CRISI FIDUCIA..E DEFLAZIONE!!!

La crisi economica italiana, europea e mondiale, sta solo all’inizio.
Il culmine previsto per metà 2009, fa davvero paura; si parla di 2700000 posti di lavoro a rischio, aumento conseguente del tasso di povertà, esclusione sociale, aumento del debito pubblico.
Una crisi dovuta, al “modello consumistico” sbagliato, che vede la responsabilità del mercato che ha tolto via via la sovranità ai Governi nazionali nel decidere ed organizzare le scelte (non è escluso il comportamento della classe politica).
Il confondere consumo con “consumismo”, ci ha portati fin qua, fino all’orlo del precipizio!!!Oggi più che mai si vive con la “cultura dell’adesso” (la tendenza ad acquistare beni che poi subito dopo si getteranno via perchè ritenuti inutili o sorpassati dall’esigenze del mercato); chi non ha questa mentalità rischia di essere escluso; chi non segue la tendenza dei mercati diventa emarginato (a partire dai banchi di scuola, quando ai bambini si richiede il zaino o il quaderno della marca X o Y).
Si riduce la vita utile dei beni, non riusciamo a smaltire rifiuti (questo nessuno lo dice mai) perchè abbiamo troppi beni in eccesso che, vista la vita utile ridotta, subito dopo diventeranno rifiuti….
Non riusciamo più a programmare, ad avere obiettivi futuri, a fare scelte responsabili (appunto la “cultura dell’adesso”), perchè i mezzi di informazione, il mercato si sostituiscono alla nostra mente e pianificano per noi atteggiamenti e comportamenti.
A questo si aggiunge una legislazione sociale e del lavoro che non ci aiuta (vedi la tutela dei lavoratori nelle piccole e medie imprese) che non godono di ammortizzatori sociali, come cassa integrazione guadagni ecc.
Ci chiedono, giustamente di consumare, di cambiare atteggiamento, per ingrassare i meccanismi del consumo e far ripartire l’economia, ma siamo impauriti, abbiamo perso giustamente la fiducia, non credevamo che si potesse arrivare a tal punto.
Non consumiamo neanche più con i saldi, stiamo andando incontro ad una vera deflazione.
La deflazione è quel fenomeno, pericolosissimo, secondo la quale i prezzi scendono ed il consumo “paradossalmente” non ripartire; questo è dovuto al comportamento del consumatore, che aspetta che i prezzi scendono ancora di più e ritardano gli acquisti…Di conseguenza le imprese fermano la produzione e tagliano gli investimenti, attuando scelte di ridurre il personale.
Nella fase deflattiva, visto i prezzi al ribasso, il debitore è sfavorito (al contrario della fase inflattiva), ed è avvantaggiato il creditore, con la conseguenza che chi ha contratto un mutuo, è notevolmente tagliato fuori.
Abbiamo giustamente paura, ma dobbiamo ripartire, perchè siamo tutti nella stessa barca (lavoratori, imprese ecc…).
Il problema di questa crisi è dovuto solamente al modello culturale che ci siamo dati: la cultura del consumismo ci ha ridotti così; la sovranità dei mercati ha spazzato via ogni sistema riequilibratore, ha tagliato fuori la classe media…..Un problema culturale vero, di cui nessuno parla mai che va affrontato seriamente, prendendo coscienza sin dalla nascita, che si può vivere dignitosamente anche senza Zainetto di X o di Y,anche senza 3 macchine a testa, senza ricorrere a finanziarie per acquistare un cellulare…….
Bisogna oggi più che mai, parlare in famiglia di questi problemi, ritrovare la serenità del confronto, superare le tentazioni del mercato, leggere, documentarsi, integrarsi, socializzare (senza facebook possibilmente)!!!
Altro problema serio è quello dei social network (nella quale svendiamo la nostra “dignità”) e ci mascheriamo dietro un colpo di “click”, perchè ci sentiamo protetti, confidando aspetti privati della vita, senza conoscere persone ed identità…….
Resto scettico ed impotente davanti a queste forme “proibite di mercato” che ci stanno portando, senza accorgersene verso la deriva!!!
GIORDANO RAPACCIONI