Daniele Perello

8 Marzo 2010

PER UNA DONNA….

Archiviato in: 8 - Poesia — admin @ 23:14

 

Per una donna noi,facciamo i santi i buffoni e gli eroi.

9 marzo festa della donna.No, non mi sono rimbambito del tutto ancora, ne tantomeno ho fatto uso di sostanze alcoliche.
Scrivo 9 , ma potrei scrivere 10 o 11 o qualsiasi altra data… si perchè avere un giorno per ricordare le donne mi sembra come DI racchiudere la donne in un piccolo angolo di importanza.
La festa delle donne è tutti i giorni dell’anno, come quello dell’uomo del resto.
Non vuol essere una frase demagocica detta cosi, ma perchè L’8 marzo è una data che serve per ricordare un giorno importante, quello del 1911 ,cioe’ della Giornata Internazionale della Donna.
La tradizione vuole che questa ricorrenza ricordi un tragico incendio in una fabbrica di New York nel quale persero la vita 129 operaie che i proprietari aveva chiuso a chiave all’interno dello stabile. Al momento dell’incendio anche i proprietari si trovavano all’interno dello stabilimento; i loro uffici erano all’ultimo piano; nonostante questo riuscirono a salvarsi, abbandonando le operaie al loro destino.
Nel successivo processo i due titolari della fabbrica Triangle furono comunque assolti, ed anzi ricevettero dalle assicurazioni un indennizzo di 445 dollari per ogni operaia morta, mentre alle famiglie delle vittime furono devoluti appena 75 dollari.
Questo fu il prezzo di ciascuna delle 146 vittime del rogo della Triangle. Di queste 129 erano donne che facevano turni di 14 ore al giorno, per un salario medio di 6-7 dollari alla settimana (per 72 ore di lavoro).
Se penso alla donna penso a molte cose, e il mio augurio vuole essere di piu’ di una semplice mimosa.
Vorrei augurare alla donna anche  di migliorare.
Si perchè nella società che viviamo ci son troppe donne che passeranno questo giorno a ubriacarsi o fare le “matte”, ci son donne che a volte non si comportano da tali, ci son donne che devono imparare a prendersi le cose con piu’ forza, con piu’ determinazione, ci sono donne che devono imparare a fare squadra sui posti di lavoro, nella vita, non attaccandosi l’una con l’altra per rivalità da “pochi spicci”, ma bensi alleandosi contro noi uomini che se pur in competizione riusciamo a fare quadrato.
Dico cio’ non per fare critiche distruttive alle donne, ma bensi’ per costruire una donna migliore, perchè i tempi e la società la necessitano, perchè la donna ,da sempre, è superiore a noi uomini e merita , riconoscenze importanti.
Penso che ad esempio oggi, in politica , nel Lazio corrono due donne alla Presidenza della Regione, che sono sicuramente piu’ preparate politicamente e strategicamente di politici inventati dai media,magari con vizietti particolari.
Penso alla infinità di donne che lottano ogni giorno, nei paesi dove a loro non vengono riconosciuti diritti umani,e a tutte queste donne e alle altre auguro memoria e consapevolezza.
Penso a tutte quelle che sono eroi in casa tutti i giorni,  alle lavoratrici precarie,a quelle casalinghe che hanno subito incidenti mortali nel loro quotidiano lavoro poco considerato, alle madri di figli non autossuficenti, alle donne che amano e a quelle che lottano con coraggio, passione e fierezza.
A tutte loro dedico la mia stima, dedico canzoni , come Donne di Zucchero, o quello che la donne non dicono di Fiorella Mannoia, o la faccia delle donne di Vasco e gli stadio, o per una donna di Califano.
Milioni di canzoni , non riusciranno mai a ringraziare questo universo, e cosi la festa dovrebbe esser ogni giorno, con un sorriso, con una rosa, con il tener aperto un portone o dare la precedenza per strada, una sorte di galateo oggi scomparso, per colpa di noi uomini e per colpa un po della donna stessa,ma che dobbiamo riportare per ricondurre nelle nostre vite quel pizzico di umanita’ che oggi manca troppo.
Un pensiero a tutte quelle donne impiegate nel volontariato, nelle missioni umanitarie, a chi educa i figli, alle maestre,a quelle che donne ci son nate ma senza corpo di donna e oggi con difficoltà societarie cercano di diventarlo,  a quelle che ho conosciuto in sud america,alle volontarie dell insegnamento che ho conosciuto a Buenos Aires, alle sognatrici, alle bambine che apprendono e sognano di governare e cambiare il mondo, a chi sogna di crescere in un altro posto, a chi cresce fratelli e sorelle , a chi è costretta a stare su una strada, a chi si è rimboccata le maniche ed ha iniziato a pedalare in salita, a chi crede in un paradiso migliore per chi vive un inferno al giorno, a queste donne , auguro di vivere la vita e i loro sogni, fino in fondo.
La donna è vita.
Musa ispiratrice di versi e poeti, dei nostri piccoli stati d’animo, tutti abbiamo riso con una donna, apprezzato il suo profumo, messo in discussione i nostri sogni e le nostre libertà, per una donna ci siamo ubriacati, abbiamo discusso e picchiato qualcuno, o almemo avremmo voluto farlo, abbiamo pregato e sperato, abbiamo scritto, abbiamo passato notti insonni, abbiamo visto amici star male e molto altro, e se voi uomini non vi riconoscete in queste categorie, bhe allora state mentendo.
A mia madre e mia nonna , che mi hanno cresciuto, donne diverse , figlie di mondi opposti che mi hanno permesso di essere cosi, rispettoso e innamorato di loro.
W le donne.

DANIELE PERELLO

16 Ottobre 2007

La Morte

Archiviato in: 8 - Poesia — admin @ 18:22

 

Sono rimasto solo molte volte,dal fondo
di stelle rovinate,ricostruendo il filo
delle eternità che popolai con le mie mani,
e ora vado a dormire,senza nient’altro,con la terra
sopra il mio corpo,destinato ad essere a terra.

Non ho comprato una porzione del cielo che vendevano
i sacerdoti,e non ho accettato le tenebre
che il metafisico fabbricava
per potenti sfaccendati.

Voglio stare nella morte insieme ai poveri
che non ebbero tempo di studiarla,
mentre li bastonavano quelli che hanno
un cielo suddiviso e su misura.
Ho la mia morte pronta,come un vestito
che mi aspetta,del dolore che amo,
dell’estensione che cercai inutilmente,
della profondità che necessito.
Quando l amore consumò la sua materia evidente
e la lotta sgrana i suoi martelli
in altre mani di unita forza,
la morte viene a cancellare le tracce
che costruirono le sue frontiere.

Pablo Neruda

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