Daniele Perello

3 Novembre 2010

La Vita e la Vendetta

 

Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell’esercito del nord, generale delle legioni
Phoenix, servo leale dell’unico vero imperatore Marco Aurelio, padre di un figlio
assassinato, marito di una moglie uccisa,… e avrò la mia vendetta, in questa vita o
nell’altra.(Russel Crowe, Il Gladiatore)
Vendetta? No.. è soltanto il mio modo di vedere le cose (Noodles a Fat Moe, Robert De Niro, C’era una volta in america)
 
 
 
Dove sono stato in tutti questi anni, io me ne ero andato a lavare i panni tra gli inganni del successo a riscoprirmi uomo….se fosse una storia da Fiction inizierebbe cosi, con questa bellissima canzone di Baglioni che introduce il personaggio che la narra…ma non è una Fiction, è la vita, è la storia, è il mio parere su uno dei sentimenti , o degli istinti primordiali, la vendetta.
Per gli antichi Greci e per i Romani  non era niente che un sentimento nobile
tale quanto il perdono.
Per la filosofia moderna la vendetta migliore avviene solo tranne il perdono, perche’ il perdono e l’indifferenza permettono ad un soggetto non di mettersi allo stesso livello dell’altro.
Per la filosofia contemporanea la vendetta è solo l’ira di rabbia di chi vive un odio
interno.
Ma se non dovessimo parlare di filosofia , ma di vita concreta cosa è la vendetta per
noi?Come ci comportiamo o comporteremo nel momento in cui abbiamo la possibilità di
prenderci una rivincita nei confronti di  chi ci ha fatto del male?Di chi ci ha deriso e
degrinato?Di chi per i propri interessi ci ha preso di mira?Di chi ci ha parlato dietro e
riempito di infamie solo per il gusto di distruggere una persona e tutta la sua famiglia?
Personalmente non sono per l’occhio per occhio, anche perchè se cosi fosse il mondo sarebbe
cieco, ma penso che nella vita bisogna imparare con il tempo a togliersi qualche sassolino
dallo scarpa, gradualmente e al momento giusto.
Cosa intendo?Intendo che bisogna fare due distinzioni ,una  tra gli avversari, che vanno
affrontati a viso alto e su posizione opposte ma leali, e una tra i nemici, quelli che non
possono essere perdonati.
Eh si, la vendetta è un piatto che va conservato freddo, e a volte ghiacciato.
Il cinema ci riempe spesso di questo sentimento…pensiamo a film comici sull italia della
vendetta matrimoniale come Matrimonio e Divorzio all’Italiana con il grande Marcello
Mastroiandi, oppure a film come V come Vnedetta, Il Gladiatore, Breavheart,C’era una volta il West, Romanzo Criminale…sentiemnto che troviamo addirittura anche con  Charton Neston nei Dieci Comandamenti ,dove si vendica con il suo popolo contro gli Egizi.
Pero’ nella vita di tutti i giorni, ci chiedono di soffocare questa voglia, questo sentimento , come se fosse un limite alle nostre azioni.
Cosa penso?Penso che cio’ non debba condizionarti la vita,da divenire un limite, ma penso che la vita debba andare avanti sui tuoi binari senza mai girarti dietro , se non per vedere quanta strada hai gia’ fatto e pensare che quello è niente in confronto a tutto il resto che ti aspetta.Penso che quando ti fanno del male devi ringraziare, perche’ piu’ le persone ti fanno male piu’ rafforzano le tue spalle…io sono cosi anche grazie a chi mi ha buttato odio o merda addosso.
Penso che nella vita certe volte vale la pena far finta di niente, conviene passare per
stupido in un mondo dove tutti si sentono furbi, ma dove in realta’ non lo sono.
Penso che bisogna sempre andare avanti, convinti di se stessi e delle proprie idee, ma che
quando si ha l’occasione che, durante quel percorso,capita davanti al tuo “mirino” il tuo
nemico, allora lo bisogna sparare…è la legge delle giungla che te lo impone …e questa vita è una giungla.
Penso che sia un sentimento nobile, e penso che i sassolini dalla scarpe vanno tolti, ma non prescindendo da quello che ho scritto sopra.
La vita cio’ nonostante deve andare avanti, senza ragionare su cosa e’ giusto e cosa no, cosi come quando arriva il momento bisogna vivere d’istinto e razionalmente allo stesso tempo, perche’ se pensiamo troppo con i ma e con i se del caso, la terra smetterebbe di girare , e la vita perderebbe il suo scopo.
In un bellissimo film (Kill Bill), quando lui spiega a lei la storia dell’umanità gli parla di superman, l’esempio massimo del supereroe e gli dice :”Bhe’ la filosofia di superman è unica. Superman è nato superman. Clark kent è il modo in cui superman ci vede.Rappresenta la critica della razza umana.”
Perche’ ho citato questa frase?Per dire che nella vita , in questa giungla pazza dove se non sei forte non nuoti, ma talvolta neanche galleggi,meglio comportarsi come Clark kent.
Meglio passare da imbranati, sembrare meno acuti, meno svegli, ma poi al momento giusto trasformarsi in superman….questa è una filosofia di vita, almeno della mia, su come è giusto o meno comportarsi nella vita di tutti i giorni, non perdendo mai lo scopo finale dei propri obiettivi, e quando quello scopo si sposta o la strada si fa piu’ tortuosa, allora corrergli dietro, correggendo la strada e correggendo noi stessi, e quando arriva l’occasione giusta per abbattere il nemico, ragionare con questa filosofia qui:…”Se un giorno lungo il tuo cammino dovessi incontrare dio, tu lo trafiggerai……va bionda guerriera” .

DANIELE PERELLO

Fama di loro il mondo esser non lassa;
misericordia e giustizia li sdegna:
non ragioniam di lor, ma guarda e passa
(Dante , La Divina Commedia)

10 Settembre 2010

SAN LORENZO ,CINEMA E AMORE..

Archiviato in: 4 - Storia & Filosofia, 5 - Musica & Arte, 8 - Poesia — admin @ 17:42

San Lorenzo , cinema e amore….

“Il cinema è uno dei tre linguaggi universali; gli altri due sono la matematica e la musica.” (Frank Capra)

Notte.Stanza da letto.
Due ragazzi parlano. Lei ha deciso di partire, lui  parla di cambiarsi i vari contatti.Lei le regala un nastro, con dentro una canzone, una canzone per te , di Vasco Rossi…”dottore, ma lei che sa tutto, quanti battiti fa il cuore in un minuto???”
Sembrerebbe la sceneggiatura della vita di tante persone, ma è un film; fuochi d’artificio, di Leonardo Pieraccioni.
Lui entra nella stanza dove lei sta parlando con altre donne;e’ scosso, e le chiede di poter parlare…le dice che nonostante dovrebbe essere il piu’ bel giorno della sua vita, si sente incompleto, perche’ manca lei.lei gli risponde , dicendo “mi avevi gia’ convinto al ciao”.Sembra la storia di Mario, o di Luca, o di un altro, ma non lo è ,è una scena tratta dal film Jerry McGuire,con Tom Cruise.
Cinema e amore, un condimento perfetto per dei momenti  indimenticabili della nostra vita.
Ho citato solo due film, forse i primi che ho pensato, forse quelli a cui son piu’ legato, forse quelli che rendevano meglio l’idea, ma di sicuro ho portato un piccolo piccolo esempio.
Avrei potuto raccontarvi di Casablanca e di “Suona ancora Sam!”, oppure di Nicole Kidman in cuori Ribelli , dove recita cosi bene cosi’ da innamorarsi di colui che sarebbe divenuto suo marito, oppure avrei potuto addirittura parlarvi dell amore altalenante della coppia Giannini-Melato nei film della Werthmuller, e comunque vi avrei portato sempri pochi esempi.
L’altra sera sono stato al cinema, a vedere un film.Sono incappato in una discussione di una coppia dove lei voleva andare a vedere un film ,e lui no, perchè lo considerava un film d’amore.
Rientrando in casa mi son chiesto , esistono dei  film che non siano d’amore?
E la mia risposta è no, perche’, penso che ogni film sia correlato ad una relazione tra i protagonisti.Ci sono film dove c’è l’amore verso la vita, come le Invasioni Barbariche, film d’amore adolescenziale, come Laguna Blu, oppure Ho voglia di Te, o film di amore per la patria,e con rifermimenti alle relazioni, insomma,detta in poche parole,  anche Conan il guerriero, o terminator, hanno una vena d’amore!!!!
Ritornado al nostro discorso, il mix tra cinema e musica, ritengo che esso sia solo l’inizio di una cosa piu’ grande, come il sole e la luna….si perche’ si puo’ parlare del sole e della luna senza tener conto del cielo, o delle stelle, o della luce???….penso di no, come ritengo non si possa parlare di film d’amore e di musiche senza tener conto degli attori, dell’eros trasmesso, e in special modo del fatto che un film è un libro, cioè’ la storia che qualcuno ha scritto.
Ed ecco qui cosa c’entra la vita, ecco qui il capolavoro…i film sono d’amore perche’ siamo legati ad essi come ai nostri piu’ grandi sogni…perche’ parlano di noi, perche’ sono la nostra vita,o meglio,  il libro della nostra vita.
Arriva un momento nella vita in cui abbiamo il desiderio di scrivere le nostre pagine, attraverso la scrittura,che ,come tutta l’arte, è la confessione che la vita non basta.
A volte c’è, tra me e il mondo, una nebbia che impedisce che io veda le cose come veramente sono  come sono ,e spesso, un buon libro, o un buon film mi aiutano.
Non solo perche’ ti immagini di vivere la tua laguna blu…chi non ha passeggiato su una spiaggia per mano con la donna o con l’uomo della sua vita, e si è buttato a terra baciandola come uno dei quei baci da film che il piccolo Toto’, collezzionava nei negativi nel suo Cinema Paradiso??.Chi non l ha fatto?Chi non ha il suo film e la sua canzone?Chi non ha il suo film , anche stupido, che non lo faccia piangere ogni volta?Quale uomo non sogna di essere Will Smith in Hitch, o quale donna Julia Roberts in Pretty Woman?Chi non piange davanti a Forest Gump , quando Forrest piange sulla bara di Jenny?
Chi vi dira’ di no, vi mentira’..io non solo piango, ma  ho anche fatto tutte queste cose.
Ci sono  storie d’amore che superano la volonta dei mari, dei dei e della fortuna.
L’amore non ha confini e non ha limiti, come nel film Valentin’s  Day…e ti rendi conto che la vita non è fatta solo di Cristiano Ronaldo o di Scarlett Johansonn,ma è fatta di trasformare quel sogno in qualcosa di reale e concreto….per questo , quando capisci che quella è la strada giusta , che quello è il percorso, allora puoi indossare le scarpe nuove ed iniziare a correre, puoi gettarti in mare e nuotare, puoi prendere un aereo e correre da lei, puoi gettarti su di lei con un paracadute, perchè è la vita che te lo chiede,perche’  è il tuo libro che merita di essere scritto.
Una bellissima frase del Dalai Lama dice che “Ci sono solo due giorni all’anno in cui non puoi fare niente: uno si chiama ieri, l’altro si chiama domani, perciò oggi è il giorno giusto per amare, credere, fare e, principalmente, vivere”.
E allora vivere, sempre…è sempre quello il mio concetto…la vita è adesso…..perche’ viviamo per le grandi storie, anche se sappiamo come vanno a finire, ma abbiamo bisogno di queste , perchè è la vita che ce le chiede.
E per queste storie vale la pena giocarsi le proprie carte, fino all’ultimo, anche quando tutto sembra andare per il verso sbagliato, perche’,come dice quel detto,  anche nelle profondità dell’inverno, ho imparato alla fine che dentro di me c’è un’estate invincibile. 
Questo ho pensato ieri notte, la notte di San Lorenzo, la notte in cui cadono le stelle e bisogna esprimere i desideri…penso che correre dietro ai sogni, e anche correre dietro ad un amore ,anche  giusto o sbagliato che sia, sia necessario, sia indispensabile alla sopravivvenza dell’essere umano stesso.
Ieri notte si sentiva il mare oltre che si vedeva il cielo.Tutto era perfetto, mancavi soltanto tu, c’era tutto quell infinito davanti ai miei occhi, in un silenzio ,quasi assillante.
In quel silenzio capisci che la vita è un po’ come nel film Manuale D’amore 2…quando al telefono Ernesto(Verdone) racconta a Fulvio(Bisio) :Fulvio, quegli occhi, quel paio d’occhi che brillavano, sembravano due fari, due torcie. E quel sorriso, così accecante sembrava… sembrava di vedere il sole quando lei rideva. Fulvio, quando un uomo si sente addosso quello sguardo, quell’espressione, è inevitabile che gli esploda qualche cosa dentro. Tu pensi che io c’ho avuto soltanto un infarto? Ma io ce n’ho avuto tre, quattro… non lo so nemmeno io quanti ce n’ho avuti!..Stavo per rimetterci le penne , eppure , se qualcuno mi facesse la fatidica domanda n’e’ valsa la pena, io risponderei: Si!!Ne è valsa la pena!Ne è valsa la pena!!”
Ed eccolo…il sapore della vita….è fatto di dolce e di amaro…ma, prima di arrivare a sentirsi tristi e nostalgici  come Luca(Jerry Cala’), che in sapore di mare scrive  a Marina “sei sempre la piu’ bella, questa vale per tutte le lettere che non ti ho mai scritto”, allora ,quelle lettere bisogna scriverle prima che passino 25anni,e bisogna prendere il mano il timone e girare la rotta, tornare , come Adam Sandler in 50 volte il primo bacio, e chiedergli di te, di voi…e poi conquistarla, tutti i giorni, ogni giorno, come se fosse il primo.
Proprio cosi, come se  fosse il primo, perche’ ci sono delle cose, quattro per l’esattezza che non tornano nella vita:la pietra,dopo averla lanciata,la Parola,dopo averla detta,l’occasione dopo avela persa ed il tempo,dopo che sia trascorso.
Questo accade perche’ talvolta è meglio perdersi sulla strada di un viaggio impossibile piuttosto che non partire mai, e questo lo capisci che ci sono  più forti del tempo e della distanza, più profonde del linguaggio e delle abitudini,quando sei pieno, quando sei giusto, quando sei forte , quando sei maturo, quando sei irresponsabili, quanto sei tu.
Vivere seguendo  i propri sogni e imparare a essere se stessi, condividendo con gli altri la magia di quella scoperta, questa è la vita, anche se corri non solo un rischio, ma cento, perche’ l’amore è uno dei pochi avvenimenti che puo’ ridurti a pezzi.
“Cosa esprimere davanti a questo cielo stellato dottore?”…questa non è di nessun film, questa la dico io,  che sotto questo cielo, queste stelle cadeni,questa nottata e questo mare inquieto come me, ragiono e razionalizzo sulla mia vita ,e su quella delle persone che conosco….eh si, silenzio, esprimo il mio desiderio…penso sia necessario vivere inseguendo queste stelle,inseguendo i propri sogni, inseguendo l’amore per cio’ che siamo e per cio’ che vogliamo essere…..questo esprimo….”tanto qui sotto nulla è peccato…a un passo dal possibile…a un passo da te..”

DANIELE PERELLO
Scrivere è trascrivere. Anche quando inventa, uno scrittore trascrive storie e cose di cui la vita lo ha reso partecipe: senza certi volti, certi eventi grandi o minimi, certi personaggi, certe luci, certe ombre, certi paesaggi, certi momenti di felicità e disperazione, tante pagine non sarebbero nate”. (C. Magris)

11 Giugno 2008

DOVE VAI IN VACANZA???

Archiviato in: 4 - Storia & Filosofia — admin @ 01:13

 

La scuola è finita, andate in pace!
Anche quest’anno per molti bambini è arrivato il momento delle meritate vacanze!
ai miei tempi ricordo questo perdiodo con amore per alcune cose: si poteva giocare di più a pallone, il mare, gli amici, lo stare di più con i tuoi genitori e poter leggere tutto cio che vuoi quando e come vuoi!
Il primo amore non si scorda mai, il mio è iniziato nell’estate dalla prima alla seconda elementare.I miei genitori mi avevano comprato un piccolo libro che io avevo scelto, perchè la maestra ci aveva assegnato leggere un libro a piacere e io avevo scelto quello perchè era piccolo , e da buon pigro pensavo che avrei letto meno e perso meno tempo.
Fu una lezione per me quel giorno alla frasca, quando i miei mi ricordarono che dovevo leggere.Sdraiato su un hamaca ho aperto quel piccolo libro da 60 pagine, e li in quel momento ho scoperto due cose: il primo un amore, che ti rende schiavo e bisognoso di capire , conoscere e scoprire.Il secondo che non è la quantità che conta , ma la qualità.
E di qualità Richard Bach, ne il gabbiano Jonathan Livingston, ne aveva messa molta, la stessa che ha fatto si che io iniziassi a sognare, ad immaginare quello che con le ali e con la libertà avrei potuto vedere e scoprire in giro per il mondo.Quel mondo che nei mesi e negli anni successivi mi ha portato a spasso,mi ha cullato,mi ha reso uomo,  con IL GIRO DEL MONDO IN 80 GIORNI , di Jules Verne, o fatto sognare con Ventimila Leghe sotto i mari, L’isola del tesoro, lo strano caso del Dottor Jekyll e Mister Hyde, fino a portarmi negli anni successivi nei libri di epica e di Omero.
La fine della scuola è un’occasione fantastica, c’è tempo e l’importante è non sprecarlo!
Fantasia, mitologia, storia , avventura, qualunque faccia assume la storia incanta il bambino, e certi libri l’emozione che danno a 6 anni non la possono dare a 30 disse qualcuno , ed ha ragione dico io!
J.J. Rousseau, quando si è posto il problema di insegnare a leggere ad Emilio, ha risposto che il problema prioritario, essenziale, anzi esclusivo, era paradossalmente solo quello di far nascere l’amore della lettura e che un grande pedagogista come lui non si occupava dei metodi per insegnare a leggere, a significare che quello che importa è soprattutto l’interesse per l’apprendimento del leggere.
Occorre che la scuola si impegni a insegnare a leggere e si impegni soprattutto a far nascere, a coltivare, a incrementare l’amore della lettura.
Ma, si dirà, come si fa a far nascere l’amore della lettura?
A qualcuno viene in mente l’intelligenza: si nasce intelligenti!
Quindi, si nasce con l’amore della lettura!
Ci sono alcuni bambini che amano leggere e vi sono altri bambini che non amano leggere. Come se fosse scritto nei cromosomi!
Dalle famiglie, dalle madri, dai padri, dai fratelli e dalle sorelle i bambini apprendono, non solo capacità, ma anche atteggiamenti motori, sociali, morali, religiosi, linguistici ecc.: apprendono atteggiamenti anche nei confronti della lettura!
È un dato di fatto acclarato.
L’amore per la lettura lo si spegne ogni qualvolta il leggere viene presentato come un obbligo, come una condanna, come una pena.
A volte si critica molto la diffusione di internet, dei fumetti, dei videogames, ma non cosi , anzi il contrario!
Internet e videogames sviluppano l’intelligenza, mentre i fumetti stuzzicano l’intelligenza, ci fanno porre delle domande.
Amavo e amo ancora i fumetti di Dylan Dog, che mi spingevano a integrare con i libri, e in una società sempre piu frenetica c’è bisogno di lettura!
Da una parte  leggevo dell’importanza del linguaggio: una volta mio padre per abordare una ragazza doveva ponderare bene le parole, le frasi, bastava una piccola frase fuori posto per mandare tutto all’aria!Oggi purtrooppo, basta solo un gesto, un fischio, una bevuta o qualcos altro!
C’è bisogno di cultura, di leggere, di comunicare tra noi, cosa che oggi è sempre più remota.
Il mondo non è solo quello che ci raccontano i media….per diventare famosi non serve solo un reality, essere per forza belli, palestrati, o arrivisti!
Si arriva lontano anche sapendo parlare, presentarsi, e sviluppando idee e contenuti.
Oggi ci comunicano che per essere tipi IN bisogna avere tutte le caratteristiche del figo e dell’eroe, anche nella moderna letteratura.
Omero ci racconatava che un eroe bello ,forte e grande come Ettore poteva cadere in battaglia per una stupida guerra per colpa di un folle amore che non era il suo!
O che Achille, non poteva sfuggire al suo destino nonostante fosse bello , forte, coraggioso!
Invogliamo a leggere e invogliamo questa società a riscoprirsi.
E non vale solo per i bambini, ma anche per noi grandi, leggere un libro sotto l’ombrellone ci permette di acquisire idee, cultura e di essere di esempio per i nostri figli o solo per chi ci guarda.
Piu avanti scriverò un articolo con i libri consigliati per l’estate.
Leggere impara a conoscere, a sognare e cambiare.
Un bambino che legge non deve farlo per obbligo, ma per piacere, a volte basta solo indottrinarlo in una strada, poi essendo sempre meglio di noi, vanno da soli!
Un bimbo che legge, che impara, che sogna, che vive, che pensa è in grado di farlo anche domani e magari di contribuire a cambiare in meglio questo mondo!

DANIELE PERELLO

25 Febbraio 2008

COMANDANTE

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale, 4 - Storia & Filosofia — admin @ 19:54

 

Il 18 febbraio 2008, dopo 49 anni di presidenza, Fidel Castro ha dichiarato che non
avrebbe accettato una nuova elezione alla Presidenza del Consiglio di Stato e del
 consiglio dei Ministri.
Ieri, domenica 24 Febbraio 2008, tutti i poteri sono passati al fratello Raul.
Fidel Alejandro Castro Ruz (Mayarí, 13 agosto 1926) è un politico cubano. È stato primo
 ministro di Cuba dal 16 febbraio 1959 all’abolizione della carica avvenuta il 2 dicembre
1976 ed è stato, dal 3 dicembre 1976 al 18 febbraio 2008, Presidente del Consiglio di Stato
e Presidente del Consiglio dei Ministri.
Castro è stato il leader della rivoluzione cubana contro il regime di Fulgencio Batista e,
dopo la fallita invasione della Baia dei Porci da parte degli Stati Uniti d’America, ha
instaurato un governo autoritario legato all’Unione Sovietica, da lui ininterrottamente
guidato. Ha spesso giocato un ruolo internazionale maggiore di quanto lascino supporre le
dimensioni geografiche, demografiche ed economiche di Cuba a causa della sua posizione
 strategica e vicinanza geografica agli Stati Uniti d’America. Castro è una figura
controversa: i detrattori lo considerano un dittatore nemico dei diritti umani, mentre i
suoi sostenitori lo considerano un liberatore dall’imperialismo e sottolineano i progressi
 sociali che egli ha promosso a Cuba.
La stessa considerazione di Castro è quella che hanno molti cubani, qualcuno lo considera
un dio pertanto vive ancora della sue glorie e della lotta per la “causa”, qualcun altro
lo considera invece superato da tempo.
Fidel Castro è ,e resterà sempre Fidel Castro:non solo perchè posso dire che ha dato
risultati a Cuba che qualunque altro paese del Sud America sogna, e baratterebbe con l’oro,
ma anche perchè ha saputo tenere in mano una Nazione non facile da gestire.
Cuba è una ricchezza.
Gli Usa erano già dapprima intenzionati a controllare Cuba perchè nelle zone della costa
avrebbero voluto creare un giro di casinò, droga, prostituzione, tanto da essere la” casa
delle libertà”a due passi dagli USA, dove tutti i signori e giocatori si sarebbero
potuti recare con solo un ora di aereo.
Avete idea di cosa sarebbe stata Cuba se avesse accettato quel tipo di politica?
Questo Fidel non l ha permesso.
E un altra domanda…vi siete mai chiesti come mai l’embargo e tutto questo interesse per
questa apparentemente piccola isola?
Ve lo dico io.
Perchè Cuba è una delle poche ricchezze di petrolio rimaste al mondo.
 Ce n’è in abbondanza, e del poco  estratto ne viene adoperato solo il 50%.
La zona turistica di Varadero, per esempio ,vanta essere una delle zone più ricche nel
sottosuolo, tanto da paragonarla al Kuwait.
Oggi a Varadero ci sono solo ottimi villaggi turistici e il petrolio è sotto la sabbia.
Qualche folle americano avrebbe preso  albergatori e  imprenditori, li avrebbe
fatti spostare, loro, con tutto il turismo, su un altra zona di costa, tipo Santiago, e
avrebbe scavato in quelle zone estraendo l’oro nero del nostro secolo, quello che
movimenta gli stati, quello che fà scoppiare le guerre, il petrolio.
Fidel non ha mai accettato questo tipo di politica, e proprio per questo va rispettato.
Una cosa che ricorderò per tutta la vita di Fidel è l’immagine nel museo accanto al
mausoleo del Che a Santa Clara, un immagine dove ci sono lui, suo fratello Raul e Ernesto
Guevara ai tempi della rivoluzione.
Fidel era nettamente superiore a tutti e due di carma, di presenza, di stacco fisico,
 e carismatico come nessuno, un leader predestinato.
Ciò nonostante ci sono le controversie, il fatto che forse comunista non lo è mai stato,
anzi immagino che mentre il fratello e il Che parlavano di estendere la rivoluzione del
popolo a tutto il mondo, forse a lui non interessava, perchè interessava solo la sua terra,
Cuba.
Posso riconoscere anche il fatto che più che un leader del popolo per molti possa essere
sembrato un dittatore di stampo spagnolo per esempio, ma le scelte di Fidel oggi non
sono del tutto sbagliate per un popolo che è un fiore all’occhiello nei confronti di
altri paesi sia a livello di vita, che di cultura, di istruzione, che di civiltà.
Ieri è finita un epoca.Ne inizierà una nuova per Cuba, oggi comandata da quel piccolo
del fratello di nome Raul.
Un uomo apparentemente semplice e certamente senza il carisma del fratello.
Ma un uomo in cui credo, perchè nonostante le voci che corrono su di lui, che sia un debole, che aprirà all’america, che è peggio del fratello, io invece lo ritengo un uomo valido.
Sicuramente Fidel avrebbe dovuto preparare attorno a se una nuova classe dirigente molto più giovane e preparata anche culturalmente, ma si sà i grandi non pensano mai che il loro tempo tramonterà!
Raul è stato comunque per 40 anni capo dell’esercito, gode della stima e del rispetto di
tutti i soldati(e non è poco!!), e credo e penso che lui stesso farà scelte coraggiose
e sopratutto ereditando i poteri da grande, penserà a chi , da li a poco prenderà , il
suo posto, che potrebbe essere un giovane generale dell’esercito di nome Carlos se non
sbaglio.
Altrettanto importante sarà il ruolo di Cuba giocato con Chavez, e le elezioni americane.
A Cuba non si parla di altro perchè tutti guardano con speranza l’elezione del giovane
candidato nero Obama:sicuramente il dopo Bush e il dopo castro farà mancare quelli che
sono stati i protagonisti di questa diatriba, però devo dire che purtroppo il giovane
senatore non ha inserito assolutamente nel suo programma elettorale nè la questione Cuba  relativa all’embargo, ne tanto meno quella inerente alla base di Guantanamo.
Io, speriamo che me la cavo mi verrebbe da dire, ma poi penso che allora gli unici che
potrebbero fare qualcosa siamo noi, il vecchio continente, L’Europa.
Potremmo solo noi fare da tramite e da mediatori ad una situazione difficile e dovremmo noi per primi, nel caso di un’apertura commerciale su Cuba, aprire un discorso di cooperazione con queste terre e di non fare errori e disastri che quotidianamente combiniamo in paesi come la Cina, dove sfruttiamo il territorio,l’ambiente e le persone.
Come  si dice staremo a vedere e chi vivrà, vedrà.
Ciò nonostante mi auguro che Fidel Castro, dopo anni di responsabilità e lavoro finisca i
suoi giorni nel migliore modo possibile e ,sono convinto che quando non ci sarà più sarà
per sempre ricordato dal suo popolo, anche dagli oppositori, come l’ultimo grande
comandante dei nostri giorni!

DANIELE PERELLO

14 Febbraio 2008

LA MIA CUBA

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale, 4 - Storia & Filosofia — admin @ 17:52

Cos’è cuba?
Una domanda breve e semplice che richiede una riflessione ampia.
Scrivo questo articolo a quasi due settimane dal mio ritorno, non solo per il poco tempo
a disposizione e i tanti impegni , ma anche perchè mi sono voluto
concedere il tempo necessario per metabolizzare tutte le emozioni e le conoscenze
acquisite.
Cuba è un paese particolare, un posto dove il sole, il caldo, e un mare stupendo migliorano
nettamente la qualità della vita.
E’ un paese dove l’embargo, la dittatura e altre leggi anti-democratiche sicuramente non
aiutano gli abitanti del posto e creano un senso di malessere e di povertà che nelle
zone dell’entro terra è visibile e toccabile con mano.
Ma come mai mi sono chiesto, se c’è questo malessere da parte di molti, ciò nonostante
non sia mai sorto un movimento contro Castro e i suoi?
Possibile che il controllo della polizia sia cosi forte da reprimere ogni tipo di dissenso?
No, la risposta è no, ma è un no articolato da varie particolarità.
Nonostante a Cuba ci sia bisogno di un cambiamento, nonostante sia tangibile il fatto che
l’epoca Castro abbia fatto per un dato percorso storico, ma che ora c’è bisogno di
riforme e di un’ apertura del sistema economico e industriale, la gente sa che senza Fidel
e senza La Revolution, oggi,  non sarebbero ciò che sono.
A Cuba, la lotta alla prostituzione è calata negli ultimi 5 anni del 65%, se non all’Havana
(dove gli unici a farne uso sono i nostri connazzionali), non c’è il minimo spaccio di droga.
La sanità è pubblica e per tutti.
Si, ci sono poche medicine, ma la legge sull’embargo l’ha
voluta quello stato democratico che tanto imitiamo che si chiama Usa.
A cuba ci sono i migliori ospedali del Nuovo Continente, dove vengono curati GRATUITAMENTE
tutti coloro che vi si recano.
All’ Havana, c’è un ospedale specializzato in malattie cardiologiche per bambini.
Milioni di infanti sono stati salvati e tutti i sud americani vanno a curarsi li.
Il primario è la Dottoressa Alina Guevara, figlia di Ernesto, detto CHE, e gli Usa, stizziti
di questo cosa hanno fatto?
Hanno comprato la multinazionale che riforniva l’ospedale e hanno bloccato l’invio di
macchinari, cosi che, per gli interessi politici di qualcuno, oggi chi ci rimette sono i
bambini.
Il tasso di istruzione è elevatissimo, e l’Università è pubblica e gratuita per tutti gli
abitanti del sud america.
A cuba tutti hanno una casa, non c’è criminalità come in altri paesi del sud america,
dove talvolta la vita vale meno di un orologio; nessuno muore per strada.
E’ un paese comunista, con i suoi limiti, ma non c’è , ne un campo di concentramento, nè
un gulag;anzi no, uno ce n’è, ma è Americano su territorio Usa, a Guantanamo!
I cubani hanno intuito che senza Fidel e senza la rivoluzione oggi non sarebbero cosi.
Avrebbero fatto la scelta del Fondo Monetario Mondiale, e avrebbero rischiato la fine
del Brasile, o la crisi economica che in passato ha avuto l’Argentina, o le dittature
 militari, presenti in  alcuni stati,  di uomini  vicini agli Usa.
Ora ci sarà bisogno di un passo in avanti, verso il terzo millennio, di una modernizzazione
e di un dialogo che secondo me sarà possibile post Fidel e post Bush, ma sicuramente Cuba
parte bene, è una nazione pulita e diversa dalle altre, dove penso e spero che la corsa
all’oro e al capitalismo, non giocheranno da protagoniste.
Spettacolari sono i suoi tramonti, le sue spiaggie, Trinidad e Cienfuegos, dichiarate
dall’Unesco patrimonio per l’umanità, le passeggiate e i vicoli dell’Havana, il silenzio e
il mare al Marecon,il silenzio storico di Santa Clara e il mausoleo del Che, le case dei
 conquistadores e tutto cio che di umano ti dà.
La gente del posto , la loro solarità e i turisti, quelli giusti.
Cuba mi ha permesso di scoprire molte cose: che la vita bisogna prendersela(anche se in parte
già lo sapevo), che se parti devi staccare al 100% altrimenti non ci riuscirai mai del tutto,
che la vita è il più bel dono che viviamo e non dobbiamo pensare a cosa ci sia dopo, che
il nostro mondo non finisce tra le nostre cose perchè c’è un universo che merita di essere
scoperto, come in film di Herzog, che ci sono persone che girano da sole e in coppia e
sono fantastiche, che forse abbiamo vissuto altre vite con altre persone che dentro già
conosciamo,ma che abbiamo bisogno che il destino ce le faccia nuovamente incontare, che
magari hai una sorella da scoprire e la incontri per il Mondo anche se ti è vicino casa,
che la ragazza piu speciale che conosci vive magari a Buenos Aires e il destino te la
fa incontrare anche solo per una notte facendoti domandare poi cosa bisogna fare, se corrergli
dietro o meno?; che in Italia ci sono fantastiche persone con il quale puoi instaurare ottimi
rapporti, che magari in Canada c’è un amico fraterno, che puoi comunicare tranquillamente
con persone che vengono dalla Russia, dal Mexico, dal Chile,dal Canada e che puoi farlo perchè siete
tutti figli del mondo.
Ti insegna anche che per essere migliori e nobili nell’animo non bisogna essere meglio degli altri,
ma del se stesso precedente.
Sicuramente aiuta la musica , il mare , il caldo, il rum e la cerveza, ma è altrettanto vero che
quello Stato e tutto il sud america hanno qualcosa di speciale.
Quello speciale che in passato ha causato la più grande distruzione dell’umanità da parte di
noi Europei(conquistadores), per il quale la storia non riconosce neanche un giorno del
ricordo o un olocausto; quello speciale che ha fatto si che molti di noi si siano trasferiti
là in giovane età, altri lo fanno post pensione e successivamente ad una vita di sacrifici e
rinuncie,altri nel pieno della loro carrieraper trovare l’ispirazione, come fece Heminguey;
 cosi speciale che molti la vanno a vivere nel loro entroterra, nelle paludi, vicino alle
cascate;cosi speciale che ci sono persone che partono in aiuto  come missionari, cosi
incantevole da portarla sempre nel cuore anche essendoci stati per un solo giorno e ogni giorno
di più sentirti richaiamto come Ulisse  dalle sirene, e cosi interessante da farti domandare
che forse la nostra Europa è solo una vecchia signora che si rifà i lifting e che la
ci sono opportunità e zone che renderebbero migliore la qualità della vita futura.

DANIELE PERELLO

4 Febbraio 2008

MANI SPORCHE

Archiviato in: 4 - Storia & Filosofia, 5 - Musica & Arte — admin @ 15:53

 

A chi in questi ultimi anni si è sentito come dentro ad un immenso frullatore mediatico, sommerso da notizie e da scandali giudiziari che dopo pochi giorni sparivano eclissati dai vari Cogne, Erba, Perugia, senza dare neanche il tempo di capire, a chi è stanco di ascoltare nei tg i pareri di tutti i politici e i tuttologi su cose che non conosciamo perché nessuno si degna di spiegarcele per bene, preoccupati che un parere possiamo farcelo anche noi, ho un bel libro da consigliare.

Si chiama Mani sporche ed il titolo è tutto un programma.

 E’ una cronaca di tutto ciò che è avvenuto negli ultimi 7 anni dal punto di vista politico e giudiziario, accuratamente descritto, senza omissioni, variazioni, censure.

 Un libro che racconta la verità, anche quella che a volte hanno tentato di negarci, anche quella che hanno cercato di interpretare a favore dell’uno o dell’altro schieramento politico.

914 pagine di pura informazione, sostenuta da stralci di sentenze, dichiarazioni, articoli di giornale (addirittura a fine libro è stata inserita una bellissima intervista al pm milanese Francesco Greco) ed accompagnato da una dose di cinismo ed ironia tipici di Marco Travaglio, coautore del libro insieme a Peter Gomez e Gianni Barbacetto, stessi autori di Mani pulite. La vera storia. Da Mario Chiesa a Silvio Berlusconi di cui questo libro sembra essere la naturale continuazione.

Pagine che ci parlano di mafia e corruzione, di spionaggio, di scalate e speculazioni.

Pagine che cercano di mostrare alla gente cosa avviene in parlamento, perché le leggi che tutti si aspettano non sono arrivate e perché probabilmente non arriveranno mai, perché è sempre più difficile distinguere destra e sinistra unite, spesso, nel difendere i loro interessi.

Pagine che spiegano che non è la giustizia in Italia a non andare, ma chi impedisce ai magistrati di fare il loro dovere con ogni mezzo possibile.

Un bel libro, che consiglio di leggere con attenzione e pazienza, prestando attenzione a nomi e date, cercando di non dimenticare, di assimilare il concetto che in Italia è veramente possibile fare tutto quello.

Un libro che non è facile digerire per la materia che tratta e per il modo schietto in cui la tratta.

Un libro necessario per capire la storia contemporanea del nostro paese.

Michela Santoni

16 Gennaio 2008

L’ AMICO FRAGILE

Archiviato in: 4 - Storia & Filosofia, 5 - Musica & Arte — admin @ 18:58

Talvolta la vita è fatta di piccole cose, di piccole citazioni, di incontri.
E cosi lo è anche per me, basta incontrare un giorno una persona speciale che ti consiglia
 una radio da ascoltare.Tu la sintonizzi, la ascolti, e trovi li tanto di te.
In quel momento parlano proprio di un libro, che guarda il caso riguarda proprio il tuo
cantante preferito, che non è solo questo per te ma molto di più.
E siccome vuoi spiegarlo al mondo, decido di scrivere questo articolo.
La più grande rivista mondiale di musica pubblicherà un libro sulla storia della musica,
il racconto appassionato e motivato di un’epoca, da Elvis Presley agli U2. Critiche e
proteste sono già messe in conto dagli autori, perché la scelta è, ovviamente, arbitraria
ma i criteri che hanno portato ai 33 titoli (più un singolo, Imagine di John Lennon) sono
precisi: si tratta di dischi di “incomparabile bellezza”, opere straordinarie che hanno
segnato profondamente la storia della musica, gettando le basi per quello che sarebbe
venuto dopo. In altre parole, sono i cd che oggi non dovrebbero mancare in una discoteca
che voglia colpire al cuore con le perle della musica degli ultimi 50 anni.
Non sono “i” migliori album, ma sono “dischi senza i quali è impossibile vivere” scrivono
gli autori nell’introduzione, “e sono talmente pochi che potrebbero essere portati con noi
sull’isola deserta per garantirci una gradevole sopravvivenza dopo un terribile naufragio”
.Solo un caso li posiziona tra 1956 (con Ella Fitzgerald e Elvis Presley) e il 1994
(l’anno di Grace di Jeff Buckley), preceduto da Achtung Baby degli U2 (1991) e Le nuvole
(1990) dell’unico italiano in lista, Fabrizio De André.
Basta ascoltare quel nome per cambiarti la giornata.Allora non sei l’unico strano ad
ascoltare musica vecchia, musica per la quale qualche altro tuo coetaneo ne riderebbe, la
stessa che qualcuno, purtroppo per lui,neanche conosce.
Ecco cosa voglio scrivere:voglio parlarvi di quell’album,pur non essendo un critico musicale
, voglio dirvi chi era de andrè musicalmente e cosa significa per me.
L’album Le Nuvole, viene pubblicato nel 1990 da Faber(nome che Paolo Villaggio coniò dai
pastelli che il cantautore tanto amava), con la collaborazione di Massimo Bubola, Mauro
Pagani e Ivano Fossati.
Il 1990 era un anno particolare per lo stato Italiano.Moriva Sandro Pertini all’età di 94
anni, era l’anno dei mondiali di calcio, l’anno delle amministrative dove i leghisti
aumentano in maniera storica il dato percentuale, e il PCI, inizia la “svolta” con Achille
Occhetto,terminata poi l’anno successivo.A Milano vengono trovati documenti storici di
Aldo Moro durante la prigionia e scoppia il caso “Gladio”:il governo ammette cosi
l’esistenza da dopo la guerra di un’organizzazione destinata a contrastare anche
militarmente il comunismo.Uomini Soli è la canzone che i Pooh portano al successo a Sanremo.
Per De andrè è un anno altrettanto particolare:il suo ultimo lavoro Crueza De Ma ha ricevuto
premi dalla critica e tutti pensano sia difficile ripetere un lavoro del genere.
Muore il suo migliore amico, e dopo un mese a Bogotà muore il fratello.Alla fine dello
stesso anno Fabrizio sposa dopo 15 anni di fidanzamento Dori Ghezzi, la sua metà,
la sua consigliera, la compagna di una vita.
Nasce cosi in quel contesto storico l’album Le Nuvole.La struttura è divisa in due: la
prima parte, quella dedicata al potere, è in italiano; la seconda incarna la voce del
popolo e perciò cantata in dialetto. Con questo album (il più politico) Fabrizio, si
abbandona alla feroce ironia e ai ritratti più dissacranti che abbia mai fatto del potere
 e delle sue meschine inclinazioni. L’idea base, studiata con Pagani, sorgeva dalla
 constatazione che nonostante l’idea di progresso sia ormai comunemente accettata, la
 realtà sociale e politica non è tanto distante da quella del Congresso di Vienna del
1815. De André affonda la penna sul consumismo, sull’ipocrisia della classe politica,
 sulla fine degli ideali che ha come conseguenza “una pace terrificante”, sulla mafia.
 Il risultato è un affresco grandioso, spietato ma ironico, della società contemporanea.
L’ironia, l’arma in più.Infatti in questo album De Andrè ritorna anche nella versione
satirica che dal rapimento in poi aveva perso per strada.
Nell ambito lavorativo Pagani resta impressionato dalla lentezza dei lavori e il rispetto
 per la scelta di ogni medesima parola.
Per De Andrè le parole hanno un senso pertanto vanno selezionate con la massima cura.
Il massimo esempio di ciò avviene nella canzone La domenica delle Salme:uno dei pezzi più
 politici mai incisi da Fabrizio. Nel brano si respira un era “pre Weimar” (il periodo
storico che preludeva al nazismo) dove Fabrizio descrive il clima cupo presente in Italia
 alla fine degli anni 80, clima sospeso tra la reazione conservatrice e la fine delle
 ideologie e delle utopie dove il popolo-cicala si limita alla “vibrante” protesta.
Da sottolineare un riferimento a Renato Curcio, il carbonaro;Brigatista, carcerato a Milano
che godeva della stima del cantautore per due motivazoni:in primo perchè era l’unico
carcerato senza avere ucciso nessuno;pertanto De Andrè lo riteneva imprigionato solo per le
proprie idee.Secondo per la personale stima e rispetto,perchè non aveva mai voluto
usufruire di vantaggi e privileggi, rinunciando persino all’ora d’aria quotidiana.
Un riferimento di livello anche ai suoi colleghi nuovi musicisti milanesi:”voi che avete
cantato
sui trampoli e in ginocchio coi pianoforti a tracolla travestiti da Pinocchio voi che avete
cantato per i longobardi e per i centralisti per l’Amazzonia e per la pecunia nei
palastilisti e dai padri Maristi voi avete voci potenti lingue allenate a battere il
tamburo voi avevate voci potenti adatte per il vaffanculo “.
Il brano di apertura “Le nuvole” è molto particolare: due voci femminili, una anziana e
una più giovane, che parlano su un tappeto sonoro sognante e intenso (il brano fu premiato
al premio Tenco come miglior canzone dell’anno).In sottofondo è udibile l’eco di due
Tenores sardi, omaggio alla sardegna, la sua seconda terra.
Il terzo è uno dei brani più noti di Fabrizio ,”Don Raffaè” scritto con Massimo Bubola, ed
 è una denuncia contro le condizioni paradossali in cui vivono alcuni secondini che devono
 fare da camerieri a boss influenti che pur essendo in galera hanno la stessa influenza e
lo stesso “potere” di quando erano in libertà.
E’ un attacco allo Stato,a come dimentica i problemi del Sud, ai politici corrotti in aria
pre-tangentopoli.Nel testo De Andrè usa le parole si costerna, s’indigna, s’impegna, che
non sono altro che un attacco a Spadolini che le aveva pronunciate proprio riferendosi
alla stessa questione.
“Ottocento” è un pezzo complesso.Sembra quasi un prologo della Domenica delle Salme, ma
a renderlo ancor più speciale è la straordiaria capacità di Fabrizio nel cantare il Tedesco,
cosi da diventare la 4 lingua in cui canta in questo cd oltre ai dialetti genovesi,
napoletani e sardi.
Con “Mégu Megún” e “‘A çímma” si torna a respirare l’amato dialetto genovese, da ricordare
che i testi sono stati scritti da Fabrizio e Ivano Fossati , inizio di una collaborazione
che continuerà anche in “Anime salve”. “La nova gelosia“: “come riporta il libretto stesso,
la “gelosia” e’ in dialetto il serramento della finestra, per cui la canzone non e’ altro
-secondo me- che le parole di una persona semplice, affascinata da questa serratura
nuova… che diventa un oggetto di desiderio e di ammirazione incantata”, mentre “Monti
di Mola” è un ennesimo omaggio alla sua terra di adozione: la Sardegna, dove si racconta
l’impossibile storia d’amore tra un giovanotto ed un asina.
Questo lavoro non è definibile come album, bensi come dono all’umanità.
Ma chi è Fabrizio De Andrè l’uomo?Ci vorrebbero ore per spiegarlo e forse neanche ci
riuscirei.secondo me ad una domanda cosi non ci sarebbe riuscito neanche lui.
tenterò di spiegarlo solo con pochi passaggi.Di lui gli amici dicono che è controso,chiuso,
ma solo con chi non è un suo amico.
Nelle sue giornate in Gallura amava andare a pescare con i suoi amici, e amava cercare
piccole cozze e vongole da adoperare come esca.Un giorno c’erano un paio di piemontesi che
rompevano quel silenzio che loro amavano e chiamavano continuamente De Andrè, che si
piegava per cercare le piccole esche, ripetendogli la frase<<”"Cerca i pesci?”>>.
Cosi dopo la quarta identica domanda De Andrè rispose<<”No!Cerco il buco del culo che mi
è caduto nel mare”>>.Era lo stesso uomo che scrisse quando era poco a famoso a Bob Dylan,
complimentandosi per i suoi testi e chiedendogli di incontrarsi.Dylan per snob,
non rispose mai.Ma quando in occasione delle colombiadi(l’anniversario di Colombo a Genova),
si trovarono sul palco per cantare assieme De Andrè abbandonè il palco dicendo che non
cantava con Dylan in quanto era uno  snob e un ruffiano buono per cantare solo con i famosi.
Era un uomo a cui piaceva parlare dei temi che colpivano l’Italia e il Mondo.
Era lo stesso uomo che rapito con la moglie ha instaurato un rapporto con i rapitori, che lo
hanno liberato sulla parola che li avrebbe risarciti lui stesso del riscatto.E cosi fù.
Era l’amico fragile.Era il pescatore.Era il sovversivo.La cicala.Era Faber.Era amore e
fatica.Era una voce perfetta con musica leggibile e coinvolgente.Era la perfezione.
Era un pionere.Un inno alla libertà.Era la rappresentazione di anni particolari.
Quegli anni in cui lui con Bennato,Finardi,De Gregori,Fossati e Teresa de Sio proponevano
 canti rivoluzionari popolari,in una Milano dove uno sconosciuto catanese si aggirava con
una maschera antigas e un inquietante tazebao:”Ti sei mai chiesto quale funzione hai?”
Un provocatore di nome Franco Battiato.
L’immagine di un Italia che è stata grande e che oggi ci appare immensamente lontana.
L’immagine di qualcosa di unico per cui varrebbe la pena dire io l ho conosciuto!io li ho
vissuti quegli anni!Ma il rimpianto di nuove generazione come la mia che nè hanno potuto
conoscerlo, ne viverlo, può sentirlo grazie a questi cd;per questo all’inizio di
questo articolo ho parlato di dono all’umanità!
Nel 1996 De Andrè richiamo Pagani per scrivere una requiem sul secolo che finiva.La malattia
però già segnava il maestro che non ha mai potuto iniziare questo progetto, andandosene
così con l’unico rimpianto di non portare a termine questo sogno.
Ma c’è una cosa che Faber non sapeva.Una requiem storica l’aveva già realizzata era questo
cd,un dono all’umanità.
Questo termine che ho adoperato più volte non è ne dato dalla ripetività del mio lessico,
ne dalla pigrizia di cercare un sinonimo, è l’unico aggettivo idoneo per definire un
capolavoro come questo e come altri lavori del maestro.
Poi storicamente passiamo al 1999 l’anno in cui L’euro diventa moneta legale in Italia,
D’alema candida Prodi alla Presidenza della Commissione Europea, lo stesso D’Alema primo
Predidente del Consiglio post comunista visita il Papa, il Professor Di bella si trasferisce
in America stufo di non essere considerato in patria.
Quello stesso anno,alle ore 2.30 di notte dell’11 gennaio, muore, a causa di un male
incurabile Fabrizio De Andrè, e il suo corpo viene spostato come da sua volonta nella sua
Genova, che gli da l’ultimo saluto assieme a ventimila persone,e che lo accoglie per sempre
nel cimitero di Staglieno.
La stessa Genova che lo richiama secondo la “legge dell’appartenenza”, mediante la quale
si ritorna in punto di morte nella città e nel mare in cui si è nati.
La stessa che lo saluta per l’ultima volta con un mega concerto dove intervengono i migliori
cantatori italiani:da Battiato(la canzone dell’amore perduto), a un Celentano emozionato
che nella Guerra di Piero sbaglia l’inizio,ad un Cristiano, il figlio che canta Crueza de Ma,
a Pagani a Bubola, alla Bertè, a Vasco Rossi, Bennato,Vecchioni,Finardi,Paoli,Zucchero ed
altri.
Lella Costa sale sul palco per un ultimo saluto e cita le seguenti parole:<<”Oggi a Genova,
le puttane e i ministri, gli anarchici e i preti, gli scostumati e gli azzimati, gli
anonimi e i famosi si sono seduti l’uno accanto all’altro per salutare Fabrizio De Andrè.
Nel suo nome hanno deposto le maschere sociali per ascoltare le canzoni di Fabrizio e per
onorare la vita(la sua,di Fabrizio e quella di tutti).Non c’è stata pena anche se si
piangeva, non c’è stata esibizione anche se era uno spettacolo, non c’è stata retorica
anche se Genova salutava la partenza di un figlio.Molti dei più importanti artisti italiani
sono venuti a cantare Fabrizio.La scaletta e il nome in cartellone erano appena una traccia
affettuosa,l’ordine discreto di una preghiera collettiva.Nessuno ha spinto, nessuno ha detto
 ”io”,nessuno ha litigato, nessuno ha chiesto, nessuno ha imposto.Tutti hanno dato.Tutti
hanno cantato.Questo concerto racconta le canzoni di questa indimenticabile sera.Chi c’era
non dimenticherà la gentilezza, la poesia, l’orgogliosa cultura e la rispettosa timidezza.
Gli impacci e le lacrime, l’allegria di saperlo mai davvero morto, i fiori, gli abbracci,
gli sguardi, lamusica.La musica soprattutto.Noi siamo felici di esserci, di poter
 raccontare a tutti la musica di questa serata, farla uscire da questo teatro, da questa
piazza, da questa città, vederla e sentirla viaggiare ovunque.
Grazie a chi ha cantato e a chi ha ascoltato.Grazie a chi canterà Fabrizio da qui in poi,
grazie a Fabrizio che si è fatto cantare da tutti.”>>.
Da queste emozionanti parole in poi il futuro dei nostri giorni.Il rimpianto di un modello
di vita che non c’è più.Un uomo così grande da raccontare i più deboli, i disagi sociali
e tanto altro.E cosa avrebbe cantato oggi Fabrizio?sicuramente non sarebbe mai entrato negli
schemi di vendita, di corsa all’oro, di commercializzazione della musica stessa.
Fabrizio avrebbe parlato degli sbarchi sulle nostre coste di Albanesi e Africani, dei Rom,
della politica dei nostri giorni,dell’antipolitica, dei media, dei reality, del consumismo,
 del capitalismo e di tanto altro.Però in un modo o nell’altro forse non ci sarebbe neanche
 il bisogno
perchè in molti dei suoi testi si possono rispecchiare eventi e personaggi dei nostri giorni,
tali da rendere le sue musiche e le sue parole veramente immortali.
Come Fabrizio,che esisterà finchè ogni uomo lo canterà, lo penserà o si sforzerà di pensare
come lui si sarebbe comportato in certe occasioni.Questa proprio questo è il Fabrizio che
avrei voluto conoscere e ringraziare.Lo stesso che quotidianamente mi fa interrogare con
me stesso come se fosse uno di casa, lo stesso che davanti ai problemi familiari, coniugali,
di lavoro, politici mi da la forza di continuare, di domandarmi, di informarmi, di scoprire
il mondo.E quando trovo le soluzioni, le motivazioni di un gesto, le parole adeguate di
un discorso penso a Fabrizio, nella sua tenuta in Gallura, contornato tra libri
rivoluzionari francesi e bottiglie di vino rosso;con i suoi fogli, la sua penna, quel
sorriso da amico fragile, guardarlo negli occhi e dirgli<<”Sono molto più ubriaco di voi”>>,
come in una delle sue canzoni.E lui li alza gli occhi, sposta i suoi capelli, e mi mostra
un foglio, dove c’è scritto che anche lui che è un semplice marinaio ha il diritto di fare
la guerra al potere come colui che possiede tutte le navi del mondo.
Le sue parole, le sue musiche, la sua maniacale preparazione, i suoi discorsi saranno cosi
un insegnamento agli uomini e a tutti quelli che verranno dopo di noi,ricordando ciò che
 eravamo, ciò che siamo e ciò che saremo e rendono Fabrizio De Andrè tra gli uomini
simbolo del XX secolo.
Grazie Fabrizio.

DANIELE PERELLO

http://it.youtube.com/watch?v=sxM8V6PmqjY&feature=related

27 Dicembre 2007

QUELLI CHE…

Archiviato in: 4 - Storia & Filosofia — admin @ 18:49
 Noi che………
Noi che la penitenza era ‘dire fare baciare lettera e testamento’
Noi che, altro che Dowson, Dottor House, Heros o L’isola dei Famosi.

Noi che Ciccho Lazzaretti era Chicco Lazzaretti.

Noi che Bruno Sacchi, L’Ingegner Zampetti, Sharon, Daniele, Elia e Tisini. 

Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo ‘Parco DellaVittoria e Viale Dei
Giardini’
Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva
Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa
Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita,e poi la bella,e poi la

bella della bella..
Noi che giocavamo a ‘Indovina Chi?’ e conoscevamo tutti i personaggi a
memoria
Noi che giocavamo a Forza 4
Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città…
(e la città con la D era sempre Domodossola!!!)
Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini
Noi che avevamo il ‘nascondiglio segreto’ con il ‘passaggio segreto’
Noi che ci divertivamo anche facendo ‘Strega comanda color.’.
Noi che giocavamo a ‘Merda’ con le carte
Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri e ci toccava riavvolgere
il nastro con la bic.
Noi che avevamo i cartoni animati belli!!!
Noi che litigavamo su chi fosse più forte tra Goldrake, Mazinga, Daitan3,
Gundam, Astro-Robot e Daltanious
Noi che ‘Si ma Julian Ross se solo non fosse malato di cuore sarebbe piu
forte di Holly e Mark Lenders…’
Noi che la simpatia di Denny Mellon era unica…

Noi che guardavamo ‘La Casa Nella Prateria’ anche se metteva tristezza.
Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasmaformaggino o un francese,un
tedesco e un italiano
Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.
Noi che si andava in cabina a telefonare.
Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.
Noi che non era Natale se alla tv non vedevamo la pubblicità della Coca Cola
con l’albero.
Noi che se guardavamo tutto il film delle 20:30 eravamo andati a dormire
tardissimo
Noi che fare il poliziotto e girare con la ferrari come magnum P.I. non ci sarebbe dispiaciuto

Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.
Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercuro cromo, e più
era rosso più eri figo.
Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna e eravamo sempre sorridenti.
Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.
Noi che a scuola ci andavamo da soli, e tornavamo da soli.
Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il
terrore
Noi che come bullismo…ci rubavamo da un compagno di banco secchione le figurine dei calciatori

Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google
Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio
Noi che però sapevamo che erano le 4 perché stava per iniziare BIM BUM BAM
Noi che sapevamo che ormai era pronta la cena perché c’era Happy Days
Noi che il primo novembre era ‘Tutti i santi’, mica Halloween
Noi che andavamo a scuola con lo zaino Invicta e la Smemoranda
Noi che si suonava la pianola Bontempi
Noi che la merenda era la girella e il Billy all’arancia
Noi che le macchine avevano la targa nera… i numeri bianchi… e la sigla
della provincia in arancione!!
Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars.
Noi che giocavamo col Super Tele.
Noi che il tango costava ancora 5 mila lire e..’stai sicuro che questo non
vola…
Noi che fino a 14 anni a prendere strillate perchè tornavi dall oratorio sempre in ritardo e sempre sudato

Noi che abbiamo avuto tutti il bomber blu/verde con l’interno arancione e i
miniciccioli nel taschino
Noi che per dispetto ci dicevamo o scrivevamo frocio…come se fosse un insulto ma con la stupidità di chi non conosce quello che dice

Noi che le femmine ci obbligavano a giocare a Regina reginella e a Campana.
Noi che facevamo Palla Avvelenata.
Noi che giocavamo regolare a Ruba Bandiera.
Noi che facevamo a gara a chi masticava più Big Babol contemporaneamente.
Noi che all’alimentari compravi per merenda un panino con la mortadella

Noi che quel panino lo pagavamo 1500 lire

Noi che il droghiere lo chiamavamo per nome e ci rispondeva scorbuticamente,perchè c’ era un rapporto…non c’era mica la Conad.

Noi che quando si entrava in tanti talvolta gli si fregavano le gomme o le goleador.

Noi che andavamo a messa la domenica solo per giocare la partita.

Noi che i termometri li rompevamo, e le palline di mercurio giravano per
tutta casa.
Noi che se passavamo la palla al portiere coi piedi e lui la prendeva con le
mani non era fallo.
Noi che i messaggini li scrivevamo su dei pezzetti di carta da passare al
compagno.
Noi che al nostro compleanno invitavamo tutti, ma proprio tutti, i nostri
compagni di classe.
Noi che facevamo il gioco della bottiglia tutti seduti per terra.
Noi che abbiamo letto Cuore mica Harry Potter!

Noi che giocavamo a calcio con le pigne.
Noi che le pigne ce le tiravamo pure.
Noi che le All Star le compravi al mercato a 10.000 lire e c’erano le Nike
Legend e le Clarck azzurre

Noi che le superga erano le scarpe estive e aimè senza calzettoni!!!
Noi che avere un genitore divorziato eravamo in pochi.

Noi che tiravamo le manine appiccicose delle patatine sui capelli delle
femmine.

Noi che eravamo di sinistra da tempi non sospetti….a tre anni facevamo già i girotondi!!!!
NOI CHE SIAMO ANCORA QUI E CERTE COSE LE ABBIAMO DIMENTICATE E SORRIDIAMO
QUANDO CE LE RICORDIAMO
NOI CHE SIAMO STATI QUESTE COSE E GLI ALTRI NON SANNO COSA SI SONO PERSI!!!

6 Dicembre 2007

INFERNO..PURGATORIO…PARADISO…E POI DI NUOVO INFERNO

 

Commovente. L’amore per la patria, per quella patria che inventa e tiene per se magnifiche cose quali la civiltà, l’arte ed il diritto. Per quella patria che Roberto Benigni ama ed onora, mostrando al mondo che oltre la pizza e la mafia c’è in lei qualcosa di stupendo che si chiama orgoglio ed unicità. Per quella patria che ha dato al mondo artisti immensi, indimenticabili, premi Nobel e premi Oscar. Non quell’Italia che è solo spiagge e sole, come piace a Berlusconi. Ma quella che dispensa insegnamenti al mondo intero e non si afferma solo per quello che gli è capitato, come questo bellissimo territorio, ma per quello che si è creata e guadagnata, come l’architettura, le leggi e quell’unione frutto del sacrificio di tanta gente sulla quale oggi tanti sputano. E’ un discorso da persona  che ama questa nazione ed è felice di rappresentarla, un introduzione perfetta alla lettura del v canto dell’Inferno, capolavoro dantesco che i più non hanno mai letto e molti tra quelli che l’anno letto l’hanno odiato. Capolavoro di quel Dante che è fondatore della nostra lingua e cronista del nostro passato nonché delle radici della nostra cultura. Quello che ha spinto molti a chiedersi cosa ci sarà dall’altra parte e che ha reso il Cattolicesimo e la spiritualità reali, concreti e vicini a noi. Ed è bellissimo vedere come la televisione attraverso un comico che legge un pezzo unico della nostra storia riesca a farlo amare da tutti, con semplici commenti che rendono chiaro quell’idioma che sembra troppo lontano da noi. Non dimenticando che se si chiama Commedia è proprio perché vuole essere una storia da divulgare. Per immergere le persone in quell’ambiente che sembra essere qui, vivo e presente davanti a noi quando chiudiamo gli occhi e lo sentiamo narrare con la voce dell’emozione, della carica travolgente che sembra proprio quella per la quale è stata scritta. Ineccepibile show che riesce in maniera omogenea a fondere e confondere il sacro ed il profano illustrando un ampia gamma di parolacce e situazioni sconvolgenti, e gli aspetti più bassi e deplorevoli della nostra politica e cronaca sociale e poi parlare di quel che di più puro e bello c’è nel mondo, l’amore. Quell’amore fatto di passione, di fremiti, di carica sessuale, ma contemporaneamente così celestiale. L’amore di Dante e non del Petrarca, con la sua donna angelicata lontana dalla terra, dalla realtà. L’amore fisico e mentale che comprende l’adulterio, la bassezza dell’istinto che sopprime la ragione. L’amore reale che ognuno di noi prova. Quello che resiste anche alla morte, alla punizione, che anzi Dio non punisce, secondo l’interpretazione data da Benigni, ma rende eterno. Rende eterna la scelta fatta in vita. Descrive in maniera così profonda la pietà, la commiserazione degli altri ma prima ancora di se stessi, del dolore che le disgrazie altrui creano all’interno di se stessi. Due ore di discorso continuo, in un crescendo di emozioni, passando dall’ilarità suscitata dall’invettiva, dalla comicità popolare, che per quanto grossolana riesce a far ragionare sulle vicende che credevamo sepolte nel passato, nella vergogna, all’amor di patria, all’amore in senso puro. L’ingigantimento dei difetti per rendere poi più vivi e belli i pregi di questo paese e dei suoi abitanti, come eredi di una cultura unica e speciale, come soggetti ispirati dall’irrazionalità dei sentimenti. Sentimenti che Dante riesce ad incanalare in una struttura tanto rigida e razionale da sembrare impossibile. E che il grande regista-attore-comico toscano vuole mostrarci in tutta la sua eccellenza. Benigni ultimo erede dell’uomo universale che tutto può, con la forza del suo stesso essere uomo. Ancora una volta sbalorditivo.

Michela Santoni

15 Ottobre 2007

Accetta il Consiglio

Archiviato in: 4 - Storia & Filosofia — admin @ 16:50

ACCETTA IL CONSIGLIO:

“Vi voglio rifilare un paio di inutili consigli:
godete del potere della vostra gioventù,
ma senza pensarci
oppure pensateci,
tanto è lo stesso
se ci pensate troppo
scompaiono subito.

Tra 20 anni guarderete le vostre vecchie foto come dei santini
e adorerete un ginocchio
quante possibilità avevate
che aspetto magnifico
non eravate per niente grassi
niente pancia,
ma,questo è il consiglio
la pancia non esclude l’erotismo,
guardate socrate pancione e grande amatore.

Guardate con terrore la ragazza accanto,
un giorno potrebbe essere vostra moglie,
e voi ragazze guardate con orrore quel giovanotto accanto a voi
un giorno potrebbe essere vostro marito.

Ricordate tutti i complimenti che ricevete,
scordate gli insulti
ma non tutti ,
qualcuno conservatelo.

non sentitevi in colpa se non sapete che fare della vostra vita,
le persona piu interessanti che conosco
a ventidue anni non sapevano cosa fare,
a pensarci bene anche dopo.
forse vi sposerete,
forse no,
ma se non vi sposerete non potrete divorziare
questa cosa cosi bella meravigliosa
pensateci!

Godetevi il vostro corpo
usatelo in tutti i modi che desiderate…
si si si anche in quello!

Dice qualcuno bona femmina,mala femmina bona e bastone
dice qualcuno la condizione naturale della donna è la vedovanza,
naturalmente io non vi consiglio ne l una ne l altra.

Leggete cosi quando sarà Pruska,
ma tappategli prima la bocca
anche lui da consigli o lui o me!

Datevi da fare per colmare le distanze geografiche,
gli stili di vita,
vivete a M,ilano ma lasciatela prima che vi indurisca
vivetea Los Angeles ma lasciatela prima che vi rammollisca.
Siate cauti  infine nell accettare consigli
epazienti con chi vi dispenza

Accettate quest’ultimo consiglio…
non accettate mai consigli!!!!!

MANLIO SGALAMBRO
filosofo contemporaneo

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