Daniele Perello

14 Febbraio 2008

LA MIA CUBA

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale, 4 - Storia & Filosofia — admin @ 17:52

Cos’è cuba?
Una domanda breve e semplice che richiede una riflessione ampia.
Scrivo questo articolo a quasi due settimane dal mio ritorno, non solo per il poco tempo
a disposizione e i tanti impegni , ma anche perchè mi sono voluto
concedere il tempo necessario per metabolizzare tutte le emozioni e le conoscenze
acquisite.
Cuba è un paese particolare, un posto dove il sole, il caldo, e un mare stupendo migliorano
nettamente la qualità della vita.
E’ un paese dove l’embargo, la dittatura e altre leggi anti-democratiche sicuramente non
aiutano gli abitanti del posto e creano un senso di malessere e di povertà che nelle
zone dell’entro terra è visibile e toccabile con mano.
Ma come mai mi sono chiesto, se c’è questo malessere da parte di molti, ciò nonostante
non sia mai sorto un movimento contro Castro e i suoi?
Possibile che il controllo della polizia sia cosi forte da reprimere ogni tipo di dissenso?
No, la risposta è no, ma è un no articolato da varie particolarità.
Nonostante a Cuba ci sia bisogno di un cambiamento, nonostante sia tangibile il fatto che
l’epoca Castro abbia fatto per un dato percorso storico, ma che ora c’è bisogno di
riforme e di un’ apertura del sistema economico e industriale, la gente sa che senza Fidel
e senza La Revolution, oggi,  non sarebbero ciò che sono.
A Cuba, la lotta alla prostituzione è calata negli ultimi 5 anni del 65%, se non all’Havana
(dove gli unici a farne uso sono i nostri connazzionali), non c’è il minimo spaccio di droga.
La sanità è pubblica e per tutti.
Si, ci sono poche medicine, ma la legge sull’embargo l’ha
voluta quello stato democratico che tanto imitiamo che si chiama Usa.
A cuba ci sono i migliori ospedali del Nuovo Continente, dove vengono curati GRATUITAMENTE
tutti coloro che vi si recano.
All’ Havana, c’è un ospedale specializzato in malattie cardiologiche per bambini.
Milioni di infanti sono stati salvati e tutti i sud americani vanno a curarsi li.
Il primario è la Dottoressa Alina Guevara, figlia di Ernesto, detto CHE, e gli Usa, stizziti
di questo cosa hanno fatto?
Hanno comprato la multinazionale che riforniva l’ospedale e hanno bloccato l’invio di
macchinari, cosi che, per gli interessi politici di qualcuno, oggi chi ci rimette sono i
bambini.
Il tasso di istruzione è elevatissimo, e l’Università è pubblica e gratuita per tutti gli
abitanti del sud america.
A cuba tutti hanno una casa, non c’è criminalità come in altri paesi del sud america,
dove talvolta la vita vale meno di un orologio; nessuno muore per strada.
E’ un paese comunista, con i suoi limiti, ma non c’è , ne un campo di concentramento, nè
un gulag;anzi no, uno ce n’è, ma è Americano su territorio Usa, a Guantanamo!
I cubani hanno intuito che senza Fidel e senza la rivoluzione oggi non sarebbero cosi.
Avrebbero fatto la scelta del Fondo Monetario Mondiale, e avrebbero rischiato la fine
del Brasile, o la crisi economica che in passato ha avuto l’Argentina, o le dittature
 militari, presenti in  alcuni stati,  di uomini  vicini agli Usa.
Ora ci sarà bisogno di un passo in avanti, verso il terzo millennio, di una modernizzazione
e di un dialogo che secondo me sarà possibile post Fidel e post Bush, ma sicuramente Cuba
parte bene, è una nazione pulita e diversa dalle altre, dove penso e spero che la corsa
all’oro e al capitalismo, non giocheranno da protagoniste.
Spettacolari sono i suoi tramonti, le sue spiaggie, Trinidad e Cienfuegos, dichiarate
dall’Unesco patrimonio per l’umanità, le passeggiate e i vicoli dell’Havana, il silenzio e
il mare al Marecon,il silenzio storico di Santa Clara e il mausoleo del Che, le case dei
 conquistadores e tutto cio che di umano ti dà.
La gente del posto , la loro solarità e i turisti, quelli giusti.
Cuba mi ha permesso di scoprire molte cose: che la vita bisogna prendersela(anche se in parte
già lo sapevo), che se parti devi staccare al 100% altrimenti non ci riuscirai mai del tutto,
che la vita è il più bel dono che viviamo e non dobbiamo pensare a cosa ci sia dopo, che
il nostro mondo non finisce tra le nostre cose perchè c’è un universo che merita di essere
scoperto, come in film di Herzog, che ci sono persone che girano da sole e in coppia e
sono fantastiche, che forse abbiamo vissuto altre vite con altre persone che dentro già
conosciamo,ma che abbiamo bisogno che il destino ce le faccia nuovamente incontare, che
magari hai una sorella da scoprire e la incontri per il Mondo anche se ti è vicino casa,
che la ragazza piu speciale che conosci vive magari a Buenos Aires e il destino te la
fa incontrare anche solo per una notte facendoti domandare poi cosa bisogna fare, se corrergli
dietro o meno?; che in Italia ci sono fantastiche persone con il quale puoi instaurare ottimi
rapporti, che magari in Canada c’è un amico fraterno, che puoi comunicare tranquillamente
con persone che vengono dalla Russia, dal Mexico, dal Chile,dal Canada e che puoi farlo perchè siete
tutti figli del mondo.
Ti insegna anche che per essere migliori e nobili nell’animo non bisogna essere meglio degli altri,
ma del se stesso precedente.
Sicuramente aiuta la musica , il mare , il caldo, il rum e la cerveza, ma è altrettanto vero che
quello Stato e tutto il sud america hanno qualcosa di speciale.
Quello speciale che in passato ha causato la più grande distruzione dell’umanità da parte di
noi Europei(conquistadores), per il quale la storia non riconosce neanche un giorno del
ricordo o un olocausto; quello speciale che ha fatto si che molti di noi si siano trasferiti
là in giovane età, altri lo fanno post pensione e successivamente ad una vita di sacrifici e
rinuncie,altri nel pieno della loro carrieraper trovare l’ispirazione, come fece Heminguey;
 cosi speciale che molti la vanno a vivere nel loro entroterra, nelle paludi, vicino alle
cascate;cosi speciale che ci sono persone che partono in aiuto  come missionari, cosi
incantevole da portarla sempre nel cuore anche essendoci stati per un solo giorno e ogni giorno
di più sentirti richaiamto come Ulisse  dalle sirene, e cosi interessante da farti domandare
che forse la nostra Europa è solo una vecchia signora che si rifà i lifting e che la
ci sono opportunità e zone che renderebbero migliore la qualità della vita futura.

DANIELE PERELLO

11 Febbraio 2008

SPERANDO CHE SIA SOLO L’INIZIO…

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 16:50

 

Annuncio con una nota da parte del segretario generale della Presidenza della Repubblica
Donato  Marra.

Il bilancio di previsione — secondo dati pubblicati sul sito www.quirinale.it — prevede
una richiesta al bilancio dello Stato di 227,8 milioni di euro. Sono 3,5 milioni meno di
quanto era stato previsto nel bilancio triennale 2007-2009.

La spesa complessiva prevista per il 2008 registra una riduzione di 800 mila euro
attestandosi a 240,8 milioni.

L’obiettivo di una riduzione in valore assoluto della spesa, si legge nella nota, è stato
 conseguito attraverso misure strutturali, quali la progressiva riduzione del personale di
 ruolo, comandato, distaccato e a contratto, con il mantenimento del blocco del turn-over
 immediatamente disposto all’inizio del settennato; la cessazione del meccanismo di
allineamento automatico delle retribuzioni a quelle del personale del Senato; la
 soppressione di alcune indennità; la revisione e razionalizzazione dei documenti di
 bilancio e delle procedure di spesa e l’avvio della riorganizzazione amministrativa
interna.

Al 31 dicembre 2007, rispetto alla corrispondente data dell’anno precedente, il personale
 di ruolo risulta di 945 unità (meno 42), il personale comandato e a contratto di 97 unità
(meno 11), mentre il personale militare e delle forze di polizia distaccato per esigenze
 di sicurezza ammonta a 962 unità di cui 267 corazzieri (meno 124).

Non sarà sicuramente la risoluzione di mille problemi questo, ma sicuramente l’atto del
Presidente Napolitano, è un segnale verso una reale politica che prevede il taglio di costi
 superflui.
Gli altri Presidenti, se pur uomini patriottici come l’ex Presidente Ciampi, o picconatori
come Cossiga, non avevano mai intrapreso questo tipo di strada e considerando che l’attuale
Presidente, ha avuto attacchi ingrati al momento della nomina, per i suoi trascorsi da
partigiano, ha iniziato un percorso di attuazione di un codice etico che oggi più che
mai la politica dovrebbe adottare.
Se ogni Ministro, ogni Senatore, ogni Deputato facessero altrettanto avremmmo cosi dei
risparmi da poter ottenere un secondo tesoretto in grado di risolvere magari problemi
come ad esempio il pagamento degli amortizzatori sociali per i collaboratori a progetto
o aiutare quella che il mio amico Giordano rapaccioni definisce i”mille euro”.
Altresì in uno stato libero e democratico parte di questi fondi sarebbero utilizzabili
per aiutare quelle giovani coppie conviventi che, non essendo sposate non godono dei
diritti di coloro che, per scelta o per dovere, hanno intrapreso il passo del matrimonio.
Mi auguro che l’esempio del Presidente, al quale va tutta la mia stima e rispetto, possa
essere preso da molti altri e sia l’inizio reale di un cambiamento del quale questo paese
ha bisogno.
E ne ha bisogno d idee e fatti di sinistra, rivolti verso i meno fortunati, rivolti verso
chi a fatica giunge alla metà del mese.
E in una società che vorrebbe distruggerci l’ideologia, che vuole portarci sempre più
verso un modello americano, attraverso un governo bi-partitico rivolto verso il centro e
influenzato dalla politica ecclesiastica e dal dio denaro, c’è bisogno di fatti concreti e
di principi di vera sinistra.
Nanni Moretti, in Caro Diario, diceva, che anche in una società più civile di questa si
troverà sempre daccordo con una minoranza.
Io aggiungo che, dobbiamo lavorare affinchè quella minoranza non sia isolata, affinchè
quella minoranza diventi protagonista di questa Italia sempre più ferma come nell’era dei
dinosauri, quell’ Italia dove ci sono i Luxuria, i Ventola,i Napolitano,  noi, i padri
di famiglia che lottano quotidianamente nella giungla, quelli che padri non possono esserlo,
quelli che non possono prendersi una casa in affitto perchè i prezzi sono alle stelle,
quelli che comprarla o un mutuo, è un ottima ipotesi solo per indebitarsi e finire in
 mutande.
Noi, tutti noi, dobbiamo metterci scarpe da ginnastica e cominciare a correre, ma non come
Forrest Gump, senza una metà ben precisa, bensi cercando di diventare i protagonisti
della vita politica e dirigenziale di questo paese.

DANIELE PERELLO

5 Febbraio 2008

MORTI BIANCHE:ITALIA FANALINO DI CODA

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 01:44

 

Lunedi 4 febbraio 2008.
Il Corriere della sera, e pochi tg nazionali pubblicano la notizia che in merito alla
questione sicurezza sul lavoro, l’Italia è il fanalino di coda dell’ Unione Europea.
In italia c’è un morto ogni sette ore da aggiungere ad oltre ottocento mila infortunati
l’anno gravi che, per fortuna in seguito a cure portano a casa la pelle.
E gli infortuni non denunciati?
Secondo l’Inail, il numero supererebbe i duecento mila all’anno.
Andare a lavoro, e leggere poi queste cifre fa pensare  piuttosto all’andare in guerra.
E’ possibile che ciò avvenga ancora nel terzo millennio?Quanto investono le aziende sulla
sicurezza?Quanti controlli svolgono i ben pagati ispettori del lavoro?Sarebbe prevedibile
in qualche modo?Può essere possibile non rischiare la vita per andare poi , nella
maggior parte dei casi, a svolgere lavori di bassa paga o precaria?
E’  possibile che nonostante debba esserci una figura competente come l’ingegnere della
sicurezza questo non avviene perchè poi lo stato riconosce che attraverso un corso Inail
di tre giorni, e del costo di 500 euro circa,  qualunque altro personaggio nell’azienda possa
 sostituire questo?è possibile quindi che si istituisce un corso di laurea,i giovani vi si
iscrivono sperando in opportunità di lavoro,  ma poi i responsabili sui cantieri li fanno i
 soci o il principale stesso equiparando così un corso di laurea ad un corso di 16 ore con
un piccolo esame?e inoltre se pur le cose funzionano in questa maniera dove sono gli
ispettori Inps e Inail?si si coloro che prendono cifre come 5000 euro al mese?possibile
 che non svolgono il loro compito?o possibile che prendono mazzette sui cantieri per poi
 chiudere un occhio?
Non voglio dare risposte a queste domande perchè sarebbe facile come per un bambino fare uno più uno.
Voglio ribadire però il concetto che molti di questi problemi nascono anche dalla mala
amministrazione, dall’ ormai corsa all’oro che è sfociata in un giro di sub-appalti che
a loro volta per fare guadagnare 10 azinede, portano l’ultima, quella che poi gestisce i
lavori peggiori, ad aggiudicarsi gare al ribasso, a pagare i lavoratori sempre meno e a
tagliare proprio per prima cosa i costi e i corsi della sicurezza.
O che , in altri casi,  le grandi aziende che fanno lavorare le piccole  o le cooperative poi spingono  l’accelleratore per ultimare i lavori in tempi ristrettissimi.
Tutto ciò non va permesso.
E tutto ciò sarebbe stato risolvibile se la nostra classe dirigente politica, degli ultimi
 10 anni, avrebbe approvato e stabilito bene le parti sia della legge 626, sia quella benedetta legge 123 sulla salute e sicurezza sul luogo di lavoro, che da 8 anni a questa parte viene ricordata ipocriticamente solo il 1 maggio di ogni anno, quando dinanzi alla festa dei lavoratori, si ricordano le morti bianche.
Qualcuno dovrebbe sapere che decidere di svolgere una funzione politica comporta a prendere delle scelte, talvolta anche impopolari per qualcuno, ma giuste per il momento e per il futuro.
Abbiamo bisogno di qualcuno che prenda le decisioni, abbiamo bisogno di informazione e
stampa che parlino di questo, e non che lo inseriscono alla pagina 20 di un giornale, o
alla fine di un tg dopo aver prima trasmesso la sit com tra Sarkosy e Carla Bruni, o
le notizie sui nuovi inquilini della casa del Grande Fratello.
E come tutte le cose tutti dovremmo vigilare affinchè i cambiamenti siano radicali e
 duraturi nel tempo perchè spesso in Italia dopo che ci scappa il morto si scuote un po il
 pentolone ma dopo si ritorna sempre a come si era prima e questo noi giovani,noi new entry nel mondo del lavoro,noi nuovi iscritti ai sindacati,noi facce nuove della politica,noi
garanti di questa nazione,noi lavoratori,noi datori di lavoro,noi non possiamo e non
dobbiamo permetterlo.

DANIELE PERELLO

11 Dicembre 2007

IL PRINCIPE DEI PRECARI

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 18:07

 

Non è ne un titolo di un film, ne un racconto di fantascienza.

E’ solo la dura verità.

Daniele Luttazzi è stato nuovamente sospeso, o meglio la sua trasmissione perchè ritenuta offensiva nei confronti di un collega della sua stessa emittente, Giuliano Ferrara.

La frase incriminata è stato uno sfogo di Luttazzi stesso successivamente alla dichiarazione di Silvio Berlusconi sulla guerra in Iraq.

Berlusconi ha detto:”Sono tre anni di guerriglia, e chiedo scusa per la guerra che forse ad oggi risulta essere cosa ingiusta”.

La replica di Luttazzi è stata, in diretta tv, “Berlusconi, per farsi perdonare dovrebbe farsi p….. in bocca da Ferrara, c… da Dell’utri, tutto ciò mentre la Santanchè pratica sesso sadomaso”.

Frase offensiva?Casomai per Berlusconi, non per Ferrara.

Invece La7, per frasi offensive verso un professionista della stessa emittente ha deciso di bloccare il programma.

Sono sbalordito - ha detto all’Ansa Daniele Luttazzi - perché Antonio Campo Dall’Orto ha sospeso il programma senza una spiegazione valida.

Mi ha detto che è rimasto colpito da un monologo satirico grottesco che lui ritiene un insulto ma che oggettivamente non lo è, per cui mi aspetto una scusa migliore”.

 Ancora: “Dall’Orto ha deciso e mi ha dato la notizia mandandomi un sms: non mi sembra molto corretto.

 Ma se viene mal consigliato deve essere aiutato a decidere meglio perchè la sua impressione - ripeto - non è corretta”, aggiunge Luttazzi.

“Inoltre non si sa perché avrebbe deciso per la sospensione - dice ancora - perché Campo Dall’Orto dice di non aver sentito Giuliano Ferrara. Quindi non si è nemmeno offeso il diretto interessato.

Dizionario alla mano dicesi satira<< l’azione di rilevare, mettendoli in ridicolo, vizi, difetti, debolezze e ogni altra forma di comportamento negativa di individui, gruppi, categorie, istituzioni della società di un’epoca o di tutta l’ umanità, con l’intento di provocarne con la denuncia, il rifiuto e la condanna.

Così tornato in televisone da poche settimane con la trasmissione Decameron, Luttazzi viene rispedito nel libro nero, e riaccade ciò che avvenne sei anni fa con la sua trasmissione Satiricon.

Perchè Decameron come titolo di una trasmissione?

Risponde Luttazzi:”E’ il libro che ha fondato la cultura laica italiana, autonoma da quella religiosa: un’esigenza oggi primaria, in un paese in cui pullulano anatemi papali, teodem e teocon.

C’è poi il rimando alla peste. Boccaccio scrisse il Decameron durante la peste fiorentina del 1348, immaginando dieci ragazzi nascosti in campagna per raccontarsi dieci novelle. Ogni puntata si rifà a una novella.

 Un esempio? Nella prima lui affrontava la corruzione del clero, io ho parlato della pedofilia nella Chiesa, con un chiaro riferimento a Marcinkus”.

Insomma un nuovo “editto bulgaro”, per l’unco intrattenitore di satira in tv.

La satira.

Quella cosa che per farla bisogna discutere di politica , corruzione, sesso e merda.

Se uno tralascia uno di questi argomenti, essa non è tale.

Cosi oggi Daniele Luttazzi, è il più precario di tutti i presentatori italiani, il principe degli instabili.

Ma possibile che Luttazzi sia stato censurato per una battuta contro un collega, quando poi il collega stesso non si è sentito ne parte in causa , ne tantomeno la frase in questione è ritenuta offensiva nei riguardi del collega stesso?

In una apparizione sul il Sole 24 ore e sulla Stampa emerge l’accusa da parte di Luttazzi stesso, che la sua squalifica sia giunta come un pretesto per censurare le sue prossime trasmissioni che avrebbero trattato temi scottanti come quello della pedofilia della Chiesa.

A tale dichiarazione nessuna risposta.

A tale accusa nessun intervento governativo, ne tanto meno di nessun politico, a partire da esponenti di estrema destra fino a giungere all’estrema sinistra.

Daniele Luttazzi, un personaggio scomodo per molti a quanto sembra, tanto da inspirare un silenzio-assenso piuttosto che prese di posizione.

Lo stesso uomo che però gode di tutta la mia stima, lo stesso che è tra i primi indirizzi utili nel mio blog, lo stesso che da tempo ispira molti giovani, riempe le sale, le università , i teatri.

Forse questa società non merita altro che reality show  e tronisti da quattro soldi, ma per quanto mi riguarda le lotte meritano di essere perseguite finchè ogni essere umano tenterà di svolgere indipendentemente il proprio lavoro.

Se fosse cosi dovremmo riconoscvere di vivere in una società dove la libertà di stampa e di pensiero non sono un diritto della società stessa.

Se cosi fosse, continuerò ad esprimere tutta la mia stima a Daniele, tramite il suo blog, il mio, la stampa, i teatri e qualunque libero mezzo sia a disposizone.

Grazie Daniele.

DANIELE PERELLO

5 Dicembre 2007

I SINDACI LEGHISTI E GLI IMMIGRATI.

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 18:53

 

Questo articolo è frutto di un mio intervento sul sito di Gad Lerner, che stasera, all’Infedele, tratterà il tema dell’immigrazione con i sindaci leghisti del nord Italia. 

Gli immigrati.
E quando lo eravamo noi? Quando i nostri nonni emigravano in america?
Quando erano ghettizzati e maltrattati?
Quando morivano i Sacco e i Vanzetti?
Quando ci incazziamo per come siamo stati trattati per questo fattore?
Dovremmo lucidarci un pò la mente prima di puntare il dito e giudicare.
La nostra società ci fa credere che ci rubano il lavoro, che ci rubano la casa.
Non è vero.
Non deve mai essere la guerra dei poveri.
Il problema è che noi non abbiamo lavoro.
Noi non abbiamo casa.
Perchè c’è una classe politica e dirigenziale che se ne è fregata per anni.
Ora ci dicono la casa che spettava a te ci sono un rumeno o un africano o un albanese.
Assurdo.
La verità è che ci sono troppi italiani che la casa popolare non dovrebbero averla perchè le loro dichiarazioni dei redditi non sono più quelle di una volta:ora hanno auto lussuose(pensate a tutti quei macchinoni posteggiati fuori le case popolari), si inventano figli che ora lavorano e bene, in alcuni casi addiritura miliardari, che ora risiedono da un altra parte guarda caso, dal nonno, dalla nonna, da soli ma non hanno rapporti con i genitori.
O ce ne sono altri che la casa l’ hanno riscattata generazioni fa,e ora magari o la sub-affittano, oppure ci parcheggiano attrezzi, biciclette, mentre i bisognosi dormono per strada.
Stesso discorso vale per il lavoro.
La maggior parte degli immigrati fanno lavori che noi non facciamo e non vogliamo fare e talvolta, come nell’agricoltura, senza di loro molta della nostra economia si sarebbe fermata.
Il problema qual’è?
Quello della malavita e dei malavitosi.
Ecco, qui ci vorrebbe più controllo,ma ci sarebbe voluto fin dall’inizio perchè si sa,i primi a lasciare il paese quando si aprono le frontiere sono sempre i galeotti.
Sarebbe bastato più controllo, e basta applicare le leggi giuste.
Ma non facciamo mai ne gli ipocriti, ne i buon samaritani.
Anche perchè come dice in una nota canzone De Andrè:”se non sono gigli,son pur sempre figli, vittime di questo Mondo”.

DANIELE PERELLO

3 Dicembre 2007

I MISTERI DELLA RICERCA DEL LAVORO IN ITALIA

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 17:22

Vorrei lanciare un altro spunto di riflessione sull’argomento scottante LAVORO….

Vi premetto brevemente la mia situazione: mi sono laureato a Luglio e nello stesso mese ho iniziato uno stage nel Regno Unito che terminerà tra poco, esattamente prima di Natale, e sono quindi proiettato a pieno nella fase più tormentata della vita di un giovane laureato: la ricerca di una lavoro “vero”. Poichè al momento non mi trovo in Italia ho la grande opportunità di affrontare questa sfida da un’angolazione un pò diversa, in altre parole non limitarmi alla ricerca nel mio paese ma cercare anche qui e, cosa più importante, confrontare le due realtà.

Non mi voglio addentrare troppo nel tentativo di comprendere il perchè di tali differenze, ovviamente causate da un’infinità di fattori economici e culturali accumulatisi nei secoli, ma vorrei solo mostrare quello che si presenta agli occhi di un “Job Hunter” in Italia e in UK.

Quello che mi si è presentato davanti agli occhi appunto è una serie di difficoltà assolutamente implicite nel mio essere italiano alla ricerca di un lavoro all’estero (qualifiche incompatibili, lingua, scarse conoscenze personali etc.) ma tutto sommato un elevato livello di chiarezza e di incentivo per i giovani appena laureati; guardando all’Italia invece quello che ho trovato è LA CONFUSIONE PIU TOTALE!!!!!!

Non ci si capisce assolutamente niente e in alcuni casi mi pare si vada al ridosso dell’illegalità:

Prima cosa, qualcuno mi deve spiegare perchè mai in Italia lo stipendio deve essere un mistero…a meno che io non ci abbia capito niente lo stipendio è la remunerazione per il sacrificio del lavoratore di mettere a disposizione di un altro il suo tempo e le sue abilità…invece qua sembra che lo stipendio sia una componente accessoria che l’azienda ti rivelerà solo una volta offerto il lavoro…ma io penso che sia LA componente fondamentale che mi permette di pesare quello che ho da offrire io con quello che hanno da offrire loro e valutare se ne vale la pena o no(senza contare che specialmente per giovani laureati c’è spesso la necessità di allontanarsi da casa e quindi di vedere se un tale lavoro ti permette di sopravvivere quando devi pagare anche l’affitto!) Mi sbaglio? (tanto per chiarirlo in UK lo stipendio è presente nel 90% degli annunci di lavoro)…

Sapete secondo me qual’è la spiegazion a questo? Il salario stesso, che come sottolineato in altri post su questo blog è in media basso, e bassissimo per i giovani neolaureati per l’appunto, quindi tanto vale non metterlo almeno si lascia un alone di mistero e di speranza a chi si accinge a fare domanda!!!

Poi tanto per incoraggiarti di più si sono inventati che per fare domanda per un posto, a Mantova per esempio (l’immagine allegata è un collage di annunci ver presi dal sito de Il Sole 24 Ore!) devi “essere residente a Mantova o dintorni”, il che significa che più questa usanza si diffonde tra le aziende, più gli sfortunati abitanti di paesi esclusi dal fermento economico (vedi mezza Italia al di sotto di Roma) saranno esclusi e definitivamente tagliati fuori dal mercato….tanto per chiarire in UK nel 90% degli annunci l’unico requisito è di non avere bisogno, o di essere in possesso, di un permesso di soggiorno e lavoro (il che apre almeno le porte indiscriminatamente a tutti i cittadini europei e non mi vorrei sbagliare ma qualora si facesse diversamnete si cadrebbe nella legislazione antidiscriminatoria in materia di lavoro…se c’è in Italia non viene applicata!).

Tornando a parlare di CHIAREZZA: non conosco lo stipendio…conoscerò il tipo di contratto?…sì, nel 50% dei casi. Perchè nel restante 50%, vedi esempi nell’immagine, su siti “seri” come quello del Sole 24h trovi annunci in cui appare “contratto: indeterminato, a contratto, a progetto, stage!!!!!!!!!!!!!” ma che c…o significa? Che si tira a sorte? O che in base a non si sa quali criteri si sceglierà al momento dell’offerta? O forse è un avanzamento progressivo dallo stage al tempo indeterminato? Io dico che tutto è possibile…..(per chiarire in UK nel 99% dei casi si trova UNA forma di contratto nell’annuncio di lavoro).

E poi l’età.…in questo caso mi rivolgo anche ai non appena laureati, anche a chi già lavora e cerca di cambiare occupazione.…ho visto annunci in cui si cercano segretarie di età compresa tra i 30 e i 38 anni (?), qualcuno mi dovrebbe spiegare la ragione di avere una segretaria compresa in quella specifica età (posso capire “età minima 21, età max 40, ma perchè tra 30 e 38?…oppure posti dirigenziali per persone “con esperienza ed età compresa tra i 38 e i 42 o tra i 35 e i 40…non mi sorperenderei che qualche imprenditore annoiato appasionato di astrologia metta anche tra i desiderabili “scorpione o sagittario”….

Ora ovviamente non c’è limite alla libertà di un datore (o almeno è veramente difficile poter applicare un limite del genere)di scegliere al momento del colloquio e del confronto tra candidati, anche in base ad età, aspetto fisico etc. Penso che però un limite ci debba essere alla libertà di pubblicare annunci di questo tipo che quanto meno fanno inorridire dal punto di vista di pari opportunità ed uguaglianza (tanto perchiarire in UK ciò non avviene e penso si cadrebbe ancora nella legislazione antidiscriminatoria).

Aspetto commenti e spiegazioni a tal riguardo per chè sicuramente ci sarà qualcuno che ne saprà più di me e sarei pure ben lieto di essere smentito….

IN ATTESA indovinate che faccio?….cerco lavoro in Inghilterra!!!!!!!!!!!

Giuliano Niedda   

18 Novembre 2007

DOMENICA DI ORDINARIA FOLLIA

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale, 7 - Sport — admin @ 23:54

 

 E’ circa un mese che non scrivevo più. Cose che sono capitate sia a me che intorno mi hanno un po’ distratto dal curare questo spazio. Adesso però, voglio provare a ricominciare. E voglio farlo con una campagna che mi sta molto a cuore: tutti gli appassionati di sport, ed in particolare di calcio, devono prendere il coraggio a due mani ed iniziare una importante guerra contro gli Ultras. Quello che è successo domenica sera a Roma, quello che succede ormai da troppo tempo negli stadi italiani, deve farci capire che questi sono dei veri e proprio gruppi eversivi, associazioni a delinquere, indipendentemente dal loro credo calcistico e politico.

COSA SONO GLI ULTRAS – Nati intorno agli anni ’70 come imitazione del modello inglese della tifoseria organizzata, questi si distinguono dalle organizzazioni di tifo tradizionali (i cosiddetti club) perché non aderiscono ad alcun centro coordinamento (supervisionati dalle società), si muovono autonomamente e seguono una filosofia di tifo estremo, solitamente politicizzato, teso alla supremazia del proprio gruppo sia su quelli delle altre squadre, sia su gli altri gruppi ultras del proprio team di riferimento. Non importa che la squadra vinca o perda, giochi in Coppa dei Campioni o in serie D, la partita ultras si gioca sugli spalti, a colpi di cori, striscioni ma anche del contatto fisico. Lo scopo del gruppo ultrà è quello di diventare padrone dello stadio, essere il Re della curva, conquistare il “palazzo del governo” sugli spalti ed anche fuori. Che alla fine la propria squadra del cuore porti via i tre punti, è una cosa in più: l’importante è la supremazia.

ORGANIZZAZIONE GERARCHICA – Rispetto, onore, comando. Aggettivi che rimandano alle gerarchie militari o a quelle politiche nei regimi dittatoriali. Sono gli aggettivi che caratterizzano la filosofia e lo stile di via degli ultras. Professionisti o operai nella vita privata, in questa vera e propria organizzazione carbonara, diventano soldati arruolati per vincere la guerra domenicale che si combatte negli stadi: i capi ultras hanno nome, cognome ed un soprannome di battaglia, sono rispettati, temuti. Quando parlano loro, gli altri devono stare zitti, “altrimenti so’ botte”. Decidono i cori, gli slogan, ma questo è il minimo: fanno proseliti tra i giovanissimi, insegnano loro “la mentalità”, incominciano dai piccoli corpo a corpo negli autogrill o fuori dallo stadio per strappare un trofeo ai loro rivali (che di solito è una sciarpetta o un cappellino), li utilizzano per nascondere e introdurre allo stadio coltelli, sassi e quant’altro e pian piano li portano sulla via dell’obbedienza, del rispetto e, quindi, della violenza. Così loro faranno altri proseliti. E piano piano i risultati calcistici della loro squadra del cuore perdono d’importanza: ciò che conta è essere temuti, rispettati, ed il timore ed il rispetto, in mancanza di evidenti capacità intellettuali, si guadagnano attraverso la violenza.

GEMELLAGGI IMPROBABILI – Gli ultras, per sentirsi più forti, si uniscono tra di loro, ed individuano nemici comuni. Inter e Lazio, sul campo di gioco, nel corso della storia se ne sono fatti di dispetti reciproci, non ultimo lo scudetto perso dai nerazzurri all’Olimpico all’ultima giornata. Ma, come dicevamo, il risultato sportivo non conta: i gemellaggi si fanno per ideologie politiche ed interessi simili, per amicizie personali tra i capi ultrà o per sostegni riguardo questioni giudiziarie o scontri avvenuti con altre tifoserie. Il tifoso tradizionale, prima di andare allo stadio, è costretto ad informarsi prima se le due curve sono amiche o nemiche.

PERCHE’ SCIOGLIERLI – Ormai la situazione è insostenibile: bisogna che lo Stato consideri i gruppi Ultras come associazioni a delinquere: non tutti i mafiosi uccidono, non tutti i camorristi ammazzano, non tutti i brigatisti hanno fatto attentati. Bisogna far conto che questi gruppi sono, appunto, come la Mafia, come le Brigate Rosse o come i Nar. Chi vuole fare un gruppo organizzato, deve iscriversi al centro coordinamento come tutti i club: altrimenti sei un abusivo, un clandestino. Vi siete mai chiesti perché durante le partite della Nazionale non succede mai nulla? Perché non ci sono gli Ultras e perché non c’è una società dietro, ma la Federazione. E qui tocchiamo un altro punto fondamentale: società e business.

SOCIETA’ E BUSINESS – E’ inutile nasconderci che i presidenti coprono gli ultras. Sentivo dire che Lotito è l’unico ad essersi messo contro le tifoserie: beh, è semplice, perché gli Irriducibili sono talmente ben organizzati che hanno formato una Srl che gli permette di vendere gadget (senza mai usare il marchio Lazio e addirittura i colori biancocelesti, come dimostrano le sciarpe gialle e blu) e muovere un giro di denaro talmente grande che qualche anno fa, grazie all’operazione Chinaglia, stava addirittura permettendo di acquistare la società!

Insomma, la conclusione è: perseguiamo gli ultras, smantelliamo queste organizzazioni a delinquere, facciamo piazza pulita negli stadi e, finalmente, tutti potremo goderci lo sport più bello del mondo senza paura di tornare a casa con le ossa rotte!!!

VINCENZO

http://hook1.giovani.it

16 Novembre 2007

IL FUTURO…DEL WEB…

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 18:33

Ricardo Franco Levi, braccio destro di Prodi,  sottosegretario alla Presidenza del Consiglio,  ha scritto un testo per tappare la bocca a Internet.

 Il disegno di legge è stato approvato in Consiglio dei ministri il 12 ottobre.

Nessun ministro si è dissociato.

Sul bavaglio all’informazione sotto sotto questi sono tutti d’accordo.
La legge Levi-Prodi prevede che chiunque abbia un blog o un sito debba registrarlo al ROC, un registro dell’Autorità delle Comunicazioni, produrre dei certificati, pagare un bollo, anche se fa informazione senza fini di lucro.
I blog nascono ogni secondo, chiunque può aprirne uno senza problemi e scrivere i suoi pensieri, pubblicare foto e video.
L’iter proposto da Levi limita, di fatto, l’accesso alla Rete.
Quale ragazzo si sottoporrebbe a questo iter per creare un blog?
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
Il disegno di legge Levi-Prodi deve essere approvato dal Parlamento. Levi interrogato su che fine farà il blog di Beppe Grillo risponde da perfetto paraculo prodiano: “Non spetta al governo stabilirlo. Sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare, con un suo regolamento, quali soggetti e quali imprese siano tenute alla registrazione. E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà discussa e approvata dalle Camere”.
Prodi e Levi si riparano dietro a Parlamento e Autorità per le Comunicazioni, ma sono loro, e i ministri presenti al Consiglio dei ministri, i responsabili.
Se passa la legge sarà la fine della Rete in Italia.
Cosi ha commentato Beppe Grillo:”Il mio blog non chiuderà, se sarò costretto trasferirò armi, bagagli e server in uno Stato democratico”.

Il “saggio” Ministro Gentiloni invece alla domanda ha risposto che non poteva mica leggersi tutta la dlibera pertanto questo particolare gli era sfuggito.Povero Gentiloni,non poteva leggere tutti gli incartamenti,e non per cosa lo paghiamo?….profumatamente!!!!

Vi sembra questa democrazia?

E noi?

Che faremo?

Ma non siamo quella generazione dove ci han detto che internet era il futuro?Non ci hanno detto che senza questi computer e senza saper comunicare in questo modo saremmo rimasti indietro tagliati fuori dal Mondo?

La cosa assurda è che se questa restrizione ci sarà,avverrà solo in Italia,e L’Europa che fa?

A questo punto ci sono due speranze,o che L’Europa ci prenda pubblicamente a sculacciate,o che scendiamo davvero in piazza.Ma sul serio.Come fanno i francesi,talvolta a noi cosi lontano,ma talvolta come vorrei,cosi vicino.Pronti a ribellarsi.Pronti a protestare contro uno Stato sempre meno libero e sempre meno democratico.

DANIELE PERELLO

13 Novembre 2007

Grazie Enzo…

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 10:20

 

A Milano è morto Enzo Biagi, Una colonna del giornalismo italiano.
Penso sia inutile parlare della vita giornalistica dell’uomo, ma preferirei soffermarmi su quella umana, specie quella riguardante l’ipocrisia delle persone dinanzi alla morte.
Un uomo e un professionista che,  negli ultimi anni, fu costretto a sopportare la gratuita amarezza del discredito pubblico quando, appena eletto, il neo-presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, puntò il dito contro Daniele Luttazzi, Michele Santoro e lo stesso Enzo Biagi, per quello passato alla storia come “l’editto di Sofia”.
Da allora il giornalista non è comparso in Rai che pochissime volte. La prima a “Che tempo che fa”, il 22 maggio del 2005, durante la quale, in diretta, con gli occhi lucidi, disse davanti alle telecamere: “Rifarei tutto come prima”. Qualche mese dopo, il 21 ottobre, tornò come ospite a “Primo piano”, per raccontarsi: oltre due milioni gli italiani che lo seguirono.
Da vecchio partigiano, Enzo Biagi scelse la Resistenza come tema della prima puntata di RT - “Rotocalco televisivo”, il programma realizzato in coproduzione con il Tg3 -, che su RaiTre dal 22 aprile di quest’anno lo riportò sugli schermi della tv pubblica. “Buonasera,scusate se sono un po’ commosso e, magari, si vede”, disse aprendo la puntata. “C’è stato
qualche inconveniente tecnico e l’intervallo è durato cinque anni”.
Cara Lucia penso che la mia vita si stata felice, ma il conto è arrivato tutto d’un colpo. Tu mi hai lasciato, Anna (la figlia) è morta all’improvviso, e io sono stato calunniato e offeso nel mio lavoro”. Una vicenda che lasciò il segno, e che ancora oggi riaccende la discussione politica.
E oggi davanti alla morte cosa dice il Cavaliere?«al di là delle vicende che ci hanno qualche volta diviso», rendo «omaggio ad uno dei protagonisti del giornalismo italiano cui sono stato per lungo tempo legato da un rapporto di cordialità che nasceva dalla stima».
Penso che queste parole non meritino commento. Penso che davanti alla morte c’è un ipocrisia che non ha eguali.Penso che Berlusconi avrebbe fatto meglio a starsene in silenzio e pensare di sentirsi solo leggermente sollevato perchè almeno prima di morire Enzo Biagi è potuto tornare in televisione,non per merito del Cavaliere si intende,svolgere il mestiere che amava e lasciarci a noi qualche puntata in più di cronache di poesia storica e politica che lo hanno contraddistinto nei suoi splendidi anni di carriera giornalistica.

Grazie Enzo, sei stato un testimone del nostro tempo.

12 Novembre 2007

Il fattore “precarietà”….

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 16:28

L’ALTRO GIORNO GUARDAVO IN TV LA TRASMISSIONE LE IENE, QUANDO SI SONO OCCUPATI DEL FATTORE PRECARIETA, ATTRAVERSO DUE SERVIZI; IL PRIMO RIGUARDANTE LA MANIFESTAZIONE DEL 20 OTTOBRE, E
IL SECONDO RIGUARDANTE LA MANIFESTAZIONE SVOLTASI A ROMA A FAVORE DELLE LEGGE 30.
ANALIZZANDO QUESTA MANIFESTAZIONE CI SAREBBE STATO BEN POCO DA DIRE,VISTO CHE STANDO AI NUMERI DELLA QUESTURA ERANO PRESENTI POCO PIU DI 60 PERSONE. LA MIA MERAVIGLIA NON è SORTA NEANCHE QUANDO è GIUNTO A DAR LORO MANFORTE L’ONOREVOLE PIER FERDINANDO CASINI,QUESTO PERCHè VISTE ANCHE LE PAROLE DEL PAPA,DIVENUTO ANCHE LUI SOSTENITORE DEI PRECARI,SPERAVO E PENSAVO CHE CASINI SEGUISSE A LETTERA LE PAROLE DEL PONTEFICE,EVIDENTEMENTE IN QUESTO CASO NON LO HA SEGUITO COME IN QUELLO RIGUARDANTE IL PROPRIO MATRIMONIO.
SONO RIMASTO A BOCCA APERTA QUANDO HO VISTO PARTECIPARVI I SEGRETARI NAZIONALI DI CISL E UIL E SONO RIMASTO DEL TUTTO ALLIBBITO SUCCESSIVAMENTE ALLE LORO DICHIARAZIONI.HANNO ENTRAMBI SOSTENUTO,DOPO AVER RICEVUTO DALL’INTERVISTATORE LUCCI,DOMANDE SULE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE DEI PARASUBORDINATI,UNO CHE QUEST’INNALZAMENTO CONTRIBUTIVO SERVE PER PAGARE LE GROSSE PENSIONI DEI DIRIGENTI,PER SECONDO CHE LORO ESSENDO GRANDI,ENTRAMBI DI 57 ANNI è NORMALE CHE CURINO PIù GLI INTERESSI DEI GRANDI,LORO COETANEI,PIUTTOSTO CHE DEI GIOVANI.GIURO CHE DOPO IL SERVIZIO,VISIONABILE ANCHE SUL SITO DELLE IENE,SONO ANDATO A DORMIRE CON MILLE PENSIERI CHE MI FRULLAVANO IN TESTA RIGUARDANTE IL SINDACATO E CON LA PAURA CHE TALVOLTA LA LOTTA DI NOI GIOVANI DVENTI UN PO LA LOTTA CONTRO I MULINI AL VENTO.
COSI HO RIFLETTUTO BENE SUL PROTOCOLLO DEL WALFARE CHE RIGUARDERà LA PROSSIMA FINANZIARIA E HO CAPITO CHE è STATO SBAGLIATO.SI PERCHè CAPISCO PERFETTAMENTE L’INNALZAMENTO DELL’ ALIQUOTA CONTRIBUTIVA DEI LAVORATORI A PROGETTO,CHE è PASSATA IN DUE MISURE AL 23 E AL 23,50%.PERò L ‘INNALZAMENTO CONTRIBUTIVO DEI PRECARI SAREBBE DOVUTO SERVIRE A PAGARE LE PENSIONE DEGLI STESSI PER DOMANI E SOPRATUTTO GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI.
Per ammortizzatori sociali si intende un complesso ed articolato sistema di tutela del reddito dei lavoratori che sono in procinto di perdere o hanno perso il posto di lavoro. Questo sistema è definito da specifiche norme di legge. Tra i principali troviamo la cassa integrazione guadagni (CIGS e CIGO), i contratti di solidarietà, l’indennità di disoccupazione e l’indennità di mobilità.
QUESTI AMMORTIZZATORI SOCIALI SAREBBERO SERVITI PERTANTO A FAR GODERE AD UN PRECARIO NEL MOMENTO IN CUI GLI SCADE IL CONTRATTO DI LAVORO,ALL’INDENNITà DI DISOCCUPAZIONE PER ESEMPIO,TALE DA PERMETTERGLI DI NON RIMANERE SENZA SOLDI IMMEDIATAMENTE MA DI ESSERE ASSISTITO ATTRAVERSO DEI SOLDI CHE LORO STESSI VERSANO. bHè QUESTO NON SI è FATTO.O NON SI è VOLUTO FARE.MI CHIEDO MA COME SIA POSSIBILE PENSARE CHE QUESTI ATTI NON SIANO NECESSARI PER PORRE VERAMENTE UNA SOCIETà COME LA NOSTRA IN UNA FASE DI SVILUPPO CULTURALE ADEGUATA.UNA SOCIETà DOVE L’UNICO INTRESSE SEMBRA ESSERE UNA CORSA ALL’ORO,UNA CORSA RISERVATA PERò A POCHI INTIMI DOVE IL LAVORATORE è SEMPRE L’ULTIMA RUOTA DEL CARRO,è IL PRIMO A PERDERE IL POSTO DI LAVORO, TALVOLTA PURTROPPO è ANCHE COSTRETTO A MORIRE PER UN POSTO PICCOLO CON UNA PAGA MISERA,SOTTOSTANDO AI GIOCHI DI UN AZIENDA CHE PORTA IL LAVORATORE A SVOLGERE IL PROPRIO LAVORO IN CONDIZIONI DI SICUREZZA PRECARIA.E POI DOPO?BUONGIORNO,BUONA SERA,CI DISPIACE,TROVEREMO UN POSTO PER LA MOGLIE.NO,LA VITA NON HA PREZZO. LA CORSA ALL’ORO DI CERTE AZIENDE VA RALLENTATA.
L’ONDATA DI POTERE ECONOMICI CHE INVESTE IL PAESE VA RALLENTATA,COME TUTTI I GRANDI LAVORI
CHE RIGUARDANO IL PAESE E LA CITTà,VEDI ENEL. STAMANE LEGGO IL GIORNALE E VEDO CHE CONFINDUSTRIA,NELLE VESTI DEL SUO PRESIDENTE,LUCA CORDERO DI MONTEZOMOLO,HA DECISO CHE STARANNO FUORI DA CONFINDUSTRIA TUTTE QUELLE AZIENDE CHE PAGANO IL PIZZO.BRAVO.APPLAUSI PER LUI.IGIORNALI LO ESALTANO.MI PIACEREBBE INCONTRARLO E CHIDERGLI,CARO LUCA CORDERO,AVETE SI DECISO DI PRENDERE PROVVEDIMENTI CONTRO CHI PAGA IL PIZZO,VA BENE,MA QUANDO DECIDERETE DI PRENDERE PROVVEDIMENTI SERI ANCHE CONTRO TUTTE QUELLE AZIENDE CHE SONO EVASORI FISCALI?QUANDO DECIDERETE DI FARLO CONTRO TUTTE QUELLE AZIENDE CHE HANNO LAVORATORI IN NERO?QUANDO CONTRO QUELLLE DOVE I LORO CAPI HANNO SOCIETà DI COMODO?
QUANDO CONTRO QUELLE AZIENDE CHE ASSUMONO LAVORATORI A PROGETTO MA IL PROGETTO REALAMENTE NON ESISTE MA è SOLO UN MODO PER PAGARLI MENO E FARLI ESSERE MENO TUTELATI? QUANDO DECIDERà ANCHE LEI DI COMBATTERE QUESTO ALLORA POTRO CREDERE CHE è AL FIANCO ANCHE
DEI LAVORATORI OLTRE CHE DELLE IMPRESE COME LEI SOSTIENE…MA QUANDO????!!!!

13 Ottobre 2007

Il milione

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 11:52

Un milione. Non è il libro di Marco Polo, ma il numero di persone presenti tra Piazza della Republica e P.zza S.Giovanni per manifestare a favore delle precarietà.
Un milione,non pochi,non tanti,ma un milione.Un milione di persone che dicono no alla flessibilità del lavoro,che vogliono una vita piena di possibilità e tutele come l hanno avuta i propri padri;un milione che dicono a: governo fermati,ascoltaci e rifletti
perchè bisogna rallentare questa corsa che potrebbe rischiare di portare il paese alle corde più di quanto non lo sia già.
Di storie di vita ce ne erano tante in piazza.C’erano i lavoratori delle Ferrovie,quelli del Pubblico,quelli di Poste,i metalmeccanici,quelli dei Porti,quelli dei Call Center. Il fenomeno schiavista del terzo millennio:il call center.
Un luogo che non ha la sua collocazione,si perchè se provate a chiamare l’operatore,che talvolta è solo un nome e un numero,non vi dirà mai da che posto risponde.Questo perchè l’interesse delle aziende(solitamente private che gestiscono talvolta anche appalti e sub-appalti pubblici),è non fare sapere dove fisicamente si trovi il luogo,e quell’operatore,che vi ha fornito nome e numero,nella maggior parte dei casi è solo quello ancheper i suoi capi;un numero di matricola,un robot che risponde sempre con la stessa canzone, che il giorno che comincia a stonarla,perchè magari sente di essere sfruttato allora
rischia anche il posto.E il rischio dov’è?il rischio è che un lavoro così,pagato massimo 800 euro al mese,ma solo per i più fortunati,a volte è sempre meglio di niente,perchè purtroppo talvolta niente è l’alternativa.E allora uno sopporta,si logora,non si sente rispettato,perde la fiducia in se stesso,e non solo nel lavoro,ma anche nella
vita privata.E allora resta li.Seduto.”"Pronto buongiorno sono Mario operatore 21414,in che cosa posso esserle utile??”e cosi via un altra volta,e un altra volta,e un altra ancora. Benvenuti nel call center!Il posto dove qualcuno pensa che si leggano solo tariffe telefoniche,o che per lavorare li basti essere poco preparati.Non è affatto cosi.
L’età media dei lavoratori è tra i 20 e i 40 anni,e talvolta ci sono per metà laureati e per metà diplomati.Le tariffe telefoniche riguardano solo quelle degli operatori nazionali,ma nei casi dei servizi Inps,Inail,Inpdap ed altri troverete operatori perfettamente preparati,talvolta anche più di un impiegato di sportello,quotidianamente aggiornati tramite breafing con ormai la possibilità di svolgere qualcunque tipo di servizio.Avrete cosi la possibilità di risolvere il problema non recandovi più agli sportelli locali,bensi direttamente da casa o da lavoro.E poi ce ne sono altri:quelli che devono vendere pachetti:Sky.Mediaset Premium,Carte di Credito ed altre che nella maggior parte dei casi non guadagnano più di tre euro l’ora,e che per prendere una piccolapercentuale,ci telefonano tentanto di venderci dei pacchetti portandoci talvolta fino
all’esasperazione.In quel momento dovremmo avere più cuore,capire e sapere che hanno ridotto noi giovani,i vostri figli,come dei vuncumbrà. Questo è il mondo dei precari.Un mondo che una canzone rap dei prima anni del secolo definisce :<<l mondo che non c’è,è qui di fronte a te>>.E’ lo stesso mondo dove qualcuno ritiene che sia giusto il pacchetto Treu,la legge 30,la flessibilità del mercato del lavoro. E’ lo stesso mondo che questi qualcuno non conoscono,ne per informazione personale, nè tantomeno perchè un proprio figlio o un proprio parente ci abbia mai messo piede.E’ anche lo
stesso qualcuno se ci mette piede lo fa per dirigere,e le loro situazioni lavorative non sono mai le stesse,anzi.E’ il mondo che corre,che ci sfugge di mano,è il mondo al quale,scendendo in piazza in un milione,abbiamo chiesto di ascoltarci,di fermarsi a
riflettere.Perchè questo mondo,questo terribile mondo intricato può essere studiato, conosciuto,interpretato,trasformato e essere messo al servizio dell’uomo,del suo benessere, della sua felicità.E’ un sogno?Forse si,ma di uno di quelli che può riempire degnamente una vita.

DANIELE PERELLO

« Precedente

Funziona con WordPress