INTERVISTA APPARSA SUL GIORNALE DEL 27/10/2008

CIVITAVECCHIA – A tu per tu con il giovane consigliere Daniele Perello, parlando di politica locale, nazionale e non solo…
Come si sta riorganizzando il Partito dopo il congresso di Chianciano?
<Il partito con il congresso ha affrontato una fase difficile, una fase che con il congresso non è assolutamente terminata, ma che ha mirato ad evidenziare divergenze di idee e classi dirigenziali in contrasto tra esse. Come si riorganizzerà e cosa accadrà sarà possibile intuirlo meglio solo nei prossimi mesi. Penso che ci sia bisogno di una forza di sinistra, una forza che sia propositiva, in grado di governare, che non sia il solito partito del no, ma che miri a gestire a cambiare una società. Dire che noi siamo diversi non serve più a niente e a nessuno. Governare diversamente e far si che gli elettori lo potranno dire, un giorno, ci permetterà realmente di esserlo>.
Il Pd è un avversario o un interlocutore dialettico?
<Assolutamente non è, e non deve essere un avversario. Certo che su certi punti ci sono delle divergenze, ma bisogna trovare, la progettualità ed il programma adeguato che permetta di governare, assieme, questo paese>.
Ora siete fuori dal Parlamento. Come si costruisce una nuova opposizione?
<Stare fuori dal Parlamento è solo uno degli aspetti. Siamo fuori dall’informazione stampa nazionale, dalla trasmissioni televisive con tribune elettorali, insomma fuori dalle case dagli italiani. Il nostro problema è che a livello nazionale siamo stati fuori da troppi posti a noi cari, le vertenze lavorative, i posti di lavoro; ecco spiegato uno dei tanti motivi del successo della lega al nord, ha fatto solo che copiare noi ed arrivare dove noi, purtroppo, non siamo più stati>.
Quali sono gli aspetti su cui l’opposizione della piazza si farà più sentire?
<Precisamente sarà difficile far parlare della piazza in una società come questa dove Berlusconi ci taglia fuori anche dai tg. Personalmente penso che la piazza si farà sentire specialmente sul tema scuola e su quello dei rifiuti, ma ritengo che la piazza stessa ha bisogno di evolversi, di cambiare. In Italia, nostro malgrado, si scende in piazza o si ascolta un problema solo quando si è direttamente coinvolti. Usata cosi la piazza non rende. Cercare di cambiare l’idea sociale e sopratutto la mentalità di un paese è importante quanto l’economia>.
Cos’è il precariato e cosa rappresenta, a tuo modo di vedere, per il sistema Italia?
<E’ il modo più educato per dirti che fai parte di una società ma che te la lasciano guardare da un finestrino. E’ una realtà a cui troppi sono sottoposti quotidianamente, e un modo da parte di qualcuno di tenere sempre in mano un lavoratore e portarlo a dare sempre di più e dargli sempre meno, e un modo per umiliare l’io di una persona, e un modo di dirti che sei giovane e non credi nella famiglia, ma e lo stesso che non ti permette ne di chiedere un mutuo, né di dormire sonni tranquilli. questo è per me>.
Il Governo ha intenzione di riformare la scuola tramite il Decreto Gelmini. Maestre elementari, studenti e ricercatori si stanno mobilitando. Tu cosa ne pensi?
<Ormai non mi scandalizzo per tutti i motivi politici, in passato già da me e dai miei colleghi di partito e di coalizione elencati, ma perché apprendo che si vuole riservare in un secondo momento L’integrazione di bambini stranieri nelle scuole, favorendone una prima fase dove farli coesistere tra essi e senza italiani, cosi per poi riservare un secondario inserimento.Queste parole, non solo non significano niente, ma rappresentano una fase involutiva di un paese dove purtroppo mi sembra che stia aumentando, da parte dei nostri dirigenti , il senso razzista. Penso ai miei bis-nonni e a tutti gli emigrati tra la I e la II guerra mondiale, e penso che anche se qualcuno abbia esportato mafia e altre cose non buone, immagino a tutte le difficoltà dei nostri connazionali a dimostrare che non tutti lo erano e che avrebbero sognato un integrazione differente>.
Parliamo di bilancio. Da più parti è stata criticata la variazione di bilancio del 26 settembre scorso e la successiva approvazione degli equilibri del 7 ottobre. Ha ragione il Pd nell’affermare che il Consiglio è ormai svuotato da qualsiasi potere?.
<Certo che si. Perché se arrivano i soldi Enel per la stagione estiva invece di scegliere in consiglio come usarli vanno dati tutti a un certo la Pegna. La battaglia del Pd in consiglio è stata la battaglia anche di Rifondazione, dei Verdi, dello Sd e degli altri gruppi. L’opposizione è molto più unita di quanto qualcuno pensi>.
Tanti soldi alla cultura e pochi allo sport, in una città dove con poche risorse si è arrivati in più casi a risultati ottimi nel campo sportivo? Non pensi ci sia uno squilibrio?
<Assolutamente si. Pochi soldi anche ai servizi sociali, troppo pochi al turismo, e altrettanto pochi alle manutenzioni. Troppi alla cultura e pochi allo sport. Mi chiedi perchè amo cosi tanto lo sport. Sono stato un agonista di tennis sport che pratico tutt’oggi. Per me lo sport è stato educativo quanto la famiglia, più della scuola. Mi ha insegnato il gruppo, l’amicizia, il valore della vita, il sacrificio per ottenere e raggiungere gli obiettivi, insomma mi ha insegnato a stare al mondo. Dare più soldi avrebbe dato la possibilità di praticare più sport da parte di tutti e quindi meno gente per strada. Lo sport permette di integrarsi socialmente anche attraverso l’uso di alimentazione sana, tenore di vita equilibrato, lontano dalle droghe e dal doping. Lo sport come vita. Personalmente sogno scuola e sport come una cosa unica, l’ unica cosa che invidio agli Usa>.
Da più parti si fa un gran parlare di un’imminente sfiducia del Consiglio nei riguardi del Sindaco e della sua candidatura alle politiche. C’è qualcosa di vero o è solo fantapolitica?
<Quello che posso dire e che l’opposizione firma il giorno che viene eletta in consiglio, ma che le maggioranza cadano solo quando si creano situazioni di difficoltà e di ingovernabilità dentro ad essa. E’ palese il fatto che questa amministrazione abbia nel lato dei rapporti personali, ora più che mai, molte difficoltà, ma non mi pare siano sufficienti, purtroppo, per mandarla a casa. I sindaci purtroppo non vanno a casa solo grazie alle opposizioni ma soprattutto per causa delle maggioranze stesse. Noi ora dobbiamo lavorare su due campi: vigilare i processi di questa amministrazione e fare emergere tutte le loro contrapposizioni e difficoltà mandandola a casa, creare una classe dirigente nuova che saprà governare domani in modo diverso questa città. Una classe dove i giovani non siano solo bagaglio elettorale o propagandistico e dove, spero, avremmo la possibilità di veder qualche over che decida di farsi da parte>.