELLE STELLE!

Mi trovo all’estero, in un bar di buenos aires , in argentina, per motivi personali e professionali.
sono al tavolo con ragazzi /e argentini, canadesi, messicani e afro-americani.
c’e’ tutto quello che non deve mancare: il sole, una birra fredda, le mie sigarette, il mio pc, e il corriere della sera di oggi.
aprendolo leggo dall italia, una notizia che mi lascia sconvolo, riguardante il decreto Gelmini.
Ormai non mi scandalizzo per tutti i motivi politici, in passato gia da me e dai miei colleghi di partito e di coalizione elencati, ma perche ‘ apprendo che si vuole riservare in un secondo moemento l integrazione di bambini stranieri nelle scuole, favorendone una prima fase dove farli coesistere tra essi e senza italiani, cosi per poi riservare un secondario inserimento.
Queste parole, non solo non significano niente, ma rappresanto una fase involutiva di un paese dove purtroppo mi sembra che stia aumentando, da parte dei nostri dirigenti , il senso razzista.
Io in questo paese sono straniero e da tutti ben accolto , e se i ragazzi che sono al tavolo con me mi domandassero di questa cosa mi vergognerei quasi a rispondergli.
inoltre penso a tutti quegli italiani che in queste terre hanno sofferto, e sudato per ottenere cio che oggi hanno.
Penso ai miei bis-nonni e a tutti gli emigrati in queste terre durante la I e la II guerra mondiale, e penso che anche se qualcuno abbia esportato mafia e altre cose non buone,immagino a tutte le difficolta’ dei nostri conazionali a dimostrare che non tutti lo erano eche avrebbero sognato un integrazione differente.
Penso aiu avri sacchi e vanzetti e a tutti coloro che la storia mai dimentichera’!
In italia abbiamo molti immigrati , e naturalmente , che sia arrivato qualche delinquente e’ fuori dubbio, ma non tutti lo sono.
Che ci sia bisogno di vigilanza, di aprire un confronto e un controllo sui campi rom e sulla loro location , sono daccordo, ma non daccordo su ghettizzarli o prendergli le impronte digitali ai semafori, e tantomeno non su isolare i bambini.
I bambini di oggi, sono la classe dirigente del domani . e se purtroppo, anche noi non siamo mentalmente evoluti da intuire che in Europa e nel Mondo c’ e’ ormai una convivenza sociale tra differenti culture, non facciamo che i nostri figi crescano nel razzismo e nell isolamento tra culture diverse.
viaggiare e conoscere il mondo mi ha permesso di essere migliore, facciamo si che lo si impari fin da piccoli.
Siamo un paese meraviglioso e fantastico che tutti ci invidiano e chi ci critica lo fa per stima talvota, ma non permettiamo che si diventi un paese rappresentante di un identita’ razzista che non ci appartiene.
Indignato, e sentendomi un po come il signor G, in “Io non mi sento Italiano e per fortuna o purtroppo lo sono!”, ho deciso di scrivere queste due righe che sono un appello all onesta sociale e culturale di un paese e sopratutto rivolto alla sua classe dirigente.
Non scrivo questo assolutamente nelle vesti di consigliere comunale di un citta’ italiana, ma nelle vesti di un padre e di uno zio che dovra’ spiegare a figli e nipoti come si convive nelle diversita’ e senza l odio, e proprio per questo ho deciso di inviare questa lettera non solo ai telegiornali civitavecchiesi, bensi a tutte le testate giornalistiche italiane, sperando che , nel nostro Parlamento, la classe governante non faccia giochi di tipo politico, e di coalizione, ma decida di prendere questo decreto e rispedirlo da dove e’ venuto, indignandosi della proposta dei Ministri Gelmini/Frattini/Maroni, cosi , da permettere a noi, cittadini italiani, all estero e in casa ,di poter pensare proprio come il signor G concludeva la sua canzone: “per fortuna,per fortuna, per fortuna lo sono”.
DANIELE PERELLO