Daniele Perello

20 Novembre 2009

BRENDA, TRA VECCHI SEGRETI E UNA NUOVA STAGIONE POSSIBILE

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 16:53

 

Immaginate una musica quasi lugubre, una di quelle che è al limite
tra l’inquietante e il riflessivo.
Poi pensate ad una voce di un narratore, un po’ come Carlo Lucarelli in Blu Notte, che vi racconta la storia del ritrovamento di un corpo di una ragazza, descrivendovi particolari e luoghi.
Si certo, stiamo parlando dell’ennesimo programma tv specializzato di argomenti triller, ma non è cosi, questa è un altra storia, cosi particolare, cosi reale.
E’ la storia dei segreti di Stato italiani, quelli di ieri e quelli di oggi.
Si proprio quelli come lo scandalo dell’uccisione di Wilma Montesi, negli anni 50.Una ragazza che trascorreva le notti nei” salotti corrotti” della Roma per bene, quella ragazza, coinvolta in una mezza storia di feste e cocaina, uccisa(?!?)dal figlio dell’Onorevole Piccioni, punta avanzata della DC , candidato ad essere il successore di De Gaspari.
Oppure potrebbe essere una storia come quella del 1962, che porta alla scomparsa di un visionario “scomodo”, raccontato come “caso Mattei”, oppure come la scomparsa improvvisa, ma non troppo , di Mauro de Mauro, o per prendere un caso piu recente come quello della Uno Bianca, dove i testimoni venivano uccisi per non parlare, si perchè la morte , porta silenzio, assoluto!
Questa è la storia dell’Italia, quella degli anni 60, 70, 80 e di oggi.
E’ la storia della malapolitica e del segreto di Stato, è la storia di un paese che la mafia, l’oscuro , e l’omertà, purtroppo, ce l’ha nel sangue.
E’ storia di oggi, è la storia di Brenda, una povera ragazza trans trovatasi in un gioco piu’ grande di lei, un gioco dal quale voleva scappare, un gioco che la stava portando alla pazzia.
Il suo corpo trovato bruciato stamane, nel suo letto, riempito di barbiturici e una bottiglia di whisky, fa pensare al suicidio..reazione normale, pensando che anche in casi come sopra citati(vedi delitto Montesi), lo si disse ugualmente.
Si perchè se si parlasse subito di omicidio qualcuno dovrebbe spiegarci perchè in casa le valigie erano preparate come se fosse in partenza e dovrebbe ancor di piu spiegarci perchè chi l’avrebbe uccisa, avrebbe poi distrutto il computer gettandolo nel lavandino, e dovrebbe anche spiegarci perchè il delitto è avvenuto oggi, in occasione del T-day, giorno della memoria Trans, un po’ come un avvertimento, come un segnale.
Ma per questo , mi auguro esista una giustizia, ed io , non sono ne poliziotto,ne magistrato;io sono un semplice cittadino, un “semplice” consigliere comunale, che vuole analizzare il tutto da un lato politico e sociologico.
Per primo è chiaro, che l’ex governatore del Lazio, Marrazzo, è solo un “pesce piccolo” di un gioco che riguarda gran parte della classe dirigente del nostro paese, di destra e di sinistra, che purtroppo, non uscirà mai allo scoperto del tutto.
Qui nasce il secondo  discorso , quello morale.
Qualche maestrino ora parlerà solo di sapere dei politici che frequentano i Trans, di chi fa uso di cocaina, sperando di trovar attorno a se “altri Marrazzo”, da usare come agnelli sacrificali.
Bisognerebbe invece istruire e formare la nostra classe dirigente sulla moralità, intesa come non arricchimento personale e patrimoniale, come la società dei non vizi, delle non-raccomandazioni, come una classe impegnata ad essere responsabile anche nella sua vita privata.
Questo è il muro da abbattere.
Un muro che politicamente deve distruggere gli inciuci, il bi-partisan non caratteristico del nostro paese, il concetto divisionario di destra e sinistra divenuto “roccaforte” del potente di turno, portando a dialogare la società civile, con idee diverse ma foglia di fare, bene, con voglia di confrontarsi, bianchi, neri, gialli, rossi, laici, cattolici, moderati e coinvolti in un unico progetto, riappropiandosi della propria società , della propria città, del proprio paese, della propria libertà.
E poi c’è un altro muro da abbattere, argomento terzo, quello del silenzio.
Il silenzio e l’ignoranza che portano l’On.Santanchè a dire in tv che cio’ succede perchè i Trans sono legati alla prostituzione, quando invece dovrebbe dire che in primis  che non tutti i Trans si prostituiscono, e in secondo che è ,purtroppo ,quasi un atto dovuto, perchè siamo l’unico paese in Europa, assieme alla Grecia, che non da sbocchi di vita lavorativa occupazionale a queste ragazze.
Ci sono sempre muri da abbattere e missioni da compiere, c’è un paese da rivoluzionare, c’è un popolo da svegliare dall’eterno sonno del mondo dei dinosauri, un paese che ha bisogno di leggi e riforme vere, e non di decreti salva-premier, perchè è necessario un cambiamento, una sterzata di timone, perchè a sbattere la testa contro il muro è la testa a rompersi, non il muro, e il primo muro da abbattere è forse in noi stessi, nella nostra mente, solo cosi potremmo uscire dal quella sorta di società che già tanti anni fa De Andrè raccontava nella canzone “Il ballo mascherato”, e puntare a vivere una “nuova primavera”.

DANIELE PERELLO

9 Novembre 2009

I NUOVI MURI

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 14:09

 

Se questa storia fosse un film inizierebbe con un bambino vestito anni 80, che sfogliado un album di figurine, con in sottofondo la canzone “e ti ricordo ancora”, di Concato, si imbatte in due nazionali diverse, la Germania dell’est e quella dell’ovest;e se fosse davvero un film continuerebbe con la canzone dei pink floyd, the wall(il muro), e con un inquadratura di una di quelle facce anonime che 20 anni fa sono entrate dentro casa nostra….ma questo non è un film, è realtà..è la storia della caduta del muro di Berlino, che ha posto fine ad un era e ne aperta un altra.
Con la caduta del muro ,20 anni fa, termina ufficialmente quel periodo di terrore, di guerra fredda, di missili spaziali, di fantomatici sbarchi sulla luna che nel dopoguerra aveva caratterizzato la politica mondiale, ma non solo questo, c’è anche l’abbraccio di vicini di casa che si vedevano cosi lontano cosi vicini, stile film di Win Wenders, c’è la fine politica e militare di quella russa comunista dove già 15 anni prima il piccolo grande Enrico Berlinguer , al rientro da un internazionale di tutti i partiti comunisti d’europa, “lontanamente intravedeva compagni”, per dirlo con  sue parole, e in piu’ ci sono gli uomini, quelli che hanno regalato il potere ai forti, quelli della casa bianca, c’è Gorbaciov, c’è Papa Wojitila….e l’Italia?Che ruolo in tutto questo?
Si, anche l’Italia che da spettatore del tg guardava questi avvenimenti in realtà non sapeva che tutto stava cambiando, o meglio tutto aveva già iniziato a cambiare..erano gli anni dell’avvento politico della Lega Lombarda, gli anni del CAF(Craxi-Andreotti-Fanfani), gli anni che precedevano tangentopoli, gli anni della crisi della prima repubblica e  l’inizio di un periodo di transizione politica che tutt’oggi ancora viviamo, perchè da quel giorno , nulla sarebbe stato possibile e concepibile come prima.
La sinistra, aveva cosi la possibilità di vincere e dirigere il paese, ma la sua classe dirigente,già allora non ne era in grado..e cosi la Bolognina..Occhetto, i “diversamente comunisti”, nessuno in grado di capire che ci voleva il coraggio di un partito socialdemocratico forte, laico, capace di governare, spiegando che la parola socialista non doveva essere collegato direttamente ai danni Craxiani, ma significava qualcos’altro, di importante, di uguaglianza, di possibilità, di speranza,si , di speranza.
E allora il riorganizzo delle forze da parte di un imprenditore milanese,in un “partito di plastica”(per dirla alla Prestipino) ma fortemente gestito con una leadership chiara, le scissioni e le contraddizioni dentro la sinistra stessa, l ‘entrata in Europa,l’addio alla lira, le guerre in Iraq e in Afganistan, sono solo il condimento di un periodo di transizione politica che perdurerà per i prossimi 10 anni e ci porterà alla cosi detta” terza repubblica”, che sarà il nostro sistema governativo per gli anni venturi.
Un sistema forse Presidenzialista,con 3 partiti, uno forte di centro, un partito socialdemocratico di sinistra, e uno di destra…ma di questo è presto parlarne, anche se con”menti”differenti, ci si sarebbe potuti arrivare in tempi piu’ brevi, e anche se qualcuno comincia già a fare dei passi in questo cammino, ma con il muro di berlino, son crollati davvero i muri della nostra società?
Penso che a partire da chi è classe dirigente di questo paese, fino all’uomo qualunque , ci si debba unire, per distruggere tutti i muri presenti nella nostra società,nella vita di tutti i giorni, i muri dell’odio, del razzismo, della religione vissuta con integralismo, della non solidarietà che invece aveva contraddistinto il nostro paese negli anni dopo la II guerra mondiale, quei muri del personalismo nella politica e nella quotidianeità, di chi ormai non ha piu’ gli occhi della tigre ma conserva posti e poltrone, quelli del non rispetto verso i piu’ grandi, e ugualmente quei muri del non rispetto verso i piu’ giovani, quei muri nei confronti di una meritocrazia che purtroppo non esiste, quei muri di quell ideologismo bipartisan guerra fredda come lo definisco io che non ti fa parlare ne discutere con chi la pensa diversamente da te, quei muri invece fatti cosi leggeri coi soldi sporchi della mafia che cadono alla prima scossa di terremoto, quei muri che racchiudono stanze segrete dove in poche persone decidono le sorti del paese, o di una città, quei muri del sospetto verso tutto e tutti, quei muri di decisioni importanti prese con troppa leggerezza,quei muri di scandali sessuali, di vizi , di carta e di casta, quei muri diretti dai media, quei muri che per qualcuno sono solo le mura dl grande fratello, quelle mura che fanno business nel sociale e nello sport, quella mura che debbono superare le difficoltà, che debbono farci incontrare per discutere,per rieducare, per apprendere e per insegnare a chi ci sarà dopo di noi,parlandoci, fermandoci un attimo, contando fino a 10 talvolta,  solo cosi , solo comunicando riusciremo ad esprimerci, a documentarci, a cercare di risolvere un problema, affrontandolo uno per giorno, perchè se risolviamo un problema al giorno vuol dire che ne risolviamo 365 all anno, e se miglioriamo una piccola parte di noi e di chi ci è vicino , allora significa che ci stiamo costruendo l’ascia per abattere quel muro, fatto di silenzio, di bugie, di inganni e di tanto altro, la Babilonia dell’umanità.

DANIELE PERELLO

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