
SITUAZIONE GENERALE:
Nonostante l’attuale finanziaria abbia respinto l ‘obbligo della tassa si soggiorno,parlare di ciò è un argomento che divide e di molto.
Se ne è tornato a parlare di questa tassa che nessuno vuole, ma che molti vorrebbero. L’odiata tassa di soggiorno, definita una manovra suicida per il turismo italiano, ma non da tutti, è stata respinta dagli operatori del turismo incoming con una serie di lettere e telegrammi inviati al premier Romano Prodi, a Francesco Rutelli e al ministro dell’economia Padoa Schioppa.
Il vice premier Rutelli in occasione di un convegno sulla finanziaria organizzato dall’Osservatorio nazionale per il turismo, ha ribadito di essere contrario alla tassa di soggiorno, perché sarebbe un danno di immagine enorme sui mercati internazionali. Ha anche sussurrato che per venire incontro a quei comuni particolarmente pressati da un turismo massiccio e inquinante che non porta soldi nelle casse dei comuni, si penserà a una possibile creazione di un Fondo, per rifondere risorse agli enti locali per questo specifico problema.
I comuni che hanno fatto richiesta della reintroduzione dell’odiato balzello da inserire nella Finanziaria 2008 sono ben 42 e sono naturalmente i comuni delle città che di più soffrono del turismo mordi e fuggi come Venezia, Roma e Firenze, Taormina eccetera eccetera. Certamente, 42 città, a fronte delle centinaia città d’arte che vanta il nostro paese non sono molte, ma 42 comuni di grande importanza hanno un bel peso nella contrattazione e nella richiesta della reintroduzione della tassa di soggiorno.
La tassa dovrebbe essere di 5 euro a notte, da caricare sul conto del turista che dorme in albergo, moltiplicata naturalmente per ogni membro della famiglia. Una contraddizione, quindi, che andrebbe a colpire il turista che spende, piuttosto di quello che arriva al mattino con il panino preparato a casa e la mezza minerale sotto braccio, lasciando la spazzatura da smaltire se va bene nell’apposito bidone e se non va bene per terra nascosta dentro una fioriera o dove capita prima.
Alcuni fan della tassa di soggiorno come il sindaco di Firenze Leonardo Domenici, hanno ribadito la necessità di questa reintroduzione, per risolvere problematiche ambientali e di servizi che per il momento sono a carico dei residenti.
A fronte di un’estate che per alcuni esponenti non è andata bene – si parla addirittura di un calo in Liguria del 20% e in Sardegna del 15%, l’introduzione della tassa di soggiorno da far pagare a chi pernotta sarebbe l’ulteriore scoraggiamento per il turista straniero, che quando arriva in Italia si trova nella maggior parte dei casi a fare i conti con un pessimo rapporto prezzo – qualità.
Tra i contrari alla reintroduzione della tassa di soggiorno, Bernabò Bocca presidente di Federalberghi e Confturismo, il quale ha sempre dichiarato che non può essere penalizzato il turista che già paga l’hotel o comunque le strutture alberghiere, che magari si accollerebbero loro la tassa per non gravare ulteriormente sul cliente.
Contrario anche il Enrico Paolini, coordinatore nazionale degli assessori al turismo e vice presidente Enit, che ritiene un disincentivo per il turista pagare anche la tassa di soggiorno, mentre sarebbe favorevole a una tassa di scopo per aiutare quei comuni pressati da un turismo mordi e fuggi.
Per ora peò l unica città a ricevere aiuti sul mordi e fuggi è lo stanziamento di
90 milioni di euro per Venezia , a partire dal 2008, è stato poi deciso per gli interventi a salvaguardia di Venezia, non solo il Mose.
INSOMMA RICONOSCIAMO CHE CI SONO DUE TIPI DI TURISMO:QUELLO CHE PORTA I SOLDI CHE VENGONO SPESI IN ALBERGHI,RISTORANTI,COMMERCIO ED ALTRO,E QUELLO DEFINITO MORDI E FUGGI,CIOE’ DI PASSAGGIO.
CIVITAVECCHIA DI QUEST’ULTIMO NE POTREBBE ESSERE LA CAPITALE MONDIALE.
LA SITUAZIONE LOCALE:
Prima che i governi stabiliscano che Civitavecchia sia danneggiata da questo tipo di turismo,cosi da poter ricevere un contributo statale,penso passeranno decenni.
Prima che Civitavecchia riuscirà a sfruttarlo questo turismo che passa e fugge in città penso che passerà del tempo.
Allora ci sono possibilità dove noi cittadini possiamo giovare di questo turismo e non esserne piu dannegiati?
si perchè per ora siamo solo danneggiati perchè il turista che mangia solo un panino,un tramezzino,o beve una lattina,o una birra al bar(avete presente quanti ce ne sono l ‘estate nei chioschi sul mare),producono immondizia,consumano acqua,danneggiano l’ambiente.
Allora fino a che non sistemeremo la situazione è giusto che chi soggiorna in questa città anche solo per un paio d’ore contribuisca a queste spese,che per noi cittadini sono sempre più care e con i problemi del caso.
C’è bisogno di una sinergia tra Autority e Comune,oggi decantata più che mai.
Dobbiamo scindere cosa l’autorità portuale PUO’ fare,e cosa DEVE.
L’autority potrebbe introdurre questa tassa in differenti modi.
Per esempio,a Roma è stata scartata l’ipotesi tassa per non dare stupore nel nome,ma hanno intelligentemente trovato una soluzione.
Attraverso una percentuale di rincaro dei biglietti bus navetta dell’aereoporto,e dei mezzi pubblici per chi non è residente.
Questa operazione praticamente dopo aver stabilito una percentuale di rincaro(1,2,3,4%),si applica sull imponibile del biglietto e l’utente neanche se ne accorge.tecinicamente si definisce ricarica aggiuntiva perchè prende il nome direttamente da quello che erano le ricariche telefoniche.
cosi chi va in agenzia di viaggi,o contatta un acompagnia,o altro invece che pagare il biglietto 100 euro,lo pagherà 104 per esempio.
Questi soldi(le 4 euro nel caso), verrebero cosi gestiti dall Autority,che a sua volta ne darebbe una parte al comune,stabilendola mediante un accordo percentuale prestabiliti.
Altra soluzione potrebbe essere tipo carta pedaggio come fanno in Svizzera.
Se andate in svizzera in auto,l’autostrada è a pagamento.si paga una volta all anno e si può girare illimitatamente.
Si potrebbe adottare lo stesso concetto cosi che il turista,o sulla nave,o allo sbarco oall imbarco gli viene fatta questa tessera poniamo per esempio di 5 euro e vale per un anno.
Di questi soldi a sua volta ne darebbe come prima una parte pre-stabilita al comune.
Tra i due esempi vedo piu consono il primo,ma ciò non toglie che il porto possa adottarne un altro o nessuno di questi,e per decidere il ciò avrà sicuramente persone più competenti di me.
Cio nonostante il Porto DEVE dare un contributo a civitavecchia di almeno 1 euro su ogni turista.
Un contributo necessario per giovare di questa industria in città.un industria per anni solo un feudo chiuso,che dal punto di vista turistico al cittadino porta molto poco.
Questi soldi,che arriverebbero in comune,dovrebbero essere passati a bilancio per quelle spese di pubblica utilità e non ad ingrassare le amministrazioni.
Cosi,sarebbe visibile ad occhio e al portafoglio,un notevole risparmio delle tasse di noi cittadini,specie in un momento come questo dove la spesa pubblica tocca il massimo,e gli stipendi vanno sempre piu a ribasso e in modo precario.
Questo può essere l’unico modo in cui il porto collabora sinergicamnete con il comune,il comune sia veramente a servizio del cittadino ,e il cittadino veramente possa trarne profitto da questa colaborazione.
Questa operazione non doveva esser fatta oggi,ma ieri.
Doveva già essere cosi.
Doveva già averlo fatto Moscherini quando stava al porto.
Dovevavno averlo già proposto altri che sono li da molte amministrazioni.Ma come si dice SCORDAMMISE O’ PASSATO!
Però dimostriamo che cio sia vero e non retorica da consiglio comunale.Adottiamo tutti questa soluzione,comune,porto,maggioranza,opposizione,tutti assieme a fare qualcosa che aiuti il civitavecchiese senza strumentalizzarla assieme ad opere infrastrastrutturali che servono solo ad uno piuttosto che ad un altro.
Che il consiglio si pronunci su questo indipendentemente dall’ indirizzo comunale sulle opere del porto.
DANIELE PERELLO