Daniele Perello

7 Maggio 2009

SILVIO, VERONICA,LA STAMPA, LA SINISTRA, L’ITALIA..SEX AND CITY IN CITTA’ NON SI PARLA D’ALTRO!

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 18:29

 Per fortuna il mio razzismo non mi fa guardare quei programmi demenziali con tribune elettorali.
Cosi potrebbe iniziare questo mio intervento molto ironico, con le stesse parole della meravigliosa canzone del grande Battiato.
Veronica Lario vs Silvio Berlusconi, in città non si parla d’altro, Franceschini non parla d’altro, la Sinistra non parla d’altro, ma Porta a Porta no, Matrix neppure tanto che le sere seguenti scelgono di accantonare l’argomento parlando dei nuovi fenomeni televisivi prima e dell’influenza suina poi.
Trovata meravigliosa, ma ancor di piu quando dopo tre gg , Vespa dedica una puntata dal nome Berlusconi si racconta, senza neppure una domanda sull’argomento.
Tutto cio è meravigioso, geniale direi.
Personalmente per vari motivi riconosco che secondo me sia giusto non parlare della vita privata dei politici, delle loro situazioni, però riconosco come questo modello di applicazione sia completamente diverso di persona in persona, e mi giunge alla memoria il buon Sircana, non solo con video amatoriali, ma addirittura quando Vespa invitò un Trans in tv chiedendogli proprio particolari privati sugli uomini di governo.
Su Berlusconi e la Lario quindi sono fatti loro, e in casa si risolvessero i loro problemi, anche perchè non è che Santa Veronica da Arcorei abbia raccontato qualcosa di nuovo.
In primo perchè che Berlusconi era un puttaniere di ragazzine della tv lo sapevamo tutti e lei per prima, in secondo perchè oggi , evidentemente con i suoi 72 anni, viagra a parte il presidente perde colpi, e lei nei suoi 46 anni ne risente sicuramente, terzo perchè ramanzine dalla Lario, che per prima è stata al gioco, che gli ha permesso di divenire chi è , e come anche direi , visto che si è rifatta tutta, e oggi, la nave affonda e lei forse cambia scialuppa.
Candidare la Lario sarebbe un grande spostamento mediatico??? io dico che sarebbe un errore politico.
Si perchè politica non tutti possono farla, e lei per prima .Sarebbe l’esempio darwiniano del transformismo.
Franceschini?…un minuto di silenzio!Tutta la sinistra?..anche due!!!
Si perchè non si puo pensare di sconfiggere Berlusconi ne con argomenti bassi, ne tanto meno “sfidandolo ” sui media, dove è chiaro ne detiene quasi il monopolio.
Penso inoltre che anche l’anti Berlusconismo come cavallo di battaglia, possa divenire un cane che si morde la coda, perchè il governo Prodi ne fu l’esempio, di come tutti uniti, senza un programma , ma contro Berlusconi…e dopo un anno tutti a casa.
Cio su cui dobbiamo sconfiggere gli avversari politici è sui programmi, sui temi, sulla nostra propositività che oggi manca sempre di più.
Berlusconi ha parlato a Porta a Porta per un ora della tratta ferroviaria Roma Milano in sole 3 ore, del fatto che entro fine mandato ce ne sarà un altro su quella tratta in giornata e cosi anche da Milano a Torino.
E nessuno, e dico nessuon, dei giornalisti in sala è stato capace, o volenteroso di fargli la più classica delle domande.
Mia nonna, parlando dell’italiano mediamente informato, avrà pensato che berlusconi abbia detto una gran cosa, ma in realtà ha detto un eresia.
Perchè il problema dell ‘Italia è che c’è solo una linea ferroviaria, quindi per fare passare tutti questi treni dove lor signori viaggiano in sole tre ore, chi si ferma per farli passare??I poveri pendolari, che accumulano ritardo su ritardo.
Quindi Berlusconi va combattuto su queste cose, ricordandogli che per esempio che il Ponte di Messina non è necessario non perchè lo dice il verde di turno, ma perchè bisgona investire al sud sulla rete autostradale che oggi ancora è indietro di molti anni rispetto ad altre strade di Europa, e che c’è bisogno di grandi investimenti come la Tav, il tratto di Mestre, e i collegamenti dell entro terra delle grandi autostrade del mare sia a Civitavecchia che a Genova.
Ora per esempio, dopo i tragici episodi dell abbruzzo, lui con un colpo di mano appare straordinario dicendo che non aumenteranno le tasse.Nessuno però ha ragionato sul fatto che però i soldi nel bilancio dello stato vengono spostati da un capitolo all atro, pertanto lui li ha presi ugualmente, e da dove?Da lavori vecchi come la pietra, come la Civitavecchia Orte, o l autostrada per Livorno, che tanto hanno aspettato e possono continuare a farlo.
Personalmente , e solidarmete avrei preferito un aumento di tasse dovuto da questa tragedia che è avvenuta in Abruzzo piuttosto che ritrovarmi con una nazione dove le infrastrutture mancano.
Attraverso i progetti e le infrastrutture riparte il cantiere Italia, e da qui dovrebbe partire il cantiere sinistra.
Quindi non mi interessa del divorzio, della Lario, se Berlusconi va o non va con la Garfagna(e se ci va fa bene , sfido qualsiasi uomo a dire il contrario), ma mi interessa di questa patria , povera, schiacciata sempre di piu da ingiustizie, da mancanza di lungimiranza politica, da una classe dirigente adeguata, dal gossip ,dai media, dalla malastampa e dalla malapolica.

DANIELE PERELLO

20 Marzo 2009

WHAT IS PRESERVATIVO???

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 17:14

 

“L’aids in Africa, e nel Mondo , non si risolve con il preservativo, ma con il sesso  solo tra coniugi, con cure , sensibilizzazioni e preghiera”.
Queste le parole di Papa Benedetto XVI, nel suo viaggio in Africa, un territorio dove un bambino su tre, muore all’anno di Aids.
Neanche il più “geniale” Obelix poteva immaginare di creare un giorno una più grande “pozione di utopia”.
Si perchè di utopia nera si parla.
Utopia perchè la Chiesa Cattolica , per un principio che non esiste, ne raccontato su nessuna scrittura ,nè tanto meno da nessun Dio , rigetta l’ uso del preservativo per cosi dire a “partito preso”.
E’ utopia perchè è da folli parlare alla gente e non essere al passo con i tempi che si vivono:faccio politica personalmente e io per primo non parlo ne di mao ne di marx perchè sarebbe utopico e distante dagli attuali problemi della gente, e un organo ,come la Chiesa che parla solo di sesso tra coniugi, è estremamente ridicola.
Io penso che sia ridocolo chi sostiene queste teorie e cosa ancora più grave penso che chi ne parla lo sappia di essere , ma lo fa cosi, solo perchè si ha paura di cambiare un organo istituzionale che è la più grossa casta del Mondo.
E’estremamente “comico”, sentire parlare di sesso e responsabilità, proprio colui che (vedi foto), di responsabilità ne potremmo parlare per giorni e giorni, ma non al bar, magari piuttosto davanti ad un tribunale dei diritti umani.
L’utopia diventa nera, perchè portare avantio queste teorie e non parlare in modo diretto, porta all ignoranza, alla disinformazione, e alla morte, perchè di Aids, la malattia del secolo, si muore.
Il giorno in cui, ci sarà un papa che , parlerà di sesso protetto, di omosessualità, di reali problematiche del Mondo , proponendo soluzioni reali, allora quel giorno , sarà un grande passo per l’umanità.
L’altro giorno, parlando con delle persone credenti, che rispetto profondamente, parlavo di come il “loro ” Papa avesse trascorsi nell esercito più spietato della nostra storia e queste persone me lo hanno giustificato dicendo che la sua opera era importante perchè portava la benedizione di Dio a quei poveri ebrei che andavano a morire.
Pensavo che l’ignoranza umana avesse un limite, quel giorno cambiai idea.
Penso che quindi ogni società ha il governo che si merita, e altrettanto vale con il Papa che si merita.
Quando arriveremo a quel giorno, se ci sarò, sarà felice di esserci, e fino ad allora continuerò si a credere , ma a nulla di terreno e fatto dall’uomo.

DANIELE PERELLO

15 Marzo 2009

UNO DEI MIGLIORI FILM DELL ANNO!

Archiviato in: 6 - Cinema & Teatro — admin @ 17:22

 

“Giulia non esce la sera”, il nuovo film di Giuseppe Piccioni sul disagio esistenziale, ha come protagonisti Giulia e Guido.

Piccioni torna dopo 5 anni(La vita che vorrei), con ugualemte riflessivo ed inquietante , ma a mia vista più maturo ed introspettivo.

Giulia è un’istruttrice di nuoto in libertà vigilata, Guido uno scrittore dalla fievole vocazione.

Lei, isolata dal mondo, cerca disperatamente un contatto con la figlia.

Lui, uomo dalla vita apparentemente perfetta, non ha un reale coinvolgimento col mondo che lo circonda. Poco o nulla sa perfino della sua famiglia.

I due si incontrano ai bordi di una piscina: l’uno per imparare a nuotare in acqua, l’altra per non affondare nel reale.

Giulia è una donna che ha distrutto tutto ciò che di bello la vita le ha offerto, compresa se stessa, buttandosi a capofitto in una storia sbagliata per cui ha abbandonato marito e figlia e che l’ha portata ad uccidere.

Giulia ha due occhi azzurri come il mare, ma profondi come un pozzo dove in essi, una straordianria Valeria Golino, racchiude perfettamente la visione di ciò che il regista voleva esprimere.

Guido scrive libri che nessuno conclude, abbozza personaggi cui non è in grado di dare una vero senso lasciandoli appesi tra intenzione e fantasia, metafore di una vita mai spesa.

Un ottimo Valerio Mastandrea racchiude un personaggio con mille sfaccettature: un uomo triste e pessimista, un uomo che non ama più da molto tempo e che nenanche con la figlia riesce ad istaurare un rapporto o una comprensione, perchè si sa quando non si ama se stessi, non si possono amare gli altri.

Allo stesso tempo è un uomo deluso dalla vita, dal sapere che le persone a lui più vicine ,non si interessano alle sue cose; un uomo politicamente scorretto che disprezza i compromessi del suo lavoro e della vita stessa, con delle alternanze di grandi sogni passati, vedi la storia dell uomo dell’ombrello, cioè la sua voglia di innamorarsi e perdersi, magari con un pretesto , magari sotto un diluvio.
Piove, tu che pensavi che non pioveva più.

Un uomo pronto a rimettersi in gioco, a mollare tutto, a prendersi le sue responsabilità: azzeccate la frase che gli rivolge la secondina fuori il carcere dove lo ringrazia di non essere scappato, e stupenda quando lui a mare si rivolge a lei dicendole con tono autoritario e forte:”Guarda che non riesci a tirarmi giù. Nemmeno tu ci riesci”.
Entrambi i protagonisti oscillano tra il disperato tentativo di aprirsi riuscendo finalmente a cambiare le loro esistenze e il rifugiarsi in una ormai abitudinaria rassegnazione alla solitudine.

In molte inquadrature i due personaggi sono ripresi attraverso vetri quasi a simboleggiare un’immersione soltanto apparente in un mondo di cui non fanno parte.

Molte altre scene incorniciano i due in piscina, una realtà parallela fatta di bordi vasca che, ancora una volta delimitano il loro mondo privato e quello di tutti gli altri, e di acqua, solo lì la stessa Giulia ammette di sentirsi “un po’ meglio”.

Le scene che li ritraggono insieme vedono Giulia e Guido soli (al mare, a casa di lui, in macchina) o isolati dalla vita circostante (tramite vetri o acqua) dando alla loro storia un alone surreale che li rende simili ai personaggi del nuovo romanzo di lui appesi tra immaginario e concreto.

Nelle scene finali sembra assistere ad un riscatto di Guido che, per la prima volta, si impone sul mondo compiendo una scelta piuttosto che adattarsi alla vita che gli scorre intorno.

Azzeccata la scelta dei Baustelle per la colonna sonora avendo questi un tono emotivo molto vicino a quello del film.  Così come “J’entend siffler le train” di Richard Antony che canta un uomo  che “non ha fatto niente” per tentare di cambiare le cose e bella anche la canzone di chiusura, Piangi Roma, con un duetto di Francesco Bianconi e Valeria Golino.

Insomma…un film che lascia l’amaro in bocca per i personaggi che non riescono a imporsi sulle loro vite non stabilendone la rotta e per il quadro di relazioni umane che dipinge: indifferenza, ipocrisia, solitudine, rimorsi…i mali di oggi.

ALESSANDRA RUGGERI

DANIELE PERELLO

9 Marzo 2009

UNA NUOVA FASE SINDACALE

Archiviato in: 3 - Economia & Lavoro — admin @ 21:39

 

Con l’Accordo del 22 Gennaio 2009, e la successiva legge sul diritto di sciopero nel trasporto, si apre una nuova stagione di relazioni industriali.
La continuità dell’azione di Governo, in un’ottica europea (vedi il Libro Verde del Lavoro), sta creando numerose spaccature nel mondo sindacale e nella società civile, alimentando ansie e paure da una parte, ed un intento riformista e innovatore dall’altro.
L’Accordo del 22 Gennaio 2009, relativo alla riforma sulla struttura della contrattazione collettiva, riprende, con alcune sostanziali modifiche, le linee del Protocollo di Luglio 1993, che ha regolato fino ad oggi la politica dei redditi.
Il punto di maggior discussione, sulla quale c’è stata il dissenso, che ha portato alla mancata firma, della Cgil, è l’abbandono dell’inflazione programmata e la presa a riferimento, per la tutela del potere d’acquisto dei salari reali del c.d IPCA (indicatore depurato dal prezzo dei prodotti energetici importati).
Già, il protocollo del Luglio 93, aveva mostrato alcune crepe nel suo impianto, visto la disattendibilità dell’indice di inflazione programmata, sempre difforme da quella reale, ed il mancato recupero, visto i ritardi nei rinnovi dei contratti collettivi nel biennio economico.
La conseguenza, dati alla mano, è stata una perdita del potere di acquisto del reddito di lavoro dipendente dal 93 ad oggi.
L’indice IPCA (Indice dei prezzi al consumo armonizzato per i Paesi dell’Unione), sembra essere un indicatore più vicino all’inflazione reale, e, con il rinnovo del 22 Gennaio, il recupero per l’eventuale discostamento dall’inflazione reale avviene nel triennio.
La durata del Ccnl, sia per la parte normative che economica, diviene dunque triennale (questa altra modifica radicale), con la possibilità lasciati ai contratti collettivi aziendali, di derogare, in situazioni economiche o occupazionali difficili, al contratto collettivo nazionale di lavoro(punto 16 dell’accordo)
Viene poi affidata alla contrattazione territoriale o aziendale (ma questo era già previsto dal Protocollo del luglio del ‘93) la possibilità di distribuire reddito legato a produttività, incrementi di qualità e redditività.
Chiaramente, la paura delle parti sociali e della dottrina, che criticano questa struttura, è legata alla bassa diffusione e concentrazione della contrattazione collettiva aziendale (che copre nel nostro territorio circa il 30%), che lascierebbe i lavoratori delle aziende che non hanno un secondo livello di contrattazione, privi di tutela (con la conseguente perdita del salario reale).
Per questi lavoratori, verrà garantito un elemento perequativo (altro elemento innovativo),stabilito a livello centrale, volto a coprire quel differenziale, nell’ottica di garantire quanto più possibile, il mantenimento del potere d’acquisto del salario reale.
Quasi che il nuovo accordo sia una scommessa sulla possibilità di rilancio dell’economia affidato alle imprese ed ai lavoratori, che insieme produrranno ricchezza, reddito e produttività, che verranno redistribuite tra lavoratori.
L’azione del Governo dovrà essere quella di garantire l’agevolazione della contrattazione di secondo livello, attraverso misure tese ad incentivare la produttività (come ad esempio gli sgravi decontibutivi sui premi di redditività e di produttività).
Tuttavia, un disegno da condividere, senza nessuna paura e nessuna chiusura conservatrice, che responsabilizza le imprese che si muovono all’interno di un mercato sempre più concorrenziale e differenziato a livello territoriale.
In sostanza, l’Accordo è molto simile a quello del ‘93 per forma e struttura, ma cerca di introdurre alcuni elementi (vedi ad esempio la bilateralità, intesa come possibilità di un Welfare a sostegno di quello pubblico) tarati su un momento di congiuntura economica negativa che richiede ampi sforzi comuni per il rilancio del sistema Paese.
A livello economico, viene confermata quindi, la centralità del livello nazionale di contrattazione (come nel ‘93), ma si cambia l’indice che legava l’incremento della retribuzione alla dinamica inflattiva (Ipca, anzichè inflazione programmata).
La mancata firma della Cgil, condivisibile o meno, rischia di irrigidire e vanificare lo sforzo di cui sopra, e ricorda i tempi tipici delle lotte sindacali del ‘68 o 70, quando, in presenza di un sistema industriale fordista legato alla “fabbrica”, l’operaio era considerato la parte debole del rapporto di lavoro.
E’ chiaro che il conflitto deve rimanere il “sale” e vivo nelle relazioni industriali, ma la conflittualità deve essere sempre propositiva e legittima, e soprattutto deve prendere a riferimento il momento contingente, affinchè le parti si assumono la massima responsabilità.
In questo momento storico, di crisi economica, con un sistema produttivo non più fordista ( vedi la terziarizzazione, i processi di esternalizzazione, di decentramento produttivo, il disegno e l’esigenza di un ottica federalista), l’esigenza è quella di mantere relazioni sindacali partecipative, non solo basata sull’elemento salariale, ma convergente su altri elementi (rilancio di politiche attive, partecipazione dei lavoratori alla vita aziendale, adattabilità del lavoratore in un mutevole mercato, bilateralità,innovazione).

GIORDANO RAPACCIONI

23 Febbraio 2009

MILK, PEEN E SANT

Archiviato in: 6 - Cinema & Teatro — admin @ 17:35

 

“Sono qui per reclutarvi tutti”.
Cosi inizia il viaggio attraverso gli ultimi 8 anni di vita di Harvey Milk grazie al viaggio cinematografico offertoci dalla coppia Gus Van Sant e Sean Penn.
Un film che racconta una storia vera, quella del primo consigliere comunale dichiaratamente gay negli Usa degli anni 70, e che avviene attraverso modi e luoghi comuni oggi ancora attuali.
Un film condotto da Gus Van Sant in modo esemplare e particolare.
Completamente innovativa la ripresa delle immagini in movimento e sensazionale la scelta di tanti fotogrammi in riquadro nella scena della divulgazione di massa della campagna elettorale avvenuta al telefono, in perfetta coppia con un abbigliamento tipico anni 70-80.
Gus Van Sant torna ad un grande film dopo i non compianti Cobain e Paranoid Park.
Già in Cobain aveva fatto capire di essere un regista che voleva affrontare le vite delle persone passando da un cinema classico, se pur ribelle come le sue due prime pellicole, Scoprendo Forrest e Will Huntig genio ribelle, ad un cinema inchiesta, un cinema verità.
Qui c’è riuscito perfettamente raccontando la storia di un uomo che è stato un icona per il mondo gay nel mondo, ma altrettanto sconosciuto all’universo etero.
Magistrale la scelta di dialoghi, come nel caso della decisione di Milk di passare ad un abbigliamento più classico, oppure la stessa critica che rivolge al ragazzo di indossare i pantaloni più attillati e mai la giacca, oppure quando “politicamente “parlando suggerisce di parlare con il cuore piuttosto che con un discorso stretto.
Sean Penn , una garanzia, un attore che dopo i 45 e dopo qualche film definibile di nicchia, ha trovato la sua maturazione cinematografica, specialmente nei film inchiesta, cosi duro da bucare lo schermo, alternandosi o offrendosi alla platea sia in versione comica che sex symbol.
Ma il film Milk non è solo questo.
E’ un racconto, della vita di molta gente, di chi quotidianamente ha lottato e lotta contro un emarginazione ridicola e precostituita , di chi subisce violenze, di chi cerca di giungere ad obiettivi e incontra qualcuno che lo aiuta e altri che distruttivamente si mettono contro.
Praticamente è il racconto del Davide contro Golia che quotidianamente abbiamo dentro noi, e che viviamo sul posto di lavoro, ma anche di quella triste realtà messa davanti a noi da esponenti politici, di destra e sinistra, con le loro stupide e inutili dichiarazioni, o con le provocazioni di qualche rappresentante ecclesiastico.
Allo stesso tempo è anche una critica a chi non si impegna, a chi pensa che i problemi siano distanti da lui o che lui non possa risolverli, o di chi, attraverso i movimenti, per secoli ne ha visto solo il ruolo giocoso e divertente.
Un film inchiesta, che dividerà, che sicuramente farà parlare a molti, anche a sproposito, anche troppo gratuitamente, anche solo ad un idiota che nella vostra stessa sale potrebbe fare il buon samaritano dinanzi ad un bacio gay , ma allo stesso tempo emozionante, uno di quelli che ti lascia qualcosa.
Ti lascia il sapore di libertà, di sognare sempre in un mondo migliore, di battersi per le minoranze, di credere in te stessi, perché non sempre conta vincere ma conta esserci nella storia, ti lascia il rimpianto di dire vorrei esser stato li, o  l’emozione di vedere due occhi blu gonfi di emozione della persona che vi siede accanto, e il pensiero di sentirti spronato a fare ciò che fai quotidianamente con più voglia, con più carica, con tanta voglia di dire ci siamo anche noi, cominciare a discutere, in questa società poco libera e troppo egoista,  più sul noi che sull’io.

 È in questo clima di egocentrismo che Gus Van Sant racconta la storia di un uomo che sacrifica la propria individualità per il benessere degli altri allo scopo di dar voce ad una rivoluzione tutt’oggi in atto.

La storia di un eroe, un uomo normale, che merita rispetto e considerazione per l’impegno in favore degli omosessuali di cui è stato portavoce e difensore, nonostante le difficoltà dovute a pregiudizi e ignoranza, nel pieno della crociata omofoba guidata da Anita Bryant.

 Potente è la scelta di scandire i momenti salienti della storia di Milk con l’intenso dramma della Tosca sottolineandone le similitudini: il politico rivoluzionario e sognatore, l’amore, l’inganno, il triste epilogo.

Per questo il finale è così toccante.

Gli occhi di Harvey, un istante prima della morte, guardano l’insegna della Tosca. Alle spalle, un altro uomo tormentato dallo stesso disagio: la paura di non essere compreso, di essere emarginato.

Un uomo che però sceglie di uccidere piuttosto che rendere la propria diversità un esempio.

 Una storia gravemente attuale.

Il racconto di Harvey Milk che 30 anni fa si batté contro la  Proposition 6, il cui scopo era impedire agli omosessuali di insegnare nelle scuole pubbliche, ha infatti molte analogie con la presente Proposition 8 e le proteste che ne sono seguite.

La Propostion 8, votata in California pochi giorni prima che “Milk” fosse nelle sale USA, ha messo al bando le recente legge sui matrimoni gay entrata in vigore appena nel giugno 2008.

La realtà del tema e la bravura del cast ha fatto sì che il film entrasse subito nell’occhio del ciclone portandolo a ben 8 nomination: miglior film, miglior attore protagonista, miglior regia, miglior attore non protagonista, migliore sceneggiatura originale, montaggio, costumi e colonna sonora.

E’ stato un piacere, questa mattina, sapere che “Milk” ha ottenuto due importantissimi Oscar.

Quello come miglior attore protagonista per Sean Penn che, nel suo discorso  per la vittoria, ha sostenuto la Proposition 8 affermando “dobbiamo avere gli stessi diritti”.

E quello per la miglior sceneggiatura originale per Dustin Lance Black .

Per Black, dichiaratamente  omosessuale, è stato un premio particolarmente sentito poiché la storia di Harvey Milk ha rappresentato una speranza che gli ha permesso di vivere meglio la sua vita.

Permettendomi un piccolo sogno ad occhi aperti, chissà, forse, se il film fosse uscito prima del referendum americano, questo avrebbe avuto un esito diverso.

Permettendomi una speranza che non si spegne, ma piuttosto si alimenta quotidianamente, immagino che Gus Van Sant e Sean Penn, dando voce alla causa di Harvey Bernard Milk e al suo  “sono qui per reclutarvi tutti” siano riusciti, se non a far cadere qualche pregiudizio, almeno ad instillare una fede nell’uguaglianza, parità di diritti e la convinzione che ciò che davvero conta è il sentimento tra due persone.

 Mi piace concludere con le parole che Milk, consapevole del rischio che correva, pronunciò durante la registrazione di una cassetta audio da ascoltare nel caso fosse stato ucciso e che vorrei fossero incise nel cuore di tutti coloro i quali lottano per un ideale:

 « Se una pallottola dovesse entrarmi nel cervello, possa questa infrangere le porte di repressione dietro le quali si nascondono i gay nel Paese ».

ALESSANDRA RUGGERI

DANIELE PERELLO

20 Febbraio 2009

ELUANA ENGLARO : UN CASO CHE HA FATTO DISCUTERE L’ITALIA

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 12:13

Solo oggi ho deciso di scrivere qualcosa su Eluano Englaro, per due motivazioni. La prima perchè penso che ci sia bisogno di un rispettoso silenzio iniziale nei confronti della famiglia, che come al solito in Italia è venuto a mancare, sia dai media che purtroppo da esponenti della classe dirigente politica che hanno fatto a gara per strumentare una vita dietro ideali politici; la seconda perchè penso che prima di parlare di un caso difficile, ci sia il doveroso bisogno di contare fino a dieci , ed io l ho fatto, almeno penso.
Non voglio scrivere le solite cose, o raccontare per filo e per segno quella che è stata la vicenda della Englaro e di suo padre dietro ai 17 anni di tribunale e cassazione, ma voglio soffermarmi su un altro aspetto, la libertà.
Un cittadino libero dovrebbe essere libero di scegliere, e non subìre indicazioni di legge.
Un cittadino libero dovrebbe scegliere liberamente, sia una cosa che un altra.
Questo atto di libertà si chiama Eutanasia, ma solo in determianti casi.
Poniamo di superare steccati ideologici e politici, ma solo reali, quindi senza super cattolici che ti dicano che solo dio decide la morte o super radicali che sventolino la bandiera della libertà di morire, poniamo che ci sia una legge, che al nostro 18 anno di età ci faccia coompilare un modulo sanitario, dove ci sono due voci:
1- in caso di morte se siamo favorevoli o meno alla donazione degli organi.
2- se finissimo in un coma profondo alimantati da una macchiana dopo 2 o 3 o 5 anni daremo l ok per staccare una spina.
Io penso che molti criticheranno questa provocazione, anzi questa proposta, ma io penso che sia veramente una scelta libera.
Libera perchè chi la vuol far la fa e chi non la vuola non la fa, libera perchè toglierebbe il peso alle famiglie di prendere decisioni difficili e inpensabili, libera èperchè siamo noi stessi a farlo nel pieno delle nostre facoltà giuridiche ,mentali e salutari.
E’ la non regolamentazione che crea il problema.
Io per esempio ho scritto la risposta a queste due cose, favorevole ad entrambi, nel primo cassetto della mia scrivania, che sicuramente non sevirà legalemente a niente, ma nel caso in cui mi accadesse qualcosa, forse smuoverebbe molta opinione pubblica.
Nel film Le Invasioni Barbariche, di Denys Arcand, viene raccontato con ironia e con grande passione la storia di una vita, e di un uomo ai presi con questo processo.
Un film che consiglio di vedere e con il quale riflettere.
I miei articoli come sempre creano grande discussione e mi auguro che anche questo, apra un bel dibattito.

DANIELE PERELLO

6 Febbraio 2009

IO NON HO PAURA

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale, 2 - Politica Locale, Senza categoria — admin @ 19:18

Non è il titolo ne del libro di Ammaniti, ne dell’ omonimo film di Salvatores, bensi’ una considerazione sull’ introduzione dello sbarramento al 4% per le Elezioni Europee.
Premetto che se pur da una parte è vero che una democrazia non dovrebbe rinchiudere il pensiero in poche correnti, e che gli estremismi possono rivelarsi costruttivi, considero per me, errato, manifestare contro perchè ci si sente messi in disparte.
Perchè?Perchè oggi sono convinto che per cambiare il Mondo non serve ne dire no, ne autoconvincerci di essere diversi e migliori degli altri, ma dimostrarlo , governando.
Quindi i nuovi Partiti che ora nascono, il mio per esempio, La Sinistra, ed altri che da una parte e nell’altra si raggrupperanno in fusioni o federazioni elettorali, secondo il mio modesto parere lanciare il messaggio della paura di non farcela, di non proporsi come forza politica in grado di governare, si rischia con il perdere già in partenza.
Le ultime elezioni hanno dimostrato che anche senza particolari leggi di cambiamento della soglia si può star fuori dal Parlamento perchè il popolo, sovrano, l ‘ha deciso.
E allora cosa fare, combattere per le cause giuste, quelle che davvero mifanno paura.
Io non ho paura di uno sbarramento, ma ho paura di leggi che consentono a cittadini di fare ronde autorizzate dallo stato, ho paura che se i medici denunciano ch si presenta all ospedale forse rischiamo di avere morti o parti in mezzo alla strada, ho paura quando nelle città le fabbriche chiudono semrpe più, ho paura quando è sempre più difficile arrivare alla terza settimane del mese, ho paura delle infiltrazioni mafiose nei territori, di chi con un fucile uccide un suo concittadino, di ragazzi che si accoltellano fuori le discoteche epr uno sguardo, di chi non legge più un libro e di tante altre pagine buie che questo paese, purtroppo, sta scrivendo.
Questi sono motivi per cui manifestare e lottare, questi sono alcuni dei motivi che la gente sente cari e per i quali una classe dirigente deve dare risposte.
Da queste motivazioni i nuovi partiti devono nascere per cambiare le sorti e la cultura di questo Paese.

DANIELE PERELLO

2 Febbraio 2009

CHI SALVA LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE ???

Archiviato in: 3 - Economia & Lavoro — admin @ 11:56

In una situazione di crisi come quella attuale, dovuta alla carenza di liquidità finanziaria sul mercato, gli operatori economici ed i policy makers si interrogano su quale è il futuro delle imprese.
Si sente oggi frequente parlare del settore auto, il quale  vive una situazione negativa negli Stati Uniti d’America (vendite a Gennaio del 40% in meno rispetto allo stesso mese del 2008) ed anche in Italia non sembra certo avere buone prospettive.
Si annunciano nel bel Paese 60 mila posti di lavoro in meno nel settore auto se non si prendono a breve provvedimenti. Il Governo è intervenuto subito ai ripari prevedendo un sistema incentivante (ecobonus) nella rottamazione e conseguente di un’auto.
Un sistema virtuoso che può arrivare fino ad un bonus di 1500 euro a secondo della riduzione di emissione della C02 emessa dalla nuova auto.
E’ chiaro il messaggio del Governo: aiutare il settore auto, trainando il comportamento del consumatore nell’acquisto di un auto a forte capacità “ecoligica”.
Il decreto anti - crisi poi, diventato legge in questi giorni, mette in campo anche azioni tese al potenziamento degli ammortizzatori sociali, su tutti l’indennità di disoccupazione per gli stati di temporanea crisi di mercato o riduzione di commesse (a condizione, si legge nell’art. 19 1 comma, che ci sia una quota finanziata dall’intervento degli enti bilaterali).
Si passa poi al potenziamento della Cassa integrazione guadagni straordinaria, fino ad arrivare a soluzioni tipo bonus famiglia…..
Un segnale quello del Governo, di responsabilità teso ad aiutare, imprese e lavoratori dipendenti ad uscire da un tunnel di cui non vediamo la luce.
E’ chiaro che, come sempre, a rimetterci sono le piccole medie imprese, le aziende dell’indotto, le micro aziende, che non hanno ammortizzatori sociali e si vedono costretti, nella fase negativa a tagliare posti di lavoro, non potendo sostenere gli oneri che derivano dal costo del lavoro dipendente.
L’80% del tessuto produttivo italiano è formato da piccole e medie imprese (se vogliamo anche da micro imprese), imprese a conduzione familiare, che sono il vero motore del tessuto industriale italiano e che ogni volta, sono le prime a sentire gli effetti devastanti del mercato.
Sono imprese formate con grandi sacrifici del datore di lavoro, spesso proveniente da una condizione di lavoro dipendente anche lui, il quale ha puntato sui suoi invenstimenti per arrivare a creare un azienda a sua immagine e somiglianza.
La condizione attuale che stiamo vivendo, al di là del settore auto, fortemente in crisi, risente anche della crisi dell’indotto su altri settori (vedi tessile, chimico, edile) e di certo le ultime notizie sulla spaccatura del mondo sindacale (vedi la mancata firma della Cgil sul protocollo degli assetti contrattuali), non fa che peggiorare la situazione.
Se aveva un senso precedentemente, la rigidità sindacale, in un periodo caratterizzato da forti divisioni politiche ed in un contesto diverso dal punto di vista produttivo (la grande fabbrica, i colletti blu contro i colletti bianchi, la standardizzazione dei processi produttivi), oggi può diventare un’arma potentissima nell’acuire gli effetti economici negativi.
Se avea un senso la rigidità delle regole che bloccavano, il mercato del lavoro, oggi non ce lo ha più, perchè il contrasto insider-outsider non fa altro che ridurre il turn-over del mercato, con la conseguente esclusione di alcune categorie (donne, giovani, over 50….).
Occorre soliedarietà, potenziamento degli ammortizzatori sociali, potenziamento delle politiche attive, innovazione nei metodi e nei processi produttivi, variabilità delle competenze e consocenze per ritornare ad essere grandi.
Si esce dalla crisi solamente con largo consenso, con il sacrficio di tutti, con lo sforzo comune di “fare”…….Ancora una volta il Bel Paese si è dimostrato politicamente e sindacalmente spaccato, diviso, lontano dal risolvere le conseguenze negative di una crisi profonda.

GIORDANO RAPACCIONI

14 Gennaio 2009

CRISI FIDUCIA..E DEFLAZIONE!!!

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 12:36

 

La crisi economica italiana, europea e mondiale, sta solo all’inizio.
Il culmine previsto per metà 2009, fa davvero paura; si parla di 2700000 posti di lavoro a rischio, aumento conseguente del tasso di povertà, esclusione sociale, aumento del debito pubblico.
Una crisi dovuta, al “modello consumistico” sbagliato, che vede la responsabilità del mercato che ha tolto via via la sovranità ai Governi nazionali nel decidere ed organizzare le scelte (non è escluso il comportamento della classe politica).
Il confondere consumo con “consumismo”, ci ha portati fin qua, fino all’orlo del precipizio!!!Oggi più che mai si vive con la “cultura dell’adesso” (la tendenza ad acquistare beni che poi subito dopo si getteranno via perchè ritenuti inutili o sorpassati dall’esigenze del mercato); chi non ha questa mentalità rischia di essere escluso; chi non segue la tendenza dei mercati diventa emarginato (a partire dai banchi di scuola, quando ai bambini si richiede il zaino o il quaderno della marca X o Y).
Si riduce la vita utile dei beni, non riusciamo a smaltire rifiuti (questo nessuno lo dice mai) perchè abbiamo troppi beni in eccesso che, vista la vita utile ridotta, subito dopo diventeranno rifiuti….
Non riusciamo più a programmare, ad avere obiettivi futuri, a fare scelte responsabili (appunto la “cultura dell’adesso”), perchè i mezzi di informazione, il mercato si sostituiscono alla nostra mente e pianificano per noi atteggiamenti e comportamenti.
A questo si aggiunge una legislazione sociale e del lavoro che non ci aiuta (vedi la tutela dei lavoratori nelle piccole e medie imprese) che non godono di ammortizzatori sociali, come cassa integrazione guadagni ecc.
Ci chiedono, giustamente di consumare, di cambiare atteggiamento, per ingrassare i meccanismi del consumo e far ripartire l’economia, ma siamo impauriti, abbiamo perso giustamente la fiducia, non credevamo che si potesse arrivare a tal punto.
Non consumiamo neanche più con i saldi, stiamo andando incontro ad una vera deflazione.
La deflazione è quel fenomeno, pericolosissimo, secondo la quale i prezzi scendono ed il consumo “paradossalmente” non ripartire; questo è dovuto al comportamento del consumatore, che aspetta che i prezzi scendono ancora di più e ritardano gli acquisti…Di conseguenza le imprese fermano la produzione e tagliano gli investimenti, attuando scelte di ridurre il personale.
Nella fase deflattiva, visto i prezzi al ribasso, il debitore è sfavorito (al contrario della fase inflattiva), ed è avvantaggiato il creditore, con la conseguenza che chi ha contratto un mutuo, è notevolmente tagliato fuori.
Abbiamo giustamente paura, ma dobbiamo ripartire, perchè siamo tutti nella stessa barca (lavoratori, imprese ecc…).
Il problema di questa crisi è dovuto solamente al modello culturale che ci siamo dati: la cultura del consumismo ci ha ridotti così; la sovranità dei mercati ha spazzato via ogni sistema riequilibratore, ha tagliato fuori la classe media…..Un problema culturale vero, di cui nessuno parla mai che va affrontato seriamente, prendendo coscienza sin dalla nascita, che si può vivere dignitosamente anche senza Zainetto di X o di Y,anche senza 3 macchine a testa, senza ricorrere a finanziarie per acquistare un cellulare…….
Bisogna oggi più che mai, parlare in famiglia di questi problemi, ritrovare la serenità del confronto, superare le tentazioni del mercato, leggere, documentarsi, integrarsi, socializzare (senza facebook possibilmente)!!!
Altro problema serio è quello dei social network (nella quale svendiamo la nostra “dignità”) e ci mascheriamo dietro un colpo di “click”, perchè ci sentiamo protetti, confidando aspetti privati della vita, senza conoscere persone ed identità…….
Resto scettico ed impotente davanti a queste forme “proibite di mercato” che ci stanno portando, senza accorgersene verso la deriva!!!

GIORDANO RAPACCIONI

17 Dicembre 2008

LA LINEA D’OMBRA…ITALIANA

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 15:44

 

Elezioni regionali in Abruzzo, proprio mentre a Pescara, arrestavano il Sindaco e il suo capo di gabinetto con l accusa di concussione e corruzione.
Vince il Pdl, perde il Pd, cadendo di dieci punti percentuali in merito alle ultime elezioni.
Vola l’Idv,stabile l Udc, cadono tristemente Prc e gli altri.
Gaparri interviene a Porta a Porta dicendo che il popolo ha scelto, e che il governo berlusconi per questo lavora bene;Veltroni sostiene che qualcosa non va e bisogna rivedere tutto; Fioroni dice che comunque tutto va bene perchè il primo partito(dichiarazione sul Corriere della Sera di stamane), Bertinotti parla di cambiare la rotta, perchè altrimenti Rifondazione alle europee in programma per Aprile si attesterà sottoil due percento.
Ma nessuno riflette molto sul dato più importante delle elezioni, hanno votato solo il 50% degli aventi diritto, il 15% in meno di un anno fà.
Un dato sconcertante, un dato che sempre più ci avvicina a quella classe americana alla quale sempre di più vogliamo assomigliare, un dato che evidenzia da un lato la distanza della gente dalla politica, ma sopratutto dai politici dalla gente.
In questo non voto c’è una società arrabbiata, satura , delusa e sicuramente in parte minore anche un pò menefreghista, ignorante, ma di sicuro c’è una volontà di punire tutti, Bertinotti, Gasparri, Fiornoi, Veltroni, ormai da troppi anni cavalcano le campagne elettorali, i partiti, le tribune elettorali, e proprio da li bisognerebbe cambiare, no?
Sicuramente non è sol quelloil male di una società , ma consegnare la politica alle nuove generazioni, a nuovi visi, a nuove idee, a contesti sociali più ampi, potrebbe portare quella ventata di fraschezza che di certo non è ne di Pietro nè tanto meno la sua antipolitica personale nei confronti del Cavaliere.
Di pietro è di destra, ma non è li perchè odia Berlusconi, non pùò essere rappresentativo di una sinistra che da troppo non parla.
Bertinotti, perchè amo guardare la trave nel mio occhio, piuttosto che una paglia nell occhio dell altro, sostiene che per le Europee la soluzione sia, una confederazione tra Rifondazione , Pdci, e Verdi.
Si ok,ma la Sinistra Arcobaleno, se pur senza i simboli che un federazione prevederebbe, non era questo?
Io la voglio, fortemente,una sinistra vera, socialista, rivoluzionaria, ma non può essere una scusa per reintegrare soggetti politici saturi.
Vendola e il suo documento sono stao un bel passo verso una sinistra, poi clamorosamente stoppato per altri motivi, ma questa è un altra storia, ma è stato solo un passo per far reintegrare in un nuovo partito soggetti che il popolo aveva punito, non eleggendoli neanche all Camera de Deputati.
Qualcosa di nuovo deve nascere, dai visi.
Cambiamo la politica non solo cambiando i partiti, ma cambiando i volti , le idee e il modo di fare politica.
Nanni Moretti in un suo celebre film urlava contro la tv a D’Alema “di qualcosa di sinistra”, oggi lo stesso sembra essere l’uomo della sinistra da cui ripartire.
Arriverà mai un cambiamento reale in questo paese?Iocredo di si, perchè credo nelle persone e sopratutto nelle nuove generazioni, e se la mia idea è un afollia, bhè , ma una di quelle in grado di riempire un esistenza umana.

DANIELE PERELLO

15 Dicembre 2008

GLI ERRORI SPESSO COMMESSI..in palestra!!!

Archiviato in: 7 - Sport, Senza categoria — admin @ 13:01

 

Molto spesso nelle palestre si commettono involontariamente degli errori che possono veramente mettere in crisi il nostro sistema osteoarticolare.
In questo articolo vi illustrero’ quali esercizi possono diventare molto pericolosi.
Il primo e’ il famosissimo twist(TORSIONE DEL BUSTO) il piu’ amato dalle donne per la sua efficacia di snellire le maniglie dell’amore.
Forse vi stupiro’ ma dovete sapere che questo esercizio e’ un vero killer in quanto in alcuni casi puo’ stirare eccessivamente le fibre cartilaginee che costituiscono il disco intervertebrale ed a lungo andare questi microtraumi possono causare seri danni al rachide,tra l’altro bisogna sottolineare che 10 minuti di twist o torsioni sono
inutili sia come scopo dimagrante sia come miglioramento del tono
muscolare addominale.
Il secondo esercizio e’ lo stacco da terra a gambe tese,quest ultimo e’ tra gli esercizi piu amati del body building il guaio e’ che troppo spesso viene eseguito in maniera errata.
Analizzando in maniera accurata il movimento succede che la flessione in avanti del busto causa un aumento della pressione del nucleo polposo dei dischi intervertebrali soprattutto a livello delle ultime vertebre lombari L4 L5 S1.
Il risultato finale si puo’ tradurre in lombalgia acuta o ernia discale con conseguente sciatalgia ed altre sofferenze a strutture nervose,il mio consiglio e’ di tenere la schiena inarcata con il bacino in anteroversione e di limitare molto la discesa arrivando al
massimo alle ginocchia,a questo aggiungerei anche di abolire il gradino che si usa per aumentare la profondita’ di discesa in quanto molto deleterio per le vertebre sacrali e lombari.
Un altro esercizio amatissimo da tutti noi  e’ il lento dietro per i deltoidi,esso ha causato piu’ danni di qualsiasi altro esercizio proprio nel cingolo scapolo omerale.
Il suddetto esercizio,nelle persone con scarsa flessibilita’articolare o in chi ha le spalle anteposte, sottopone la cuffia dei rotatori ad un vero e proprio supplizio causando periartriti che per curarle a volte ci vogliono mesi addirittura anni ricorrendo all’uso di
infiltrazioni di cortisone,ricordo a tutti che i deltoidi lavorano molto quando si eseguono esercizi di pettorali e di dorsali quindi gli allenamenti per questo muscolo devono essere piu’ infrequenti possibile alternando anche periodi di scarico.
Concludo  dandovi appuntamento al prossimo articolo,e se volete scrivermi questo e’ il mio indirizzo  benedetto.angelo@gmail.com

ANGELO BENEDETTO
Personal trainer
Allenatore natural Body building

7 Dicembre 2008

RISPARMIARE OGGI PER NON MORIRE DOMANI

Archiviato in: 3 - Economia & Lavoro — admin @ 15:10

L’homo consumers, tanto osannato in questi tempi dal capo del Governo, trova dei limiti reali e fondati alla sua azione di spesa.
Il messaggio che sta passando in questi giorni, che vede il cittadino come “molla per far ripartire i consumi” e di conseguenza le variabili reali (occupazione, reddito, pil), appare quanto meno infondato, tanto da sembrare una provocazione.
La stato di totale confusione è dimostrato dal fatto che i liberali diventano Keynesiani senza accorgersi del loro passato e i democratici di sinistra prendono spunto dal modello americano, spinti dalla vittoria di Obama.
Lo stato di ansia che si è venuto a creare, della quale conosciamo solamente il 0,1% (la crisi ha effetti devastanti e a lungo termine), porta il policy maker, a fare delle valutazioni approssimative e non esaustive.
Come si può chiedere in questo momento ai cittadini (operai, impiegati, pensionati), di consumare, se il loro reddito è stretto dal caro-vita e dalle condizioni disagiate? Capisco e condivido, che chi governa, non deve mai lanciare messaggi di pessimismo, ma se gli italiani, ad oggi hanno una possibilità di salvare la loro condizione è quella di agire attraverso il comportamento del risparmiatore.
Risparmiare non tanto, per migliorare la condizione oggi, ma per salvaguardare il futuro (famiglia, figli, stato di età pensionabile),perchè quando Keyness, durante la Grande depressione del ‘29 consigliava al cittadino di consumare per far ripartire il sistema, lo faceva in un contesto diverso, e metteva al centro sempre l’azione di Governo, a sostegno della domanda aggregata (investimenti pubblici,deficit spending ecc).
E’ chiaro che il messaggio propagandistico del Governo che si pone al riparo da eventuali responsabilità, scaricando la responsabilità sul singolo consumatore, non incentivando investimenti pubblici (vedi taglio sull’istruzione, tagli al welfare, sugli investimenti pubblici) a sostegno della domanda aggregata, non ci porta lontano e ci metta ancora di più in difficoltà.
Di questa crisi, appena cominciata, non ne vediamo la fine, non ne sappiamo l’entità, non ne vediamo via d’uscita.
A nulla serve la social card (che sembra tanto caritatevole, da togliere la dignità a chi la riceve), a nulla servono messaggi dall’alto, tutto è rimesso all’inteligenza ad alla razionalità del singolo cittadino, che deve guardare e porsi al riparo dalle conseguenza future.
Non può essere certo lui, la scintilla che fa partire il motore, se il motore è bloccato e obsoleto…..L’azione del Governo è quella di lubrificare gl ingranaggi consentendo ad oggi di far ripartire lentamente il sistema, evitando gli sprechi, sostenendo gli investimenti pubblici, premiando l’eccellenza, garantendo un reddito d’ingresso dignitoso, evitando conflitti d’interesse inutili, proteggendo le piccole e medie imprese.
L’homo consumers, non può e non deve certo adaggiarsi sull’azione del Governo, ma deve metterlo alle strette (evitando oggi più che mai di schierarsi dietro ragioni ideologiche e colori politici), chiedendo risposte certe ed esaustive.
Una sinergia questa che garantirebbe un minimo di equilibrio, oggi più che mai indispensabile,perchè nei momenti di crisi ognuna rischia di far come vuole, rischiando l’anarchia totale, che non risolverebbe nulla.
 
RAPACCIONI GIORDANO

1 Dicembre 2008

CONTRO L’INFLUENZA VITAMINA C

Archiviato in: 7 - Sport — admin @ 11:38

 

Contro l’influenza (ricordate della vitamina c) Con l’arrivo della stagione invernale per evitare spiacevoli inconvenienti di salute bisogna prevenire anticipatamente in modo da mettere in protezione il nostro sistema immunitario. Un modo naturale per evitare brutte sorprese e’ di aumentare l’apporto di vitamine,in particolar modo la vitamina c. Questa vitamina ha delle proprieta’ molto benefiche,la si puo’ trovare in tanti agrumi e verdure quali limoni,arance,mandarini,pompelmi,peperoni,pomodori,fragole e kiwi. Il corpo non puo’ per natura sintetizzarla pertanto la si deve assumere dagli alimenti su descritti. Da uno studio risulta che il frutto piu’ ricco in vitamina c sembra essere il kiwi,addirittura un kiwi di media statura puo’ contenere fino a 80mg di vitamina c. la vitamina c Previene i sintomi di senescenza(rughe,incurvamento),previene la formazione del colesterolo nei vasi sanguigni,ed e’ in grado di stimolare la guarigione di ferite post operatorie. Questa vitamina e’ la piu’ conosciuta di tutte per la capacita’ di curare i raffreddori,e di vitale importanza per l’azione benefica sui dolori di schiena o lombari. L’80%dei frequentatori di palestre ne soffre in maniera piu’ o meno critica,infatti la vitamina c in dosi massicce sembra alleviare o addirittura far scomparire dolori al collo, e alle gambe dovuti a lesioni dei dischi cartilaginei. Questa vitamina ha un ruolo importante nella formazione del collageno”cemento”una fibra stabilizzante del nostro organismo,questo collageno e’ una proteina fibrosa ed e’ la componente essenziale dei tessuti connettivi(ossa,tendini,pelle,vasi sanguigni) Lo stress,l’allenamento,il lavoro pesante,l’alimentazione confusa,il fumo,e tanti altri fattori che degenerano il nostro corpo, depauperano le nostre risorse di vitamina c. Purtroppo l’assunzione dei frutti su descritti non viene eseguita da gran parte degli italiani e pertanto un surplus di integratori alimentari sarebbe la combinazione vincente per il nostro sistema immunitario e per evitare spiacevoli raffreddori. Per chi pratica sport intensi la dose ottimale si aggirerebbe intorno ai 2/4 grammi al giorno,mentre per il sedentario fino ad un grammo puo’ bastare. Grazie per le mail che in tanti mi avete scritto,davvero non mi aspettavo da parte vostra cosi tanto interesse nel mio spazio dedicato allo sport,per lo spazio della posta non so’ che dirvi dipende dal direttore Daniele Perello se creera’ questo spazio per darvi modo di formularmi le domande.vi aspetto in tanti al prossimo articolo,lasciate pure dei commenti se leggete questo articolo,o per le vostre domande piu’ riservate scrivetemi pure a benedetto.angelo@gmail.com

Angelo Benedetto allenatore natural body building e personal trainer

5 Novembre 2008

GOOD MORNING USA!!!

Archiviato in: 1 - Politica Nazionale — admin @ 00:26

Obama si , Obama no!
Se continuassi dicendo anche Obama gnam , se famo du spaghi, calvacherei l’onda di una meravilgiosa canzone di Elio e le storie Tese, che in un festival della canzone Italiana di qualche anno fa, brillava per stile e novita’.
Negli Usa e nel mondo ormai da mesi e’ scoppiata l’Obama mania, cioe’ la voglia di portare a sederer alla casa bianca al primo nero della storia d’america.
Un uomo giovane, intraprendente , di rottura che mediaticamente e’ gia entrato nei cuori di rapper americani e ha inventato termini politici come We Cann (noi possiamo), o Change (cambiare), gia’ simbolo delle campagne elettorali nel nostro continente.
Domani mattina il mondo, gli Usa e l’Europa si sveglieranno con un nuovo presidente, e forse con l’uomo nuovo, il senatore Barack Obama.
Mio nipote mi ha chiesto,” perche’ tutto il mondo guarda le elezioni americane?”.
Ed ha aggiunto , 2perche’ quando ti candidi tu non stai su tutte le televisoni”.
Con ironia, e senso di superficilaita’ gli ho risposto che le mie sono solo elezioni comunali, e queste non sono solo quelle nazionali amerciane dove il Presidente lo sceglie la gente(e poi non e’ proprio cosi), inoltre gli Usa sono lo stato piu’ importante del mondo e giocano un ruolo fondamentale nelle guerre e nelle economie mondiali, per questo sono importanti.
Con ingenuita, mi ha poi posto quella domanda, tanto semplice, ma tanto complicata: “e allora cosa cambiera’?”.
Rispondergli in poco tempo sarebbe stato impossibile, e come tutti i grandi gli ho detto, poi ti spiego, adeso sei piccolo per queste cose.
La realta’ e’ che la sua domanda mi ha completamente messo in crisi, cosi da aprire pagine di internet, girare su programmi elettorali, vedere discorsi fatti in ogni stato e farmi una mia idea, diversa, in controtendenza, lontana da quella imposta dai media.
Cosa cambia se vince Obama?
La risposta e’ niente.
Niente perche’ , le differenze tra i due candidati sono sostanzialmente in campo di politica economica e fiscale interna, e nulla in quella Mondiale.
Obama parla di tassazione ai ricchi d’america, alle imprese, mentre Mc Cain parla di libero mercato, di sistema reeganiano, scuola privata e assistenza sanitaria(cose che gia ci sono), ma in politica estera sui temi caldi , nessuno dei due una parola.
Forse niente, perche’ in realta’ la volonta’ del Presidente e’ niente in confronto ai poteri della CIA e di altre organizzazioni.
Forse perche’ Obama e Mc Cain sono un po la stessa persona, se uno si masturba l’ latro viene, un po come Rutelli e Casini.
Forse perche’ apparte bagnarsi le labbra delle solite parole, paesi con la fame, malattie nel mondo, un po come fa il Papa la domenica serve per fare parte di quella categoria rivolta a migliorare il “sociale”, ma senza mai muovere una paglia.
Perche’ nessuno ci dice che in merito alla questione cubana nessuno di loro muovera’ un ciglio?
Eppure cuba cambia, Raul e’ molto piu’ moderato del fratello Fidel, e attende solo una mano dallo stato vicino.
Perche’ non ci dicono che le basi militari di Guantanamo e altre non saranno chiuse?
perche’ non ci dicono che non saranno mandati aiuti a paesi come il brasile, che paga le dittature di anni volute dagli usa(Bush padre), e dal Fondo Monetario Mondiale?
Nessun tg ci racconta che in Argentina, dove io mi trovo mentre scrivo questo articolo, tutti i giorni muore qualcuno perche’ c’e’ la delinquenza e la polizia non ha i soldi per la benzina delle auto, giacimenti che detengono gli Usa?
Perche’ non ci dicono che in Argentina, dopo che hanno capito che l’acqua e’ il pezzo d’oro del futuro , e si sono costruiti dei giacimentio meravigliosi, ora qui arrivano gl Yankee e grazie ai rapporti con la corrotta politica locale si stanno comprando tutto per preparare quella che sara’ il “buisinnes”(detto alla Marlon Brando ne il Padrino) del terzo millennio?
Perche’ non ci dicono che in tutto il sud amerca ci sono sitiuazioni difficili perche’ al posto delle elzioni popolari governa un esercito imposta dagli Usa, e nessuno dei due candidati fara’ niente per cambiare questo?
Dovrebbero anche raccontarci delle idee dei due candidati su come gestire L’Iran per esempio, o come guardare ad economie pericolose come quella cinese?
Oppure potremmo parlare delle centinaia di migliaia di basi Usa nei territori, come ad esempio da noi in Italia, dove in caso di decisoni sbagliate potremmo avere dei danni irreparabili?
Naturalmente di tutto cio Obama anche non parla, ma si sa’ la vita e’ un altra cosa.
Vincera Obama?Cambiera’ molto nelle teste degli americani, spero, portera’ i neri ad un integrazione migliore, spero, ma personalmente , da cittadino del mondo, e da cittadino italiano , non vedo miglioramenti nelle economie e strategie mondiali.
Penso vincera’ il senatore nero, anche perche¡ dara’ la giusta discontinuita’ al mal governo Bush, mapenso che in realta’, come dice una mia cara amica, e come dice nel Gattopardo, si cambia tutto per non cambiare niente.
Un po come da noi del resto, spesso accade, persone, nomine, ma le facce son sempre le stesse.
Dietro Obama e dietro Mc Cain, ci sono sempre le grandi industrie farmaceutiche americane, quell che non mandano i medicianali a Cuba, le grandi aziende petrolifere, la Cia, i servizi segreti americani, le compagnie di produzione di armi e pallottole, e un sistema di intellinge mondiale che tende a controllare il mondo, a modo loro.
Su questo ci sono riferimenti sotrici e culturali che lo dimostrano, ci sono testi scomodi, come Politicamente Scorretto, di Gianni Mina’, o scritture sud amercane di Luis Sepulveda, o i testi di Lula ,prima ancora di essere presidente.
Mc cain e Obama saranno pure due brave persone, onore al vincitore e allo sconfitto, ma personalmente, una politica diversa , dovrebbe portare a scelte diverse,che purtroppo, gia’ so, non ci saranno.
GOOD MORNING WORLD!

DANIELE PERELLO

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